BILANCIO CONSOLIDATO 2025
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LETTERA AGLI AZIONISTI Cari Azionisti, Il 2025 ha confermato un contesto geopolitico articolato e instabile. Le tensioni internazionali e la frammentazione di alcuni equilibri strategici hanno continuato a generare incertezza, influenzando le dinamiche delle catene di approvvigionamento e il clima complessivo degli scambi globali. Sul piano economico, tuttavia, sono emersi segnali di graduale stabilizzazione, in particolare in Europa. Il rientro dell’inflazione e il ritorno a condizioni di finanziamento più favorevoli, grazie a una dinamica dei tassi di interesse meno restrittiva rispetto agli anni precedenti, hanno contribuito a creare un contesto più prevedibile per imprese e investimenti. Parallelamente, la rapida diffusione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale sta accelerando processi di trasformazione in numerosi settori industriali e dei servizi, sostenendo nuovi cicli di investimento. Tra i comparti maggiormente interessati si distingue quello dei data center, dove la crescente domanda di capacità computazionale e infrastrutture ad alta efficienza energetica sta generando opportunità di sviluppo lungo l’intera catena del valore. In tale scenario, CAREL ha conseguito risultati di particolare rilievo. A cambi costanti, i ricavi hanno registrato, infatti, una crescita superiore al 10%, confermando la solidità del nostro posizionamento competitivo e la capacità del Gruppo di cogliere opportunità anche in contesti macroeconomici in veloce evoluzione. A queste performance hanno contribuito in modo significativo entrambe le nostre macroaree di business. Il condizionamento ha beneficiato di una domanda sostenuta in diversi segmenti applicativi, non ultimo quello dei centri di calcolo, ed anche la refrigerazione ha evidenziato crescite rilevanti, sostenute da trend strutturali quali l’efficienza energetica e la sostenibilità delle soluzioni impiantistiche. Questi risultati sono il frutto di un insieme di fattori tra loro sinergici. Tra essi spicca l’efficacia della nuova organizzazione introdotta all’inizio del 2025, progettata per semplificare i processi, rendere più lineari i flussi decisionali e aumentare la velocità di esecuzione. Tale evoluzione ci ha permesso di essere ancora più vicini ai clienti e di intercettare con tempestività importanti opportunità di mercato. La crescita dei ricavi si è accompagnata a dei margini solidi. La profittabilità si è infatti attestata appena al di sotto del 20%, posizionandosi nella fascia più alta della guidance di medio termine del Gruppo, nonostante un impegno continuo e significativo negli investimenti in innovazione. La spesa in Ricerca & Sviluppo si è mantenuta superiore al 5% dei ricavi, a testimonianza della volontà di sostenere la crescita futura attraverso soluzioni tecnologiche avanzate e sostenibili. Anche i risultati finanziari sono stati particolarmente positivi e hanno consentito al Gruppo di chiudere l’esercizio con una cassa netta positiva pari a 18 milioni di euro, rafforzando ulteriormente la nostra solidità patrimoniale e la capacità di sostenere le future traiettorie di sviluppo. Il 2025 è stato, dunque, un anno ricco di successi, connotati anche da una forte impronta di sostenibilità. È proseguito il percorso di CAREL verso la decarbonizzazione, con una riduzione delle emissioni Scope 1, 2 e 3 in linea con gli obiettivi definiti dal Gruppo e validati dalla Science Based Targets initiative (SBTi). Gli sforzi compiuti sono stati riconosciuti anche da CDP: per la prima volta nella nostra storia abbiamo ottenuto il punteggio A-, posizionandoci ad un passo dall’eccellenza assoluta in termini di trasparenza e performance ambientale.
4 I risultati conseguiti nel corso dell’anno, così come i progressi compiuti sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione, sono il riflesso diretto della competenza, della passione e del senso di responsabilità che caratterizzano le persone di CAREL. In un contesto globale complesso, la loro capacità di collaborare, innovare e reagire con prontezza ha rappresentato un elemento distintivo e determinante. A tutte le colleghe e i colleghi desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento per il contributo quotidiano e per l’impegno con cui continuano a sostenere la crescita del Gruppo. Desidero infine ringraziare i nostri Azionisti per la fiducia e il supporto costante. Il vostro sostegno rappresenta un elemento essenziale per perseguire con determinazione la nostra strategia e affrontare con successo le sfide future. Luigi Rossi Luciani (Presidente)
INDICE RELAZIONE SULLA GESTIONE AL BILANCIO Al 31 DICEMBRE 2025 .................................................................................................................................... 7 Struttura del gruppo CAREL INDUSTRIES ................................................................................................................... 9 Organi Sociali .............................................................................................................................................................. 10 Attività e mercati .......................................................................................................................................................... 11 Altri fatti di rilievo intervenuti nel corso dell’esercizio ................................................................................................... 17 Sintesi della gestione e andamento economico finanziario del Gruppo ...................................................................... 17 Sintesi andamento economico e finanziario della Società Capogruppo: Carel Industries S.p.A............................................. 21 Risorse umane e organizzazione ................................................................................................................................ 23 Attività di ricerca e sviluppo 2025 ................................................................................................................................ 25 Rendicontazione di sostenibilità………………………………….…………………………………………………………….31 Prospettive sull'andamento dell'esercizio in corso………………………………………..………………………………. 156 Gruppo Carel Industries Prospetti di Bilancio Consolidato e Note Esplicative Al 31 dicembre 2025 ................................................................................................................................... 157 Situazione Patrimoniale e finanziaria consolidata ..................................................................................................... 158 Conto economico consolidato ................................................................................................................................... 159 Conto economico complessivo consolidato ............................................................................................................... 159 Rendiconto finanziario consolidato ............................................................................................................................ 160 Variazioni del patrimonio netto consolidato ............................................................................................................... 161 NOTE ESPLICATIVE ................................................................................................................................................ 162 Attestazione del Bilancio consolidato ai sensi dell’art. 154 bis del D. Lgs. 58/98 e dell’art. 81–ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni ..... 207 Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità ai sensi dell’art81-ter, comma1, del regolamento Consob n.11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni ....................................................................................... 208 Relazioni della Società di Revisione .......................................................................................................................... 209
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RELAZIONE SULLA GESTIONE AL BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2025
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Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 9 STRUTTURA DEL GRUPPO CAREL INDUSTRIES L’organigramma societario del Gruppo al 31 dicembre 2025 è di seguito rappresentato: *= 1% posseduto da CAREL FRANCE SAS
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 10 ORGANI SOCIALI Consiglio di Amministrazione Presidente Luigi Rossi Luciani Vicepresidente esecutivo Luigi Nalini Amministratore Delegato Francesco Nalini Amministratore Esecutivo Carlotta Rossi Luciani Amministratore Indipendente Cinzia Donalisio Lead Independent Director Mario Cesari Amministratore Indipendente Gianluigi Vittorio Castelli Amministratore Indipendente Marina Manna Amministratore Indipendente Laura Rovizzi Collegio Sindacale Presidente Paolo Prandi Sindaco effettivo Saverio Bozzolan Sindaco effettivo Gianna Adami Sindaco supplente Fabio Gallio Sindaco supplente Elena Angela Maria Valenti Società di revisione Deloitte & Touche SpA Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità Presidente Marina Manna Membro Cinzia Donalisio Membro Mario Cesari Comitato Remunerazione Presidente Cinzia Donalisio Membro Marina Manna Membro Mario Cesari Organismo di vigilanza ex Dlgs 231/2001 Presidente OdV Alberto Berardi Componente OdV Arianna Giglio Componente OdV Alessandro Grassetto
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 11 ATTIVITÀ E MERCATI Fondata nel 1973, CAREL opera nella progettazione, produzione e commercializzazione a livello globale di componenti e soluzioni tecnologicamente avanzate (hardware e software) per raggiungere perfomance di alta efficienza energetica nel controllo e nella regolazione di apparecchiature e impianti nei mercati del condizionamento dell’aria (“HVAC”) e della refrigerazione (complessivamente “HVAC/R”). In questo contesto, CAREL progetta, produce e commercializza soluzioni di controllo e umidificazione nell’ambito dei segmenti applicativi: Con riferimento al settore del condizionamento, mercato HVAC (Heating Ventilation Air Conditioning), CAREL offre soluzioni da integrare sia in singole unità, quali pompe di calore, shelter, rooftop, Computer Room Air Conditioner (cd. CRAC), chiller e centrali di trattamento dell’aria. Le applicazioni principali riguardano i data centers, l’industria di processo, le applicazioni commerciali, che sono principalmente rappresentate dalla fornitura di componenti per i sistemi di condizionamento dell’aria degli edifici commerciali e infine le applicazioni residenziali dove CAREL è focalizzata quasi esclusivamente nelle soluzioni di controllo per le pompe di calore. Di seguito alcuni schemi rappresentativi dei sistemi CAREL: • per applicazioni nel campo del condizionamento dei Data Center:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 12 • per centrali trattamento dell’aria: Nel settore della refrigerazione, invece, l’azienda è specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi di controllo nell’ambito dei segmenti applicativi Food Retail e Food Service. L’offerta CAREL è: • per singole unità frigorifere quali beverage cooler, plug-in refrigerator e display cabinets; • per sistemi di refrigerazione commerciale complessi e interconnessi, quali quelli per supermercati di ogni dimensione, convenience store e punti di ristoro; • per sistemi di supervisione per la singola macchina così come per impianti e per centri remoti di supervisione. Esempio di applicazione delle soluzioni CAREL in refrigerazione commerciale Food Retail (Supermarket):
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 13 Esempio di applicazione delle soluzioni CAREL in refrigerazione commerciale Food Service ( Quick Service Restaurant): Esempio di applicazione delle soluzioni CAREL in refrigerazione commerciale Food Service (Beverage Cooler): L’offerta si completa con la fornitura di servizi collegati alle soluzioni CAREL quali per esempio l’attività di commissioning ovvero lavori su commessa, servizio di gestione e monitoraggio da remoto degli impianti e delle componenti applicative HVAC/R del Gruppo, che permette il “dialogo” tra i service center aziendali e i clienti finali, abbonamenti per servizi dedicati alla gestione e controllo da remoto di impianti e macchinari tramite l’elaborazione dei dati raccolti sfruttando le proprietà Internet of Things. La proposta IoT è sviluppata e integra le soluzioni specifiche dei mercati HVAC e Refrigerazione tramite soluzioni sia in cloud che on-premise. Fanno parte della proposta analisi tramite benchmark, statistiche, allarmi e reportistica standard, con cui ciascun utente può ottimizzare le attività quotidiane diventando
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 14 più efficace nel raggiungimento dei propri obiettivi in termini di servizi, energia, qualità e marketing. Lo sviluppo di tali attività costituisce un elemento di rilevanza strategica per CAREL, anche in prospettiva futura. Esempio di soluzioni IoT per i mercati HVAC e Refrigerazione Circa l’80% delle vendite avviene fuori dall’Italia dove il Gruppo dispone di una rete commerciale e di supporto ai clienti molto diffusa e articolata. Nello specifico, CAREL è presente in America (Nord, Centro e Sud), Asia, Australia, Africa ed Europa; è strutturata in 47 filiali commerciali che comprendono 12 stabilimenti produttivi. A questi si aggiungono partner e distributori in altri 75 Paesi.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 15 OVERVIEW DEL BUSINESS L’andamento della gestione 2025 mostra, per il gruppo CAREL, un risultato in crescita rispetto all’esercizio precedente con un incremento dei ricavi dell’8,7%; tale risultato deriva principalmente dalla ripresa della domanda in entrambi i canali in cui opera il Gruppo ed in particolare in Europa ed America. RICAVI PER SEGMENTO DI BUSINESS Le dinamiche della domanda, specialmente nel settore HVAC in Europa e Nord America, hanno portato ad un incremento dei ricavi soprattutto nel comparto commerciale dovuto alla normalizzazione dei tassi di interesse e dell’inflazione; significativa inoltre è stata la crescita dei ricavi derivante dalle soluzioni per i data center. Anche la performance nel mercato Refrigerazione è stata positiva in quasi tutti i mercati grazie alla ripresa del ciclo degli investimenti avviato all’inizio del 2025 e alla transizione verso refrigeranti naturali; la crescita a cambi costanti, infatti, si è attestata al 7,2%. Di seguito la tabella mostra per area di Business l’andamento dei ricavi in migliaia di euro: (in migliaia di euro) 2025 2024 Delta % Delta fx % Ricavi HVAC 450.912 409.974 10,0% 11,9% Ricavi REF 177.189 167.879 5,5% 7,2% Totale Ricavi Core 628.101 577.853 8,7% 10,5% Ricavi No Core 927 683 35,7% 36,2% Totale Ricavi 629.028 578.536 8,7% 10,6% RICAVI PER AREA GEOGRAFICA Analizzando le singole aree geografiche, la regione che riveste maggior peso per il Gruppo, l’EMEA (Europa, Medio-Oriente, Africa), da cui deriva circa il 65% dei ricavi, ha registrato un incremento a cambi costanti pari al 7,7%: a tale risultato contribuisce una performance molto positiva del settore commerciale sostenuta anche dal settore residenziale, legato principalmente a soluzioni per pompe di calore. La crescita è stata infine anche trainata dal settore della refrigerazione. L’APAC (Asia-Pacific), che rappresenta circa il 13% dei ricavi del Gruppo, ha riportato una crescita a cambi costanti pari al 5,9% sostenuta dalla crescita in Cina in entrambi i mercati e in India grazie alla crescita nel settore dell’indoor air quality. I ricavi derivanti dal Nord America, che rappresentano circa il 20% del totale, crescono del 26,2% a cambi costanti e beneficiano di eccellenti performance sia nel settore HVAC, in particolare nelle applicazioni legate al raffrescamento dei centri di calcolo, sia nel settore della refrigerazione sempre più orientato all’utilizzo di refrigeranti a basso impatto inquinante.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 16 Infine, il Sud America (che rappresenta circa il 2% del totale del volume d’affari del Gruppo) riporta risultati a cambi costanti sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente. Di seguito si riporta la suddivisione dei ricavi per area geografica in migliaia di euro: (in migliaia di euro) 2025 2024 Delta % Delta fx % Europa, Medio Oriente e Africa 405.350 376.718 7,6% 7,7% APAC 84.140 83.003 1,4% 5,9% Nord America 125.291 103.600 20,9% 26,2% Sud America 14.247 15.215 (6,4%) 0,0% Ricavi netti 629.028 578.536 8,7% 10,6% QUOTAZIONE SUL MERCATO TELEMATICO AZIONARIO (MTA) In data 11 giugno 2018 Carel Industries S.p.A. è stata ammessa alla quotazione delle proprie azioni ordinarie sul Mercato Telematico Azionario (MTA) segmento STAR gestito da Borsa Italiana S.p.A.. L’operazione ha comportato l’assegnazione di 35.000.000 di azioni ordinarie successivamente incrementate a 40.250.000 in data 25 giugno 2018 a seguito della c.d. Opzione Greenshoe; il collocamento istituzionale ha pertanto riguardato il 40,25% del capitale sociale e il 25,20% del capitale sociale con diritto di voto. Il 5 gennaio 2021 Luigi Nalini S.a.p.a. ha completato la vendita di complessive n. 3.582.560 azioni ordinarie CAREL Industries S.p.A., pari a circa il 3,6%. Nella seconda parte del 2023 è stato concluso un aumento di capitale che ha portato il numero di azioni costituenti il capitale sociale di CAREL Industries S.p.A. da 100.000.000 a 112.499.205. Nel corso del 2025 il valore del titolo è cresciuto del 32,4% attestandosi a 24,55 euro per azione l’ultimo giorno di contrattazioni dell’anno. Tale performance riflette il significativo incremento dei ricavi registrato dal Gruppo, a cui hanno contribuito sia il settore del condizionamento, sia quello della refrigerazione. Il volume medio giornaliero scambiato nel corso del 2025 è stato pari a circa 66.000 azioni, mentre il prezzo massimo raggiunto nello stesso periodo è stato pari a 26,0 euro per azione. IL TITOLO CAREL INDUSTRIES AL 31 DICEMBRE 2025 Quotazione mercato: MTA Segmento STAR di Borsa Italiana Codice Isin: IT005331019 Ticker: CLR Indici: FTSE All-share Capped, FTSE Italia All-Share, FTSE Italia Mid Cap, FTSE Italia Star, FTSE Italia Industria, FTSE Italia Edilizia e Materiali Capitale Sociale Numero di Azioni: 112.499.205 Valore Nominale: non assegnato Utile per azione: 0,65 Dividendo per azione: 0,195 AZIONISTI RILEVANTI 31.12.2025 Numero azioni % capitale sociale Diritti di voto % diritti di voto Luigi Rossi Luciani S.a.p.a. 38,206,863 33.96% 76,386,882 44.46% Athena FH S.p.A. 21,133,420 18.79% 42,245,840 24.59% Capital Research and Management Company 8,582,287 7.63% 8,582,287 5.00% 7 Industries Holding B.V. 7,396,517 6.57% 7,396,517 4.31%
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 17 ALTRI FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI NEL CORSO DELL’ESERCIZIO DISTRIBUZIONE DI DIVIDENDI Nel mese di giugno 2025 la Capogruppo ha distribuito dividendi per complessivi 18.561 migliaia di euro come previsto dalla delibera dell’assemblea degli azionisti del 23 aprile 2025. SINTESI DELLA GESTIONE E ANDAMENTO ECONOMICO FINANZIARIO DEL GRUPPO Di seguito si riportano i principali risultati economici dell’esercizio 2025 confrontati con l’esercizio precedente: (in migliaia di euro) 2025 2024 Delta Delta% EBITDA 1 124.075 104.871 19.205 18,3% EBITDA ADJ 126.075 105.953 20.122 19,0% EBIT 81.959 66.526 15.433 23,2% RISULTATO NETTO 73.681 63.259 10.422 16,5% Al 31 dicembre 2025 l’EBITDA ammonta a 124,1 milioni di euro con un’incidenza sui ricavi pari al 19,7% 2 , in aumento in valore assoluto di 19,2 milioni di euro rispetto ai 104,9 milioni di euro dell’esercizio 1 L’EBITDA è definito dal Gruppo come la somma algebrica dell’utile di esercizio al lordo delle imposte sul reddito, del risultato netto delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto, utili e perdite su cambi, proventi e oneri finanziari, degli ammortamenti e svalutazioni e rappresenta un’utile unità di misura per la valutazione delle performance operative del Gruppo 2 L’EBITDA Margin è definito dal Gruppo come il rapporto tra l’EBITDA e i ricavi -30% -20% -10% 0% 10% 20% 30% 40% 50% gen-25 apr-25 lug-25 ott-25 CAREL FTSE AS +32.4% +31.0%
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 18 precedente (con un’incidenza sui ricavi del 18,1%); tale incremento è attribuibile in larga parte alla crescita del volume d’affari, principalmente nel mercato europeo ed americano e ad una minore incidenza dei costi di acquisto di materie prime, componenti e merci e variazione delle rimanenze rispetto all’esercizio precedente. Al netto degli effetti non ricorsivi, che nel corso dell’esercizio 2025 hanno pesato per circa 2 milioni di euro (1,1 milioni di euro nel 2024) e riferiti a costi sostenuti per attività correlate al processo di M&A, l’EBITDA Adjusted risulterebbe pari a 126,1 milioni di euro con un’incidenza del 20,0% sui ricavi di vendita rispetto al 18,3% dell’esercizio precedente. Il risultato netto ammonta a 73,7 milioni di euro in aumento del 16,5% rispetto all’esercizio precedente. L’incidenza del risultato sui ricavi si attesta al 11,7% rispetto al 10,9% del risultato del 2024. Di seguito si riportano i principali indicatori patrimoniali al 31 dicembre 2025 confrontati con l’esercizio precedente: (in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024 Delta Delta % Capitale immobilizzato netto 3 488.810 508.920 (20.110) (4,0%) Capitale circolante netto 4 48.882 76.909 (28.027) (36,4%) Piani a benefici definiti (7.166) (7.390) 225 (3,0%) Capitale investito netto 5 530.526 578.438 (47.913) (8,3%) Patrimonio netto 482.945 441.535 41.410 9,4% Debiti per opzioni su quote di minoranza ed earn out 66.012 86.714 (20.701) (23,9%) Posizione finanziaria netta (disponibilità) (18.432) 50.190 (68.622) >100% Totale 530.526 578.438 (47.913) (8,3%) Il Capitale Immobilizzato ammonta a 488,8 milioni di euro in diminuzione di 20,1 milioni rispetto ai 508,9 milioni di euro dell’esercizio precedente; gli investimenti del Gruppo, al netto dei diritti d’uso iscritti, ammontano a 22,8 milioni di euro rispetto a 31,6 milioni di euro dell’esercizio precedente; in particolare significativi sono stati gli investimenti in impianti e macchinari presso la Capogruppo e il plant cinese. Gli ammortamenti, inclusivi anche degli effetti derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS16, nel corso del 2025 sono stati pari a 42,1 milioni di euro rispetto a 38,3 milioni di euro dell’esercizio precedente e per 11,4 milioni di euro si riferiscono ad ammortamenti relativi alle Purchase Price Allocation (in linea con l’esercizio precedente). 3 Il Capitale Immobilizzato Netto è definito come somma algebrica delle attività materiali, attività immateriali, partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto, altre attività non correnti meno altre passività non correnti 4 Il Capitale Circolante Netto è definito come la somma algebrica dei crediti commerciali, rimanenze, crediti tributari, crediti diversi, attività fiscali differite, debiti commerciali, debiti tributari, altre passività correnti, passività fiscali differite e fondo rischi al netto dei debiti per opzioni su quote di minoranza. 5 Il Capitale Investito Netto è la somma di (i) Capitale Immobilizzato Netto, (ii) Capitale Circolante Netto e (iii) Piani a benefici definiti
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 19 Il Capitale Circolante Netto ammonta a 48,9 milioni di euro in significativa contrazione rispetto all’esercizio precedente, pari a 76,9 milioni di euro. Al netto dell’effetto cambi, le scorte di magazzino hanno subito un decremento pari a 2,7 milioni di euro per effetto della politica di riduzione delle stesse in linea con le politiche messe in atto nel corso del precedente esercizio; le svalutazioni di magazzino, in valore assoluto, sono rimaste sostanzialmente costanti nei due esercizi. I debiti commerciali e gli altri debiti e crediti si incrementano per complessivi 36,4 milioni di euro solo in parte compensati da maggiori crediti commerciali (+15,4 milioni di euro). I Debiti per opzioni ed earn out si riferiscono alla passività generatasi dall’opzioni put/call iscritta sulla società Kiona nonché ai debiti per earn out verso i venditori di Senva. Il decremento è principalmente relativo alla variazione in diminuzione del fair value della sopracitata opzione ed earn out che ha comportato l’iscrizione di un provento, per complessivi 19,4 milioni di euro a conto economico. La Posizione finanziaria netta del Gruppo ammonta a positivi 18,4 milioni di euro rispetto a negativi 50,2 milioni di euro al 31 dicembre 2024 in aumento di 68,6 milioni di euro. Con riferimento alla posizione netta bancaria, la stessa passa da un ammontare negativo di 17,7 milioni di euro al 31 dicembre 2024 a positivo per 48,9 milioni di euro al 31 dicembre 2025. Nel corso dell’esercizio il Gruppo ha sostenuto un’uscita di cassa di circa 18,6 milioni di euro a fronte del pagamento di dividendi (inclusivi dei dividendi alle interessenze di terzi). Si rimanda al Rendiconto Finanziario Consolidato per maggiori informazioni circa la generazione di cassa del periodo. La posizione finanziaria netta risulta dettagliata come di seguito riportata: (in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024 Passività finanziarie non correnti 60.344 84.433 Passività finanziarie correnti 35.049 36.626 Debiti finanziari non correnti per contratti di lease 23.083 24.934 Debiti finanziari correnti per contratti di lease 6.855 6.605 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti (121.850) (99.119) Attività finanziarie correnti (21.913) (3.290) Posizione finanziaria netta (18.432) 50.190 Posizione finanziaria netta net ifrs16 (48.370) 18.651 Posizione finanziaria netta bancaria (48.949) 17.658 L’Indebitamento Finanziario Netto è composto da: • Passività finanziarie relative a finanziamenti correnti e non correnti verso istituti di credito per complessivi 34,5 milioni di euro (59,3 milioni di euro al 31 dicembre 2024); • Passività finanziarie correnti e non correnti verso obbligazionisti per complessivi 60,0 milioni di euro (59,9 milioni di euro al 31 dicembre 2024); • Passività finanziarie correnti e non correnti verso istituti di credito e altri istituti finanziari per complessivi 0,1 milioni di euro (0,7 milioni di euro al 31 dicembre 2024); • Passività finanziarie correnti e non correnti a fronte delle acquisizioni effettuate per complessivi 0,6 milioni di euro (0,6 milioni di euro al 31 dicembre 2024);
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 20 • Passività finanziarie correnti e non correnti per contratti di lease per complessivi 30,1 milioni di euro (31,7 milioni al 31 dicembre 2024): • Disponibilità liquide per complessivi 121,9 milioni di euro; • Altre Attività finanziarie correnti per 21,9 milioni di euro principalmente riferite a depositi temporanei di liquidità. Il Gruppo ha rispettato i covenant finanziari correlati ai contratti di finanziamento. Si rimanda alle Note Esplicative per maggiori dettagli. Le disponibilità liquide ed attività finanziarie correnti al 31 dicembre 2025 sono detenute per il 58% presso le società italiane del Gruppo, per circa l’8% presso le società nordamericane, per circa il 7% presso la controllata cinese e per il 5% presso il Gruppo Kiona; il rimanente saldo è ripartito tra le altre società del Gruppo. INDICI 2025 2024 ROS 6 13,0% 11,5% ROI 7 15,4% 11,5% ROE 8 15,3% 14,3% ROA 9 9,4% 7,8% Rotazione delle rimanenze 10 2,69 2,31 Durata media incassi commerciali gg 11 61,3 63,4 Durata media pagamenti commerciali gg 12 78,9 81,1 Tax rate – Gruppo 13 22,6% 20,7% R&D - investimenti 14 32.708 32.652 R&D % sui ricavi 15 5,2% 5,6% Capex % sui ricavi 16 3,6% 5,5% Cash Conversion Rate 17 98,0% 65,4% Di seguito si riporta una sintesi dei flussi finanziari dell’esercizio: FLUSSI FINANZIARI DERIVANTI DALLA GESTIONE REDDITUALE (METODO INDIRETTO) (in migliaia di euro) 2025 2024 Utile (perdita) dell’esercizio 73.681 63.259 Utile (perdita) dell’esercizio al netto di ammortamenti e svalutazioni, accantonamenti, oneri (proventi) finanziari, imposte e cessioni di immobilizzazioni 124.650 115.551 Flusso di cassa dalle variazioni del Capitale Circolante Netto 15.773 (7.237) Interessi e imposte pagate (20.247) (22.931) Flusso di cassa netto da attività operative 120.176 85.384 6 Il “Return on Sales” (ROS) è definito come il rapporto tra il risultato operativo e i ricavi. 7 Il “Return on Investment” (ROI) è definito come il rapporto tra il risultato operativo e il Capitale Investito Netto. 8 Il “Return on Equity” (ROE) è definito come il rapporto tra l’utile dell’esercizio e il patrimonio netto consolidato. 9 Il “Return on Assets” (ROA) è definito come il rapporto tra il risultato operativo e il totale attività. 10 L’”Inventory Turnover”, ossia l’indice di rotazione del magazzino, è calcolato come il rapporto tra (i) acquisti materie prime, consumo, merci e variazione rimanenze e (ii) la media delle rimanenze di fine periodo dell’esercizio precedente e delle rimanenze di fine periodo dell’esercizio di riferimento. Tale rapporto è molti-plicato per 365. 11 I giorni medi di incasso dei crediti commerciali sono definiti come il rapporto tra (i) la media dei crediti commerciali di fine periodo dell’esercizio precedente e dei crediti commerciali di fine periodo dell’esercizio di riferimento, e (ii) i ricavi. Tale rapporto è moltiplicato per 365. 12 I giorni medi di pagamento dei debiti commerciali sono definiti come il rapporto tra (i) la media dei debiti commerciali di fine periodo dell’esercizio precedente e dei debiti commerciali di fine periodo dell’esercizio di riferimento, e (ii) la somma di acquisti materie prime, consumo, merci e varia-zioni rimanenze e costi per servizi. Tale rapporto è moltiplicato per 365. 13 Il “Group Tax Rate” è definito come il rapporto tra le imposte sul reddito e il risultato prima delle imposte 14 Gli “R&D Investments” sono definiti come la somma algebrica degli Opex R&D e dei Capex R&D. 15 L’indice “R&D Investments %” è definito come rapporto tra gli R&D Investments e i ricavi. 16 Il “Capex to Sales Ratio” è definito come rapporto tra il flusso di cassa da attività di investimento e i ricavi. 17 Il “Cash Conversion Rate” è calcolato come il rapporto tra (i) il flusso di cassa operativo al netto del flusso di cassa da attività di investimento e (ii) L’EBITDA.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 21 Flusso di cassa da attività di investimento (40.875) (27.647) Variazione nel capitale - - Cessioni (acquisizioni) di interessenze azionarie (1.587) (44.294) Dividendi agli azionisti e alle minoranze (18.620) (21.428) Flusso di cassa da attività di finanziamento (33.498) (46.218) Variazione nelle disponibilità liquide 25.596 (54.202) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio dell'esercizio 96.255 153.321 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio 121.851 99.119 Il flusso di cassa generato dalla gestione operativa netta ammonta a 120,2 milioni di euro in aumento di 34,8 milioni di euro rispetto dell’esercizio precedente, principalmente a seguito della dinamica del capitale circolante. Complessivamente il Gruppo ha generato cassa per 25,6 milioni di euro dopo aver distribuito dividendi per 18,6 milioni di euro ed aver effettuato attività di investimento in attività materiali e immateriali per oltre 22 milioni di euro. SINTESI ANDAMENTO ECONOMICO E FINANZIARIO DELLA SOCIETÀ CAPOGRUPPO: CAREL INDUSTRIES S.P.A. La Capogruppo Carel Industries S.p.A. (la Società) detiene i principali stabilimenti produttivi del Gruppo e ha sede in Brugine (PD). La Società svolge sia la produzione che la commercializzazione dei prodotti distribuendo ai clienti finali nei mercati gestiti direttamente (in particolare Italia) e alle proprie filiali estere nei territori presidiati da queste ultime. La società capogruppo svolge anche un ruolo centrale relativamente alla gestione finanziaria del Gruppo ed in particolare le società europee sono vincolate da un mandato di gestione della tesoreria (cash pooling) con Carel Industries S.p.A. come pooler. Al 31 dicembre 2025 la Società non presentava crediti finanziari relativi al conto corrente di corrispondenza mentre presentava debiti finanziari sempre relativi ai conti correnti di corrispondenza per 46 milioni di euro; i crediti finanziari a lungo termine verso le società controllate passano da 32,2 milioni di euro al 31 dicembre 2024 a 14,3 milioni di euro al 31 dicembre 2025 per effetto principalmente della riclassifica a breve del credito verso Recuperator (15,5 milioni di euro). Nel corso del 2025 la Capogruppo ha rinnovato l’adesione al consolidato fiscale nazionale ai fini dell’imposta IRES per i periodi di imposta 2025-2027 ai sensi degli articoli 117 e successivi del T.U.I.R. assieme alle partecipate Recuperator S.p.A., Enginia S.r.l. e CRC S.r.l. con le quali sono stati sottoscritti singoli accordi quadro. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2025 risulta negativa per 62,2 milioni di euro (negativa per 97,6 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Nel corso dell’esercizio la Società inoltre ha distribuito ai soci dividendi per circa 18 milioni di euro. Si riporta di seguito la sintesi delle principali informazioni economiche e patrimoniali del bilancio della Società. CAREL INDUSTRIES S.P.A. (in migliaia di euro) 2025 2024 Delta% Ricavi verso terzi 119.563 109.401 9,3% Ricavi infragruppo 155.211 122.610 26,6% Ricavi diversi 6.549 5.727 14,4% Costi operativi (243.442) (225.601) 7,9%
