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3. CONDIZIONI OPERATIVE E SVILUPPO DELL’ATTIVITÀ
Nel contesto macroeconomico descritto, il Gruppo ha ritenuto di declinare in chiave
opportunistica la propria politica indirizzando i propri investimenti immobiliari
“diretti” in via maggioritaria su
brownfield
- ossia cespiti per lo più necessitanti di un
contenuto importo di capex laddove non completamente ultimati – e solo in via
residuale su
greenfield
– e quindi su terreni inedificati destinati ad una successiva
valorizzazione – ma, in tal caso, solo se il relativo intervento venga a realizzarsi in
partnership con altri operatori in capo ai quali risulta di fatto traslato il rischio legato
al sostenimento costi non preventivati.
La scelta effettuata, se da un lato ha permesso di contenere l’effetto portato dai forti
rialzi delle materie prime registratisi nel corso dell’esercizio ed in specie nel primo
semestre di questo, dall’altro ha comportato il perfezionamento di nuovi investimenti
in grado di esprimere, sia perché più “rapidi” che per la ridotta componente
“industriale” degli stessi una marginalità relativa più contenuta. Nonostante ciò, la
crescita del loro volume nell’anno ( Euro 32,4 milioni e fronte di Euro 22,2 milioni nel
2021) consente al Margine operativo lordo delle attività operative, ossia il
kpi
di
riferimento del Gruppo, di registrare comunque un incremento assoluto del 6,9% su
base annua, attestandosi ad Euro 16 milioni (a fronte di Euro 15 milioni nel 2021 ( e di
Euro 9,8 milioni previsti nel business plan 21-26) e ciò nonostante gli effetti portati da
una diversa modalità di accounting adottata a partire dall’esercizio in relazione a
talune tipologie di investimento nei termini meglio infra illustrati.
A fianco dell’attività di investimento immobiliare sopra descritta, il Gruppo, oltre a
proseguire in quella focalizzata sull’acquisto di crediti non performing single name –
prevalentemente con strategia repossess – ossia finalizzata al successivo acquisto dei
relativi immobili cauzionali, a loro volta selezionati con i medesimi criteri fissati per gli
investimenti diretti – e, in misura minore, con quella collection - cioè preordinata al
loro recupero mediante accordi stragiudiziali, vendite coattive, ecc – ha dato impulso
alla strategia preordinata ad assumere la gestione di co-investimenti condivisi con
altri operatori finanziari e ciò grazie alle joint ventures raggiunte con il Gruppo DDM ed
il Gruppo Consultinvest. In tale ottica, col primo, si è dato corso alla cartolarizzazione
Assetco e col secondo l’ingresso nel capitale di Borgosesia Gestioni SGR oltre che, del
pari, ad una cartolarizzazione attraverso il veicolo Consultinvest Loans, operazioni
queste che – unite alla promozione di “CyberBorgo", piattaforma basata sull’uso della
tecnologia blockchain e finalizzata a permettere la condivisione con investitori terzi di
operazioni immobiliari e finanziarie - hanno permesso al Gruppo, e ancora più
permetteranno in futuro, il reperimento di mezzi finanziari “supplementari” in grado,
pur a fronte di una inevitabile diluizione della propria partecipazione alla marginalità
generata dai singoli investimenti, di accrescerne presenza e visibilità sul mercato ma,
soprattutto, la generazione di ricavi derivanti dalla gestione degli investimenti
“condivisi” che risulterà sempre a questo affidata. Peraltro, l’implementazione della
politica di co- investimento, nell’attuale contesto economico caratterizzato da un
sensibile rialzo dei tassi di interesse e da una prevedibile stretta creditizia,
permetterebbe di limitare il ricorso all’indebitamento – inversamente proporzionale
rispetto alla durata degli investimenti – senza con ciò penalizzare la redditività
complessiva al cui interno il minor ritorno “di capitale", in termini assoluti, dal singolo
investimento risulterebbe ampiamente compensato da quello prodotto dai servizi
prestati.
Proprio con riferimento all’indebitamento, è necessario qui ancora sottolineare come
al fine assicurare al Gruppo una costante ed adeguata dotazione finanziaria destinata
al supporto, prioritariamente, degli investimenti “proprietari” e, in minor misura, a
quelli “condivisi”, a fronte del rimborso in corso d’anno di cartolarizzazioni, prestiti
obbligazionari ed altre agevolazioni finanziarie per Euro 24,3 milioni – grazie anche ad