Andamento dei mercati in cui opera il Gruppo
Di seguito si fornisce la disanima dettagliata dei mercati diretti in cui opera il Gruppo e afferenti al core business agro-
industriale; si rimanda alla tabella in calce al paragrafo, per l’andamento dei prezzi sui mercati correlati ovvero dove il
Gruppo agisce principalmente in qualità di rivenditore con esplicito richiamo ai principali settori di vendita per CAI (fonte:
Report Agri-Mercati pubblicata da Ismea il 1° marzo 2023). Quanto di seguito esposto, pertanto, rappresenta il contesto
economico nazionale e internazionale nel quale il gruppo direttamente (attraverso l’attività diretta nella divisione Agro-
industriale) ovvero indirettamente (attraverso la fornitura di beni e servizi al settore agricolo il quale risente ovviamente
del contesto di settore).
I prezzi di alcuni prodotti agricoli nazionali (cereali, semi oleosi, vino, colture industriali), misurati dall’indice dell’Ismea,
hanno registrato un calo congiunturale nell’ultimo trimestre del 2022; malgrado ciò, l’indice nel complesso è aumentato
del 3,9% rispetto al livello del trimestre precedente, principalmente per gli aumenti dell’olio d’oliva, della frutta, degli
ortaggi e dei prodotti zootecnici. L’aumento dei prezzi è ancora più evidente in termini tendenziali: l’indice complessivo
è aumentato del 13,7% rispetto al quarto trimestre dell’anno precedente, sintesi di un +29,3% dei prodotti zootecnici e
di un +2,8% di quelli delle coltivazioni.
Dal lato dei costi di produzione agricola, si registra un incremento congiunturale dei prezzi dei mezzi correnti di
produzione; in particolare, i prezzi dei prodotti energetici nel quarto trimestre hanno ripreso a salire (+7,5%) dopo un
calo osservato nel terzo trimestre (-4,6%). Il confronto con l’ultimo trimestre del 2021 evidenzia ancora un incremento
tendenziale significativo dell’indice dei prezzi dei mezzi correnti, pari al 21,7% per i costi legati alle produzioni vegetali e
al 25,2% per quelli delle produzioni zootecniche. Gli aumenti maggiori si registrano per prodotti energetici (+71,2%),
lavori conto terzi (+33,9%) e mangimi (+31,5%).
Considerando i dati di sintesi del 2022, per le coltivazioni l’aumento dei prezzi dei mezzi correnti di produzione (+24,3%)
è stato superiore a quello dei prezzi dei prodotti (+18,1%), determinando un peggioramento della ragione di scambio. Al
contrario, per la zootecnia l’aumento dei prezzi dei prodotti (+25,5%) ha controbilanciato quello dei mezzi correnti di
produzione (+21,8%), garantendo un miglioramento della ragione di scambio rispetto al 2021. L’aumento dei prezzi si è
accompagnato, nel caso delle coltivazioni, a un calo dei volumi prodotti nel 2022 (-2,2% rispetto al 2021, cfr. Stima
preliminare dei conti economici dell’agricoltura, Gennaio 2022), riconducibile a un’annata caratterizzata da eventi
climatici particolarmente sfavorevoli, con basse temperature primaverili, eccezionali ondate di calore nel periodo estivo
e pressoché totale assenza di precipitazioni e un clima caldo e asciutto che si è protratto per gran parte dell’anno in
molte aree del Paese. Il settore zootecnico ha mantenuto invece volumi produttivi sostanzialmente stabili rispetto al 2021
(-0,3%). Considerando queste dinamiche, secondo le stime Istat il valore aggiunto agricolo nel 2022 dovrebbe segnare
un calo dell’1% in volume e un aumento del 14,2% in valore rispetto all’anno precedente.
La produzione industriale dell’alimentare a novembre ha segnato un rialzo congiunturale dello 0,7% che ha interrotto
una fase di calo dei ritmi produttivi dei due mesi precedenti. Nel complesso tra gennaio e novembre, rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno, l’indice della produzione industriale del Food & Beverage è cresciuto dell’1,5% contro lo 0,7%
del manifatturiero nel complesso. Per quanto riguarda gli scambi con l’estero dell’agroalimentare italiano, si osserva una
notevole impennata del valore sia delle importazioni che delle esportazioni, riconducibile all’inflazione, ma anche una
significativa crescita dei volumi scambiati rispetto al 2021.
Le esportazioni agroalimentari italiane hanno continuato a crescere nel 2022, con un +14,8% sul livello del 2021 che le
ha portate a quota 60,7 miliardi di euro. Per l’export nazionale complessivo, la crescita è stata ancora maggiore (+20%).
A concorrere al risultato per l’agroalimentare sono state soprattutto le esportazioni dell’industria alimentare (+16,7%),
ma la variazione è stata positiva anche per la componente agricola (+4,1%). Nel 2022 è aumentato il valore delle
spedizioni all’estero di tutte le principali produzioni del made in Italy agroalimentare. Tra i segmenti produttivi di maggior
successo all’estero si confermano vini, formaggi stagionati, paste alimentari, prodotti da forno e preparati a base di
pomodoro, per cui il valore dell’export continua a mostrare una dinamica molto positiva, in gran parte dovuta all’aumento
dei prezzi, ma anche a volumi in crescita.
Nel dettaglio, rispetto al 2021 sono cresciute in maniera rilevante le esportazioni di pasta (+40% in valore), formaggi
freschi e latticini (+30%) e conserve di pomodoro (+29%), seguite da passate di pomodoro (+27%), vini spumanti (+21%),
prodotti da forno (+15%); da evidenziare anche l’aumento dell’export in valore del caffè che fa segnare un +27% su base
tendenziale. Nello stesso periodo, le importazioni agroalimentari sono aumentate addirittura del 27,2%, frutto di un +30%