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 22 EBITDA 37.881 12.137 >100% Ammortamenti e svalutazioni (13.072) (11.449) 14,2% EBIT (Risultato Operativo) 24.808 688 >100% Proventi/(oneri) finanziari netti 27.713 24.621 12,6% EBT (Risultato prima delle imposte) 52.521 25.309 >100% Imposte (7.923) (2.144) >100% Risultato netto di periodo 44.597 23.165 92,5% L’andamento della gestione 2025 mostra per la Società ricavi verso terzi pari a 119,6 milioni di euro in aumento del 9% rispetto al 2024 e ricavi verso società del Gruppo anch’essi in aumento del 26,6%. Tale aumento, in linea con quanto registrato a livello di Gruppo, è riferito principalmente alle buone performance realizzate in Nord America e in Europa nel mercato HVAC nonché dal positivo contributo del mercato della refrigerazione grazie a maggiori investimenti effettuati nelle catene di supermercati in Europa. Tra i ricavi diversi figurano principalmente le royalties attive verso società del gruppo relativamente a contratti di licenza del know-how, il recupero dei costi di trasporto da clienti terzi e società del gruppo e i contributi derivanti da crediti di imposta per attività di ricerca e sviluppo previsti dalle leggi nazionali. Gli occupati totali passano dalle 753 unità di fine 2024 a 763 unità al 31 dicembre 2025. Tra i proventi finanziari nell’esercizio 2025 sono stati contabilizzati dividendi da società partecipate per 45,3 milioni di euro (28,2 milioni di euro nel 2024) principalmente ricevuti dalle controllate cinese, americana, polacca (Alfaco) e turca. Di seguito si riporta la situazione patrimoniale riclassificata al 31 dicembre 2025 comparata con il periodo precedente: CAREL INDUSTIRES S.P.A. (in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024 Delta % Capitale immobilizzato 450.029 460.788 (2,3%) Capitale circolante 6.901 8.763 (21,3%) Piani a benefici definiti (2.850) (3.140) (9,2%) Capitale investito netto 454.079 466.411 (2,6%) Patrimonio netto 386.538 360.536 7,2% Altre passività / attività per put/call option 5.376 8.250 (34,8%) Posizione finanziaria netta (disponibilità) 62.165 97.624 (36,3%) Totale copertura 454.079 466.411 (2,6%) Il capitale circolante risulta sostanzialmente invariato rispetto al 31 dicembre 2024: l’aumento dei crediti commerciali (64,5 milioni di euro rispetto a 47,0 milioni di euro dell’esercizio precedente) è compensato da una diminuzione delle rimanenze (20,9 milioni di euro rispetto a 27,3 milioni al 31 dicembre 2024), degli altri crediti (5,9 milioni di euro rispetto a 11,8 milioni al 31 dicembre 2024), da maggiori debiti commerciali (61,5 milioni di euro rispetto a 59,0 milioni al 31 dicembre 2024) e maggiori passività correnti (22,1 milioni di euro rispetto a 16,8 milioni al 31 dicembre 2024). Infine, la posizione finanziaria espone al 31 dicembre 2025 un saldo negativo di 62,2 milioni di euro rappresentata da disponibilità liquide e attività finanziarie correnti e non correnti per 113,3 milioni che si confrontano con passività finanziarie per 175,5 milioni di euro, di cui 12,0 milioni di euro relativi a passività finanziarie su contratti di lease. Di seguito si riporta la riconciliazione del patrimonio netto della Capogruppo con il patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2025: (in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024 Patrimonio netto Risultato del periodo Patrimonio netto Risultato del periodo Carel Industries SpA 386.538 44.597 360.536 23.165 Risultato e Patrimonio netto delle società consolidate 349.530 57.346 353.835 53.311 Eliminazione del valore di carico delle società consolidate (437.181) 15.991 (451.949) 9.576
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 23 (in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024 Patrimonio netto Risultato del periodo Patrimonio netto Risultato del periodo Eliminazione dividendi infragruppo - (49.211) - (30.130) Eliminazione dei profitti interni su rimanenze di magazzino (11.318) (490) (10.828) 4.652 Allocazione del Prezzo delle Acquisizioni aziendali 254.302 (2.705) 258.197 (3.689) Altre rettifiche (64.626) 8.132 (74.846) 5.757 Gruppo Carel Industries 477.244 73.661 434.944 62.642 La voce Altre rettifiche include principalmente la valorizzazione dell’opzione put e call relativa al 17,6% della controllata Kiona. SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E AMBIENTE Nel corso dell'anno 2025, in linea con gli esercizi precedenti, a livello Gruppo non si sono verificati incidenti mortali. A livello di Carel Industries S.p.A. non si sono registrati infortuni correlati al lavoro a fronte di poco più di 1.330.000 ore lavorate; sono inoltre pervenute due richieste di malattie professionali rigettate dall'ente esterno a seguito dell'invio dei riscontri richiesti. Nel corso del 2025 a livello di Gruppo, si segnalano 25 eventi lievi sul luogo di lavoro (ventiquattro a carico di dipendenti e uno a carico di lavoratori temporanei), che hanno comportato o un'assenza o una limitazione temporanea dal lavoro per i lavoratori coinvolti. Non si registrano infortuni in itinere con trasporto organizzato dal Gruppo. Si registra un aumento dell'indice di frequenza complessivo (dipendenti e altri lavoratori) del 47% rispetto all'anno precedente a fronte di un incremento del 4% del numero complessivo di ore lavorate nel gruppo. L'assenza dal lavoro è stata molto limitata come rappresentato dall'indice di gravità pari a 0,48 (indice di gravita = giorni complessivi persi/ore lavorate normalizzato su 10.000). Valore quest'ultimo allineato al precedente anno e ciò conferma che, nonostante l'aumento degli eventi, essi sono stati molto lievi e in taluni casi, all'esterno, non hanno comportato assenza dal lavoro. L'azienda non ha subito nel corso del 2025 alcuna citazione né tanto meno condanne per reati commessi in violazione delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro né per reati ambientali nell'anno di riferimento. Si segnala che nel corso del 2025 Carel Industries S.p.A. ha confermato le certificazioni sia in ambito salute e sicurezza, secondo la norma internazionale ISO 45001:2018, che ambientale, secondo la norma internazionale ISO 14001:2015. Complessivamente i siti certificati in materia di sicurezza costituiscono poco più del 30% dei siti produttivi che in termini di superficie occupata rappresentano il 40% del totale, ovvero il 45% del personale presente nei suddetti siti produttivi. Si rimanda per maggior completezza e approfondimento su tutto quanto sopra esposto, all’informativa sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) redatta secondo gli standard ESRS e riportata nel prosieguo del documento. RISORSE UMANE E ORGANIZZAZIONE Al 31 dicembre 2025 il numero di dipendenti in forza al Gruppo, suddiviso per singole aree geografiche, è il seguente: 31.12.2025 31.12.2024 Delta Europa, Medio Oriente, Africa 1.928 1.846 82 APAC 410 398 12 Nord America 307 285 22 Sud America 64 63 1 Totale 2.709 2.592 117
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 24 La struttura organizzativa del Gruppo vede un incremento del numero dei dipendenti (+4,5%) legato all’andamento del business e all’evoluzione del Gruppo derivante dalla nuova struttura organizzativa. Il mix tra blue collars e white collars è rispettivamente del 36% e 61% come rappresentato dalla tabella sottostante: 2025 Totale % Executive 77 3% Impiegati 1.646 61% Operai 986 36% Totale 2.709 100% L’anno 2025 ha visto l’assunzione di 117 collaboratori. FORMAZIONE 2025 La formazione rappresenta uno degli strumenti principali di sviluppo della strategia industriale adottata dal Gruppo, al fine di garantire la massima professionalità all’interno di tutte le aree aziendali; il Gruppo si è storicamente dotato di avanzati programmi di formazione e sviluppo del personale: nel corso del 2025 sono state erogate complessivamente oltre 41.391 mila ore di formazione che corrispondono a poco più di 15 ore medie a dipendente. RELAZIONI INDUSTRIALI A livello di relazioni industriali, il 2025 si è caratterizzato per una costante e costruttiva collaborazione tra gli uffici del personale e le organizzazioni sindacali presenti nei diversi stabilimenti del Gruppo, sia in Italia sia all’estero. La qualità delle relazioni industriali all’interno del Gruppo è inoltre confermata dal limitato livello di conflittualità nei rapporti sindacali. Nel corso del 2025, presso la Capogruppo si sono registrate complessivamente 4 giornate di sciopero, 2 mezze giornate e 5 scioperi della durata di un’ora. Ad eccezione di un caso di sciopero di un’ora indetto per accelerare la chiusura della contrattazione interna, tutte le iniziative sono state proclamate a livello nazionale e hanno registrato un tasso medio di adesione pari al 13,6%. Nel corso del 2025 è stato inoltre rinnovato l’accordo collettivo aziendale in Carel Industries (Headquarter) e in CAREL Adriatic, sito croato del Gruppo. Tali accordi si aggiungono a quello già in vigore in Italia presso Recuperator e al nuovo accordo siglato a marzo 2025 in Enginia. A livello di Gruppo, il tasso di sindacalizzazione continua a rimanere contenuto, a conferma del fatto che, in particolare nei siti produttivi locali e laddove consentito dalle normative vigenti, vengono privilegiate forme di relazioni industriali dirette, ovvero senza la mediazione di una rappresentanza sindacale interna o esterna ai lavoratori. Nel corso del 2025, la percentuale di dipendenti del Gruppo CAREL coperti da accordi di contrattazione collettiva è pari al 57%. La restante parte dei dipendenti è assunta con contratti aziendali o individuali che fanno riferimento alle normative e alle prassi di mercato locali, nonché al Codice Etico e alle Policy di Gruppo in materia di Diritti Umani, Diversità, Ambiente, Salute e Sicurezza. RISORSE IMMATERIALI ESSENZIALI Il Gruppo ritiene che le risorse immateriali essenziali, così come definite dall’art. 1 del D. Lgs. 6 settembre 2024, n. 125 (“D. Lgs. 125”), siano rappresentate dal capitale organizzativo, dal capitale umano e dal capitale relazionale. In merito si rimanda ai paragrafi “Attività di Ricerca e Sviluppo 2025”, “Strategia di Sostenibilità del Gruppo”, “Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori”, “Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti”, “Cultura d’impresa”, “Struttura di corporate governace di Carel” e “Interessi e opinioni degli stakeholder” della presente Relazione sulla Gestione.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 25 ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO Visione Strategica: Intelligenza Integrata di Sistema come Leva Competitiva Nel corso del 2025, il Gruppo Carel ha consolidato il proprio paradigma strategico attorno al concetto di Intelligenza Integrata di Sistema. Tale visione non rappresenta una mera evoluzione tecnologica, ma costituisce il pilastro fondamentale della capacità del Gruppo di generare valore a lungo termine in un mercato globale sempre più dominato dalla necessità di sostenibilità e digitalizzazione. La missione della Ricerca e Sviluppo è rendere l'efficienza energetica un processo autonomo, trasparente e intrinsecamente integrato nei sistemi HVAC/R, trasformando la complessità tecnologica in un vantaggio competitivo immediatamente accessibile ed utilizzabile per i client OEM e per gli utenti finali. Questa strategia implica il consolidamento del ruolo del Gruppo da fornitore di componenti a fornitore di "Integrated Solutions". L'approccio "One-stop-shop" adottato dal Gruppo permette di offrire un portafoglio completo di piattaforme hardware, software e servizi che riducono drasticamente la complessità per i produttori di apparecchiature originali (OEM), creando al contempo elevata fidelizzazione ed un profondo lock-in tecnologico basato sull'interdipendenza tra i vari nodi del sistema. L’integrazione degli asset aziendali complementari, derivanti dalle acquisizioni che il Gruppo ha effettuato negli anni, in termini organizzativi, procedurali e di competenze, rappresenta una sfida cruciale per espandere il potenziale di offerta di soluzioni in grado di coprire un’area sempre più grande della catena del valore. La capacità di intercettare i macrotrend di settore e di sistema, quali la digitalizzazione, la transizione verso refrigeranti naturali e la crescente domanda di automazione, ha permesso al Gruppo di mantenere una crescita pressoché costante negli anni a dimostrazione dell'efficacia di una visione che coniuga innovazione e resilienza macroeconomica. Organizzazione Globale della R&D e Risorse Strategiche A seguito della riorganizzazione strategica del Gruppo, nel corso del 2025 è stata definita e consolidata una nuova ed innovativa divisione, denominata Technology, guidata dal Chief Technology Officer. L'organizzazione Technology integra 4 pilastri competenziali di natura R&D (Innovation Center, Electronic Engineering, Electromechanical Engineering, Digital Technologies) con due aree trasversali, strettamente sinergiche e correlate al processo di generazione del valore, ovvero il team di Piattaforma (Product Management) e Qualità. Un focus particolare è rappresentato dal team dedicato alle tematiche di CyberSecurity. A livello di footprint geografico, la divisione Technology di Carel è strutturata per riflettere la nostra dimensione multinazionale, e le conseguenti strategie di globalizzazione architetturale, assieme alla necessità di rispondere con precisione alle specificità “global for local” e “local for local” dei mercati regionali HVAC/R. Le sezioni R&D della divisione Technology nel 2025 hanno potuto contare, nella sua totalità, su un organico di 321 risorse (di cui 162 presso la capogruppo CAREL Industries S.p.A., 14 presso CAREL USA, 69 presso CAREL China, 4 presso Hygromatik, 5 presso Recuperator, 8 presso Klingenburg (DE e PL), 18 presso Senva e 41 presso Kiona). Il 2025 ha visto uno sforzo importante di razionalizzazione e integrazione delle unità R&D pertinenti alle aziende recentemente integrate nel gruppo di natura meccanica ed elettromeccanica, nell’ambito della costituzione della divisione Electromechanical Engineering. Le missioni dei centri di ricerca e sviluppo del gruppo sono definite strategicamente: I centri R&D in Europa fungono da riferimento per le architetture globali, per le discipline di ingegneria elettromeccanica, e sono focalizzati sull'avanguardia termodinamica per i refrigeranti naturali (CO2, Propano) e sulla conformità alle rigorose normative F-Gas. Il team R&D collocato a Suzhou in Cina è dedicato all'adattamento delle piattaforme globali alle dinamiche del mercato asiatico e alla massimizzazione dell'efficienza della supply chain locale, mentre il team collocato in USA a Manheim (PA) è orientato allo sviluppo di soluzioni critiche per la clientela
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 26 statunitense, all'integrazione di protocolli di comunicazione specifici per il mercato nordamericano, ed in particolare il settore strategico dei Data Center. Il capitale umano è l'asset primario di questa struttura: circa il 12% della forza lavoro totale (su oltre 2.700 dipendenti) è interamente dedicato ad attività di R&D, che tra gli obiettivi ha anche quello di implementare una strategia di "developing talent" che mira a formare esperti capaci di operare sinergicamente attraverso i 5 domini di competenza fondamentali: Hardware & Firmware, Software, Meccanica, Termodinamica e IoT. Questa integrazione multidisciplinare è ciò che ci permette di ricevere riconoscimenti di prestigio mondiale, come l'AHR Expo Innovation Award e il China Refrigeration Award, validando esternamente la qualità dei nostri processi di engineering. Nonostante le sfide geopolitiche, il Gruppo nel corso del 2025 ha investito in Ricerca e Sviluppo il 5,2% dei ricavi per complessivi 32.708 migliaia di euro. Fondamentale è stata l'implementazione della "Production Mirroring Strategy", coordinata tra R&D e Operations, che assicura la replicabilità dei processi produttivi nei 12 stabilimenti produttivi. Il ruolo Centrale del Carel Innovation Center All’interno del Carel Innovation Center (CiC) nel 2025 si è continuato ad investire nel progetto di ricerca condotto in collaborazione con l’Università di Padova, Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, dedicato all’applicazione HVAC delle pompe di calore per il mercato residenziale. In particolare, si sono analizzate le unità ad alta efficienza costituite da compressori a magneti permanenti con capacità variabile, valvole di espansione elettroniche, elettronica di controllo avanzata e refrigeranti naturali (R- 290, propano). Nello specifico la tematica di ricerca è stata rivolta allo studio e allo sviluppo di sistemi elettronici di analisi e predizione guasti, che possono portare alla perdita di efficienza (COP) o di sicurezza (refrigerante). Il progetto ha coinvolto competenze e tecnologie quali la modellistica matematica ed il machine learning, e ha unito diverse campagne di test in camera climatica alla generazione di dati sintetici per ampliare le casistiche collaudate. Nell’arco del 2025 la maturità tecnologica delle logiche è stata portata a livello di TRL 5 e il suo output sono librerie che possono essere integrate nei supervisori Carel mediante linguaggio STone. Inoltre, in continuità con l’anno precedente, si è proseguito lo studio di unità di trattamento d’aria orientandosi principalmente ad ottimizzare le tecnologie presenti nel Gruppo Carel (principalmente Enginia, Recuperator e Klingenburg). Durante il progetto, si è condotta un’analisi delle performance e dell’affidabilità dei diversi componenti quali controllo elettronico, sonde combinate di temperatura ed umidità, umidificatori a resistenza, scambiatori di calore a flussi incrociati o a ruota entalpica, serrande e finestre di ispezione visti come insieme. In particolare, la tematica di studio aveva come obiettivo cercare una soluzione al problema dello sbrinamento, molto impattante nella funzionalità e nei limiti operativi delle unità di trattamento d'aria. Durante tale progetto sono state studiate e sviluppate delle logiche di regolazione che hanno contribuito a migliorare l'efficienza energetica degli sbrinamenti di un 5/8% eseguiti in condizioni di temperatura pari a -25°C. In ultima istanza il progetto si è concentrato sulla consegna di un modello di simulazione della ruota entalpica e della sua modellizzazione dinamica che
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 27 ha l'obiettivo di semplificare la stima delle potenzialità dell'introduzione di nuove geometrie o materiali nelle ruote entalpiche. Tale sviluppo si protrarrà anche nell’anno seguente. Come prima menzionato il CiC è dotato di circa 130 m 2 di camere climatiche all’avanguardia per testare unità HVAC/R costruite con refrigerati naturali come R290 e R744 (Propano e CO2) e con potenze fino a 100kW. In un’ottica di miglioramento continuo nell’arco del 2025 le camere climatiche sono state oggetto di un aggiornamento strutturale sia sul fronte della strumentazione di misura sia sulle prestazioni termo-igrometriche. Il sistema di acquisizione è stato potenziato mediante l’integrazione di moduli National Instruments per la misura ad alta precisione di grandezze elettriche e segnali analogici, inclusi sensori termici quali termocoppie e Pt100 a elevata stabilità metrologica. Sul piano prestazionale, la cabina A2 è stata equipaggiata con una batteria di post-riscaldamento dedicata al controllo fine dell’umidità relativa nelle fasi di deumidificazione, migliorando così la dinamica di regolazione e la stabilità del setpoint igrometrico anche alle basse temperature operative. In collaborazione con R&D Meccanico di Carel nell’arco del 2025 si è concluso il contratto di ricerca con il Dipartimento di Ingegneria Industriale DIEF dell’Università degli Studi di Firenze. La collaborazione prevedeva la modellizzazione dell’eiettore EmJ di Carel in Phyton, allo scopo di poter simulare le prestazioni degli eiettori EmJ con range operativi più estesi rispetto alla DDL già presente in Carel (arrivare a 140bar). Inoltre, tale modello ha consentito di simulare prestazioni di circuiti di refrigerazione in presenza di eiettore. Come secondo obiettivo è stato sviluppato un modello CFD dell'eiettore, in grado di simulare le condizioni fluidodinamiche presenti all'interno della geometria dell'eiettore, con lo scopo di poter investigare l'effetto di variazioni di geometrie. R&D excellence: Agile e PPAP come Garanti di Velocità e Qualità La velocità dell'innovazione deve essere supportata da processi rigorosi. CAREL nel corso del 2025, contestualmente alla riorganizzazione della divisione Technology, ha portato avanti l’introduzione sistematica delle metodologie Agile per lo sviluppo dei prodotti, permettendo una personalizzazione estrema delle soluzioni in base alle esigenze dei clienti OEM. Questo approccio interattivo riduce il rischio di obsolescenza tecnologica durante il ciclo di sviluppo e massimizza la reattività alle fluttuazioni della domanda. In parallelo, l'integrazione del processo PPAP (Production Part Approval Process) garantisce che ogni nuova soluzione integrata soddisfi standard qualitativi di grado industriale prima dell'avvio della produzione di massa. Questa metodologia, mutuata dai settori a più alta affidabilità, è essenziale per le nostre applicazioni in nicchie premium dove la continuità operativa è critica, come nei Data Center o nei processi farmaceutici. L'Ecosistema Software: STone e l'Integrazione dell'AI Generativa
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 28 Il software rappresenta oggi il vero cuore pulsante delle soluzioni Carel, fungendo da tessuto connettivo tra hardware intelligente e servizi digitali. L'ecosistema STone non è solo un ambiente di programmazione, ma la sintesi tecnologica di oltre vent'anni di esperienza nello sviluppo di moduli software proprietari. La sua architettura permette di gestire logiche termodinamiche complesse attraverso una libreria vastissima di algoritmi già validati, riducendo drasticamente i tempi di engineering per i nostri partner. • STone Copilot: Rappresenta la nostra frontiera nell'Intelligenza Artificiale Generativa. Questo strumento, totalmente integrato nell’ambiente di sviluppo, integra le conoscenze pluridecennali di Carel relative ai sistema HVAC/R ed ai propri prodotti e soluzione software, supportando i programmatori nella generazione di codice e nella diagnosi di errori, accelerando lo sviluppo di algoritmi di controllo personalizzati e aumentando la qualità intrinseca delle soluzioni software prodotte. • STone Virtual Loop: Presentato a ISH 2025, questo tool di simulazione avanzata permette di modellare digitalmente i cicli termodinamici, ottimizzando le performance del sistema prima ancora che un singolo componente hardware venga installato. Nel mercato attuale degli sviluppatori di software HVAC, si è osservato un significativo cambiamento: molti sviluppatori non possiedono più una formazione specifica in termodinamica, creando così un divario di conoscenze nel circuito frigorifero. Parallelamente, il mondo del software ha visto un'evoluzione con l'adozione dei concetti di CI/CD (Continuous Integration/Continuous Deployment), che hanno migliorato notevolmente la qualità del software sviluppato. Per rispondere a queste nuove esigenze, abbiamo creato un prodotto innovativo che sfrutta le tecnologie del Digital Twin e del Model-Based Design. Questo software non solo colma il gap di conoscenze, ma offre anche una piattaforma avanzata per la simulazione delle macchine HVAC, garantendo una maggiore efficienza e affidabilità del software di regolazione. Analisi e Controllo con la Piattaforma RED ed il ruolo di Kiona A complemento di STone, la piattaforma RED gestisce le fasi di "Optimise" e "Control" per le performance digitali. Attraverso RED, il Gruppo trasforma i dati grezzi provenienti dal campo in informazioni strategiche, consentendo una gestione proattiva dell'energia e garantendo che i sistemi operino costantemente al loro punto di massima efficienza. La transizione verso un modello basato sui servizi è accelerata dal concetto di Site Performance Optimisation (SPO). Non consideriamo più la singola unità come un'entità isolata, ma puntiamo all'ottimizzazione dell'intero ecosistema tecnologico del sito. Un contributo fondamentale in questo ambito deriva dall'integrazione di Kiona la cui offerta, unita alle capacità di monitoraggio di Carel, permette di offrire servizi di manutenzione predittiva che trasformano la gestione operativa dei siti commerciali e industriali. Leadership nella Refrigerazione Naturale e Soluzioni A3-Ready e CO2 Carel si posiziona come il partner di riferimento per la transizione verso refrigeranti a basso GWP, in particolare per l'uso della CO2 e del Propano (R290). Relativamente alle centrali a CO2, l'Ejector Manager è l'espressione massima della nostra competenza termodinamica. Attraverso l'uso di espansioni modulanti, questa tecnologia permette il recupero energetico nei cicli a CO2 transcritica, rendendo la refrigerazione naturale efficiente e sostenibile anche in climi caldi, dove i sistemi tradizionali soffrirebbero di cali drastici di performance.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 29 Sicurezza e Prestazioni: MPXPRO e Soluzioni iJ Per i refrigeranti infiammabili di classe A3, come l'R290, CAREL ha sviluppato un'offerta "A3-ready" che include controllori avanzati come la serie MPXPRO . Questi dispositivi sono progettati per garantire la massima sicurezza operativa e l'ottimizzazione degli ingombri nelle unità di refrigerazione commerciale. La famiglia di controllori parametrici iJ completa l'offerta per il Food Retail, integrando connettività nativa e interfacce uomo-macchina (HMI) che semplificano radicalmente l'interazione con l'utente senza compromettere la potenza del controllo, Il mercato Food Storage and Display è caratterizzato da una forte domanda di differenziazione. I costruttori si trovano a gestire svariate linee di prodotto all’interno del proprio portafoglio (entry, standard, premium, ecc.), che spesso si distinguono per caratteristiche costruttive, tecnologiche e di interazione con l’utente. In questo contesto, il controllo elettronico rappresenta una parte integrante dell’unità, anche dal punto di vista estetico. Con iJ XL, abbiamo sfruttato il potenziale di customizzazione by design di iJ, offrendo un prodotto premium che ha colmato il gap di portafoglio rispetto ai nostri principali competitors. Innovazioni per Infrastrutture Critiche: Data Center e AHU Il settore HVAC industriale ha visto nel 2025 una crescita significativa grazie alla domanda esplosiva nel segmento Data Center. La strategia R&D per i Data Center si focalizza sulla convergenza tra infrastruttura IT e raffreddamento. L'adozione del protocollo Redfish nei nostri controllori permette ai sistemi HVAC di comunicare direttamente con i software di gestione del data center (DCIM), facilitando un controllo granulare della temperatura a livello di rack e server. In sinergia con le nostre soluzioni di liquid cooling, questo approccio permette di gestire carichi termici elevati con un PUE (Power Usage Effectiveness) significativamente ridotto. Carel ha inoltre introdotto pCOe A-IN, una nuova espansione della famiglia pCO, compatta e con un numero più elevato di I/O, compatibile con i nuovi refrigeranti (A3), per rispondere alle esigenze specifiche dei sistemi di raffreddamento dei data centers, in particolare sistemi a liquid cooling: questi ultimi sono sistemi che necessitano di una precisa gestione della temperatura e di conseguenza di un'ampia integrazione di sensoristica. L'innovazione nelle AHU è il risultato di un'integrazione disciplinata di competenze derivanti da acquisizioni mirate: Recuperator (2018), HygroMatik (2018), Enginia (2021), Klingenburg (2022) e Senva (2022). Questa strategia di "bolt-on M&A" ha permesso di costruire un portafoglio unico che include recuperatori di calore ad alta efficienza, sensori IAQ per la qualità dell'aria, damper intelligenti e umidificatori isotermici e adiabatici avanzati. Sistemi di Supervisione Boss La nuova famiglia di supervisori (Boss e Boss Mini) sono stati sviluppati con l'obiettivo di evolvere la precedente generazione, introducendo una piattaforma più performante e più moderna. Oltre ad una migliore usability (una delle principali richieste del mercato), le nuove funzionalità aiutano a interpretare meglio i dati di consumo (nuovo Thermodebug e nuovo Plugin Energy), oltre a offrire pacchetti per energy management. il BOSS opera come livello intelligente della piramide di controllo, applicando logiche di ottimizzazione basate sui dati di campo e integrando strategie provenienti dai servizi cloud. Diventa così l’anello di collegamento tra controllo locale e intelligenza remota, garantendo continuità operativa e capacità diagnostiche evolute. L'eccellenza in questo campo è stata sancita dal German Design Award 2026, che ha premiato il sistema boss per la sua superiore user experience e l'integrazione funzionale. Non si tratta solo di
