Relazione sulla Gestione 2023
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L’ammontare complessivo dei ricavi delle vendite
consolidate nell’esercizio 2023 risulta pari a 650,3 milioni di
Euro, in flessione rispetto al 2022 (708,6 milioni di Euro)
che comprendeva la posta non ricorrente relativa alle c.d.
“Partite Pregresse” su tariffe idriche riferibili a precedenti
esercizi per circa 15,3 milioni di Euro (sul punto si rinvia al
paragrafo “Tariffe Idriche” inserito negli “Eventi di rilievo nel
corso del 2023”, oltre che alla Relazione Finanziaria Annuale
2022). Al netto di tale partita il totale della voce ricavi e altri
ricavi registra una riduzione meno marcata anche grazie
alla sensibile crescita dei ricavi per attività di
efficientamento energetico. La complessiva flessione dei
ricavi è riconducibile ai minori volumi di gas, energia
elettrica e calore venduti legati alla climatica
straordinariamente mite che ha contraddistinto l’esercizio
2023 e alla forte attenzione ai consumi da parte dei clienti,
anche correlata agli interventi governativi di fine 2022 in
tema di risparmio energetico, e all’andamento in sensibile
riduzione dello scenario energetico. Nella voce “Altri ricavi”
sono inclusi anche i proventi riconosciuti dal legislatore a
titolo di contributi nella forma di crediti d’imposta e
determinati pro quota in base all’incremento dei costi
energetici sostenuti a partire da aprile 2022 dalle imprese
non energivore e non gasivore, rispetto ai medesimi periodi
dell’anno precedente. Tali proventi, riconosciuti con diversi
provvedimenti normativi emanati nel corso del 2022 e
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, si qualificano, nella sostanza, come contributi in
conto esercizio e il loro ammontare, a livello di Gruppo
Acinque per l’esercizio 2023, è pari a circa 4,5 milioni di
Euro (7,5 milioni di Euro nel 2022).
I costi riferiti al personale, espressi al netto delle poste
capitalizzate per investimenti (pari a 10,5 milioni di Euro),
ammontano a 40,1 milioni di Euro, in linea rispetto al
corrispondente periodo 2022 (40,1 milioni di Euro, al netto
di capitalizzazioni per 10,7 milioni di Euro).
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Il legislatore ha emanato nel corso del 2022, a partire dal c.d.
Decreto Sostegni-ter, numerose disposizioni normative che
riconoscono alle imprese (anche a quelle non energivore e non
Gli altri costi operativi dell’esercizio 2023 sono pari a 518,2
milioni di Euro, in flessione rispetto al 2022 (569,7 milioni
di Euro), per le medesime motivazioni sottostanti
l’andamento dei correlati ricavi.
La gestione operativa consolidata evidenzia un Margine
Operativo Lordo pari a 92,0 milioni di Euro, in crescita
rispetto all’esercizio precedente sterilizzando la posta non
ricorrente del 2022 riferita alle partite pregresse idriche di
cui si è detto sopra (83,5 milioni di Euro il MOL riferito al
2022 non considerando le poste non ricorrenti per 15,3
milioni di Euro, 98,8 milioni di Euro il valore pubblicato 2022
e riesposto per effetto dei contributi). Nell’esercizio 2023 si
segnala il positivo contributo al MOL della BU Vendita,
principalmente per l’ottimizzazione della gestione con
efficientamento base costi e per l’effetto incrementale della
customer base elettrica. Al netto della partita non ricorrente
anzidetta, anche il margine operativo lordo della BU Reti
risulta in incremento rispetto al 2022 (36,1 milioni di Euro
nel 2023 contro i 29,8 milioni di Euro nel 2022 non
considerando le partite non ricorrenti per 15,3 milioni di
Euro), principalmente nelle Reti idriche per effetto della
sensibile riduzione dei prezzi dell’energia elettrica, costo
significativo per la gestione del servizio idrico, e grazie alla
realizzazione della plusvalenza legata alla cessione della
concessione di Cernobbio, per scadenza, alla società ‘in
house’ locale, oltre alla registrazione di premi per la qualità
contrattuale ( c.d. RQTI premi annualità 2018-2019) per 2,0
milioni di euro. In flessione il margine nella BU Energia e
Tecnologie Smart (ETS), in particolare nel
teleriscaldamento, che risente dei sopraccitati impatti
negativi derivanti dalla flessione dei volumi per uso
riscaldamento e dalla riduzione dello scenario energetico.
Tali effetti negativi sono stati compensati, a livello
complessivo di BU ETS, dalle attività di efficientamento
energetico. Il MOL della BU Ambiente, per l’impianto di
termovalorizzazione, beneficia dell’incremento dei
gasivore) a determinate condizioni, un credito d’imposta pari
a una quota delle spese sostenute per l’acquisto di energia
elettrica, gas e carburanti, in misura variabile in base al
quantitativi smaltiti e del calore ceduto anche se più che
compensati dalla riduzione dei quantitativi di energia elettrica
venduta per effetto del fermo impianto turbina e dal risultato
dell’igiene urbana, che risente dei generali rincari di molti
costi operativi.
Gli ammortamenti relativi alle immobilizzazioni materiali e
immateriali risultano complessivamente pari a 50,3 milioni di
Euro, in lieve crescita rispetto al 2022 (44,3 milioni di Euro)
in relazione principalmente agli investimenti effettuati.
Nell’esercizio è stato effettuato un accantonamento al fondo
svalutazione crediti pari a 9,3 milioni di Euro (7,2 milioni di
Euro nel 2022), che include anche un accantonamento pari a
6,8 milioni di Euro riferito ad una parte dei c.d. crediti
Superbonus per rifletterne il
fair value,
in relazione alla
flessione dei prezzi di cessione sui mercati finanziari. La voce
svalutazioni, nell’esercizio 2023, include gli impatti delle
attività di “impairment test” per complessivi 3,7 milioni di
Euro come conseguenza dello straordinario contesto attuale
caratterizzato da alti tassi di interesse ed elevati costi
operativi, legati allo scenario macroeconomico (10,0 milioni
di Euro nel 2022). Sul punto si rinvia allo specifico paragrafo
afferente il
“Test di impairment”
presente nelle Note
esplicative al Bilancio consolidato.
Nell’esercizio 2023 l’accantonamento a fondi rischi ammonta
a 0,7 milioni di Euro, mentre nel corrispondente periodo del
2022, si era registrato un accantonamento a fondi rischi per
complessivi 1,6 milioni di Euro.
Il Margine Operativo Netto si attesta a 28,0 milioni di Euro, in
riduzione rispetto ai 37,3 milioni di Euro del 2022 per le
ragioni anzidette.
La gestione finanziaria complessiva del 2023 ammonta a -10,0
milioni di Euro, in sensibile aumento per effetto combinato
dell’incremento dell’indebitamento finanziario medio e del
significativo rialzo dei tassi di interesse, connessi al contesto
periodo di riferimento.