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 30 estetica, ma della capacità di rendere fruibili analisi energetiche complesse attraverso HMI intuitive, riducendo il carico cognitivo per i gestori degli impianti. Cyber Security e Resilienza: Conformità al Cyber Resilience Act La sicurezza informatica dei prodotti è per Carel un prerequisito essenziale di progetto, nonché una leva competitiva e di fidelizzazione dei clienti. Carel adotta i principi di "Security by Design" sia a livello hardware che firmware, e, nel corso del 2025, ha iniziato il percorso di adozione dei dettami del Cyber Resilience Act (CRA) dell'Unione Europea, che richiederà uno sforzo di sviluppo e revisione molto significativo, onde arrivare alla deadline del Dicembre 2027 in piena conformità, ed assistere i nostri clienti nel percorso, fornendo “building blocks” robusti e atti, con rigoroso approccio di Risk Analysis by Use Case, a proteggere l'integrità dei dati dei clienti e la continuità delle infrastrutture critiche in cui operiamo. Focus su asset IP come leva strategica di valore Il patrimonio di innovazione sviluppato dal Gruppo nel corso degli anni comprende complessivamente 160 asset di proprietà industriale tutelati, che spaziano dai brevetti per invenzione ai modelli di utilità, dai modelli di design ai software. In particolare, nel 2025 risultano attive 88 famiglie di brevetto per invenzione, comprendenti sia domande concesse che domande ancora pendenti, distribuite per il gruppo. Le attività di innovazione dell’anno 2025 hanno permesso di raggiungere il target di Gruppo definito a inizio anno, con il deposito di 6 nuove domande di brevetto per invenzione: 4 attribuite a Carel Industries e 2 a Carel Suzhou. Tali domande coprono sia soluzioni completamente innovative sia migliorie connesse ai nuovi progetti in partenza che a specifiche richieste dei clienti. Inoltre, nel corso del 2025 sono state portate a concessione ulteriori 12 domande di brevetto distribuite a livello globale. Infine, sono in fase di sviluppo ulteriori iniziative a supporto di una gestione più efficace della proprietà intellettuale in Carel, a partire dall’avvio con successo di un comitato decisionale dedicato, che presidierà tutte le decisioni in ambito IP valutando le strategie di deposito e mantenimento più idonee e vantaggiose per l’azienda.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 31 RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITÀ ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI CRITERI PER LA REDAZIONE ESRS 2 BP-1, ESRS 2 BP-2 La presente Rendicontazione di Sostenibilità (di seguito anche “Rendicontazione”) è redatta su base consolidata con riferimento all’anno di rendicontazione 2025. Il perimetro di consolidamento coincide con quello considerato ai fini del Bilancio Finanziario Consolidato del Gruppo CAREL (di seguito anche “Gruppo” o “CAREL”), la cui Capogruppo è rappresentata da Carel Industries S.p.A (di seguito anche “la Capogruppo”, “la Società” o “CAREL Industries”). La presente Rendicontazione è redatta in conformità agli ESRS (European Sustainability Reporting Standard) previsti della Direttiva UE CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), recepita in Italia dal D. Lgs. 125/2024. La Rendicontazione di Sostenibilità copre la catena del valore con riferimento alle politiche e alle azioni presentate di seguito nel documento, con cui CAREL gestisce gli impatti, i rischi e le opportunità che si manifestano nelle attività a monte e a valle, così come identificati nell’ambito dell’analisi di doppia rilevanza (presentata nella sezione “Impatti, rischi e opportunità” del presente capitolo), e in relazione al calcolo delle emissioni di gas ad effetto serra di Scope 3 (presentato nel capitolo E1 – Cambiamenti climatici). 18 Le metriche riportate nella Rendicontazione di Sostenibilità soggette a stima da parte del management, caratterizzate da un elevato livello di incertezza, sono: • tutte le informazioni prospettiche, in quanto fanno riferimento ad eventi futuri, i cui esiti possono differire, anche sostanzialmente, dalle previsioni effettuate; • la metrica E1-6 - Emissioni lorde di GES, con riferimento alle emissioni di Scope 3 (per informazioni di dettaglio di rimanda al capitolo E1 – Cambiamenti climatici); • le metriche relative all’obbligo di informativa E5-4 - Flussi di risorse in entrata (con specifico riferimento ai requisiti applicativi E5-4 31 a), b), c)); • gli importi CapEx e OpEx identificati quali risorse finanziarie per l’attuazione di azioni future per le quali il Gruppo ha stimato gli investimenti necessari, i cui costi di implementazione, tuttavia, possono sensibilmente variare in considerazione del contesto. Si segnala che, nell’ambito della presente Rendicontazione di Sostenibilità, sono intese come “significative” le spese operative (OpEx) e le spese in conto capitale (CapEx) effettuate durante l’anno di rendicontazione maggiori di euro 10 migliaia. Nessuna metrica presentata nel documento è convalidata da un ente esterno diverso dal soggetto che rilascia l’attestazione della conformità. Non sono stati individuati errori rilevanti in periodi precedenti. Le modifiche apportate a metriche e/o obiettivi rispetto alla Rendicontazione di Sostenibilità 2024 sono opportunamente segnalate in corrispondenza dei relativi valori. La Società non si è avvalsa dell'opzione di omettere una specifica informazione corrispondente a proprietà intellettuale, know-how o a risultati dell'innovazione né dell'esenzione dalla comunicazione di informazioni concernenti gli sviluppi imminenti o le questioni oggetto di negoziazione, a norma dall'articolo 19 bis, paragrafo 3, e dell'articolo 29 bis, paragrafo 3, della direttiva 2013/34/UE. Gli orizzonti temporali considerati ai fini della redazione della presente Rendicontazione, che si discostano dagli orizzonti temporali definiti dall'ESRS 1, sono i seguenti: • breve termine: da 0 a 1 anno. L'orizzonte temporale a breve termine è allineato con il periodo di pianificazione del budget finanziario; 18 Si rimanda al capitolo E1 – Cambiamenti climatici per indicazione della quota delle emissioni Scope 3 misurata usando input provenienti da attività specifiche lungo la catena del valore a monte e a valle.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 32 • medio termine: da 1 a 4 anni. L'orizzonte temporale a medio termine è allineato con il Piano Industriale e il Piano di Sostenibilità di CAREL; • lungo termine: oltre i 4 anni, fino al 2050. L’orizzonte temporale di lungo termine è in linea con il Piano di Transizione Climatica di CAREL, che include anche obiettivi di riduzione delle emissioni al 2050. La Rendicontazione include informazioni prescritte dal Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio e informazioni relative ai Sistemi di Gestione certificati secondo le seguenti norme: ISO 14001 (Sistema di Gestione Ambientale), ISO 50001 (Sistema di Gestione dell’Energia), (Capitolo E1-Cambiamenti Climatici) ISO 45001 (Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro), UNI/PdR 125:2022 (Sistema di Gestione per la Parità di Genere) (Capitolo S1 - Forza Lavoro propria). Sono inoltre incluse metriche specifiche per l’entità, alcune delle quali fanno riferimento al framework GRI Standards. Gli obblighi d’informativa SBM-1 40 a) i. e SBM-1 42 b) sono rendicontati alla pagina 32 della Rendicontazione di Sostenibilità e integrati con le informazioni presenti alle pagine 11 e seguenti della Relazione Sulla Gestione. MODELLO AZIENDALE E CATENA DEL VALORE ESRS 2 SBM-1, ESRS 2 SBM-2 Il Gruppo CAREL 19 è da sempre promotore e protagonista di sistemi di controllo evoluti e soluzioni innovative nel settore Heating, Ventilation, Air Conditioning and Refrigeration (di seguito anche “HVAC/R”). Le "high efficiency solutions" rappresentano una risposta alla salvaguardia dell'ambiente mediante sistemi di controllo ottimizzati e integrati, in grado di far ottenere un sensibile risparmio energetico e una conseguente riduzione dell'impatto ambientale. Gli ambiti di applicazione dei prodotti e servizi del Gruppo CAREL sono riportati nella sezione “Attività e Mercati” della Relazione sulla Gestione, a cui si rimanda per maggiori dettagli. CATENA DEL VALORE A VALLE I clienti principali per CAREL sono tradizionalmente rappresentati dagli Original Equipment Manufacturer (OEM), produttori di unità complete per applicazioni nei mercati HVAC/R che rappresentano una quota significativa del fatturato complessivo del Gruppo; tuttavia, nel corso degli ultimi esercizi il Gruppo ha sviluppato significative relazioni commerciali con altre tipologie di clienti, in particolare progettisti, contractor, end user e distributori, che raggiunge attraverso un’estesa rete logistica basata su trasportatori esterni specializzati. Il Gruppo ha instaurato negli anni un rapporto di partnership con i clienti (cosviluppo) che permette una migliore comprensione delle loro esigenze, supporta il primato nell’introduzione di innovazioni e massimizza la durata del rapporto commerciale con il Gruppo CAREL per la fornitura di componenti, valorizzando il Customer Lifetime Value. CATENA DEL VALORE A MONTE La platea di fornitori del gruppo CAREL è molto ampia ed eterogenea, composta da fornitori di materiali, componenti e prodotti, oltre a una vasta gamma di fornitori di servizi. Si tratta di distributori e costruttori globali per la componentistica elettronica e di costruttori di medie e piccole dimensioni per i materiali, la componentistica meccanica, elettro-meccanica e i prodotti finiti. Le principali categorie di acquisto sono rappresentate dai componenti elettronici (e.g. semiconduttori, pcb, resistenze, condensatori, etc.) ed elettromeccanici (e.g. trasformatori, switch, interruttori, etc.), dai componenti meccanici (sia in plastica che in metallo), dai semilavorati metallici (barre e laminati) e dai prodotti finiti che vengono poi rivenduti (e.g. supervisori, display, sensori, accessoristica, etc.). Nell’ambito del materiale acquistato dal Gruppo rientra anche il packaging utilizzato per il 19 Il numero di dipendenti del Gruppo per aree geografiche è riportato nel capitolo S1 - Forza lavoro propria.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 33 confezionamento e la spedizione dei prodotti. Infine, impianti e macchinari utilizzati nelle varie fasi della produzione dei prodotti costituiscono un flusso in ingresso costante e distribuito nel corso dell’anno. La strategia di approvvigionamento è differenziata in base al segmento di appartenenza del fornitore, definito considerando criteri di impatto sul business e di difficoltà di sostituzione o ripristino della fornitura. Con i fornitori strategici, che sono ad alto impatto e difficili da sostituire, CAREL costruisce relazioni (anche tramite long term agreement) e meccanismi di escalation con i vertici aziendali e valuta periodicamente il rapporto con il fornitore attraverso meeting di allineamento strategico. Con i fornitori a impatto medio ma difficili da sostituire, ccdd. fornitori bottleneck, CAREL implementa politiche di multi- sourcing e localizzazione e monitora la capacità produttiva del fornitore per verificare che riesca a soddisfare la domanda futura del Gruppo. I fornitori ccdd. leverage, a basso rischio di fornitura, sono gestiti tramite gare d'appalto e aste frequenti. Infine, con i fornitori a basso impatto economico e basso rischio di fornitura, CAREL adotta strategie di consolidamento. La gestione dei fornitori include anche il monitoraggio della stabilità finanziaria del fornitore e la valutazione delle sue performance, in termini di consegna e qualità. Grazie a uno strumento di misurazione interno, CAREL è in grado di quantificare il rischio associato alla interruzione di fornitura di ciascun componente, in termini di potenziale danno al business, a partire dal fatturato che i prodotti che lo contengono sono in grado di generare e dai tempi di attivazione della sorgente alternativa. STRATEGIA DI SOSTENIBILITÀ DEL GRUPPO ESRS 2 SBM-1, ESRS 2 SBM-2, ESRS 2 SBM-3, ESRS S1 SBM-2 L’innovazione di prodotto e di processo rappresentano per il Gruppo CAREL due dei principali fattori che hanno contribuito alla sua crescita negli ultimi anni e costituiranno due degli elementi strategici per lo sviluppo dello stesso in futuro. Il Gruppo, infatti, attribuisce da sempre alla Ricerca e Sviluppo un ruolo di rilevanza strategica per mantenere la propria posizione di leadership nel mercato HVAC/R, con l’intento di differenziarsi e di introdurre nel mercato soluzioni tecnologicamente innovative, fornendo ai propri clienti nuovi prodotti, soluzioni e/o servizi che rispondono ed incorporano innovazioni tecnologiche. È la natura stessa dei prodotti e servizi e la loro evoluzione a richiedere, da parte del Gruppo, un continuo potenziamento e miglioramento delle performance dei propri prodotti, delle caratteristiche e dell’affidabilità della propria tecnologia. Uno dei pilastri che guida la strategia di innovazione di prodotto all’interno del Gruppo ha come target principale quello della sostenibilità ambientale, che da diversi anni viene perseguita attraverso due filoni convergenti: da un lato la massimizzazione dell’efficienza energetica con prodotti sempre più smart e interconnessi, e dall’altro l’impiego di gas refrigeranti e fluidi naturali con basso impatto emissivo favorendo così la transizione energetica anche degli utilizzatori finali dei prodotti CAREL. Ciò è particolarmente importante se si considera che, in Europa, circa il 32% 20 dell’energia consumata negli edifici ogni anno è relativo alle applicazioni di riferimento del Gruppo e che i gas refrigeranti tradizionali (HFC), se dispersi in atmosfera, possono produrre un effetto serra migliaia di volte più dannoso rispetto a quello generato dall’anidride carbonica. Si rimanda al capitolo E1 – Cambiamenti climatici per informazioni più specifiche circa gli sviluppi in termini di efficienza energetica e ridotto impatto ambientale dei prodotti CAREL. A questi due filoni, su cui CAREL ha fondato la propria strategia da diversi anni, si affianca un terzo ambito, in cui il Gruppo sta progressivamente intensificando il proprio impegno: l’aumento della circolarità dei prodotti. Questo obiettivo viene perseguito attraverso studi e analisi mirati, da un lato, ad aumentare l’utilizzo di materiale riciclato e, dall’altro, ad accrescere la durata dei prodotti, favorendone la riparazione, il disassemblaggio, il riutilizzo e il riciclo al termine del ciclo di vita. Si rimanda al capitolo E5 – Economia circolare per informazioni di maggior dettaglio. Per promuove efficacemente l’innovazione, il Gruppo riconosce il ruolo centrale delle Persone, considerate il motore principale del progresso e dell’innovazione. In quest’ottica la sfida principale per CAREL è quella di essere un polo attrattivo per talenti, in grado di attirare e trattenere le migliori risorse. 20 Fonte: Energy Performance of Building Directive.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 34 Per questo motivo, in continuità con quanto fatto negli anni precedenti, CAREL mette al centro delle proprie azioni le Persone che costituiscono la sua forza lavoro, ponendo particolare attenzione alla comprensione delle loro esigenze e allo sviluppo del loro talento, e promuovendo un ambiente di lavoro che favorisca la crescita professionale e personale. Questo modo di operare costituisce un asse portante della strategia del Gruppo e una leva fondamentale per lo sviluppo sostenibile. La strategia di CAREL porta quindi con sé gli impatti positivi significativi in termini di contributo allo sviluppo socioeconomico attraverso la creazione di posti di lavoro sicuri, favorendo l’inclusione lavorativa, e di promozione della creatività e dell’innovazione delle risorse umane e sviluppo delle loro competenze trasversali e tecniche. Al contempo, la strategia si articola in direttrici mirate a gestire e mitigare i potenziali impatti negativi connessi allo svolgimento di un’attività aziendale. Si rimanda al capitolo S1 – Forza lavoro propria per un approfondimento sulle attività che determinano gli impatti positivi rilevanti o che consentono di mitigare i potenziali impatti negativi rilevanti e le tipologie di lavoratori che ne beneficiano. In questo quadro, il CAREL Culture Code (cd. CCC), nel seguito descritto, assume un ruolo centrale, avendo l’obiettivo di proporre un’identità aziendale forte e condivisa, in grado di alimentare la coesione tra le persone e l’allineamento verso la realizzazione degli obiettivi strategici. L’approccio di CAREL si concentra quindi sul coinvolgimento attivo delle Persone, facendo in modo che i loro interessi siano integrati nella strategia aziendale; solo così si può costruire una relazione solida e duratura, dove il benessere dei dipendenti è la chiave per un successo sostenibile nel lungo periodo. È in quest’ottica che nel 2025 è stato lanciato il nuovo processo di performance development, basato su competenze che integrano i pilastri del CCC e che verrà diffuso in tutto il Gruppo a partire dal 2026 (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo ESRS S1 - Forza lavoro propria). PIANO DI SOSTENIBILITÀ 2025-2028 E PIANO DI TRANSIZIONE CLIMATICA Nel 2024, CAREL ha aggiornato la propria strategia di sostenibilità attraverso la redazione del nuovo Piano di Sostenibilità quadriennale per il periodo 2025-2028. La redazione del nuovo Piano di Sostenibilità ha visto la collaborazione di diverse Funzioni apicali della Capogruppo ciascuna delle quali ha contribuito, per la propria area di operatività, all’identificazione di obiettivi pluriennali anche considerando le istanze dei diversi stakeholder (interni ed esterni). Gli obiettivi e le iniziative di sostenibilità pianificati sono stati infatti definiti considerando i feedback derivanti dai rating di sostenibilità, che tengono in considerazione gli interessi di diverse categorie di stakeholder (e.g. dipendenti, lavoratori nella catena del valore, etc.) 21 , le evidenze emerse da benchmark condotti su best practice di mercato in materia di gestione delle questioni di sostenibilità, nonché le normative vigenti ed emergenti che hanno una connessione con i temi ESG. Il grado di raggiungimento degli obiettivi identificati nel Piano di Sostenibilità, i quali sono presentati nel dettaglio all’interno dei diversi capitoli tematici, consentono al Gruppo di monitorare le proprie performance in relazione agli impatti, ai rischi e alle opportunità identificati e alle azioni pianificate per la gestione degli stessi. Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, CAREL ha inoltre definito il proprio Piano di Transizione Climatica, identificando obiettivi Near-Term di riduzione delle emissioni, approvati all’inizio del 2025 dalla Science- Based Target iniative (SBTi), al fine di allineare il percorso strategico del Gruppo ai più ampi obiettivi climatici internazionali (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo E1 – Cambiamenti climatici). Le leve di decarbonizzazione e le specifiche azioni previste dal Piano di Transizione sono state integrate nel nuovo Piano di Sostenibilità, che dettaglia l’implementazione delle stesse per il periodo 2025-2028. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il Gruppo ha aggiornato il proprio Piano di Transizione Climatica per il raggiungimento di obiettivi ancora più ambiziosi al fine di contribuire, con la propria strategia e il proprio modello di business, non solo alla limitazione del riscaldamento globale a 1,5 °C, in linea con l'Accordo 21 La forza lavoro propria è stata coinvolta indirettamente nel processo di definizione e monitoraggio del Piano di Sostenibilità tramite il coinvolgimento di tutti i dipartimenti Risorse Umane del Gruppo che hanno fatto sintesi delle istanze dei collaboratori, mentre i rappresentanti dei lavoratori non sono stati coinvolti direttamente nel processo.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 35 di Parigi, ma anche all'obiettivo di conseguire la neutralità climatica entro il 2050, che rappresenta una priorità politica chiave per l’Unione Europea. IL CAREL CULTURE CODE Al fine di proporre un’identità aziendale forte e condivisa, in grado di alimentare la coesione tra le persone e l’allineamento verso la realizzazione degli obiettivi strategici, nel 2021 è stata formalizzata, per la prima volta, la Vision e contemporaneamente è stato comunicato il CAREL Culture Code (CCC) con il quale sono stati disegnati i principi guida della cultura di CAREL. Questi sono espressione, da un lato, del desiderio di continuità con l’identità storica di CAREL e rappresentano dall’altro un ideale e un obiettivo valoriale per il futuro, al fine di consentire alle persone di tradurre in pratica la vision aziendale. Be open! Valorizzando la diversità delle persone e nuovi approcci, guardando a esperienze e conoscenze al di fuori di CAREL, mettendo in discussione lo status quo e operando con un orizzonte globale; Experiment! Per innovare sfruttando cicli brevi e in collaborazione con i clienti, considerando i fallimenti un’opportunità di apprendimento; Care! Chiedere e ascoltare le opinioni degli altri rimanendo trasparenti e tenendo conto del modo in cui le proprie azioni influenzano il lavoro degli altri e contemporaneamente difendendo le proprie idee; Think customer first! Lavorare mettendo la prospettiva del cliente al centro offrendogli la migliore soluzione e il miglior servizio che si è in grado di offrire; Make the difference! Settando obiettivi e criteri di valutazione ambiziosi, chiari e condivisi, prendendosi la responsabilità e i rischi delle proprie azioni e incarnando i principi del CAREL Culture Code INTERESSI E OPINIONI DEGLI STAKEHOLDER Il costante dialogo e il coinvolgimento attivo degli Stakeholder interni ed esterni esprimono la responsabilità che il Gruppo CAREL ha nei confronti del contesto sociale ed economico nel quale opera e consentono di individuare e condividere le principali direzioni di sviluppo e i trend di mercato, considerando sia le opportunità che i rischi che derivano dall’evoluzione dell’industria HVAC/R, a valle, e dell’industria elettronica, a monte. L’attenzione della Società alla qualità delle relazioni con gli stakeholder, espressa anche all’interno del Codice Etico, indirizzata alla comprensione delle loro aspettative e delle loro esigenze, si traduce in un approccio proattivo e un’interazione costante. Il Gruppo riconosce che il coinvolgimento degli Stakeholder è fondamentale per comprendere gli impatti, positivi e negativi, che le attività aziendali possono generare su di essi e agire, rispettivamente, per valorizzarli o mitigarli, ma che rappresenta anche un’opportunità di crescita e arricchimento reciproco, contribuendo così alla creazione di valore sostenibile nel lungo termine. Per tale ragione gli Stakeholder sono continuamente informati delle attività del Gruppo attraverso canali e strumenti di interazione, come riepilogato nella tabella seguente: STRUMENTI E CANALI DI INTERAZIONE A DISPOSIZIONE DEGLI STAKEHOLDER Stakeholder Strumenti e canali di interazione Obiettivi del coinvolgimento Soci, Investitori e analisti • Assemblea degli azionisti • Comunicati stampa • Informativa finanziaria al mercato • Sito internet istituzionale • Attività di contatto quotidiano via telefono e/o e- mail • Conference call • Roadshow • Garantire trasparenza e accesso alle informazioni sulle strategie, le performance e gli impegni del Gruppo in materia di sostenibilità • Favorire una comprensione approfondita dell’integrazione dei criteri ESG nella strategia del Gruppo • Consolidare la fiducia del mercato e degli azionisti •
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 36 Istituzioni finanziarie • Informativa finanziaria al mercato • Incontri periodici con gli istituti di credito • Garantire trasparenza e accesso alle informazioni sulle strategie, le performance e gli impegni del Gruppo in materia di sostenibilità • Favorire una comprensione approfondita dell’integrazione dei criteri ESG nella strategia del Gruppo • Consolidare la fiducia delle istituzioni finanziarie • Favorire l’accesso al capitale finanziario Clienti • Interazione con il personale di vendita e delle filiali • Interazione con le funzioni regionali e di Gruppo (e.g. Top management, S&M, R&D, etc.) • Sito internet istituzionale • Fiere, eventi, seminari • Associazioni di categoria • Indagini di soddisfazione dei clienti (Voice of Customer, Net Promoter Score) • Analisi della brand reputation online e social media • Blog • Favorire il cosviluppo del prodotto • Garantire l’allineamento degli obiettivi del Gruppo alle esigenze e agli interessi dei Clienti • Comprendere i trend di mercato di breve-medio termine Dipendenti e Rappresentanti dei Lavoratori • Programmi inserimento nuovi assunti (CAREL Group Induction Process, CAREL Compass) • Sistema di sviluppo delle performance e delle competenze (Performance Development • Intranet aziendale • Magazine interno per i dipendenti (Display – CAREL People Magazine) • Comunicazione interna tramite meeting e-mail e web media • Incontri periodici di confronto, coinvolgimento e condivisione con le rappresentanze sindacali • Comprendere le esigenze e degli interessi dei lavoratori propri • Creare un ambiente di lavoro attento al benessere delle persone e stimolante • Assicurare lo sviluppo professionale dei lavoratori propri • Aumentare l’attraction e la retention dei talenti Fornitori e partner commerciali • Condivisione del Codice di Condotta Fornitori • Dialogo continuo e trasferimento di buone prassi e competenze • Definizione e condivisione di standard • Visite periodiche negli stabilimenti produttivi • Omologazione e auditing dei fornitori (CAREL Supplier Audit Check-list) • Interazione con il personale del controllo qualità • Software per la gestione degli ordini • Procedura di Vendor Evaluation • Instaurare rapporti commerciali duraturi • Includere aspetti sociali e ambientali nella selezione e valutazione dei fornitori • Mitigare potenziali impatti negativi legati alla catena di approvvigionamento, anche connessi ai lavoratori nella catena del valore • Mitigare i rischi legati ed eventi disruptive nella catena del valore Media e Influencer • Interviste con i vertici aziendali • Press Area del Sito Web Istituzionale • Social media, Blog • Interazione con il personale di vendita e delle filiali • Sito internet istituzionale • Fiere, eventi, seminari • Diffondere la Brand Awareness • Instaurare nuovi rapporti commerciali • Comprendere le opinioni degli stakeholder legate al brand • Assicurare una comunicazione continua degli obiettivi del Gruppo
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 37 • Analisi della brand reputation online e social media Enti e Istituzioni (Enti locali, pubblica amministrazione, enti regolatori, associazioni di categoria) • Incontri con rappresentanti delle istituzioni locali • Comprendere gli interessi degli enti locali • Garantire la compliance con le normative locali Collettività e Generazioni Future (Comunità locali e ONG, Scuole e Università) • Sostegno o supporto di iniziative sociali • Interazione con il mondo accademico e scolastico • Comprendere le esigenze e gli interessi della comunità locale • Favorire lo sviluppo del territorio Associazioni di settore • Partecipazioni ad associazioni di settore nazionali ed internazionali • Comprendere i trend di mercato di medio lungo- termine • Monitorare le normative emergenti impattanti il settore HVAC/R Il dialogo costante con gli stakeholder consente al Gruppo di integrare le loro istanze nelle proprie Politiche di impegno, nella strategia e nel modello aziendale, assicurando che siano allineati ai loro interessi e aspettative. In particolare, CAREL tiene in considerazione gli interessi degli stakeholder sia per valutare l'impatto delle proprie attività su di essi, sia per integrare tali interessi nella definizione della strategia di sostenibilità. A tal fine, nel 2022 l’analisi di materialità aveva visto l’ingaggio diretto di stakeholder interni ed esterni mentre le attività di valutazione della rilevanza condotte nel 2025, in linea con l’anno precedente, hanno coinvolto un Gruppo di Lavoro composto da Funzioni aziendali rappresentative di diversi stakeholder chiave, garantendo un'analisi inclusiva dei loro interessi. Inoltre, i fornitori vengono attivamente coinvolti attraverso la valutazione sulla sostenibilità condotta nella fase di phase-in (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo G1 – Catena di Fornitura), consentendo a CAREL di comprendere meglio gli impatti delle proprie scelte di approvvigionamento. Gli interessi degli stakeholder sono integrati anche nella definizione della strategia aziendale, come dimostrato dal processo di costruzione del Piano di Sostenibilità 2025-2028, che rappresenta uno strumento di rafforzamento della strategia esistente, i cui obiettivi e iniziative sono stati sviluppati tenendo conto dei feedback derivanti dai rating di sostenibilità, che riflettono le priorità di diverse categorie di stakeholder (per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo “Strategia di Sostenibilità del Gruppo” del presente capitolo). L’ESG Team, che è anche incaricato di promuovere il dialogo con gli stakeholder, porta all’attenzione del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, del Comitato Esecutivo e del Sustainability Executive Director (i quali riportano al Consiglio di Amministrazione) le istanze degli stakeholder e i possibili impatti sulla strategia di sostenibilità del Gruppo. GOVERNANCE DELLA SOSTENIBILITÀ ESRS 2 GOV-1, ESRS 2 GOV-2, ESRS 2 GOV-3, ESRS E1 GOV-3 STRUTTURA DI CORPORATE GOVERNANCE DI CAREL La struttura di corporate governance di CAREL, che adotta il sistema di amministrazione e controllo tradizionale, si caratterizza per la presenza dei seguenti organi sociali: ‒ il Consiglio di Amministrazione (di seguito anche “CdA”), incaricato di provvedere alla gestione dell’impresa sociale, che ha costituito al proprio interno il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (di seguito anche “CCRS”) e il Comitato Remunerazione; ‒ il Collegio Sindacale, incaricato di vigilare; ‒ l’Assemblea degli azionisti, competente a deliberare sulle materie riservate alla stessa dalla legge o dallo Statuto. CAREL ha applicato criteri di diversità, anche di genere, nella composizione del Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dell’obiettivo prioritario di assicurare adeguata competenza e professionalità dei suoi membri.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 38 L’Assemblea degli Azionisti del 18 aprile 2024 ha deliberato, tra l’altro, in merito al rinnovo del Consiglio di Amministrazione. Tenuto conto della struttura e della dimensione della Società, anche in ragione del relativo assetto proprietario, nonché del meccanismo del voto di lista previsto nello Statuto, che assicura una procedura di nomina trasparente e una equilibrata composizione dell’organo amministrativo, il Consiglio di Amministrazione, da ultimo in data 25 febbraio 2026, non ha ritenuto necessaria l’adozione di politiche e/o prassi in materia di diversità in relazione alla composizione degli organi di amministrazione, gestione e controllo relativamente ad aspetti quali età, composizione di genere e percorso formativo e professionale. La composizione dell’attuale Consiglio di Amministrazione è conforme alle disposizioni in materia di quote di genere negli organi sociali delle società quotate. In particolare, almeno due quinti del Consiglio di Amministrazione è costituito da amministratori del genere meno rappresentato in conformità alla disciplina vigente in materia di equilibrio tra i generi negli organi sociali delle società con azioni quotate. L’attuale Consiglio di Amministrazione possiede inoltre competenze specialistiche diversificate, inclusa esperienza nella direzione tecnica e generale di realtà operanti in settori affini, rilevanti per le attività del Gruppo e la sua presenza geografica, nell’ICT e nella trasformazione digitale, nella consulenza strategica con focus sulla Lean Manufacturing, nonché nella gestione di società di servizi software. Si riporta di seguito la composizione del Consiglio di Amministrazione, dei suoi Comitati e del Collegio Sindacale. COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E SUOI COMITATI E DEL COLLEGIO SINDACALE 22 2025 Consiglio di Amministrazione Comitato Controllo e rischi Comitato Remunerazione Collegio Sindacale N° Componenti 9 3 3 5 Esecutivi 4 3 3 - Non esecutivi 5 - - - (di cui Indipendenti) (5) (55%) - - - Donne 4 (44%) 2 (67%) 2 (67%) 2 (40%) Uomini 5 (56%) 1 (33%) 1 (33%) 3 (60%) Indice di diversità di genere 23 0,80 2 2 0,67 < 30 anni - - - - tra i 30-50 anni 1 (11%) - - - > di 50 anni 8 89%) 3 (100%) 3 (100%) 5 (100%) RUOLO DEGLI ORGANI DI GOVERNANCE NELLA GESTIONE DELLE TEMATICHE DI SOSTENIBILITÀ Il Gruppo ha istituito specifici organi e ruoli per la sorveglianza degli impatti, dei rischi e delle opportunità. Il Consiglio di Amministrazione definisce le strategie della Società e del Gruppo in coerenza con il perseguimento del successo sostenibile, monitorandone l’attuazione, nonché il sistema di governo societario più funzionale allo svolgimento dell’attività dell’impresa e al perseguimento delle sue strategie, tenendo conto degli spazi di autonomia offerti dall’ordinamento e, se del caso, valutando e promuovendo le modifiche opportune, sottoponendole, quando di competenza, all’assemblea dei soci. Il Consiglio di Amministrazione definisce la natura e il livello di rischio in linea con gli obiettivi strategici del Gruppo, considerando tutti gli aspetti rilevanti per il suo successo sostenibile. Il Consiglio di Amministrazione è 22 Tra i membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo non vi sono rappresentati dei dipendenti e degli altri lavoratori. 23 L’indice di diversità di genere è calcolato come: numero di membri di genere femminile / numero di membri di genere maschile.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 39 inoltre incaricato di approvare le Politiche di impegno 24 , il Piano pluriennale di Sostenibilità nonché l’annuale Rendicontazione di Sostenibilità. Inoltre, nel 2025 e nel 2026 il CdA ha preso visione dell’analisi di doppia rilevanza condotta ai fini della Rendicontazione di Sostenibilità. Gli aspetti di sostenibilità, oltre che nei compiti attribuiti al CdA, sono anche inseriti nell’ambito del processo annuale di autovalutazione, nel contesto del quale ai membri viene chiesto di valutare se nello svolgimento del loro mandato sono state organizzate iniziative finalizzate a fornire un’adeguata conoscenza del settore di attività in cui opera la Società, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione, anche nell’ottica dello sviluppo sostenibile della Società stessa. Al fine di promuovere e implementare al proprio interno le politiche di sviluppo sostenibile, nel 2021 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di attribuire ad un membro del Consiglio, il Sustainability Executive Director, talune deleghe operative in ambito sostenibilità: • definire le politiche aziendali del Gruppo in tema di visione e strategia di Sostenibilità coordinandosi con l’Amministratore Delegato; • definire, coordinandosi con dall’Amministratore Delegato, il sistema di governo della Sostenibilità; • definire, coordinandosi con l’Amministratore Delegato, gli obiettivi di miglioramento periodici verificandone la concreta attuazione mediante un costante monitoraggio; • supportare l’integrazione delle attività di sostenibilità nel piano industriale, nel rispetto del Codice Etico della Società e del Codice di CG, in collaborazione con l’Amministratore Delegato e le funzioni aziendali dedicate (in particolare l’ESG Team e la Funzione Legal & Corporate Affairs); • individuare strumenti e modalità di misurazione della creazione di valore, nel medio e lungo termine, conseguente all’attuazione dei piani di sostenibilità; • sovraintendere periodicamente i progressi delle attività aziendali in tema di sostenibilità; • fornire informazioni periodiche al Consiglio di Amministrazione sui temi di sostenibilità; • partecipare su invito al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità ad una valutazione delle attività svolte e in programma, dei rischi di sostenibilità, nonché del relativo assetto organizzativo; • partecipare, su invito del Comitato Remunerazione, alla definizione di obiettivi ESG nelle politiche retributive; • curare la compliance normativa sul tema monitorando l’evoluzione della normativa di legge e le best practice nazionali ed internazionali; • sovraintendere alla predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità; • definire e coordinare le politiche di engagement e i relativi canali di comunicazione (incluso il sito aziendale) con gli stakeholder in termini di sostenibilità in coerenza con la strategia definita; • gestire gli aspetti reputazionali e la valutazione degli stakeholder in tema di sostenibilità. Il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (CCRS) è istituito all’interno del Consiglio di Amministrazione (CdA) della Capogruppo 25 . Tale Comitato ha il compito di supportare, con apposita attività istruttoria, le valutazioni e le decisioni del CdA relative al Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi nonché l'approvazione della Rendicontazione di Sostenibilità ai sensi del D. Lgs. 125/2024. Il CCRS supporta inoltre il CdA nel presidio delle tematiche di sviluppo sostenibile, inclusa l’attenzione ai cambiamenti climatici, attraverso adeguate attività di indagine, nelle valutazioni e decisioni relative alla gestione dei rischi derivanti da eventi avversi di cui il CdA è venuto a conoscenza, compresi i rischi ambientali, sociali e di governance. Inoltre, tale Comitato assiste il CdA con funzioni istruttorie, consultive e propositive, nelle valutazioni e decisioni in materia di sostenibilità, supervisionando anche l'andamento dell'attività del Gruppo e le dinamiche di interazione con gli stakeholder, definendo e proponendo al CdA le linee guida in materia di sostenibilità e sorvegliando il rispetto dei principi di comportamento eventualmente adottati dal Gruppo e dalle sue controllate. Infine, assicura che le modifiche normative e le leggi in materia di sostenibilità siano accuratamente comprese e valutate in termini di potenziale impatto sul business, assegnando specifici compiti e responsabilità per la loro attuazione, e monitora e riferisce al CdA sulle iniziative internazionali di sostenibilità e sulla partecipazione del Gruppo ad esse, al fine di consolidare la propria reputazione sul fronte internazionale. Periodicamente, il CCRS si relaziona con il CdA in merito 24 Le Politiche di impegno, insieme alle procedure specifiche ad esse collegate, costituiscono il principale strumento di controllo per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti. 25 Le funzioni e il ruolo del CCRS, comprese le modalità di gestione di impatti, rischi e opportunità in materia di sostenibilità illustrate in questa sezione, sono disciplinati dal Regolamento del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 40 alle attività di propria competenza. Il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità si interfaccia periodicamente con l’ESG Team, così da garantire un corretto allineamento rispetto alle attività in corso, agli sviluppi del Piano di Sostenibilità e ai connessi risultati raggiunti. CAREL è infatti anche dotato di un team multifunzionale incaricato di integrare la gestione della sostenibilità in tutte le aree del Gruppo: l’ESG Team. Il team, guidato dal Group Chief Financial Officer (Group CFO), si riunisce con cadenza settimanale e riporta direttamente all’Amministratore Delegato e al Sustainability Executive Director. Supporta inoltre il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella definizione di obiettivi e iniziative da inserire nel Piano pluriennale di Sostenibilità, nonché nel monitoraggio dei progressi nel raggiungimento di tali obiettivi. L’ESG Team, oltre che interfacciarsi periodicamente con il CCRS e il Collegio Sindacale, incontra periodicamente anche il top management aziendale per aggiornamenti sul Piano di Sostenibilità e in generale sulle tematiche ESG (tra cui evoluzione normative e rating). Inoltre, L’ESG Team: • ha la responsabilità di coordinare tutte le attività di sostenibilità e si occupa della redazione della Rendicontazione di Sostenibilità, oltre che alla promozione della sostenibilità all’interno del Gruppo; • promuove il dialogo con gli stakeholder e risponde alle richieste delle agenzie di rating di sostenibilità e degli Investitori Socialmente Responsabili (SRI); • si occupa di gestire gli impatti, i rischi e le opportunità legati alle tematiche di sostenibilità, inclusi i rischi e le opportunità connessi al cambiamento climatico, in collaborazione con le funzioni preposte, e supporta le diverse aree aziendali nell’individuazione delle aree di miglioramento, contribuendo così alla creazione di uno sviluppo sostenibile. La varietà di competenze all'interno del Team (composto da Group HSE Manager, HR Controller, IR Manager, Head of Financial Consolidated Statements, Head of Corporate Communication, HVAC/R Corporate Business Manager and General Services Manager) garantisce che le questioni di sostenibilità siano affrontate e gestite da diverse prospettive e che tutti gli impatti, i rischi e le opportunità di sostenibilità siano presi in considerazione. Il Consiglio di Amministrazione si avvale delle competenze e conoscenze dell’ESG Team per affrontare le tematiche legate alla sostenibilità. Nel 2025 il CdA è stato coinvolto in un percorso di formazione incentrato sui temi ambientali, nell’ambito del quale è stata fornita una panoramica del contesto attuale, del percorso di sostenibilità del Gruppo (attraverso i Piani di Sostenibilità e il Piano di Transizione Climatica) e della strategicità di analizzare l’impatto ambientale dei prodotti CAREL nel mercato di riferimento. Nel 2026, il percorso è stato riproposto coinvolgendo tutta la Direzione di CAREL Industries, con un maggior focus sull’analisi di impatto ambientale dei prodotti CAREL, condividendo i risultati delle analisi condotte nel 2025. Nel 2025 l’ESG Team ha aggiornato il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità sullo stato di avanzamento delle iniziative previste dal Piano di Sostenibilità 2025-2028, attraverso due incontri, uno dedicato ai temi ambientali e uno alle iniziative sociali. Inoltre, in due occasioni la Direzione HR ha aggiornato il Comitato Remunerazioni sull’avanzamento del progetto di implementazione della pay transparency. Nell’ambito del sopracitato incontro di aggiornamento del CCRS in ambito ambientale, è anche stata anticipata la progettualità di estensione del Piano di Transizione Climatica del Gruppo, il quale è stato formalmente approvato dal CdA nel mese di febbraio 2026 – per maggiori dettagli si rimanda al Capitolo E1 – Cambiamento climatico). INTEGRAZIONE DELLE PRESTAZIONI IN TERMINI DI SOSTENIBILITÀ NEI SISTEMI DI INCENTIVAZIONE La politica di remunerazione del Gruppo CAREL relativa all’esercizio 2025, soggetta all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti in data 22 Aprile 2026, è stata costruita con l’obiettivo di mantenere, in continuità con il passato, un approccio operativo responsabile, orientato verso i principi di competenza, performance e sostenibilità. Il costante impegno della Società su questi obiettivi trova, in particolare, riscontro nell’assegnazione di un peso sempre più significativo non solo ai tradizionali target connessi alle performance economico-finanziarie del business ma anche ai parametri ESG, legati alla valutazione dell’impatto delle attività aziendali sull’ambiente, sugli aspetti sociali e sulla governance dell’Azienda. I principi ai quali si ispira la Politica di Remunerazione, sono i seguenti: Equità, Diversità ed Inclusione, Competitività, Sostenibilità e Trasparenza. Anche nel 2025, è continuato il perseguimento di un miglior bilanciamento dei pay mix coerentemente con una visione di sostenibilità di lungo termine; la Politica di remunerazione prevede infatti indicatori di
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 41 natura ESG sia per i sistemi di incentivazione di breve (MBO) che di lungo termine (LTI), definiti con target di natura quantitativa e misurabile. Con riferimento agli LTI 2024 – 2028 (Long Term Incentive), il 30% del valore del premio è collegato ad un parametro di sostenibilità costruito come media aritmetica di 2 indicatori volti a misurare gli impegni assunti dalla Società in materia ambientale, sociale e di governance (ESG). In particolare, il 15% del premio è legato al Decarbonization Plan (riduzione delle emissioni di CO2e dei plant 26 CAREL in linea con la strategia di decarbonizzazione e gli obiettivi di riduzione delle emissioni approvati da SBTi), mentre il 15% è legato alla riduzione del Gender Pay Gap del personale White Collar di CAREL Industries 27 . Tutti gli amministratori esecutivi sono destinatari di LTI. Negli MBO (Short Term Incentive), almeno il 30% del valore nominale dei premi complessivi è collegato al raggiungimento di determinati indicatori di sostenibilità interni la cui valutazione a consuntivo è effettuata dal Comitato per la Remunerazione con il supporto della Direzione Risorse Umane Gli obiettivi ESG individuali sono generalmente assegnati in riferimento allo specifico ruolo ed all’ambito di responsabilità assegnato ai singoli beneficiari ovvero a specifici progetti/attività di natura strategica per i quali gli è stato conferito mandato. Nel 2025 l’obiettivo di performance ESG individuale assegnato all’Amministratore Delegato è stato la riduzione delle emissioni di Scope 1, 2 e 3 in linea con il Decarbonization Plan. SISTEMA DI GESTIONE DEL RISCHIO ESRS-2 SBM-3, ESRS E1 SBM-3, ESRS E1 IRO-1 La capacità di un'azienda di gestire efficacemente i rischi aziendali serve a proteggerne il valore nel tempo e a favorirne la sostenibilità a lungo termine. Il Gruppo CAREL, ispirandosi alle best practice nazionali e internazionali, ha istituito e implementato un Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR), che costituisce parte integrante della Corporate Governance del Gruppo e indica specifiche regole, procedure e responsabilità organizzative per la corretta identificazione e gestione dei rischi aziendali, mirate a garantire una conduzione dell’impresa coerente con gli obiettivi prefissati dal Consiglio di Amministrazione. Il sistema di controllo interno e gestione dei rischi consente l’identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi nonché l’attendibilità, l’accuratezza, l’affidabilità e la tempestività dell’informativa societaria. Inoltre, tale sistema contribuisce alla conduzione delle attività di business in modo coerente rispetto agli obiettivi di Gruppo, anche nell’ottica della sostenibilità nel medio e lungo periodo dell’attività della Società – in termini economici, patrimoniali, finanziari e di impatto prodotto sui fattori Environmental, Social & Governance (ESG) – concorrendo ad assicurare la salvaguardia del patrimonio sociale, l’efficienza e l’efficacia dei processi aziendali, la conformità alle normative di riferimento, così come il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. Il modello di gestione integrata dei rischi all’interno del Gruppo CAREL è diretto ad assicurare la mappatura di tutte le tipologie di rischio che potrebbero ostacolare il raggiungimento degli obiettivi strategici del Gruppo o danneggiarne la reputazione. La gestione del rischio nel Gruppo CAREL comprende l’identificazione dei rischi, la valutazione, il controllo e monitoraggio periodico dei rischi e il reporting dei medesimi mediante procedure qualitative e/o quantitative. 26 I plant produttivi includono: CAREL Industries, Enginia, Recuperator, CAREL Adriatic, Hygromatik, CAREL Sud America, CAREL USA, CAREL Suzhou, Arion, Senva, Klingenburg International, Klingenburg GmbH, Sauber. 27 La modalità di calcolo del gender pay gap per il LTI non è la medesima richiesta dagli ESRS: il calcolo per il LTI è definito in modo più definito e specifico per classificazioni omogenee applicabili, in modo da essere più analizzabile.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 42 Il modello viene seguito nelle decisioni strategiche e nei processi decisionali rilevanti, e considera sia i rischi di natura interna sia i rischi di natura esterna della Società. In particolare, i rischi di natura interna sono gestiti tenendo conto della classificazione dei rischi in quattro differenti categorie: finanziari, strategici, operativi, di compliance. L’elenco completo e dettagliato dei rischi e degli impatti riguardanti il Gruppo CAREL è mappato all’interno del registro dei rischi ERM (Enterprise Risk Management). Al fine di favorire l’integrazione della valutazione dei rischi nella definizione delle scelte aziendali ai diversi livelli aziendali, creando e diffondendo una cultura comune di gestione del rischio in tutto il Gruppo, il Modello di Enterprise Risk Management prevede il coinvolgimento di tutto il management aziendale e in particolare di alcuni soggetti specifici. Nel dettaglio, la gestione dei rischi all’interno del Gruppo CAREL coinvolge una pluralità di soggetti/funzioni tutte interconnesse tramite un accurato sistema di flussi informativi: l'Amministratore Delegato, il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, il Responsabile del Risk Management, l’Internal Audit e i Process owner. IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI • Identificazione da parte del Management dei rischi (Risk Universe) potenzialmente in grado di impattare le strategie e gli obiettivi aziendali attraverso la definizione del Modello dei Rischi di Gruppo. VALUTAZIONE DEI RISCHI • Valutazione dei rischi da parte del Management mediante strumenti di valutazione e secondo i criteri dell’Impatto e della Probabilità di accadimento dell’evento avverso. • La valutazione dell’impatto dei rischi è effettuata sia su base quantitativa (economico-finanziaria) sia qualitativa (reputazionale, di compliance normativa e procedurale), con un ulteriore focus sugli impatti ESG e HSE. Sulla base di tali criteri, viene inizialmente determinato il rischio inerente, inteso come il massimo livello di rischio ipotizzabile in assenza di qualsiasi attività di controllo. La successiva valutazione delle azioni di mitigazione poste in essere dall’organizzazione per ciascun rischio consente la definizione del rischio residuo, ossia il rischio rimanente dopo l’applicazione di tutte le misure di prevenzione e protezione. CONTROLLO E MONITORAGGIO DEI RISCHI • Definizione, da parte del Management, della strategia e delle attività di risposta ai rischi, in base alla valutazione del rischio (es. eliminare/ridurre, trasferire, monitorare, accettare). • Monitoraggio periodico del portafoglio rischi per valutarne la dinamica e per verificare l’efficacia operativa delle strategie di risposta definite. REPORTING • Flussi di comunicazione continua dei processi e dei sistemi aziendali posti a presidio dei rischi attraverso un’attività di reportistica periodica.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 43 La Funzione Internal Auditing ha la responsabilità di fornire assurance indipendente sull’adeguatezza ed effettiva operatività del SCIGR. A tal fine, annualmente la Funzione predispone un Piano di attività che, dopo la condivisione con l’Amministratore Incaricato del SCIGR e il Comitato Controllo Rischi e sostenibilità, viene approvato dal Consiglio di Amministrazione. Il perimetro delle attività da svolgere include audit operativi e di compliance sui processi della Capogruppo e delle società del Gruppo secondo le priorità e le criticità emerse dall’attività di risk assessment effettuata all’inizio dell’anno, in fase di predisposizione del Piano, la quale è infatti finalizzata a definire la pianificazione delle attività di internal audit in ottica “risk-based”. L’obiettivo delle attività di auditing è di verificare, da un lato, che le attività operative svolte nelle società siano in linea con le procedure in vigore e, dall’altro, che le procedure stesse siano periodicamente aggiornate e rese disponibili ai diversi enti. A partire dal 2022 è stata programmata ed approvata l’inclusione delle tematiche di sostenibilità all’interno delle attività di audit. In particolare, sono state condotte indagini mirate ad approfondire la conoscenza, la consapevolezza e la diffusione del Piano di Sostenibilità approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nonché il processo di rendicontazione delle informazioni di carattere non finanziario. Durante il 2025 sono stati gestiti nr. 4 audit sui processi della Capogruppo e nr. 2 audit nelle società estere del Gruppo, nonché diverse attività di follow-up risultanti dalle attività di audit svolte nel corso degli esercizi precedenti. Le attività di audit del 2025 hanno interessato in particolar modo determinati aspetti relativi alle aree e ai processi HSE, ICT/ICS, Product Compliance (con specifico focus sui rischi di compliance dei prodotti CAREL in relazione sia alla compliance normativa/legale sia all'adeguatezza rispetto ai requisiti di mercato e/o delle applicazioni finali) e International Sanctions/Custom Compliances con riferimento alla Capogruppo. Nelle società del Gruppo oggetto di audit per il 2025 sono state condotte attività di general review delle procedure relative ai principali processi in essere. Sono state inoltre condotte specifiche attività mirate alla verifica del rispetto dei principi e dei valori aziendali, con particolare attenzione ai contenuti dichiarati e indicati nelle policy e negli altri documenti diffusi a livello di Gruppo, quali, a titolo esemplificativo e ove applicabili, procedura Anticorruzione, politica sui Diritti Umani, Codice Etico e Modello 231/01. ANALISI DI RISCHI E OPPORTUNITÀ LEGATI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO Consapevole della necessità di individuare e gestire le sfide connesse ai cambiamenti climatici, CAREL ha qualificato il climate change quale categoria di rischio esterno che impatta la propria redditività, operatività nonché reputazione. Al fine di valutare la propria resilienza di fronte ai cambiamenti climatici e conseguentemente sviluppare una visione strategica di medio-lungo termine che integri i rischi e le opportunità connesse al cambiamento climatico, nel 2023, nell’ambito del più ampio processo di Risk Management aziendale, il Gruppo ha consolidato il proprio processo di identificazione, valutazione e gestione dei rischi climatici, attraverso lo svolgimento di un'attività di analisi quali-quantitativa degli scenari climatici, ad aggiornamento delle valutazioni qualitative preliminari condotte negli anni precedenti. La necessità di utilizzare specifici strumenti, quali l’analisi di scenario, per integrare adeguatamente le questioni legate al clima nel processo di gestione dei rischi e quindi di identificare, valutare e controllare e monitorare i rischi climate-related deriva dalle caratteristiche peculiari di tali rischi i quali, per esempio, possono manifestarsi su orizzonti temporali più lunghi rispetto a quelli generalmente considerati e con effetti diversi in base alla geografia. Per classificare i rischi rientranti nella categoria climate change, CAREL ha scelto di rifarsi alle raccomandazioni della Task Force on Climate Related Disclosure (TCFD), che suddivide i rischi legati al clima in due macrocategorie, entrambi capaci di influenzare in modo sostanziale le dinamiche aziendali e il contesto operativo: rischi legati alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e rischi connessi agli impatti fisici dal cambiamento climatico.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 44 I rischi di transizione sono associati al passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio, che può comportare notevoli cambiamenti a livello normativo, economico, tecnologico e di mercato in risposta alle esigenze di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. A seconda della natura di questi cambiamenti e della velocità con cui si realizzano, i rischi di transizione si traducono in impatti finanziari, operativi e reputazionali di diversa entità. Diversamente, i rischi fisici derivanti dai cambiamenti climatici possono essere determinati da eventi (acuti) o da cambiamenti a lungo termine nei modelli climatici (cronici) e possono avere implicazioni finanziarie per le organizzazioni in termini di interruzione delle attività e di danni agli asset aziendali. Al contempo, in questa transizione verso un’economia cosiddetta low-carbon, gli sforzi compiuti dalle organizzazioni per mitigare ed adattarsi al cambiamento climatico, possono far emergere delle opportunità per le stesse, per esempio attraverso una gestione più efficiente delle risorse, l’adozione di fonti energetiche a basse emissioni di carbonio, lo sviluppo di prodotti innovativi e di nuovi servizi, l’accesso a nuovi mercati e una maggiore resilienza del business, indispensabile in un mondo caratterizzato da cambiamenti rapidi e costanti. L’individuazione, la valutazione, il controllo e monitoraggio dei rischi climatici hanno seguito il processo di gestione del rischio definito nell’ambito del SCIGR, che è stato talvolta opportunamente adattato per garantire di affrontare in modo adeguato le caratteristiche peculiari di tali rischi. Mentre i rischi di transizione sono stati analizzati a livello di Gruppo, i rischi fisici sono stati considerati a livello di singolo plant produttivo / filiale commerciale (a partire dalle coordinate geografiche degli stessi); il diverso approccio deriva dal fatto che i rischi fisici variano in base all’area geografica mentre i rischi derivanti dalla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio sono tendenzialmente applicabili su scala globale (con qualche eccezione, come nel caso dei rischi derivanti dalla regolamentazione attuale / emergente) 28 . I risultati ottenuti dall’analisi quali-quantitativa degli scenari climatici sono stati opportunamente aggregati e conseguentemente integrati all’interno del registro dei rischi ERM. Pertanto, coerentemente con quanto previsto dal modello di gestione integrata dei rischi, i rischi climate-related identificati sono stati valutati da parte del Management secondo i criteri dell’Impatto e della Probabilità di accadimento dell’evento di rischio che determina i connessi impatti negativi. Intersecando Impatto e Probabilità di accadimento, CAREL ha valutato la significatività dei rischi connessi al cambiamento climatico rispetto alla propria propensione al rischio, e li ha pertanto prioritizzati. Dalla prioritizzazione ottenuta – basata sulla 28 L’analisi sui rischi fisici non è stata condotta sulla catena di fornitura; tuttavia, un’interruzione del business conseguente al verificarsi di un evento climatico estremo a danno di siti produttivi di fornitori strategici potrebbe portare alla mancata fornitura di materiale a CAREL, con conseguenti rallentamenti e/o interruzioni dell’attività propria del Gruppo.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 45 valutazione di significatività del rischio residuo – il Management ha definito le strategie e le attività di risposta, con particolare attenzione ai rischi più significativi. CAREL manterrà attivo il proprio processo di identificazione e valutazione dei rischi e delle opportunità emergenti connesse al cambiamento climatico, attraverso un aggiornamento annuale, al fine di integrare sempre di più la responsabilità della gestione delle questioni climatiche in Azienda. Rischi e opportunità di transizione Per identificare e valutare i rischi e le opportunità associati al passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio, CAREL si è basata sugli scenari climatici di transizione, che presentano ipotesi plausibili diverse sulla probabile tempistica di sviluppo di politiche climatiche e di adozione delle tecnologie per limitare le emissioni di gas serra, sui cambiamenti nel mix energetico, sulle dinamiche di mercato e su altri fattori per raggiungere un'economia rispettosa del clima. Le ipotesi e le assunzioni degli scenari climatici sono state analizzate per identificare i possibili effetti di tali evoluzioni sugli attivi e sulle attività del Gruppo nel breve, medio e lungo periodo. Tra gli scenari considerati nell’analisi dei rischi di transizione si citano 29 30 : • Scenario NZE (Net Zero) dell’IEA (International Energy Agency): scenario normativo che mostra un possibile percorso per il settore energetico globale per raggiungere zero emissioni nette di CO2 entro il 2050 ed una temperatura media non superiore a 1,5°C rispetto al livello preindustriale al 2100; • Scenario APS (Announced Pledge Scenario) dell’IEA: scenario esplorativo che presuppone che tutti gli impegni climatici assunti dai governi e dalle aziende nel mondo, così come gli obiettivi di net-zero a lungo termine saranno raggiunti a pieno e in tempo; • Scenario STEPS (Stated Policies Scenario) dell’IEA: scenario esplorativo che fornisce un benchmark conservativo per il futuro, perché non presuppone che i governi raggiungeranno tutti gli obiettivi climatici annunciati. In aggiunta all'analisi degli scenari climatici, sono stati esaminati anche report e studi provenienti da organizzazioni internazionali autorevoli (tra cui, ad esempio, i report IEA “The future of Cooling” e “The future of heat pumps”), al fine di integrare le specificità del settore e il mercato di riferimento in cui opera il Gruppo. Per mappare adeguatamente il rischio derivante dalla regolamentazione in materia di clima, sono state anche esplorate le normative attuali ed in corso di sviluppo, con particolare attenzione a quelle che impattano il settore HVAC/R. Di seguito è presentato brevemente un elenco dei principali rischi ritenuti significativi per CAREL e delle relative implicazioni finanziarie, operative e reputazionali. RISCHI DI TRANSIZIONE CONNESSI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO Categoria Rischio Descrizione Potenziali impatti Policy and legal Normative sulla regolamentazion e dei prodotti esistenti Le restrizioni sui gas refrigeranti e le regolamentazioni sull'efficientamento energetico sono tra i maggiori cambiamenti normativi in atto. Queste normative potrebbero portare a phase-out e divieti di utilizzo per alcuni prodotti oltre che obblighi di miglioramento delle prestazioni energetiche. CAREL monitora costantemente le normative emergenti e investe in ricerca e sviluppo per adattare i propri prodotti e servizi alle nuove disposizioni, al fine di mitigare potenziali impatti negativi quali una riduzione delle vendite e perdita di competitività. Aumento dei costi operativi (Opex) Necessità di adattamento dei prodotti alle normative Sanzioni per mancata conformità Riduzione delle vendite 29 Gli scenari NZE, APS e STEPS sono stati sviluppati dall'International Energy Agency (IEA) e presentati nel World Energy Outlook 2021. 30 Non sono state effettuate ipotesi relative al clima nel bilancio finanziario.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 46 Categoria Rischio Descrizione Potenziali impatti CBAM e ETS Il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (ETS), che impone il pagamento di una quota basato sulle emissioni aziendali, così come l’ETS 2 ed il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), che prevede misure simili per prodotti importati nell’UE, potrebbero rappresentare per CAREL un aumento dei costi diretti ed indiretti di approvvigionamento (secondo l’IEA, in uno scenario NZE, il costo del carbonio potrebbe arrivare a 250$/ton nel 2050). Il Gruppo, oltre a monitorare costantemente le normative, sta sviluppando la propria strategia di decarbonizzazione, al fine di mitigare gli impatti derivanti da tali normative. Aumento dei costi operativi (Opex) Aumento dei costi di approvvigionamento Sanzioni per mancata conformità Esposizione a contenziosi Le modifiche nella conformità normativa riguardante la gestione delle risorse naturali e l'aumento dei contenziosi legali e delle sanzioni legate alla protezione ambientale potrebbero aumentare il rischio di affrontare sanzioni e costi legali più elevati oltre che danni alla reputazione. Di conseguenza, CAREL monitora attentamente le normative ambientali, si avvale di sistemi di gestione certificati ISO 14001 e ISO 50001 e sta considerando l’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) di diversi prodotti. Aumento dei costi operativi (Opex) Sanzioni per mancata conformità Danni reputazionali Market Cambiamento nel comportamento degli stakeholder Le aspettative degli stakeholder rispetto ai temi ESG sono crescenti: i partner commerciali esigono performance sempre migliori nella valutazione dei fornitori, i clienti e le istituzioni richiedono prodotti sempre più efficienti e meno impattanti e gli investitori richiedono una sempre maggiore trasparenza sulle performance ambientali delle aziende. Per mitigare il rischio di perdere quote di mercato e di risultare poco attrattivi, CAREL sta concentrando ingenti investimenti sull'efficienza energetica dei prodotti e sulla riduzione del proprio impatto ambientale, oltre a comunicare tali sforzi attraverso i diversi rating ESG a cui prende parte (e.g. CDP, MSCI, Ecovadis). Aumento dei costi operativi (Opex) Perdita di quote di mercato Mancata attrazione di capitali Danni reputazionali Aumento del costo delle materie prime e dell’energia Nel corso degli ultimi esercizi, CAREL ha affrontato sfide significative legate all'aumento dei prezzi e alle difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime e componenti critici, che, se considerando anche l'instabilità dei prezzi delle risorse energetiche, potrebbero tradursi in una riduzione della produttività e un aumento dei costi operativi. Il Gruppo sta lavorando al fine di stabilire accordi a lungo termine con i fornitori per garantire stabilità nei prezzi e nelle forniture, rivedendo il design dei prodotti per diversificare le fonti di approvvigionamento, oltre ad investire nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, in modo da ridurre la propria dipendenza dalle fonti energetiche esterne e l’impatto delle fluttuazioni del prezzo dell’energia. Aumento dei costi operativi (Opex) Difficoltà di approvvigionamento Incapacità di adeguare la produzione all’aumento della domanda Technology Sostituzione dei prodotti e servizi con prodotti più green Tramite processi di innovazione che stimolano la ricerca di soluzioni sempre più competitive e distinte e adattando la propria proposta di valore alle esigenze di nuovi scenari competitivi, CAREL mitiga il rischio derivante dall’offerta di prodotti più performanti ed innovativi dal punto di vista ambientale dai propri competitor, i quali potrebbero sottrarre quote di mercato perché in grado di rispondere meglio alle nuove esigenze del mercato, sempre più connesse alla mitigazione del cambiamento climatico. Perdita di quote di mercato Transizione a tecnologie a basso impatto Al fine di rispondere alle richieste delle istituzioni e di ridurre la propria impronta carbonica, CAREL deve essere in grado di allocare le giuste risorse alla transizione del proprio assetto produttivo. Tali investimenti sono necessari per consentire a CAREL di raggiungere gli obiettivi di neutralità internazionali e adeguarsi alle future richieste di compliance. CAREL investe da anni nel proprio percorso di decarbonizzazione (ad esempio tramite installazione di pompe di calore e pannelli fotovoltaici). Aumento dei costi operativi (OpEx) Aumento dei CapEx
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 47 Categoria Rischio Descrizione Potenziali impatti Reputation Fallimenti nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni Non riuscire a raggiungere gli obiettivi stabiliti – o comunque non raggiungerli nelle tempistiche stabilite – potrebbe causare una perdita di quote di mercato e compromettere la reputazione del Gruppo. Pertanto, CAREL si sta impegnando attivamente nella definizione di una strategia di decarbonizzazione e nella comunicazione dei propri sforzi per ridurre l'impatto ambientale, prevedendo ingenti investimenti nella transizione dei propri processi produttivi verso un sistema low-carbon. Danni reputazionali Mancata attrattività di capitali Sanzioni per mancata conformità Nel processo di analisi, l’impresa ha condotto una valutazione quantitativa per stimare gli effetti finanziari attesi conseguenti al verificarsi di una selezione dei rischi di transizione, per i quali erano disponibili informazioni e dati sufficienti e adeguati. Il cambiamento climatico non determina solo l’insorgere o l’acuirsi di rischi per CAREL, ma offre anche opportunità che il Gruppo sta attivamente cercando di cogliere, attraverso l'introduzione di prodotti e servizi innovativi e con un ridotto impatto ambientale, l'ottimizzazione dei processi produttivi per ridurre le emissioni di gas effetto serra e l'esplorazione di nuovi mercati emergenti legati alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. In questo modo, il Gruppo cerca attivamente di trasformare le sfide in opportunità di crescita e di sviluppo sostenibile, rendendosi più resiliente ai cambiamenti climatici. Di seguito sono presentate le principali opportunità che CAREL ha individuato: OPPORTUNITÀ DI TRANSIZIONE CONNESSE AL CAMBIAMENTO CLIMATICO Categoria (TCFD) Opportunità Descrizione dell’opportunità Potenziali impatti Resource efficiency Efficientamento dei propri edifici e dei propri processi L'implementazione di strategie di efficientamento delle risorse offre molteplici opportunità per mitigare il proprio impatto ambientale e garantire la conformità normativa rispetto alle regolamentazioni emergenti. Attraverso l'ottimizzazione energetica degli edifici e dei processi produttivi, nonché il rinnovo del parco auto, CAREL sta lavorando per ridurre significativamente il consumo di risorse naturali e l'emissione di gas serra. Queste iniziative – descritte nel capitolo “L’attenzione all’ambiente” - non solo si pongono l’obiettivo di mitigare il cambiamento climatico, ma anche di ridurre i costi operativi, posizionando CAREL in linea con le aspettative degli stakeholder e delle normative sempre più stringenti in materia ambientale. Riduzione dei costi operativi (Opex) Adeguamento alle normative emergenti Minore esposizione alle oscillazioni dei prezzi dei combustibili fossili Energy source Approvvigionament o di energia verde e autoproduzione di elettricità CAREL è consapevole dell’impatto in termini di contributo al cambiamento climatico derivante dalla produzione di energia da fonti fossili. Per questo, da diverso tempo il Gruppo da un lato sta incrementando da un lato la quota di energia certificata da fonti rinnovabili, e dall’altro sta implementando - ove possibile - sistemi di autoproduzione di energia elettrica, tramite installazione di pannelli fotovoltaici (per ulteriori informazioni si rimanda al capitolo “L’Attenzione all’Ambiente”). Questo consente a CAREL di aumentare l’indipendenza energetica e quindi essere meno influenzato dalla volatilità del mercato dell’energia, e dall’altro di ridurre significativamente la propria impronta carbonica diretta. Riduzione costi operativi (opex) Riduzione dell'esposizione dai futuri incrementi di prezzo dei combustibili fossili Market Aumento delle vendite dovuto all’aumento della temperatura Secondo l'IEA, l'aumento delle temperature medie dovuto ai cambiamenti climatici porterà ad un aumento significativo dei CDD (cooling degree days) in tutto il mondo, anche se con tassi differenziati a seconda delle regioni. Si calcola che un aumento di 1°C della temperatura media globale entro il 2050 (rispetto a oggi) porterà a un aumento dei CDD del 25% in media tra le regioni. Questo porterà pertanto ad un aumento della domanda di sistemi di condizionamento e raffreddamento, specialmente nelle zone tropicali e subtropicali, dove l'aumento delle temperature unito all'umidità presente nell'aria renderanno necessari tali sistemi. Aumento della domanda di prodotti e servizi
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 48 Product & Service Vendita di prodotti in linea con le politiche nazionali ed internazionali di efficientamento energetico e decarbonizzazione Grazie alle qualità distintive dei prodotti CAREL, il Gruppo rappresenta un partner commerciale in grado di fornire supporto ai clienti nel percorso di riduzione della propria impronta carbonica; per questo motivo si prevede un incremento della domanda soprattutto per i prodotti a maggiore efficienza energetica, anche nel campo dei data center. La gamma di prodotti CAREL non solo è altamente efficiente e in grado di ridurre il consumo energetico, ma offre anche soluzioni che consentono una significativa diminuzione dell'impatto ambientale fornendo un’alternativa all’uso di combustibili fossili nel settore del riscaldamento degli ambienti. In particolare, l’integrazione con Kiona consente a CAREL di cogliere le opportunità legate alla crescente digitalizzazione e servitizzazione dell’industria HVAC/R, in particolare rafforzando il proprio posizionamento nel settore dei servizi digitali orientati all’efficientamento energetico. Il Gruppo sta inoltre investendo nella ricerca di prodotti che consentono l’uso di gas refrigeranti alternativi, in linea con le politiche nazionali e internazionali. Aumento della domanda di prodotti e servizi Maggiore competitività L’analisi sui rischi e sulle opportunità di transizione legati al cambiamento climatico ha quindi consentito di indentificare i cambiamenti normativi, le evoluzioni del mercato e le innovazioni tecnologiche che avranno un effetto sui processi operativi del Gruppo, sui prodotti e servizi offerti e sulla gestione della catena del valore, al fine di considerarli nella definizione della strategia di CAREL. In particolare, i rischi legati all’inasprimento delle normative sui gas refrigeranti, all’aumento degli standard di efficienza energetica e alla disponibilità delle risorse, nonché le opportunità derivanti dallo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale e dall’offerta di prodotti in linea con le politiche internazionali di decarbonizzazione, sono stati presi in considerazione nella definizione delle strategie aziendali di breve, medio e lungo termine. Nello specifico, i rischi e le opportunità identificati hanno consentito e consentiranno di orientare in maniera oculata le direttive strategiche, e la pianificazione finanziaria a supporto, riflesse all’interno del Piano di Sostenibilità e nel più ampio Piano di Transizione Climatica (che include obiettivi “science-based” di riduzione delle emissioni), relative ai prodotti e servizi offerti e ai processi produttivi interni, anticipando le tendenze emergenti e le evoluzioni normative. Rischi fisici Per identificare e valutare il rischio derivante dai fenomeni fisici (acuti e cronici) connessi al cambiamento climatico, nel 2023 il Gruppo ha condotto un’analisi quantitativa finalizzata a comprendere il grado di esposizione ai fattori di rischio climatico di tutte le sue strutture (sedi produttive, magazzini e filiali commerciali 31 ) e a quantificare i potenziali impatti negativi conseguenti al verificarsi degli eventi rischiosi indagati. L’analisi sarà oggetto di aggiornamento al rilascio di nuovi scenari IPCC. In totale sono stati considerati cinque rischi fisici acuti - inondazione costiera, inondazione fluviale, precipitazioni estreme, tempesta e ondata di calore - e tre cronici - incendio boschivo, siccità e stress da calore. La resilienza di CAREL rispetto ai fattori di rischio climatico considerati è stata valutata utilizzando i risultati dei modelli climatici globali, sviluppati in relazione ai diversi scenari climatici forniti dall’IPCC (Intergovernamental Panel On Climate Change) 32 , che corrispondono a diverse previsioni di concentrazioni di gas climalteranti connessi ad un aumento della temperatura prevista da 1,5°C (RCP 2.6) a circa 5°C (RCP 8.5 – cd. worst case scenario) al 2100 rispetto ai livelli preindustriali. Ogni fattore di rischio è stato analizzato per tutti gli scenari climatici considerati (RCP 2.6, RCP 4.5, RCP 7.0 e RCP 8.5) e su diversi orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine (2025, 2030, 2040, 2050 e 2080). Gli anni selezionati per l’analisi coprono gli orizzonti temporali delle strategie di medio e lungo periodo, formalizzate nel Piano di Sostenibilità e nel Piano di Transizione Climatico del Gruppo, estendendosi ulteriormente per valutare gli effetti dei rischi fisici sugli attivi immobilizzati materiali, quali stabilimenti produttivi e magazzini. 31 L’analisi non include le Società Kiona e le sue filiali, Carel Kazakhstan e Carel System S,p.z.o.o, in quanto l’acquisizione o la costituzione delle stesse è avvenuta successivamente all’analisi. Considerata la natura commerciale di tali società, l’analisi condotta risulta comunque rappresentativa del grado di rischio fisico complessivo del Gruppo. L’inclusione di tali società avverrà nell’ambito dell’aggiornamento dell’analisi dei rischi fisici che avverrà al rilascio di nuovi scenari IPCC. 32 Scenari climatici sviluppati per il quinto Rapporto di Valutazione (AR5) dell'IPCC.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 49 Per ogni struttura del Gruppo oggetto di analisi sono stati raccolti i dati da includere nel tool di modellazione del rischio fisico (tra cui le coordinate geografiche delle stesse), oltre ad informazioni qualitative quali gli eventi meteorologici estremi storici verificatisi in passato nonché le misure di mitigazione già implementate. Considerato che un'elevata esposizione a un fattore di rischio fisico non si traduce necessariamente in un impatto negativo rilevante, tale raccolta è stata effettuata proprio per valutare la propensione delle strutture ad essere impattate negativamente dal verificarsi di un evento climatico pericoloso. L’analisi condotta ha permesso di ottenere, per ciascuno dei fattori di rischio indagati, il grado di esposizione al rischio su una scala 0 a 100 – di ciascuno dei siti CAREL presenti nel mondo, per ciascuno degli scenari climatici analizzati e per ognuno degli orizzonti temporali considerati. L‘immagine riporta l’esposizione al rischio media di tutti i plant produttivi CAREL 33 , suddivisi per Regioni geografiche, ai diversi fattori di rischio, considerando l’RCP 4.5 (cd. business as usual) 34 , ritenuto dagli esperti come il più probabile, all’anno 2030. Come mostrato, le precipitazioni estreme rappresentano il fattore di rischio al quale i plant del Gruppo sono maggiormente esposti. Nessun sito produttivo è, invece, esposto al rischio di inondazioni fluviali e costiere. Per tutti gli altri fattori di rischio climatico, l’esposizione risulta da media a moderata. Complessivamente, quindi, si ritiene che l’esposizione dei siti produttivi non sia critica. Questo risultato positivo è confermato anche sotto il punto di vista dell’impatto economico derivante dalle classi di rischio tempesta e incendio boschivo. Infatti, osservando le immagini di seguito riportate, si evince che l’impatto finanziario (definito attraverso una scala da impatto marginale ad impatto critico), al verificarsi degli eventi atmosferici acuti sopracitati, considerando lo scenario RCP 8.5 che fornisce le proiezioni per tutte e tre le categorie di rischio analizzate – in un orizzonte temporale al 2030 35 – oscilla da medio/basso a marginale. Si tratta di un risultato molto confortevole tenendo conto che tale valutazione non include le misure di adattamento già implementate dai plant produttivi. 33 Si fa riferimento solo ai plant produttivi e non alle filiali commerciali o a società che erogano solo servizi. 34 Si segnala che per il rischio di Tempesta è stato considerato l’RCP 8.5, non essendo disponibili le proiezioni nell’RCP 4.5. 35 Si segnala che non viene riportato l’impatto economico conseguente al verificarsi del rischio di inondazione fluviale poiché tutti i plant produttivi riportano un’esposizione al rischio pari a 0.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 50 L'identificazione di questi rischi e la determinazione dei possibili impatti finanziari derivanti dal loro verificarsi, vengono presi in considerazione in sede di definizione della strategia e degli investimenti del Gruppo in termini di attività di adattamento, con l'obiettivo di aumentare la resilienza delle attività proprie. Negli ultimi anni il Gruppo ha sviluppato una strategia incentrata sull'individuazione di centri di ripristino in caso di catastrofe e sul mirroring della produzione dei prodotti principali. Attualmente il Gruppo è in fase di definizione di opportuni piani di miglioramento per assicurare che le misure di mitigazione in essere o ipotizzate (i.e gruppi elettrogeni) per le varie aree possano considerarsi adeguate in virtù del grado di esposizione ai fattori di rischio climatici e ai conseguenti potenziali impatti finanziari rilevati. In parallelo, l’estensione dei Sistemi di Gestione nei vari plant del Gruppo – obiettivo inserito all’interno del Piano di Sostenibilità 2025-2028 – consentirà di dettagliare ulteriormente l’analisi locale dei rischi e delle opportunità legati ai cambiamenti climatici, rafforzando la capacità di prevenzione e consentendo di individuare azioni mirate di mitigazione.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 51 PROCESSO PER INDIVIDUARE E VALUTARE GLI IMPATTI, I RISCHI E LE OPPORTUNITÀ RILEVANTI ESRS 2 SBM-3, ESRS E1 SBM-3, ESRS S1 SBM-3, ESRS S2 SBM-3, ESRS 2 IRO-1, ESRS E1 IRO- 1, ESRS E2 IRO-1, ESRS E3 IRO-1, ESRS E4 IRO-1, ESRS E5 IRO-1, ESRS G1 IRO-1 Nel corso del 2025, CAREL ha integrato e aggiornato l’analisi di doppia rilevanza svolta nel 2024, che includeva un coinvolgimento diretto di stakeholder interni ed esterni avviato nel 2022. In continuità con l’attività condotta nel 2024, l’aggiornamento è stato effettuato adottando un approccio metodologico in linea con i principi contenuti nel Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 della Commissione Europea, emanato il 31 luglio 2023 e articolato negli ESRS. In linea generale l’analisi di doppia rilevanza viene condotta l’anno precedente o in concomitanza alla redazione del Piano di Sostenibilità. L’analisi di doppia rilevanza è stata condotta attraverso l’individuazione e la successiva valutazione degli Impatti, dei Rischi e delle Opportunità (cc.dd. “IRO”), includendo quelli connessi alle operazioni proprie dell'impresa e alla catena del valore a monte e a valle, anche attraverso i suoi prodotti e servizi e i suoi rapporti commerciali. L’analisi di doppia rilevanza ha prodotto come risultato finale l'identificazione dei temi e sottotemi che hanno superato la soglia di rilevanza dell’impatto e/o la soglia di rilevanza finanziaria; tale analisi costituisce quindi il fondamento per l’identificazione degli standard tematici materiali e pertanto oggetto della presente Rendicontazione di Sostenibilità. Di seguito viene fornita una descrizione dell’analisi di doppia rilevanza aggiornata nel 2025. COMPRENSIONE DEL CONTESTO L’analisi del contesto aziendale, del modello di business, delle relazioni commerciali e della catena del valore è stata condotta attraverso uno studio delle attività, dei mercati serviti e dei prodotti e servizi offerti da CAREL, degli stakeholder chiave e della natura delle relazioni commerciali del Gruppo. Questo processo ha previsto inoltre la mappatura della value chain, che ha evidenziato le principali attività svolte dalle diverse società del Gruppo, le relative aree geografiche di operatività e gli attori che si posizionano nella catena del valore del Gruppo, a monte e a valle, includendo, laddove conosciuti, anche quelli precedenti il tier 1 (e.g. gli estrattori di materie prime e le fonderie). La comprensione del contesto si è avvalsa anche dei risultati dell’analisi delle normative emergenti e in fase di sviluppo legate al cambiamento climatico, svolta nel 2023 e aggiornata nel 2025, nell’ambito della valutazione dei rischi climatici. Inoltre, nel 2025 l’analisi di contesto è stata integrata mediante un’indagine sugli aspetti di sostenibilità rilevanti per il settore di appartenenza, finalizzata a verificare l’allineamento e la completezza, rispetto alle principali aree di attenzione settoriali, della long list di impatti, rischi e opportunità identificati da CAREL nonché dei risultati dell’analisi di doppia rilevanza ottenuti. IDENTIFICAZIONE DI IMPATTI, RISCHI ED OPPORTUNITÀ Identificazione impatti Per ciascun sub-topic e sub-sub topic fornito dagli ESRS, è stata esaminata la presenza di impatti, considerando non solo l'operatività propria del Gruppo ma anche, dove conosciute, le attività nella catena del valore, a monte e a valle (come risultanti dalla mappatura della value chain). Nell’analisi delle operazioni proprie è stato considerato che la Società opera tramite plant produttivi, alcuni con lavorazioni meccaniche e altri con lavorazioni elettroniche, e tramite società commerciali distribuite su tutti i continenti. Per identificare gli impatti nella catena del valore a monte e a valle è stato considerato l'impatto dell'intero ciclo vita dei prodotti / servizi acquistati e venduti dal Gruppo (e.g. estrazione delle materie prime, smaltimento dei prodotti finiti da parte dell’utilizzatore finale, etc.). Come riferimento di partenza, sono stati considerati gli impatti individuati nell’analisi di materialità 2022. L’analisi era stata svolta coinvolgendo stakeholder interni ed esterni direttamente interessati dagli impatti, attraverso workshop interattivi e la somministrazione di questionari online dedicati. Oltre a questi, nel 2024 sono stati identificati ulteriori impatti, legati o a tematiche di sostenibilità emergenti o a segmenti della catena del valore che non erano stati considerati nell’analisi di materialità 2022. Nel 2025 è stato ulteriormente rivisto e aggiornato l’elenco degli impatti per integrare le risultanze emerse dall’analisi di contesto.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 52 Identificazione rischi e opportunità L’identificazione dei rischi finanziari legati alle questioni di sostenibilità è stata effettuata partendo dai rischi contenuti nel registro dei rischi ERM di Gruppo, che comprende anche i rischi ESG - inclusi i rischi climatici fisici e di transizione emersi nell’analisi quali-quantitativa degli scenari climatici descritta nella sezione “Analisi dei rischi e delle opportunità climatiche” del presente capitolo - e dai rischi specifici di compliance mappati nel registro delle normative rilevanti per il Gruppo (Compliance Risk Assessment - CRA). Alcuni dei rischi identificati si generano nella catena del valore del Gruppo - a monte o a valle - e si ripercuotono su CAREL con un impatto che può essere del tipo economico, finanziario, operativo e/o reputazionale. Nell'identificazione dei rischi sono stati considerati anche i rischi derivanti da potenziali impatti negativi individuati, il cui concretizzarsi potrebbe esporre il Gruppo a rischi di natura sanzionatoria e/o reputazionale e/o a maggiori costi, nonché le risorse, ambientali e sociali, di cui CAREL necessita, direttamente o indirettamente, per operare, e la cui mancanza potrebbe impattare negativamente la sua continuità, redditività e/o stabilità finanziaria. Ad oggi, la maggior parte delle questioni di sostenibilità è ritenuta fonte di rischi per il Gruppo, in quanto le eventuali opportunità che originano dalle azioni di mitigazione attivate in risposta a determinati rischi non sono state considerate opportunità ai fini della presente analisi. Dalla sopracitata analisi quali-quantitativa degli scenari climatici derivano anche le opportunità connesse al cambiamento climatico considerate nell’analisi. Nel 2025 è stato rivisto e aggiornato l’elenco dei rischi e delle opportunità per integrare le risultanze emerse dall’analisi di contesto. VALUTAZIONE DELLA RILEVANZA D’IMPATTO E DELLA RILEVANZA FINANZIARIA Le attività di valutazione della rilevanza d’impatto e della rilevanza finanziaria hanno visto il coinvolgimento di un Gruppo di Lavoro composto da Funzioni aziendali - la maggior parte delle quali membri dell’ESG Team - con competenze sugli ambiti oggetto di analisi e che rappresentano gli interessi di diversi stakeholder chiave. Valutazione degli impatti La valutazione degli impatti ha tenuto conto delle seguenti due dimensioni: • Magnitudo/Beneficio, che considera i seguenti aspetti: • Entità: intesa come significatività dell’impatto sulle persone o sull’ambiente; • Portata: intesa come estensione dell’impatto; • [In caso di impatti negativi] Natura irrimediabile: se e in che misura gli impatti negativi possono essere rimediati. • Probabilità di accadimento 36 . Entrambe le dimensioni considerate sono state valutate su una scala da 1 a 5. La valutazione dell’impatto è poi stata ottenuta moltiplicando la probabilità di accadimento per la magnitudo, ed è stato ottenuto un valore compreso tra 1 e 25. Questo intervallo è stato suddiviso in 4 livelli, denominati tier (in coerenza con quanto effettuato nell’ERM di Gruppo), in cui il tier 1 rappresenta il livello più alto, e quindi il più rilevante e tier 4 il livello più basso, e di conseguenza il meno rilevante. La valutazione degli impatti potenziali non ha tenuto in considerazione le azioni di mitigazione. La gestione di tali impatti, comprese le azioni di mitigazione, fa infatti parte delle politiche, delle azioni e degli obiettivi, ampiamente descritte nei capitoli tematici. In questo modo, viene fornita una comprensione complessiva, sia degli impatti derivanti dalle attività dell’organizzazione e della sua catena del valore al netto delle misure di mitigazione, sia delle modalità con cui l'impresa sta affrontando tali impatti. Gli impatti negativi potenziali relativi ai diritti umani sono stati valutati attribuendo priorità alla magnitudo rispetto alla probabilità di accadimento, attraverso una maggiorazione della magnitudo pari al 10%. Valutazione dei rischi e delle opportunità 37 I rischi e le opportunità derivanti dall’ERM e dal CRA sono stati valutati riprendendo le valutazioni riportate nei rispettivi registri dei rischi. Per i rischi e le opportunità climatiche, la valutazione è invece derivata dall’analisi quali-quantitativa degli scenari climatici, descritta nella sezione “Analisi dei rischi e delle opportunità climatiche” del presente capitolo. Nell’ambito delle progettualità, le valutazioni erano state 36 Agli impatti attuali è stata attribuita magnitudo massima. 37 Si segnala che il Gruppo non dà priorità ai rischi legati alla sostenibilità rispetto ad altri tipi di rischi.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 53 condotte mediante strumenti di valutazione e secondo i criteri dell’Impatto e della Probabilità di accadimento dell’evento avverso. La valutazione dei rischi si riferisce al rischio inerente, ossia al livello di esposizione in assenza di qualsiasi attività di controllo. Si rimanda alla sezione “Sistema di gestione del rischio” del presente capitolo per un approfondimento circa le metriche di valutazione. Tali valutazioni sono passate al vaglio dal Gruppo di Lavoro coinvolto, per confermare la loro validità. I rischi e le opportunità identificati in fase di aggiornamento dell’analisi di doppia rilevanza, ma non derivanti dagli strumenti sopra menzionati, sono stati oggetto di valutazione dedicata da parte dello stesso Gruppo. Nello specifico, i rischi sono stati valutati considerando le scale di valutazione definite nell’ambito dell’ERM mentre la valutazione delle opportunità è stata effettuata tenendo in considerazione, in modo aggregato e qualitativo, gli impatti finanziari, reputazionali, di compliance e di business continuity derivanti dal verificarsi delle stesse. DETERMINAZIONE DELLE SOGLIE DI RILEVANZA Sono state definite soglie di rilevanza per la rilevanza finanziaria e per la rilevanza d’impatto, i.e. le soglie al di sopra delle quali gli IRO sono considerati rilevanti per il Gruppo. In linea con le scelte effettuate ai fini dell’ERM, per la rilevanza finanziaria è stata definita una soglia di rilevanza in corrispondenza del tier 2, quindi sono stati considerati materiali i rischi e le opportunità che si posizionano nei tier 1 e 2 38 . Questo perché i rischi classificati come tier 1 rappresentano rischi che superano la cd. "risk tolerance", i.e. il livello teorico di rischio che l'organizzazione non è in grado e/o non è disposta a sostenere, poiché il verificarsi di tale rischio minaccerebbe la sua continuità. Invece si posizionano nel tier 2 i rischi che superano la cd. "risk appetite", i.e. il livello di rischio che l’organizzazione è disposta ad assumere per il perseguimento dei propri obiettivi strategici. I rischi classificati di livello inferiore, sono pertanto rischi aziendali che l'azienda è in grado di sostenere senza che questi possano significativamente influenzare l'operatività del Gruppo. Per la rilevanza d'impatto è stata definita una soglia di rilevanza in corrispondenza del tier 3 (che equivale ad un valore di significatività dell’impatto, dato dal prodotto tra probabilità di accadimento e magnitudo, pari a 9), quindi sono stati considerati materiali gli impatti che si posizionano nei tier 1, 2 e 3. Questo approccio, più conservativo, consente di tenere in considerazione non solo impatti che abbiano una magnitudo ragguardevole ed una probabilità media, ma anche impatti che possano avere, da un lato, una probabilità molto limitata ma una magnitudo significativa, e dall'altro, impatti con una magnitudo limitata ma con un'alta probabilità di accadimento. I risultati in termini di rilevanza finanziaria e rilevanza d’impatto sono stati consolidati per ottenere la lista di temi di sostenibilità rilevanti, che rappresentano la base per la definizione del contenuto della presente Rendicontazione di Sostenibilità. Un tema di sostenibilità è considerato materiale se è risultato rilevante secondo la prospettiva della rilevanza finanziaria, secondo la prospettiva della rilevanza d’impatto o secondo entrambe. Un tema, sotto tema o sotto-sotto tema è stato considerato rilevante qualora almeno un IRO al suo interno sia risultato rilevante. IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI Per ciascuno dei temi di sostenibilità risultati come rilevanti a valle dell’analisi condotta, la tabella di seguito riportata presenta gli Impatti, i Rischi e le Opportunità valutati rilevanti. All’interno dei capitoli tematici vengono descritte le politiche, le azioni (attuali e future) e gli obiettivi che consentono al Gruppo di gestire e monitorare gli IRO rilevanti e gli effetti attuali e previsti degli stessi, mentre nella sezione “Strategia di Sostenibilità del Gruppo” del presente Capitolo sono riportati gli elementi della strategia collegati. 38 I tier e le relative soglie di rilevanza sono stati determinati sulla base dell’EBITDA Adjusted.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 54 IMPATTI RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI 39 ESRS 40 Impatto, Rischio o Opportunità Caratteris tiche dell'Impat to Catena del valore Orizzonte temporal e Metriche correlate Politica/e associata/e Tema 41 Sottotema Sotto- sottotema IRO Descrizione IRO 42 +/-, A/P 43 U, O, D 44 ESRS E1 - Cambiament i climatici Adattamento ai cambiamenti climatici - R Rischio che, a causa di eventi meteorologici avversi o di indisponibilità della rete elettrica, uno o più sistemi e apparecchiature CAREL cessino di funzionare, con conseguente interruzione dell’attività produttiva. Inoltre, tali eventi potrebbero aumentare i costi relativi a investimenti di infrastrutture resilienti, come sistemi di drenaggio avanzati, gruppi elettrogeni di emergenza etc. O Lungo termine - - Adattamento ai cambiamenti climatici - R Rischio che il Gruppo CAREL sostenga maggiori costi operativi (ad esempio, maggiori costi di conformità, multe, ecc.) a causa del cambiamento delle politiche volte a promuovere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio (ad esempio, CSRD, Protocollo di Montreal, Emendamento di Kigali, Regolamento (UE) n. 517/2014, eco-design dei prodotti, requisiti di efficienza energetica, carbon tax, CBAM, ecc.) O Medio termine - - Mitigazione dei cambiamenti climatici - I Emissioni GHG generate direttamente dagli stabilimenti produttivi controllati dal Gruppo CAREL, sedi uffici e dalla mobilità dei dipendenti con veicoli aziendali o ad uso promiscuo (Scope 1 e Scope 2), nonché indirettamente dalle operatività del Gruppo CAREL nella catena del valore a monte e a valle (Scope 3) -, A U, O, D Breve termine • E1-6 (Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES • KPI Custom (intensità emissiva su m2 e totale dipendenti) • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità • Codice di Condotta Fornitori Energia - I Consumo di energia nelle attività produttive legate alla lavorazione delle materie prime, alla realizzazione dei prodotti finali direttamente e indirettamente controllate dal Gruppo CAREL -, A U, O, D Breve termine • E1-5 (Consumo di energia e mix energetico) • Metrica specifica per l’entità energetica su m2 e totale dipendenti) • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità • Codice di Condotta Fornitori Mitigazione dei cambiamenti climatici / Energia - R Rischio che gli spostamenti della domanda e dell'offerta di determinate materie prime, prodotti e servizi, dovuti a cambiamenti nel comportamento dei clienti o all'aumento del costo delle materie prime come conseguenza della transizione verso un'economia a più basse emissioni di carbonio, portino a una riduzione della U, O, D Medio termine - • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità • Codice di Condotta Fornitori 39 Rispetto all’analisi condotta nel 2024, sono risultati rilevanti il rischio e l’opportunità connessi agli afflussi di risorse e il rischio relativo alla cultura d’impresa conseguente al mancato raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità; non è invece più ritenuto rilevante il rischio di inquinamento atmosferico, in considerazione delle attività svolte dal Gruppo. 40 Si segnala che non sono stati individuati IRO cosiddetti entity specific, vale a dire impatti, rischi e opportunità non riconducibili alle tematiche previste dagli standard ESRS. 41 CAREL non ha svolto consultazioni in materia di inquinamento, risorse idriche e risorse in entrata e in uscita. 42 Non si segnalano effetti finanziari attuali significativi conseguenti ai rischi e alle opportunità rilevanti identificati. 43 Sono contrassegnati con il simbolo “+” gli impatti positivi e con il simbolo “-” gli impatti negativi. Sono contrassegnati con “A” gli impatti attuali e con “P” gli impatti potenziali. 44 Sono indicati con “U”, “O” e “D” gli IRO che si manifestano rispettivamente nella catena del valore a monte (“ Upstream value chain”), nelle operazioni proprie (“Own Operation”) e nella catena del valore a valle (“Downstream value chain”).
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 55 ESRS 40 Impatto, Rischio o Opportunità Caratteris tiche dell'Impat to Catena del valore Orizzonte temporal e Metriche correlate Politica/e associata/e Tema 41 Sottotema Sotto- sottotema IRO Descrizione IRO 42 +/-, A/P 43 U, O, D 44 domanda di beni e servizi di CAREL o a un aumento dei costi di produzione Energia - O Aumento delle opportunità di business e del capitale reputazionale grazie allo sviluppo di prodotti e servizi - tra cui soluzioni IoT - caratterizzati da un'elevata efficienza energetica che consentono agli utilizzatori finali di ridurre i propri consumi energetici. O, D Medio termine •Metrica specifica per l’entità (riduzione dei consumi di energia elettrica per famiglie di prodotti) • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità ESRS E2 - Inquinament o Inquinamento dell'aria - I Inquinamento dell'aria causato dai camini e bruciatori degli stabilimenti produttivi del Gruppo CAREL. -, A O Breve termine • E2-4 (Inquinamento di aria, acqua e suolo) • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità -Inquinamento dell'acqua -Inquinamento del suolo - I Inquinamento dell'aria, acqua e del suolo causato dalle attività tipiche delle aziende estrattrici/produttrici di materie prime e di semilavorati. -, A U Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori Sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti - I Produzione e/o utilizzo lungo la catena del valore a monte di componenti e materiali che contengono sostanze chimiche pericolose e/o estremamente pericolose per la salute umana, animale e per l'ambiente. -, A U Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori ESRS E3 - Acque e risorse marine Acqua Prelievo idrico, Consumo idrico I Prelievo e consumo di acqua nelle attività a monte e a valle della catena del valore, con potenziale intensificazione dello stress idrico nelle regioni vulnerabili. -, A U, D Breve termine • E3-4 (Consumo idrico) • Codice di Condotta Fornitori Acqua Scarico idrico I Scarichi di acque contaminate e non opportunamente trattate in acque superficiali e non, con potenziale inquinamento del suolo e delle acque sotterranee. -, P U Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori ESRS E5 - Economia circolare Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse - I Utilizzo di materie prime o risorse legate ai prodotti e al relativo packaging, contribuendo all'esaurimento e all'eccessivo consumo delle stesse. -, A U, O Breve termine • E5-4 (Flussi di risorse in entrata) • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità • Codice di Condotta Fornitori Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse O Incremento del vantaggio competitivo nelle gare d’appalto pubbliche grazie alla disponibilità di studi LCA sulle soluzioni offerte dal Gruppo. O Breve termine - • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse R Rischio che Carel possa incorrere in ritardi e inefficienze produttive dovute alla difficoltà di approvvigionamento delle materie prime utilizzate nel processo produttivo, tra cui le Materie Prime Critiche (CRM). U Medio termine - • Codice di Condotta Rifiuti - I Produzione di rifiuti pericolosi e non pericolosi, con potenziale inquinamento dell'ambiente. -, A U, O, D Breve termine • E5-5 (Flussi di risorse in uscita) • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità • Codice di Condotta Fornitori - Condizioni di lavoro - Occupazione I 46 Contributo allo sviluppo socioeconomico attraverso la creazione di opportunità di +, A O Breve termine • S1-6 (Caratteristiche • Politica sulla diversità 46 Gli impatti positivi rilevanti sulla forza lavoro propria derivano, a titolo esemplificativo, dall’instaurazione di rapporti di lavoro stabili e duraturi, attraverso un’elevata percentuale di dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato, politiche retributive competitive, programmi volti a favorire l’inclusione lavorativa, programmi di formazione tecnica e percorsi di sviluppo delle soft skill; per maggiori informazioni si rimanda al
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 56 ESRS 40 Impatto, Rischio o Opportunità Caratteris tiche dell'Impat to Catena del valore Orizzonte temporal e Metriche correlate Politica/e associata/e Tema 41 Sottotema Sotto- sottotema IRO Descrizione IRO 42 +/-, A/P 43 U, O, D 44 ESRS S1 - Forza lavoro propria 45 - Parità di trattamento e di opportunità per tutti sicura - Occupazione e inclusione delle persone con disabilità impiego stabili, favorendo l’inclusione lavorativa e promuovendo la sicurezza economica della propria forza lavoro. dei dipendenti dell'impresa) • S1-7 (Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa) • S1-12 (Persone con disabilità) • Politica sui diritti umani Condizioni di lavoro - Salari adeguati - Dialogo sociale - Contrattazion e collettiva, inclusa la percentuale di lavoratori coperti da contratti collettivi I Insoddisfazione dei dipendenti a causa di un’elargizione di salari non adeguati, anche per effetto di uno scarso dialogo sociale e/o contrattazione collettiva. -, P O Breve termine • S1-10 (Salari adeguati) • S1-8 (Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale) • Politica sulla parità di genere • Politica sui diritti umani Condizioni di lavoro Salute e sicurezza I Insorgenza di malattie professionali, infortuni e/o danni alla salute dovuti all'esposizione dei dipendenti ai principali rischi presenti in azienda (es. rischi di movimentazione manuale dei carichi, rumore, uso errato della strumentazione, etc.) non correttamente presidiati dal Gruppo tramite le corrette misure di prevenzione. -, A O Breve termine • S1-14 (Metriche di salute e sicurezza) • Metrica specifica per l’entità (indice di gravità) • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità Condizioni di lavoro Salute e sicurezza R 47 Rischio che il personale del Gruppo CAREL subisca incidenti causati da comportamenti non sicuri, da procedure o monitoraggi inefficaci o assenti, o da rischi sul luogo di lavoro non adeguatamente valutati, per i quali sono state adottate misure preventive e protettive inadeguate. In caso di infortunio grave, questo rischio può comportare responsabilità penali per il datore di lavoro, impatti sulla pianificazione e sull’esecuzione delle attività e sanzioni o interdizioni per il Gruppo, oltre a un aumento dei costi, inclusi quelli per lavori in outsourcing. O Breve termine • S1-14 (Metriche di salute e sicurezza) • Metrica specifica per l’entità (indice di gravità) • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità Condizioni di lavoro Salute e sicurezza R 47 La mancata o inadeguata valutazione di rischi come rumore, stress lavoro-correlato, O Breve termine • S1-14 (Metriche di • Politica di Salute, capitolo S1 – Forza lavoro propria. Tutti i lavoratori che compongono la forza lavoro propria risentono già o potrebbero risentire in futuro degli impatti positivi identificati. 45 Tutti i lavoratori propri su cui CAREL potrebbe produrre impatti rilevanti sono inclusi nell'ambito dell'informativa ai sensi dell'ESRS 2. La comprensione del modo in cui i lavoratori con particolari caratteristiche (e.g. quelli che lavorano in particolari contesti o che svolgono determinate attività) possono essere maggiormente esposti a rischi è stata approfondita mediante analisi ad hoc svolte dalla Società (e.g. valutazione dei rischi condotta nell’ambito del Sistema di gestione della Salute e Sicurezza; valutazione del rischio legato alla violenza di genere e alla parità di genere, per la quale si rimanda al capitolo S1 – Forza lavoro propria). I potenziali impatti negativi riportati non sono generalizzati, bensì connessi a potenziali aspetti incidentali correlati a specifici contesti lavorativi. I rischi individuati con riferimento al sotto-sottotema “Salute e sicurezza” riguardano l’intera forza lavoro, ma in misura maggiore i lavoratori coinvolti in attività operative manufatturiere, mentre il rischio che il Gruppo CAREL possa incorrere in potenziali violazioni delle politiche o normative esterne rispetto al tema dei diritti umani, esponendo il Gruppo a possibili sanzioni, danni reputazionali e impatti negativi sul business riguarda in particolare i lavoratori blue collar in Paesi ritenuti maggiormente a rischio sotto il profilo della violazione dei diritti umani. Nonostante alcune sedi del Gruppo si trovino in aree a rischio di lavoro forzato o coatto o minorile (e.g. India, Cina), si segnala che, ad oggi, non sono state identificate operazioni a rischio di lavoro forzato o coatto o lavoro minorile, per la forza lavoro propria. Non sono stati individuati impatti rilevanti sulla forza lavoro propria derivanti dal Piano di Transizione Climatica del Gruppo. 47 Il rischio identificato deriva da un potenziale impatto negativo individuato da CAREL, il cui concretizzarsi potrebbe esporre il Gruppo a rischi di natura sanzionatoria e/o reputazionale e/o a maggiori costi.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 57 ESRS 40 Impatto, Rischio o Opportunità Caratteris tiche dell'Impat to Catena del valore Orizzonte temporal e Metriche correlate Politica/e associata/e Tema 41 Sottotema Sotto- sottotema IRO Descrizione IRO 42 +/-, A/P 43 U, O, D 44 microclima, movimentazione manuale dei carichi, rischio chimico e meccanico può rappresentare una causa di malattie professionali. Il Gruppo CAREL potrebbe incorrere in sanzioni, sospensioni e costi maggiorati a causa di tali malattie. Questo rischio può anche influire sulla Governance se il Datore di Lavoro non dimostra un impegno concreto nella tutela della salute dei dipendenti e nella prevenzione di ambienti e attività pericolosi. salute e sicurezza) • Metrica specifica per l’entità (indice di gravità) Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità Parità di trattamento e di opportunità per tutti - Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore - Inclusione delle persone con disabilità - Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro - Diversità I Verificarsi di episodi di discriminazione basate ad esempio su genere, etnia, orientamento sessuale, disabilità, età, religione e opinioni politiche nella forza lavoro del Gruppo, dovuti a mancata attenzione alle pari opportunità e all'uguaglianza di trattamento, generando malessere tra i dipendenti. -, P O Breve termine • S1-12 (Persone con disabilità) • S1-9 (Metriche della diversità) • S1-16 (Metriche di remunerazione: divario retributivo e remunerazione totale) • S1-17 (Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani) • Politica sulla diversità • Politica sui diritti umani Parità di trattamento e di opportunità per tutti - Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore - Occupazione e inclusione delle persone con disabilità - Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro - Diversità - Formazione e sviluppo delle competenze R 48 Rischio che il Gruppo CAREL non riesca a garantire un adeguato livello di retention a causa di una scarsa valorizzazione del personale interno o un modello di gestione della diversità e dei diritti umani inadeguato. Ciò potrebbe comportare la perdita di personale in quanto le attività di retention (ad esempio, valutazione, incentivazione e sviluppo, piani di successione/ricollocazione, formazione/riqualificazione, gestione dei contratti di lavoro, gestione della previdenza obbligatoria/complementare, gestione delle retribuzioni e dei piani di welfare aziendale) messe in atto non sono aggiornate rispetto a quelle attualmente applicate in altre società. O Breve termine • S1-12 (Persone con disabilità) • S1-9 (Metriche della diversità) • S1-16 (Metriche di remunerazione: divario retributivo e remunerazione totale) • S1-13 (Metriche di formazione e sviluppo delle competenze) • S1-17 (Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani) • Politica sulla parità di genere • Politica sulla diversità • Politica sui diritti umani Condizioni di lavoro / Parità di trattamento e di opportunità per tutti / Altri diritti connessi al lavoro - Libertà di associazione; - Contrattazion e collettiva; - Salute e sicurezza - Diversità - Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro R 47 Rischio che il Gruppo CAREL possa incorrere in potenziali violazioni delle politiche, delle procedure, del Codice Etico o anche di normative esterne rispetto al tema dei diritti umani, esponendo il Gruppo a possibili sanzioni, danni reputazionali e impatti negativi sul business. O Breve termine • S1-12 (Persone con disabilità) • S1-9 (Metriche della diversità) • S1-16 (Metriche di remunerazione: divario retributivo e remunerazione totale) • Politica sulla diversità • Politica sui diritti umani 48 Il rischio identificato è legato alla dipendenza dalla forza lavoro propria, con particolare riferimento alle figure strategiche, la cui disponibilità e continuità sono elementi critici per il successo del Gruppo.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 58 ESRS 40 Impatto, Rischio o Opportunità Caratteris tiche dell'Impat to Catena del valore Orizzonte temporal e Metriche correlate Politica/e associata/e Tema 41 Sottotema Sotto- sottotema IRO Descrizione IRO 42 +/-, A/P 43 U, O, D 44 di pari valore - Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro - Lavoro minorile - Lavoro forzato • S1-17 (Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani) Parità di trattamento e di opportunità per tutti Formazione e sviluppo delle competenze I 46 Promozione della creatività e dell'innovazione, sviluppo delle competenze trasversali e tecniche che ampliano hard e soft skills delle risorse umane. +, A O Breve termine • S1-13 (Metriche di formazione e sviluppo delle competenze) • Politica sulla parità di genere • Politica sui diritti umani Parità di trattamento e di opportunità per tutti Formazione e sviluppo delle competenze R 48 Aumento dei costi operativi derivanti dall'aggiornamento delle competenze, dall'inserimento di nuovo personale o dalla sostituzione dei dipendenti, nonché dovuti a formazione inefficace. O Breve termine • S1-13 (Metriche di formazione e sviluppo delle competenze) • Politica sulla parità di genere • Politica sui diritti umani ESRS S2 - Lavoratori nella catena del valore 49 Condizioni di lavoro Salute e sicurezza I Infortuni e incidenti sul luogo di lavoro, presso i lavoratori nella catena del valore, dovuto ad un non adeguato presidio da parte dei partner commerciali delle dovute misure di sicurezza. -, P U, D Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori • Politica sui diritti umani Parità di trattamento e di opportunità per tutti — Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore — Occupazione e inclusione delle persone con disabilità — Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro — Diversità I Verificarsi di episodi di violenza e molestie sul lavoro, discriminazioni di genere e disparità retributiva, o discriminazioni verso persone con disabilità presso i lavoratori della catena del valore. -, P U, D Breve termine - • Codice di Condotta Fornitori • Politica sui diritti umani • Politica sulla diversità Altri diritti connessi al lavoro — Lavoro minorile — Lavoro forzato — Alloggi adeguati — Acqua e servizi I Verificarsi di episodi di violazione dei diritti umani fondamentali quali lavoro minorile, lavoro forzato, mancanza di alloggi adeguati e assenza di servizi igienico sanitari lungo la catena di fornitura, in maniera particolare nel contesto dei cd. Conflict Minerals. -, P U Breve termine • Metrica specifica per l’entità (% di fornitori di 3TG compliant con il CMRT) • Codice di Condotta Fornitori • Politica sulla diversità • Politica sulla parità di genere • Politica sui diritti umani 49 Tutti i lavoratori nella catena del valore su cui CAREL potrebbe produrre impatti rilevanti sono inclusi nell'ambito dell'informativa ai sensi dell'ESRS 2. Tutti i potenziali impatti negativi identificati con riferimento ai lavoratori nella catena del valore sono da considerarsi connessi a singoli incidenti, ad eccezione del verificarsi di episodi di violazione dei diritti umani fondamentali quali lavoro minorile, lavoro forzato, che, nel contesto dei cd. conflict minerals (che si posiziona nella catena del valore a monte, oltre il tier 1), qualora si verificasse sarebbe da considerarsi un impatto generalizzato, che emerge nell’ambito delle attività estrattive presenti nella catena di approvvigionamento del Gruppo, come diretta conseguenza del business in cui opera. Il business in cui opera CAREL prevede infatti la realizzazione di alcuni prodotti, i cui componenti contengono minerali e metalli, tra cui oro, stagno, tantalio e tungsteno (3TG), che potrebbero provenire da zone di conflitto o ad alto rischio ( Conflict-Affected and High- Risk Areas). L'estrazione e/o la lavorazione di questi minerali potrebbe infatti avere un impatto negativo, sia sociale, sui lavoratori in tali attività, che ambientale, in aree geografiche dove i ricavi derivanti da tali attività possono essere utilizzati per finanziare o favorire gruppi armati, violazioni di leggi internazionali e abusi dei diritti umani. La principale categoria di lavoratori nella catena del valore che potrebbe subire un impatto negativo è pertanto rappresentata dai lavoratori coinvolti nell'estrazione e lavorazione dei minerali 3TG. Come misura strategica, in risposta a tale potenziale impatto negativo, il Gruppo ha implementato un processo di Due Diligence specifico.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 59 ESRS 40 Impatto, Rischio o Opportunità Caratteris tiche dell'Impat to Catena del valore Orizzonte temporal e Metriche correlate Politica/e associata/e Tema 41 Sottotema Sotto- sottotema IRO Descrizione IRO 42 +/-, A/P 43 U, O, D 44 igienico- sanitari ESRS G1 - Condotta delle imprese 50 Cultura d'impresa - R Rischio che il Gruppo CAREL possa incorrere in sanzioni/penalità amministrative a causa di una modifica e/o non conformità con il quadro normativo nazionale e internazionale. O Breve termine NA • Codice Etico • Politica Anticorruzione Cultura d’impresa - R Insoddisfazione dei clienti e perdita di opportunità e sviluppo socioeconomico per il mancato raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dalla società, anche in virtù della maggiore attenzione alle questioni di sostenibilità da parte degli stakeholder. O, D Medio termine - • Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità Cultura d'impresa - R Rischio che il Gruppo CAREL possa non adottare una strategia di comunicazione sulla sostenibilità efficace, riflessa in vari documenti come il Piano di Sostenibilità, la Rendicontazione Non Finanziaria, il Rating CDP e i comunicati stampa relativi alla sostenibilità. Questo rischio potrebbe generare ripercussioni reputazionali aziendali. O Breve termine NA - Protezione degli informatori - I Episodi di ritorsioni, di qualsiasi tipologia, a causa di una mancata protezione, legale e non, e non garanzia dell'anonimato da parte del Gruppo nei confronti di coloro che sollevano preoccupazioni, in seguito alla segnalazione di illeciti. -, P U, O, D Breve termine NA • Procedura Whistleblowing Impegno politico e attività di lobbying - I Attraverso la partecipazione ad organizzazioni e associazioni di categoria internazionali, promozione di innovazioni normative per lo sviluppo sostenibile e la transizione energetica. +, A O Medio termine • G1-5 (Influenza politica e attività di lobbying) - Gestione dei rapporti con i fornitori, comprese le prassi di pagamento - I Promozione di una catena di fornitura responsabile grazie alla diffusione, alla gestione e al sovra intendimento di buone pratiche ambientali e sociali tramite attività di supplier engagement (e.g. condivisione del Codice di Condotta dei fornitori, implementazione di attività di formazione, avvio di collaborazioni ecc.) +, P U, O Medio termine NA • Codice di Condotta Fornitori • Codice Etico Corruzione attiva e passiva Incidenti R Rischio che il Gruppo CAREL possa essere citato in giudizio per atti illegali commessi da dipendenti/membri dell’organizzazione/consulenti/fornitori/client i che diventano autori di pratiche illecite/comportamenti corruttivi a favore del Gruppo, esponendo CAREL alle conseguenze delle loro azioni. Questo potrebbe comportare per il Gruppo sanzioni finanziarie, amministrative e penali, perdita di profitti (ad esempio, dare o promettere di dare denaro o altro a funzionari pubblici o simili per ottenere un vantaggio indebito per il Gruppo, modificare i registri contabili per la creazione di risorse utilizzabili per scopi corruttivi, ecc.). U, O, D Breve termine • G1-4 (Casi di corruzione attiva o passiva) • Procedura Whistleblowing • Politica Anticorruzione • Codice di Condotta Fornitori 50 Gli IRO relativi alla condotta d’impresa sono stati individuati considerando la severità dei contesti normativi di riferimento, il settore di appartenenza e la sensibilità degli stakeholder del Gruppo alle tematiche di sostenibilità.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 60 Approfondimenti Inquinamento Con riferimento alle operazioni proprie, le emissioni in atmosfera del Gruppo sono attribuite ai camini emissivi presenti nei plant, i quali sono mappati e monitorati in maniera continua prevedendo periodiche analisi per l'individuazione degli inquinanti. Tale aspetto è esteso anche ai siti non ancora certificati, nell’ambito del Sistema di Gestione Ambientale. Per quanto riguarda la catena del valore, l’inquinamento è principalmente dovuto alle emissioni di sostanze in aria, acqua e suolo dei fornitori lungo la catena di approvvigionamento, e dalla potenziale presenza di sostanze pericolose ed estremamente pericolose all’interno di alcuni componenti acquistati dal Gruppo. Acqua In CAREL, il consumo di acqua nelle proprie attività non rappresenta un tema materiale per le own operations, in quanto i prelievi del Gruppo sono riconducibili all’utilizzo igienico-sanitario piuttosto che a processi industriali. A partire dal 2020 i consumi di tutte le società del Gruppo sono monitorati anche considerando le eventuali aree a stress idrico in cui sorgono i siti stessi, individuate tramite lo strumento WRI Acqueduct. Il prelievo e il consumo idrico sono invece aspetti rilevanti lungo la catena del valore di CAREL. A monte, vi è infatti un consumo idrico significativo nella produzione di alcuni componenti essenziali, come i microprocessori e altri componenti elettronici; mentre a valle, il consumo di acqua è legato all’utilizzo di alcuni prodotti del Gruppo, come gli umidificatori, che necessitano di acqua per il loro funzionamento. Uso delle Risorse ed economia circolare Per produrre i propri beni, il Gruppo si approvvigiona regolarmente di componenti elettronici e meccanici, nonché di prodotti finiti, inclusi i materiali di packaging, contribuendo in parte all’esaurimento delle risorse naturali. Durante i processi di produzione e assemblaggio, le attività del Gruppo generano anche rifiuti, tra cui una piccola parte di rifiuti pericolosi. Per identificare e comprendere i propri impatti negativi e i rischi legati all'uso delle risorse, nonché le opportunità offerte dall'economia circolare, il Gruppo utilizza diversi strumenti, in stretta sinergia con quelli adottati per l'analisi delle emissioni lungo la catena del valore. Dal punto di vista delle risorse in entrata, l'analisi annuale condotta per calcolare le emissioni Scope 3 relative ai prodotti acquistati (categoria 1) consente di esaminare i flussi di risorse in entrata, identificando le diverse tipologie di materiali e i relativi impatti in termini di emissioni di gas serra, e permette altresì di pianificare iniziative di riduzione dell'impatto ambientale, come ad esempio l’acquisto di materiali riciclati. Per quanto riguarda i rifiuti, l’analisi annuale delle emissioni Scope 3 relative ai rifiuti prodotti (categoria 5) permette di esaminare la composizione dei rifiuti e di valutare gli impatti ambientali derivanti dalla loro gestione. L'analisi dei rifiuti è estesa anche alla catena del valore a valle, in sinergia con il calcolo delle emissioni Scope 3 relative al trattamento a fine vita dei prodotti venduti (categoria 12), sebbene con un livello di dettaglio differente. Biodiversità ed Ecosistemi Come dichiarato nella Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità, CAREL si impegna a limitare gli impatti sul territorio e sulla biodiversità, anche al fine di preservare le risorse naturali. In quest'ottica, nel 2025, ha aggiornato l'analisi di prossimità al fine di comprendere i potenziali impatti diretti del Gruppo sulla biodiversità. L'analisi, che ha riguardato specificamente i plant del Gruppo, è stata condotta utilizzando lo strumento Protected Planet. A seguito dell'analisi, nessuna sede considerata è risultata ubicata all’interno di aree sensibili sotto il profilo della biodiversità, tuttavia si specifica che vi sono dei siti del Gruppo localizzati in prossimità di tali aree. A tal proposito, non si ritiene che le attività legate a questi siti influiscano negativamente su tali aree. Pertanto, ad oggi non è stata riscontrata la necessità di attuare specifiche misure di mitigazione, a protezione della biodiversità. 51 Nonostante il tema della biodiversità non sia risultato materiale, il Gruppo si impegna ad aggiornare ed estendere l'analisi, al fine di identificare e valutare anche potenziali dipendenze, rischi fisici e di transizione, nonché rischi sistemici legati alla biodiversità e agli ecosistemi. 51 Non sono inoltre state condotte consultazioni con le comunità interessate.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 61 DICHIARAZIONE SULLA DUE DILIGENCE ESRS 2 GOV-4 La Due Diligence è il processo mediante cui le imprese individuano, prevengono, mitigano e rendono conto del modo in cui affrontano gli impatti negativi, effettivi e potenziali, sull'ambiente e sulle persone connessi alla loro attività, incluse la catena del valore a monte e valle. Di seguito sono riportati i riferimenti alle sezioni della Rendicontazione di Sostenibilità che contengono le politiche, le azioni e gli obiettivi che rappresentano il punto di partenza per la Due Diligence ESG, la quale sarà estesa e strutturata nei prossimi anni al fine coprire tutte le questioni di sostenibilità rilevanti dal punto di vista sociale ad ambientale, anche in considerazione dell’evoluzione della CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence). ELEMENTI CHIAVE NELLA DUE DILIGENCE E RIFERIMENTO NELLA RENDICONTAZIONE SULLA SOSTENIBILITÀ Elementi Chiave della Due Diligence Riferimento nella Rendicontazione sulla Sostenibilità Integrazione del dovere di diligenza nella governance, nella strategia e nel modello aziendale. • ESRS 2 SBM-2 Strategia di Sostenibilità del Gruppo • ESRS 2 GOV-2: Ruolo degli organi di governance nella gestione delle tematiche di sostenibilità • ESRS 2 SMB-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti • ESRS E1: Sistema di Gestione Ambientale • ESRS E1, E2, E3, E5: Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità, Codice di Condotta Fornitori • ESRS S1: Politica sui Diritti Umani, Politica sulla Diversità, Politica sulla Parità di Genere, Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità • ESRS S2: Politica sui Diritti Umani, Politica sui Conflict Minerals, Codice di Condotta Fornitori • ESRS G1: Gestione dei rapporti con i Fornitori, Codice di Condotta Fornitori Coinvolgimento delle parti interessate in tutte le fasi chiave della diligenza • ESRS 2 SBM-2: Interessi ed opinioni degli Stakeholder • ESRS S1: Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria • ESRS S2: Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore Identificazione e valutazione degli impatti negativi • ESRS 2 IRO-1: Processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti • ESRS S1: Canali per sollevare preoccupazioni • ESRS S2: Due Diligence sui Conflict Minerals, Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore • ESRS G1: Valutazione della performance di sostenibilità dei fornitori Interventi per far fronte agli impatti negativi • ESRS E1: Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici, Leve di Decarbonizzazione • ESRS E2: Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura, Gestione delle sostanze pericolose contenute nei prodotti • ESRS E3: La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne, La gestione della risorsa idrica nella catena del valore • ESRS E5: Risorse in ingresso ed economia circolare, La gestione dei rifiuti • ESRS S1: Canali per sollevare preoccupazioni • ESRS S2: Due Diligence sui Conflict Mineral, Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore • ESRS G1: Procedura Whistleblowing, Monitorare l’efficacia di questi sforzi Target: • ESRS E1: E1-4 Obiettivi futuri legati alla mitigazione dei cambiamenti climatici • ESRS E2: Iniziative e obiettivi futuri legati all’inquinamento • ESRS E3: Obiettivi futuri legati all’acqua • ESRS E5: Obiettivi futuri legati alle risorse in entrata, obiettivi futuri legati alla gestione dei rifiuti • ESRS S1: Diritti dei lavoratori (con riferimento all’adeguamento del processo di Due Diligence sui Diritti Umani)
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 62 • ESRS S2: Obiettivi futuri legati ai lavoratori nella catena del valore • ESRS G1: Obiettivi futuri legati alla gestione della catena di fornitura (con riferimento all’implementazione del processo di Due Diligence) Metriche • ESRS E1: E1-5: Consumi energetici, E1-6: Emissioni di Gas a Effetto Serra • ESRS E2: E2-4 Inquinamento in aria • ESRS E3: E3-4 Consumo idrico • ESRS E5: E5-4 Flussi di risorse in ingresso, E5-5 Flussi di risorse in uscita (con riferimento ai rifiuti) • ESRS S1-17: Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani Ad oggi, il Gruppo svolge una Due Diligence specifica per gestire gli impatti derivanti dall’approvvigionamento di componenti che contengono minerali e metalli, tra cui oro, stagno, tantalio e tungsteno (3TG), potenzialmente provenienti da zone di conflitto o ad alto rischio (cc.dd. “Conflict Minerals”). Per maggiori informazioni si rimanda al capitolo S2 – Lavoratori nella catena del valore. Inoltre, a partire dal 2025, il Gruppo sta implementando un più ampio processo strutturato di Due Diligence per i temi sociali e ambientali nella catena di fornitura, che consentirà di identificare in maniera più puntuale gli impatti, le dipendenze e i rischi e, conseguentemente, di implementare specifiche azioni di prevenzione e mitigazione. Per maggiori informazioni si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’Impresa, sezione Catena di Fornitura. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO SULLA RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITÀ ESRS 2 GOV-5 Come precedentemente descritto il Gruppo CAREL ha istituito e implementato un Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR), che consente una corretta identificazione e gestione dei rischi aziendali. All’interno del registro dei rischi ERM, strumento cardine del modello di gestione integrata dei rischi, il Gruppo ha identificato il rischio che le informazioni non finanziarie preparate per gli stakeholder contengano errori rilevanti (incompletezza dei dati, inesattezza dei dati, non conformità ai requisiti normativi), l’omissione di fatti rilevanti o la non conformità con la regolamentazione in materia di rendicontazione sulla sostenibilità. 52 A presidio di tale rischio, il Gruppo è dotato di un processo di reporting strutturato e formalizzato secondo una specifica Procedura interna, aggiornata nel corso del 2025, che definisce ruoli, responsabilità e modalità operative a cui il personale della Capogruppo e delle società controllate deve attenersi in modo da garantire una corretta gestione delle informazioni qualitative e dei dati quantitativi necessari alla redazione della presente Rendicontazione di Sostenibilità. Il Consiglio di Amministrazione è responsabile dell'approvazione della Rendicontazione di Sostenibilità, supportato dal Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, che è incaricato di verificare la completezza e la conformità normativa del documento. Il Collegio Sindacale assicura che l’intero processo di rendicontazione sia conforme alle disposizioni normative. Il responsabile della predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità è il Group Chief Financial Officer, il quale coordina l’intero processo di reporting attraverso i Responsabili di Funzione, o Process Owner, che sono incaricati di raccogliere, consolidare e verificare le informazioni di sostenibilità sia quantitative che qualitative che vengono fornite dai Data Owner. Tipicamente i Process Owner sono responsabili di funzione della Capogruppo, come ad esempio il responsabile HR o il responsabile HSE, 52 La Società utilizza il registro dei rischi ERM come strumento per mappare i rischi, integrando le risultanze della valutazione dei rischi e dei controlli interni. La valutazione dei rischi è condotta seguendo la metodologia descritta nella sezione “Sistema di gestione del rischio” del presente capitolo. Nel contesto del registro dei rischi ERM, non sono stati identificati rischi aggiuntivi relativi alla rendicontazione sulla sostenibilità, oltre a quello già identificato. La Società assicura una rendicontazione almeno biennale delle risultanze della valutazione dei rischi e dei controlli interni agli organi di amministrazione, direzione e controllo attraverso l'analisi delle risk cards e di report di monitoraggio. La periodicità della rendicontazione garantisce un monitoraggio costante e un efficace supporto alle decisioni strategiche.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 63 che coordinano uno specifico processo di raccolta dati dalle singole società rientranti nel perimetro di rendicontazione. Alle singole società di perimetro fanno capo uno o più Data Owner, ovvero responsabili locali individuati da ciascun Responsabile di Funzione, incaricati della raccolta delle informazioni relative alla propria area di competenza. Queste attribuzioni vengono gestite attraverso una matrice che identifica per ogni KPI da rendicontare, il Data Owner e il relativo Process Owner che convalida i dati trasmessi. Questa matrice approvativa rappresenta anche l’albero gerarchico per la segregazione delle informazioni, la raccolta e la loro convalida all’interno del sistema informatico di reporting. I Data Owner ricevono un handbook contenente indicazioni metodologiche e linee guida operative per assicurare l’accuratezza e la completezza dei dati forniti, rafforzando così l'affidabilità del processo di raccolta dati. Inoltre, vengono coinvolti in attività formative, organizzate in occasione di modifiche rilevanti alla raccolta dati, al fine di garantire un'adeguata comprensione dei cambiamenti intervenuti. Ai Responsabili di Funzione sono assegnati i controlli di primo livello ovvero controlli volti a verificare la congruità dei dati raccolti (e.g. controlli di coerenza anche comparativi con altri strumenti informatici in uso all’interno del Gruppo, analisi dei trend storici, etc.) e completezza dei dati ricevuti dai singoli Data Owner. Ai Data Owner invece è attribuita la responsabilità dell’archiviazione delle evidenze documentali sottostanti ai dati trasmessi. Ogni filiale coinvolta nel processo di rendicontazione deve inviare anche una “lettera di attestazione” (Representation letter) in cui il Managing Director e il Finance Manager della filiale attestano la correttezza e completezza delle informazioni fornite. Un elemento fondamentale del processo di reporting del Gruppo è l’adozione di un software dedicato alla raccolta e al consolidamento dei dati quantitativi finalizzati alla rendicontazione sulla sostenibilità. L’automazione dei processi di raccolta e validazione dei dati quantitativi contribuisce in modo significativo alla riduzione del rischio di errori manuali (per esempio, attraverso regole di formattazione e validazione dei dati, conversione di valute e consumi energetici, calcolo delle emissioni, etc.). Inoltre, la presenza di un sistema di attribuzione delle competenze, la definizione di flussi di approvazione strutturati e la segregazione delle responsabilità consentono di minimizzare il rischio di modifiche non autorizzate, errori o alterazioni dei dati. Un ulteriore vantaggio derivante dall’utilizzo del software è la tracciabilità delle informazioni, attraverso il monitoraggio di ogni input e modifica effettuata nonché la comparabilità dei dati con i periodi precedenti. INDICE DEI CONTENUTI ESRS 2 IRO-2 INDICE DEI CONTENUTI Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) ESRS 2 - Informazioni Generali BP-1 Criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla sostenibilità ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Criteri per la redazione BP-2 Informativa in relazione a circostanze specifiche ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Criteri per la redazione GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Struttura di corporate governance di CAREL, Ruolo degli organi di governance nella gestione delle tematiche di sostenibilità) GOV-2 Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Ruolo degli organi di governance nella gestione delle tematiche di sostenibilità) GOV-3 Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione) GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE Dichiarazione sulla Due Diligence Due Diligence sui Conflict Minerals GOV-5 Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Sistema di Controllo Interno sulla rendicontazione di sostenibilità
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 64 Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) SBM-1 Strategia, modello aziendale e catena del valore ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI S1: FORZA LAVORO PROPRIA Modello aziendale e catena del valore, Strategia di Sostenibilità del Gruppo Forza lavoro Propria - Paragrafo introduttivo Stabilità occupazionale e benessere SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori di interessi ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Interessi e opinioni degli Stakeholder SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Strategia di Sostenibilità del Gruppo Sistema di gestione del rischio Impatti, rischi e opportunità rilevanti IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti Impatti, rischi e opportunità rilevanti IRO-2 Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell'impresa ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Indice dei contenuti E1 – Cambiamento Climatico ESRS 2 GOV-3 Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità e nei sistemi di incentivazione) E1-1 Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici Leve di decarbonizzazione ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Strategia di Sostenibilità del Gruppo Sistema di gestione del rischio (Analisi di rischi e opportunità legati al cambiamento climatico) ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Sistema di gestione del rischio (Analisi di rischi e opportunità legati al cambiamento climatico) E1-2 Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Politiche e processi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici ( Politica Ambientale, Codice Condotta fornitori) E1-3 Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Leve di decarbonizzazione E1-4 Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici Leve di decarbonizzazione Obiettivi futuri legati alla mitigazione del cambiamento climatico E1-5 Consumo di energia e mix energetico E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Consumi energetici E1-6 Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI Emissioni di Gas a Effetto Serra Obiettivi di riduzione delle emissioni E2 – Inquinamento ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati all'inquinamento ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti (Approfondimenti - Inquinamento) E2-1 – Politiche relative all'inquinamento E2: INQUINAMENTO Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura Gestione delle sostanze pericolose contenute nei prodotti E2-2 – Azioni e risorse connesse all'inquinamento E2: INQUINAMENTO Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura Gestione delle sostanze pericolose contenute nei prodotti Iniziative e obiettivi futuri legati all’inquinamento E2-3 – Obiettivi connessi all'inquinamento E2: INQUINAMENTO Iniziative e obiettivi futuri legati all’inquinamento E2-4 – Inquinamento di aria, acqua e suolo E2: INQUINAMENTO Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura E2-6 – Effetti finanziari attesi di impatti, rischi e opportunità legati all'inquinamento E2: INQUINAMENTO Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura E3 –Acque e risorse marine ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti (Approfondimenti - Acqua)
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 65 Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) rilevanti legati alle acque e alle risorse marine E3-1 – Politiche connesse alle acque e alle risorse marine E3: ACQUA La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne La gestione della risorsa idrica nella catena del valore E3-2 – Azioni e risorse connesse alle acque e alle risorse marine E3: ACQUA La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne La gestione della risorsa idrica nella catena del valore E3-3 – Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine E3: ACQUA Obiettivi futuri legati all'acqua E3-4 – Consumo idrico E3: ACQUA La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne E4 –Biodiversità ed Ecosistemi ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi, le dipendenze e le opportunità rilevanti connessi alla biodiversità e agli ecosistemi ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti (Approfondimenti - Biodiversità ed Ecosistemi) E5 –Uso delle risorse ed economia circolare ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti (Approfondimenti - Uso delle risorse ed economia circolare) E5-1 — Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE Politiche di impegno Risorse in ingresso ed economia circolare E5-2 — Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE Risorse in ingresso ed economia circolare La gestione dei rifiuti E5-3 – Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE Risorse in ingresso ed economia circolare (obiettivi futuri legati alle risorse in entrata) La gestione dei rifiuti (obiettivi futuri legati alla gestione rifiuti) E5-4 – Flussi di risorse in entrata E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE Risorse in ingresso ed economia circolare E5-5 – Flussi di risorse in uscita E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE La gestione dei rifiuti ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Strategia di Sostenibilità del Gruppo Interessi e opinioni degli stakeholder S1 - Forza lavoro propria ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI S1: FORZA LAVORO PROPRIA Strategia di Sostenibilità del Gruppo Impatti, rischi e opportunità rilevanti Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti Parità di trattamento e di opportunità per tutti S1-1 Politiche relative alla forza lavoro propria S1: FORZA LAVORO PROPRIA Politiche di impegno Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti Parità di trattamento e di opportunità per tutti S1-2 Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti S1: FORZA LAVORO PROPRIA Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria Salute e Sicurezza sul lavoro (Valutazione dei rischi e coinvolgimento della forza lavoro) Parità di trattamento e di opportunità per tutti Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria S1-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni S1: FORZA LAVORO PROPRIA G1: CONDOTTA D’IMPRESA Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria (Canali per sollevare preoccupazioni) S1-4 Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti (Iniziative di formazione di hard e soft skill, Sviluppo professionale dei dipendenti) e Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Iniziative e obiettivi futuri legati alla parità di trattamento e opportunità per tutti) Salute e Sicurezza sul lavoro (Valutazione dei rischi e coinvolgimento della forza lavoro, Formazione in ambito salute e
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 66 Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) sicurezza, Servizio di Medicina sul lavoro, Iniziative e obiettivi futuri legati alla salute e sicurezza sul lavoro) Politiche di impegno Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria S1-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI S1: FORZA LAVORO PROPRIA Strategia di Sostenibilità del Gruppo (Interessi e opinioni degli stakeholder) Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti (Obiettivi futuri legati alla formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti) Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Iniziative e obiettivi futuri legati alla parità di trattamento e opportunità per tutti) Salute e Sicurezza sul lavoro (Iniziative e obiettivi futuri legati alla salute e sicurezza sul lavoro) S1-6 Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa S1: FORZA LAVORO PROPRIA Forza lavoro propria Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Stabilità e benessere occupazionale) S1-7 Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa S1: FORZA LAVORO PROPRIA Forza lavoro propria S1-8 Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Contrattazione collettiva e libertà di associazione) S1-9 – Metriche della diversità S1: FORZA LAVORO PROPRIA Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Il sistema di gestione per la parità di genere) S1-10 Salari adeguati S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Remunerazione adeguata e competitiva) S1-12 Persone con Disabilità S1: FORZA LAVORO PROPRIA Forza lavoro propria S1-13 Formazione e sviluppo delle competenze S1: FORZA LAVORO PROPRIA Formazione delle risorse e sviluppo professionale dei dipendenti (Sviluppo professionale dei dipendenti) S1-14 Metriche di salute e sicurezza S1: FORZA LAVORO PROPRIA Salute e Sicurezza sul lavoro (Eventi infortunistici) S1-15 Metriche dell'equilibrio tra vita professionale e vita privata S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere die lavoratori (stabilità occupazione e benessere) S1-16 Metriche di retribuzione (divario retributivo e retribuzione totale) S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Remunerazione adeguata e competitiva) Parità di trattamento e di opportunità per tutti (Parità nelle retribuzioni) S1-17 Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani S1: FORZA LAVORO PROPRIA Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Diritti dei lavoratori) ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti Interessi e opinioni degli stakeholder S2 – Lavoratori nella catena del valore ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Sistema di gestione del rischio Impatti, rischi e opportunità rilevanti S2-1 – Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE G1: CONDOTTA D'IMPRESA Politiche di impegno (Politica sui diritti umani, Codice di Condotta Fornitori, Politica sui Conflict Minerals) Due Diligence sui Conflict Minerals Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore Procedura Whistleblowing S2-2 – Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore S2-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella catena del valore di esprimere preoccupazioni S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE G1: CONDOTTA D'IMPRESA Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore Procedura Whistleblowing S2-4 – Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE Due Diligence sui Conflict Minerals Politiche di impegno (Codice Condotta Fornitori) Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 67 Tematiche Obblighi d’Informativa associati Capitolo Sezione (sottosezione) per la gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore, nonché efficacia di tali azioni G1: CONDOTTA D'IMPRESA S2-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE Obiettivi futuri legati ai lavoratori nella catena del valore ESRS 2 GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Governance della sostenibilità (Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità e nei sistemi di incentivazione, Ruolo degli organi di governance nella gestione delle tematiche di sostenibilità) G1 – Condotta delle imprese ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI Impatti, rischi e opportunità rilevanti G1-1 Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese G1: CONDOTTA D'IMPRESA Cultura d'impresa (Codice Etico, Politica Anticorruzione, Politica Whistleblowing, Formazione sulla cultura d’impresa) Gestione dei rapporti con i fornitori (Codice Condotta Fornitori) G1-2 Gestione dei rapporti con i fornitori G1: CONDOTTA D'IMPRESA Catena di fornitura (Gestione dei rapporti con i fornitori) G1-3 Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva G1: CONDOTTA D'IMPRESA Cultura d'impresa (Procedura Anticorruzione, Formazione sulla cultura d’impresa) G1-4 Casi accertati di corruzione attiva o passiva G1: CONDOTTA D'IMPRESA Cultura d'impresa (Procedura Anticorruzione) G1-5 – Influenza politica e attività di lobbying G1: CONDOTTA D'IMPRESA Cultura d'impresa (Organizzazioni e Associazioni) APPENDICE B - ELENCO DEGLI ELEMENTI D'INFORMAZIONE DI CUI AI PRINCIPI TRASVERSALI E TEMATICI DERIVANTI DA ALTRI ATTI LEGISLATIVI DELL'UE Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 53 Riferimento terzo pilastro 54 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 55 Riferimento normativa dell'UE sul clima 56 Sezione di riferimento ESRS 2 GOV-1 Diversità di genere nel consiglio, paragrafo 21, lettera d) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 13 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Governance della Sostenibilità (Struttura di corporate governance di CAREL) ESRS 2 GOV-1 Percentuale di membri indipendenti del consiglio di amministrazione, paragrafo 21, lettera e) Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Governance della Sostenibilità (Struttura di corporate governance di CAREL) 53 Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) (GU L 317 del 9.12.2019, pag. 1). 54 Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (regolamento sui requisiti patrimoniali) (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1). 55 Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014 (GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1). 56 Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 («Normativa europea sul clima») (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1).
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 68 Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 53 Riferimento terzo pilastro 54 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 55 Riferimento normativa dell'UE sul clima 56 Sezione di riferimento ESRS 2 GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza, paragrafo 30 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 10 ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Dichiarazione sulla Due Diligence ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate ad attività nel settore dei combustibili fossili, paragrafo 40, lettera d), punto i) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 4 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione tabella 1 – Informazioni qualitative sul rischio ambientale e tabella 2 – Informazioni qualitative sul rischio sociale Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II Non Applicabile ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla produzione di sostanze chimiche, paragrafo 40, lettera d), punto ii) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 9 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II Non applicabile ESRS 2 SBM-1 Partecipazione ad attività connesse ad armi controverse, paragrafo 40, lettera d), punto iii) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 14 Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 Non applicabile ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla coltivazione e alla produzione di tabacco, paragrafo 40, lettera d), punto iv) Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 Non applicabile ESRS E1-1 Piano di transizione per conseguire la neutralità climatica entro il 2050, paragrafo 14 Articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1119 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici ESRS E1-1 Imprese escluse dagli indici di riferimento allineati con l'accordo di Parigi, paragrafo 16, lettera g) Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 1: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua Articolo 12, paragrafo 1, lettere a d) a g), e paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici ESRS E1-4 Obiettivi di riduzione delle emissioni di GES, paragrafo 34 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 4 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 3: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento Articolo 6 del regolamento delegato (UE) 2020/1818 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici (Obiettivi di riduzione delle emissioni) ESRS E1-5 Consumo di energia da combustibili fossili disaggregato per fonte (solo settori ad alto impatto climatico), paragrafo 38 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 e allegato I, tabella 2, indicatore n. 5 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Consumi energetici ESRS E1-5 Consumo di energia e mix energetico, paragrafo 37 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Consumi energetici ESRS E1-5 Intensità energetica associata con attività in settori ad alto impatto climatico, paragrafi da 40 a 43 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 6 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Consumi energetici (Intensità energetica)
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 69 Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 53 Riferimento terzo pilastro 54 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 55 Riferimento normativa dell'UE sul clima 56 Sezione di riferimento ESRS E1-6 Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES, paragrafo 44 Allegato I, tabella 1, indicatori n. 1 e 2 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n.575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 1: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua Articolo 5, paragrafo 1, articolo 6 e articolo 8, paragrafo 1 del regolamento delegato (UE) 2020/1818 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Emissioni di Gas a Effetto Serra ESRS E1-6 Intensità delle emissioni lorde di GES, paragrafi da 53 a 55 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 3 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 3: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento Articolo 8, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI - Emissioni di Gas a Effetto Serra (Intensità emissiva) ESRS E1-7 Assorbimenti di GES e crediti di carbonio, paragrafo 56 Articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1119 Non Applicabile ESRS E1-9 Esposizione del portafoglio dell'indice di riferimento verso rischi fisici legati al clima, paragrafo 66 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 Obbligo di informativa introdotto gradualmente ESRS E1-9 Disaggregazione degli importi monetari per rischio fisico acuto e cronico, paragrafo 66, lettera a) ESRS E1-9 Posizione delle attività significative a rischio fisico rilevante, paragrafo 66, lettera c) Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; punti 46 e 47 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione; modello 5: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico Obbligo di informativa introdotto gradualmente ESRS E1-9 Ripartizione del valore contabile dei suoi attivi immobiliari per classi di efficienza energetica, paragrafo 67, lettera c) Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; punto 34 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione; Modello 2: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili – Efficienza energetica delle garanzie reali Obbligo di informativa introdotto gradualmente ESRS E1-9 Grado di esposizione del portafoglio a opportunità legate al clima, paragrafo 69 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1818 Obbligo di informativa introdotto gradualmente ESRS E2-4 Quantità di ciascun inquinante che figura nell'allegato II del regolamento E-PRTR (registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti) emesso nell'aria, nell'acqua e nel suolo, paragrafo 28 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 8; allegato I, tabella 2, indicatore n. 2; allegato 1, tabella 2, indicatore n. 1; allegato I, tabella 2, indicatore n. 3 E2: INQUINAMENTO - Gestione dell’inquinamento nelle operazioni proprie e nella catena di fornitura ESRS E3-1 Acque e risorse marine, paragrafo 9 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 7 E3: ACQUA - La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne, La
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 70 Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 53 Riferimento terzo pilastro 54 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 55 Riferimento normativa dell'UE sul clima 56 Sezione di riferimento gestione della risorsa idrica nella catena del valore ESRS E3-1 Politica dedicata, paragrafo 13 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 8 Non Applicabile ESRS E3-1 Sostenibilità degli oceani e dei mari paragrafo 14 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12 Non materiale per CAREL ESRS E3-4 Totale dell'acqua riciclata e riutilizzata, paragrafo 28, lettera c) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.2 E3: ACQUA - La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne ESRS E3-4 Consumo idrico totale in m3 rispetto ai ricavi netti da operazioni proprie, paragrafo 29 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.1 E3: ACQUA - La gestione della risorsa idrica nelle operazioni interne ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo 16, lettera a), punto i) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 7 Non materiale per CAREL ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo 16, lettera b) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 10 Non materiale per CAREL ESRS 2 SBM-3 – E4 paragrafo 16, lettera c) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 14 Non materiale per CAREL ESRS E4-2 Politiche o pratiche agricole/di utilizzo del suolo sostenibili, paragrafo 24, lettera b) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 11 Non materiale per CAREL ESRS E4-2 Pratiche o politiche di utilizzo del mare/degli oceani sostenibili, paragrafo 24, lettera c) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12 Non materiale per CAREL ESRS E4-2 Politiche volte ad affrontare la deforestazione, paragrafo 24, lettera d) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 15 Non materiale per CAREL ESRS E5-5 Rifiuti non riciclati, paragrafo 37, lettera d) Allegato I, tabella 2, indicatore n. 13 E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE - La gestione dei rifiuti ESRS E5-5 Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi, paragrafo 39 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 9 E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE - La gestione dei rifiuti ESRS 2 – SBM3 – S1 Rischio di lavoro forzato, paragrafo 14, lettera f) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 13 ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Impatti, rischi e opportunità rilevanti ESRS 2 – SBM3 – S1 Rischio di lavoro minorile, paragrafo 14, lettera g) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 12 ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Impatti, rischi e opportunità rilevanti ESRS S1-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 20 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Politiche di impegno (Politica sui Diritti Umani) ESRS S1-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, paragrafo 21 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Politiche di impegno (Politica sui Diritti Umani, Politica sulla diversità) ESRS S1-1 Procedure e misure per prevenire la tratta di esseri umani, paragrafo 22 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 11 S1 FORZA LAVORO PROPRIA Politiche di impegno (Politica sui Diritti Umani) ESRS S1-1 Politica di prevenzione o sistema di gestione degli infortuni sul lavoro, paragrafo 23 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 1 S1 FORZA LAVORO PROPRIA Politiche di impegno (Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità) ESRS S1-3 Meccanismi di trattamento dei reclami/delle denunce, paragrafo 32, lettera c) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 5 G1: CONDOTTA DELLE IMPRESE - Cultura d'Impresa (Procedura Whistleblowing)
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 71 Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 53 Riferimento terzo pilastro 54 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 55 Riferimento normativa dell'UE sul clima 56 Sezione di riferimento ESRS S1-14 Numero di decessi e numero e tasso di infortuni connessi al lavoro, paragrafo 88, lettere b) e c) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 2 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Salute e sicurezza sul lavoro (Eventi infortunistici) ESRS S1-14 Numero di giornate perdute a causa di ferite, infortuni, incidenti mortali o malattie, paragrafo 88, lettera e) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 3 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Salute e sicurezza sul lavoro (Eventi infortunistici) ESRS S1-16 Divario retributivo di genere non corretto, paragrafo 97, lettera a) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 12 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II Sezione: Parità di trattamento e di opportunità per tutti, sottocapitolo: Parità nelle retribuzioni ESRS S1-16 Eccesso di divario retributivo a favore dell'amministratore delegato, paragrafo 97, lettera b) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 8 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Remunerazione adeguata e competitiva) ESRS S1-17 Incidenti legati alla discriminazione, paragrafo 103, lettera a) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 7 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Diritti dei lavoratori) ESR S1-17 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e OCSE, paragrafo 104, lettera a) Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 e allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 S1 FORZA LAVORO PROPRIA - Condizioni di lavoro e benessere dei lavoratori (Diritti dei lavoratori) ESRS 2 SBM-3 – S2 Grave rischio di lavoro minorile o di lavoro forzato nella catena del lavoro, paragrafo 11, lettera b) Allegato I, tabella 3, indicatori n. 12 e 13 ESRS 2: INFORMAZIONI GENERALI - Impatti, rischi e opportunità rilevanti S2 LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Due Diligence sui Conflict Minerals ESRS S2-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 17 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Politiche di impegno G1: CONDOTTA D’IMPRESA – Cultura D’impresa, Catena di Fornitura ESRS S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore, paragrafo 18 Allegato I, tabella 3, indicatori n. 11 e 4 Sezione: Politiche di impegno, sottocapitolo: Codice di Condotta Fornitori ESRS S2-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 19 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Politiche di impegno (Canali di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore) ESRS S2-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, paragrafo 19 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Politiche di impegno (Canali di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore) ESRS S2-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani nella sua catena del valore a monte e a valle, paragrafo 36 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE - Canale di segnalazione per i lavoratori nella catena del valore
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 72 Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Riferimento SFDR 53 Riferimento terzo pilastro 54 Riferimento regolamento sugli indici di riferimento 55 Riferimento normativa dell'UE sul clima 56 Sezione di riferimento ESRS S3-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 16 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 Non materiale per CAREL ESRS S3-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, dei principi dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 Non materiale per CAREL ESRS S3-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 36 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 Non materiale per CAREL ESRS S4-1 Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali, paragrafo 16 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 Non materiale per CAREL ESRS S4-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 Non materiale per CAREL ESRS S4-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 35 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 Non materiale per CAREL ESRS G1-1 Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, paragrafo 10, lettera b) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 15 G1: CONDOTTA D'IMPERSA - Cultura d'impresa (Procedura Anticorruzione) ESRS G1-1 Protezione degli informatori, paragrafo 10, lettera d) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 6 Non Applicabile ESRS G1-4 Ammende inflitte per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva, paragrafo 24, lettera a) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 17 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 G1: CONDOTTA D’IMPRESA – Cultura d’impresa (Procedura Anticorruzione) ESRS G1-4 Norme di lotta alla corruzione attiva e passiva, paragrafo 24, lettera b) Allegato I, tabella 3, indicatore n. 16 Non Applicabile Nel presente documento CAREL rendiconta tutte le informazioni prescritte dagli obblighi d’informativa collegati a questioni di sostenibilità risultati rilevanti dall’Analisi di Doppia Rilevanza, ovvero valutati al di sopra della soglia di materialità d’impatto e/o di materialità finanziaria, come descritto nella sezione “Determinazione delle soglie di rilevanza” del presente capitolo. In particolare, relativamente alle metriche, CAREL rendiconta tutte le informazioni prescritte dagli obblighi d’informativa quando il tema è ritenuto rilevante per le operazioni proprie del Gruppo e, se del caso, fornisce informative aggiuntive specifiche per l'entità, al fine di fornire una più completa rappresentazione degli impatti, rischi ed opportunità del Gruppo sulle questioni di sostenibilità. In conformità al Regolamento Delegato (EU) 2025/1416 dell’11 luglio 2025, che modifica il Regolamento Delegato (EU) 2023/2772, La rendicontazione tiene conto delle disposizioni transitorie definite dal Regolamento UE 2025/1416, cosiddetto “Quick-fix”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea il 10 novembre 2025, che posticipa la data di applicazione delle informazioni soggette a phase-in per le imprese già soggette all’obbligo di redigere la Rendicontazione di Sostenibilità. Si segnala che il Gruppo adotta misure transitorie per la rendicontazione dei seguenti obblighi d’informativa collegati rilevanti: E1-9, E2-6, S1-8 (per paesi non SEE) e S1-11. Sono adottate misure transitorie anche per la rendicontazione dei seguenti obblighi d’informativa non collegati all’Analisi di Doppia Rilevanza: SBM-1 40 b,c, SBM-3 48 e (informazioni quantitative).
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 73 E1: CAMBIAMENTI CLIMATICI POLITICHE E PROCESSI RELATIVI ALLA MITIGAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI ESRS E1-2 POLITICA AMBIENTALE Alla fine del 2025, CAREL ha aggiornato la propria Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità (di seguito anche “Politica Ambientale” o “Politica”), approvata dal Consiglio di Amministrazione a febbraio 2026. L’aggiornamento della Politica si è reso necessario per allinearla al percorso intrapreso dal Gruppo dal 2018 – anno al quale risale la precedente revisione del documento - fino ad oggi, creando così un quadro organico per la formalizzazione di nuovi obiettivi e per la determinazione degli strumenti e metodi per raggiungerli, con particolare riguardo nei confronti dei Sistemi di Gestione. La nuova versione della Politica, inoltre, ha visto un’integrazione dei contenuti al fine di meglio rispondere alle più recenti novità normative e al crescente interesse degli stakeholder verso queste tematiche. L'attuazione degli impegni espressi nella Politica è responsabilità di tutti i livelli organizzativi, a partire dal pieno coinvolgimento del vertice aziendale. La gestione dell'operatività e della messa in atto dei principi in essa delineati è gestita sia a livello centrale, mediante indicazioni della Capogruppo, sia a livello di singola Società controllata e sito operativo. La Politica definisce i principi e gli impegni adottati da CAREL Industries e dalle società da questa controllate, direttamente o indirettamente, al fine di ridurre gli impatti su ambiente e territorio. La Politica deve ritenersi vincolante per i dipendenti, i responsabili, i collaboratori (es. consulenti, agenti) e gli esponenti aziendali delle società del Gruppo CAREL, oltre che i principali Stakeholder, intesi come quei soggetti che agiscono in nome e per conto delle società del Gruppo nell’ambito della loro autonoma operatività e, in particolare, dei rapporti con il Gruppo CAREL, per i quali è richiesta una condotta in linea con i principi generali della Politica. In particolare, il Gruppo CAREL condivide l’impegno, gli obiettivi ed i principi espressi nella Politica con i propri fornitori e clienti, intesi come parti fondamentali per lo sviluppo della Società e del Gruppo CAREL. La Politica Ambientale del Gruppo, inoltre, si rivolge a tutti i soggetti a cui si applicano le relative disposizioni invitandoli a tenere anche nella vita di tutti i giorni un comportamento responsabile e sostenibile, in linea con i principi di seguito descritti, al fine di contribuire allo sviluppo sostenibile e alla diffusione della consapevolezza sulle tematiche relative all’ambiente. Con riferimento al tema del cambiamento climatico, la Politica delinea i seguenti principi: • adottare e mantenere un Piano di Transizione applicabile all’intero Gruppo, in un’ottica di adattamento, prevenzione e mitigazione dei cambiamenti climatici; • analizzare periodicamente i rischi fisici derivanti dai cambiamenti climatici e il loro potenziale impatto sulle proprie attività, risorse e strategie, al fine di individuare tempestivamente eventuali situazioni critiche e attuare misure preventive di adattamento ai cambiamenti climatici; • perseguire uno sviluppo scientifico e tecnologico sostenibile sia a livello organizzativo che di prodotto, adottando una prospettiva basata sul ciclo di vita e strumenti scientifici per valutare gli impatti ambientali e identificare strategie per la loro gestione e riduzione; • focalizzare l’impegno, anche dei collaboratori, sugli aspetti di miglioramento della gestione delle proprie emissioni in atmosfera di gas effetto serra; • ridurre l’uso dei combustibili fossili, promuovendo l’elettrificazione dei processi; • razionalizzare il consumo energetico nelle proprie attività e, nei limiti della propria influenza, nella catena del valore, impegnandosi a sviluppare prodotti a maggiore efficienza energetica; • aumentare la quota di energia verde attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici e, dove non possibile, attraverso l’acquisto di garanzie di origine;
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 74 Nell’adottare la Politica, il Gruppo CAREL si è ispirato a: • Il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi; • l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile; • gli standard internazionali ISO 14001 sui Sistemi di Gestione Ambientale e ISO 50001 sui Sistemi di Gestione dell’Energia; • le leggi, le normative e le linee guida di riferimento di ciascuno Stato in cui CAREL è presente. La Politica è stata resa disponibile ai destinatari e alle parti interessate mediante pubblicazione nella intranet aziendale e sul sito web In parallelo all’informazione, la Società riconosce la formazione dei dipendenti quale strumento fondamentale per l’attuazione della Politica e si impegna pertanto alla diffusione della stessa anche tramite formazione obbligatoria in fase di assunzione e, successivamente, con cadenza periodica. CAREL partecipa inoltre ad associazioni, tavole rotonde di settore ed eventi che consentono la condivisione di best practice, esperienze e idee innovative relative agli argomenti trattati nella propria Politica. SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE Da diversi anni CAREL ha implementato, prima in CAREL Industries e in seguito anche in Hygromatik, Recuperator e CAREL Electronic, Sistemi di Gestione Ambientale (SGA) certificati secondo lo standard ISO 14001. Il SGA si concretizza in un insieme di processi e procedure finalizzati a monitorare, gestire e migliorare l’impatto ambientale di un’organizzazione e la norma ISO 14001 fornisce un quadro di riferimento per implementare un SGA efficace, garantendo la conformità alle normative e promuovendo la sostenibilità ambientale. L'implementazione di un SGA secondo la ISO 14001 segue un percorso strutturato che vede una valutazione iniziale, in cui si analizzano gli aspetti ambientali rilevanti e si verifica il rispetto delle normative vigenti, seguita dallo sviluppo del Sistema, che prevede la definizione di politiche di impegno, procedure operative e obiettivi per migliorare le prestazioni ambientali dell’organizzazione. Elementi chiave del Sistema sono: • l’audit interno, che consente di valutare periodicamente l’efficacia delle misure adottate e di individuare eventuali aree di miglioramento; • la certificazione esterna, rilasciata da un ente accreditato, che attesta la conformità del Sistema agli standard della ISO 14001; • il principio del miglioramento continuo, fondamentale per garantire l’efficacia del sistema nel tempo, ridurre gli impatti ambientali e identificare nuove opportunità per ottimizzare l’uso delle risorse. A dicembre 2023, al fine di efficientare ulteriormente il consumo energetico degli stabilimenti, è stata ottenuta presso CAREL Industries la certificazione UNI CEI EN ISO 50001:2018 per Sistemi di Gestione dell’Energia (SGE), che si aggiunge alla certificazione già presente presso CAREL Electronic. Questo importante traguardo ha consentito di introdurre un approccio sistemico alla gestione dell’energia - con particolare riferimento ai processi - e di verificarlo periodicamente mediante audit di terza parte. La scelta di CAREL Industries di impostare e mantenere un SGE si lega strettamente agli obiettivi di sostenibilità del Piano pluriennale, in quanto la migliore gestione delle risorse energetiche e l’ottimizzazione dei consumi contribuiscono indirettamente alla riduzione delle emissioni in atmosfera e alla mitigazione cambiamento climatico. Per garantire un costante monitoraggio dell’applicazione del SGE e delle azioni di miglioramento è stato introdotto, nell’ambito della funzione HSE di Gruppo, anche un Energy Team con la responsabilità di: • assicurare che il Sistema di Gestione Energia aziendale sia stabilito, attuato, mantenuto aggiornato e continuamente migliorato in conformità ai requisiti della norma di riferimento; • raccogliere e analizzare i dati di consumo e di gestione dell’energia; • definire ed aggiornare la baseline e gli Indicatori di Performance Energetica; • valutare la fattibilità tecnica delle opportunità di miglioramento; • attuare i piani d’azione per il miglioramento della prestazione energetica e monitorarne lo stato di avanzamento; • riferire all’Alta Direzione sulle prestazioni del Sistema di Gestione ai fini del riesame dello stesso e su ogni esigenza di miglioramento.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 75 A dicembre 2025 è stata superata con successo la seconda verifica di sorveglianza, grazie alla quale è stato possibile valorizzare i passi in avanti compiuti nell’ambito dell’efficientamento energetico, legati principalmente al piano di graduale sostituzione dei tradizionali impianti di climatizzazione a gas con moderne pompe di calore, ma anche a iniziative di aumento della consapevolezza del personale. CODICE CONDOTTA FORNITORI L’impegno di natura politica del Gruppo si estende anche alla catena di fornitura, attraverso la condivisione del Codice di Condotta Fornitori, con cui CAREL promuove i propri principi di comportamento e chiede a tutti i fornitori e ai loro collaboratori, subcontraenti e ad altre parti che lavorano per loro conto di aderire. Tramite il Codice e in relazione al cambiamento climatico, CAREL chiede ai propri fornitori non solo di rispettare le norme e i requisiti vigenti in materia ambientale, ma anche di mettere in atto iniziative volte al miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, tra cui ad esempio programmi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni GHG. Nello specifico, il Codice di Condotta richiede ai fornitori di minimizzare le proprie emissioni di gas a effetto serra attraverso attività di monitoraggio e riduzione dei consumi e l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili. 57 Infine, il Codice esplicita la necessità di collaborare nel calcolo dell’impatto ambientale dell’intera filiera produttiva per poterne garantire l’adeguata rendicontazione (e.g. raccolta dei dati per il calcolo e la rendicontazione delle emissioni GHG di Scope 3) e minimizzarne gli effetti negativi. PIANO DI TRANSIZIONE PER LA MITIGAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI ESRS E1-1, ESRS E1-4 CAREL è consapevole dell’urgenza con cui è necessario mitigare gli effetti del cambiamento climatico. I rapporti pubblicati da autorevoli istituzioni internazionali che offrono quadri di riferimento sugli scenari climatici, quali l’IPCC e l’IEA, evidenziano la necessità di un rapido e profondo cambiamento nel sistema economico, in modo da almeno dimezzare le emissioni generate entro il 2030 e raggiungere il Net Zero entro il 2050. Pertanto, in risposta alle crescenti sfide legate al cambiamento climatico e in linea con gli impegni europei e gli obiettivi dell'Accordo di Parigi 58 , nel 2024 CAREL ha adottato il proprio Piano di Transizione Climatica, che si inserisce nel più ampio percorso strategico del Gruppo, con la finalità trasformare il modello di business in linea con un’economia a basse emissioni di carbonio. Il Piano di Transizione Climatica del Gruppo definisce obiettivi di riduzione delle emissioni approvati dalla Science Based Targets initiative (SBTi), con un orizzonte temporale al 2033. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il Gruppo ha aggiornato il proprio Piano di Transizione Climatica per il raggiungimento di obiettivi ancora più ambiziosi al fine di contribuire, con la propria strategia e il proprio modello di business, non solo alla limitazione del riscaldamento globale a 1,5 °C, in linea con l'Accordo di Parigi, ma anche all'obiettivo di conseguire la neutralità climatica entro il 2050, che rappresenta una priorità politica chiave per l’Unione Europea. Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, il Gruppo ha individuato specifiche leve di decarbonizzazione, accompagnate da azioni concrete che, attraverso l’innovazione di processo e di prodotto, mirano a ridurre progressivamente l'impatto ambientale delle attività aziendali, in termini sia di emissioni derivanti dalle proprie operazioni (i.e. emissioni Scope 1 e 2), che di emissioni generate lungo l’intera catena del valore (i.e. emissioni Scope 3 Le principali leve di decarbonizzazione identificate per l’abbattimento delle emissioni di Scope 1 e 2 includono l'elettrificazione dei sistemi di riscaldamento, il rinnovamento del parco auto aziendale, l'acquisto di una quota sempre maggiore di energia elettrica certificata rinnovabile e l'ampliamento degli 57 Il Codice di Condotta Fornitori non tratta espressamente il tema dell’adattamento al cambiamento climatico. 58 La società non è soggetta ad esclusione dagli indici di riferimento UE allineati con l’accordo di Parigi, conformemente ai criteri di esclusione del regolamento delegato UE sulle norme per gli indici di riferimento climatici (regolamento 2020/1818) della Commissione UE.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 76 impianti fotovoltaici 59 . Le emissioni di Scope 3, che rappresentano più del 99% della Carbon Footprint del Gruppo, saranno ridotte anzitutto attraverso un rafforzamento della strategia di business che il Gruppo sta perseguendo già da diversi anni, ovvero l’impegno nell’efficientamento energetico dei prodotti CAREL e la riduzione – o eliminazione, laddove possibile – dell’uso di gas refrigeranti tradizionali a favore di soluzioni a minor impatto ambientale. Inoltre, CAREL ha pianificato di incrementare la quota di materiali riciclati utilizzati e di orientare le attività di trasporto in ingresso e in uscita verso modalità a minor impatto ambientale, come il passaggio da trasporto aereo a trasporto navale, laddove possibile. Per una presentazione più dettagliata delle leve di decarbonizzazione, del loro effetto sulla mitigazione del cambiamento climatico e sul progresso di CAREL nel raggiungimento dei propri obiettivi si rimanda alla sezione “Leve di decarbonizzazione” del presente capitolo. Le emissioni derivanti dall’uso dei prodotti CAREL per tutta la loro vita utile rappresentano il 98% della Carbon Footprint 60 del Gruppo. CAREL è consapevole che la capacità di ridurre tali emissioni e di raggiungere i propri obiettivi di riduzione delle emissioni di GHG di Scope 3 è profondamente connessa sia ad una maggior efficienza energetica dei prodotti - su cui CAREL ha fondato la propria strategia già da diversi anni - che al mix energetico globale. Per delineare una previsione dell’andamento delle emissioni derivanti dall’uso dei propri prodotti, CAREL si è pertanto avvalsa dei trend previsti negli scenari climatici forniti dall’IEA 61 relativi all’evoluzione del mix energetico a livello globale 62 ai quali sono state aggiunte considerazioni sulle stime di crescita del business del Gruppo. Per l’implementazione del Piano e il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione prefissati, il Gruppo ha stimato un profilo di spesa medio annuo valorizzato in circa 545 migliaia di euro, che sarà poi rimodulato in funzione delle risorse annue finanziare. Il Piano di Transizione sviluppato per raggiungere gli obiettivi prefissati, sia nella versione originaria sia in quella aggiornata, è stato approvato sotto l'aspetto tecnico ed economico dal Consiglio di Amministrazione e dagli organi di controllo societario, entrando a far parte delle strategie di sviluppo future del Gruppo. L’integrazione del Piano di Transizione con le strategie di sviluppo societarie è dimostrata anche dalla connessione tra il piano di sviluppo finanziario per l'ottenimento del Piano e il processo di autorizzazione annuale del piano di investimenti societario. OBIETTIVI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI Nei primi mesi del 2024, il Gruppo ha ufficialmente sottoscritto il proprio impegno nel definire obiettivi cd. “Near-Term” in linea con i criteri SBTi. La Science Based Target initiative (SBTi) è un'organizzazione di climate-action che consente ad aziende e istituzioni finanziarie di tutto il mondo di fare la loro parte per combattere la crisi climatica. L’organizzazione sviluppa standard, strumenti e linee guida che permettono alle aziende di stabilire obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) al fine di mantenere il riscaldamento globale entro i 1,5°C rispetto alle temperature preindustriali e raggiungere la neutralità carbonica al più tardi entro il 2050. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, il Gruppo è stato coinvolto nel percorso di “ Target Validation” da parte di SBTi, che ha definitivamente approvato i Near-Term target del Gruppo, di seguito riportati: 63 64 • CAREL Industries S.p.A. si impegna a ridurre le emissioni assolute di Scope 1 e 2 del 54,6% entro il 2033 a partire dall’anno base 2023; • CAREL Industries S.p.A. si impegna a ridurre le emissioni assolute di Scope 3 derivanti dall’acquisto di beni e servizi (categoria 1), attività legate ai combustibili e all’energia (categoria 3), trasporto e distribuzione upstream e downstream (categorie 4 e 9), pendolarismo dei dipendenti (categoria 7) e uso dei prodotti venduti (categoria 11) del 32,5% entro il 2033 a partire dall’anno base 2023. 59 Le emissioni di Scope 1 e 2 non sono valutate come locked-in, in considerazione della tipologia dei consumi energetici del Gruppo, per i quali si rimanda alla sezione “Consumi energetici”. Pertanto, non si ritiene che possano rappresentare un vincolo significativo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di GHG di Scope 1 e 2. 60 Considerata come la somma dello Scope 1, 2 (Market-based) e Scope 3. 61 Scenari considerati: NZE, STEPS, APS. 62 Per quanto riguarda lo Scope 3, le potenziali emissioni locked-in dipendono strettamente dal mix energetico globale. Dagli scenari IEA (NZE, STEPS, APS) emerge un significativo cambiamento nel mix energetico globale, che comporta una diminuzione dell’intensità di CO₂ nella produzione di elettricità e, di conseguenza, delle emissioni conseguenti all’uso dei prodotti CAREL. 63 Gli obiettivi sono coerenti con il perimetro dell’inventario di emissioni di gas effetto serra rendicontato ai fini dell’ESRS E1-6. 64 Si segnala che gli obiettivi di riduzione delle emissioni del Gruppo CAREL fanno riferimento al percorso di decarbonizzazione intersettoriale.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 77 Gli obiettivi sono stati definiti su un anno base rappresentativo dell’operatività del Gruppo e riferito a condizioni esterne ritenute standard, sono stati identificati e validati tramite gli strumenti forniti da SBTi, e sono pertanto basati su dati scientifici certi. L’obiettivo di riduzione Scope 1 e 2 (Market-based) è allineato al mantenimento della temperatura a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, in linea con l’Accordo di Parigi, mentre l’obiettivo relativo allo Scope 3 è allineato al mantenimento della temperatura ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali. Consapevole dell’importanza di delineare una traiettoria di sviluppo futuro per contribuire anche all'obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 il Gruppo ha integrato il proprio Piano di Transizione Climatica, individuando: i) per le emissioni Scope 1 e Scope 2 (Market based), un obiettivo di Net-Zero al 2050 e ii) per le emissioni Scope 3 un obiettivo al 2033 compatibile con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5 °C (riduzione del 54,6% rispetto all’anno base), coerente con le riduzioni richieste da SBTi. Questo riflette una scelta strategica volta ad accelerare il percorso del Gruppo verso la neutralità climatica. La volontà del Gruppo è quella di sottoporre tali obiettivi a validazione da parte di SBTi, sulla base degli aggiornamenti al framework, in fase di definizione al momento della redazione del presente documento. CONSUMI ENERGETICI ESRS E1-5 I consumi energetici del Gruppo derivano da: • funzionamento degli impianti produttivi; • illuminazione; • climatizzazione degli ambienti di lavoro; • consumi di carburante per l’utilizzo del parco mezzi aziendale e dei mezzi logistici di proprietà; • consumi di carburante derivante dalle auto ad uso promiscuo (uso lavorativo e privato dei dipendenti a cui sono assegnate). I consumi energetici sono principalmente attribuibili ai plant produttivi, che contribuiscono ai consumi diretti e indiretti complessivi del Gruppo, rispettivamente, per il 70% e il 93%. CONSUMI DIRETTI E INDIRETTI 65 66 CONSUMO ENERGETICO u.m. 2025 2024 Consumo di carburante da petrolio allo stato naturale e prodotti petroliferi 67 MWh 4.643 4.922 Consumo di carburante proveniente da gas naturali 5.039 4.185 Consumo di elettricità, calore, vapore e raffreddamento acquisiti o acquistati da fonti fossili 1.540 2.171 Consumo totale di energia fossile MWh 11.223 11.279 Quota di fonti fossili sul consumo totale di energia % 42% 43% Consumo di carburante da fonti rinnovabili, compresa la biomassa MWh 0 68 0 68 65 Nel 2025 non sono stati rilevati consumi di energia nucleare né energia da carbone. 66 I fattori di conversione utilizzati ai fini del calcolo 2025 sono tratti dal documento “ Conversion Factor 2025: full set” pubblicato dal Department for Energy Security and Net Zero (di seguito questa fonte è brevemente riportata come “DESNZ 2025”), precedentemente noto come Department for Business, Energy & Industrial Strategy (DEFRA). Per i calcoli relativi agli anni precedenti sono stati utilizzati i corrispondenti fattori relativi allo stesso documento pubblicato negli anni precedenti. 67 Si segnala che i consumi di energia da fonti fossili suddivisi per fonte fanno riferimento a tutte le società sia ad alto impatto che non ad alto impatto climatico. 68 Si segnala che, in conformità con le normative vigenti in alcuni Paesi, la benzina e il diesel acquistati presso i punti di distribuzione al momento del rifornimento del parco auto, contengono una quota di biocarburante. Tuttavia, non è attualmente possibile quantificare la percentuale di combustibile da fonte rinnovabile ai fini del calcolo dell'indicatore.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 78 Consumo di elettricità, calore, vapore e raffreddamento acquisiti o acquistati da risorse rinnovabili 14.021 13.869 Consumo di energia rinnovabile non combustibile, autoprodotta 1.207 905 Consumo totale di energia rinnovabile MWh 15.228 14.775 Quota di fonti rinnovabili sul consumo totale di energia % 58% 57 % Consumo totale di energia MWh 26.451 26.054 PRODUZIONE DI ENERGIA u.m. 2025 2024 Produzione di energia non rinnovabile 69 MWh 0 0 Produzione di energia rinnovabile 1497 905 Nel 2025 i consumi energetici totali (che generano emissioni Scope 1 e 2) del Gruppo sono stati complessivamente pari a circa 26.451 MWh. A conferma dell’impiego sempre più efficiente delle risorse energetiche, normalizzando i consumi di energia elettrica per unità di superficie, si osserva un consumo di 131 kWh/m2, in riduzione dell’1,5% rispetto al 2024 (133 kWh/m2). A rafforzare ulteriormente questa strategia, l’autoproduzione di energia elettrica tramite pannelli fotovoltaici ha raggiunto nel 2025 i 1.497 MWh, con un incremento del 65% rispetto al 2024 (valore triplicato se rapportato al 2023) Per informazioni di dettaglio circa le leve di decarbonizzazione implementate e pianificate dal Gruppo, si rimanda al paragrafo “Leve di Decarbonizzazione” Questo cambiamento riflette la continua transizione del Gruppo verso un modello energetico più sostenibile e con un forte impegno nell'incrementare l'uso di energia pulita e ridurre l'impatto ambientale delle proprie operazioni, così come meglio dettagliato nel paragrafo dedicato alle leve di decarbonizzazione. INTENSITÀ ENERGETICA A partire dal 2024 per monitorare l'intensità energetica delle proprie attività, CAREL adotta la metodologia di calcolo richiesta dagli ESRS. L’intensità energetica, calcolata come il rapporto tra il consumo totale di energia delle attività nei settori ad alto impatto climatico (in MWh) e i ricavi netti derivanti da tali attività, si attesta a 52 MWh/€mln, in riduzione del 9% rispetto al 2024. Poiché varie Società del Gruppo svolgono più attività - ognuna delle quali associata a un differente codice NACE - per identificare le società incluse nei settori ad alto impatto climatico si è scelto di associare ad ognuna di esse il codice “NACE” rappresentativo dell’attività principale condotta. Ne consegue che l’unica società esclusa dai settori ad alto impatto risulta essere “KIONA” (NACE 62.10 ‘computer and programming activities’) 70 . Per le Società che ricadono nel calcolo dell’intensità energetica è stato rilevato un ricavo complessivo di circa 503,5 milioni di euro 71 a cui si sommano ricavi per circa 28,2 milioni di euro che fanno riferimento a codici NACE non ad alto impatto e ricavi per circa 97,3 milioni di euro relativi a prodotti acquistati e rivenduti. Per monitorare in maniera più efficace il trend dell’utilizzo di energia, in continuità con gli anni precedenti, CAREL calcola anche l’intensità energetica rapportando i consumi energetici totali alla superficie lorda delle proprie strutture e al numero di dipendenti. Nel 2025, CAREL ha registrato un valore di intensità energetica per unità di superficie pari a 0,21 MWh/m² (in linea con il 2024), mentre rapportando i consumi energetici al numero di lavoratori, l'intensità è risultata pari a 9,07 MWh/dip 72 (in discesa rispetto allo scorso anno del 4%). L’indicatore sull’intensità energetica è particolarmente rilevante in quanto consente di considerare i consumi in relazione al perimetro di rendicontazione e all’attività che si sono registrati nel 69 Si segnala che la rendicontazione fa riferimento alla produzione di energia elettrica non rinnovabile. 70 I consumi energetici attribuibili a KIONA nel 2025 ammontano a 360 MWh. 71 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 22 del Conto Economico Consolidato. 72 Si segnala che il valore considera sia i lavoratori dipendenti che i lavoratori non dipendenti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 79 corso dell’anno, valorizzando l’impegno del Gruppo nell’efficientamento energetico dei propri processi e delle proprie strutture. EMISSIONI DI GAS A EFFETTO SERRA ESRS E1-4, ESRS E1-6 EMISSIONI SCOPE 1,2 E 3 (TCO2EQ) 73 74 75 Retrospettiva Traguardi e anni-obiettivo Anno base (2023) Dato comparativo (2024) 76 2025 % 2025/2024 2033 Obiettivo % annuale 77 2050 Obiettivo % annuale 77 Emissioni di GES di ambito 1 Emissioni lorde di GES di ambito 1 (tCO2eq) 2.293 2113 2.223 5% 1.891 78 5,46% 416,60 78 3,33% Emissioni di GES di ambito 2 Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sulla posizione (tCO2eq) 6.288 6.335 5.404 -15% NA NA NA NA Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sul mercato (tCO2eq) 1.873 1.048 526 -50% NA NA NA NA Emissioni di GES di ambito 3 Emissioni indirette lorde totali di GES (ambito 3) (tCO2eq) 6.599.321 6.266.064 6.531.958 4% 2.067.065 79 80 5,46% NA NA 1.Beni e servizi acquistati 126.412 106.299 111.802 5% NA NA NA NA 73 Non vi sono emissioni di gas effetto serra di Scope 1 coperte da sistemi regolamentati di scambio di quote di emissioni. 74 Si segnala che, ai fini della rendicontazione delle emissioni, il controllo finanziario coincide con il controllo operativo. Non vi sono pertanto emissioni Scope 1 o 2 relative a società partecipate, quali collegate, joint venture o imprese figlie non consolidate. 75 Fonte dei fattori di emissione utilizzati per il calcolo delle emissioni dirette (Scope 1): DESNZ 2025, DEFRA 2024 e DEFRA 2023. Il calcolo include i seguenti gas ad effetto serra: CO2, CH4, N2O, HFC. Fonte dei fattori di emissione utilizzati per il calcolo delle emissioni indirette (Scope 2): - anno 2025: Location-based, Terna 2024; Market-based, European residual mix 2024 (AIB 2025), laddove disponibili, altrimenti Terna 2024; - anno 2024: Location-based, Terna 2019; Market-based, European residual mix 2023 (AIB 2024), laddove disponibili, altrimenti Terna 2019; - anno 2023: Location-based Terna 2019; Market-based, European residual mix 2022 (AIB 2023), laddove disponibili, altrimenti Terna 2019. Si segnala che i fattori di emissione per il calcolo delle emissioni di Scope 2 non includono gas ad effetto serra diversi dalla CO2 e non distinguono la percentuale di CO2 biogenico. 76 Si segnala che i dati del 2024 includono anche le società acquisite durante l’anno fiscale 2023, pertanto il perimetro differisce da quello del 2023. Tuttavia, data la natura delle attività svolte in tali società (società non produttive), non si ritiene necessario effettuare un ricalcolo del 2023, in quanto le emissioni generate dalle stesse si considerano non significativi rispetto al totale riportato. 77 Si considera una riduzione lineare dall’anno base all’anno target. 78 Il valore delle emissioni all’anno target tiene in considerazione che il target è fissato sul 100% delle emissioni Scope 1 e Scope 2 Market-based (valore base: 4165 tCO2eq) 79 In linea con i requisiti SBTi, il valore delle emissioni all’anno target tiene in considerazione che il target è fissato sul 70% dello Scope 3 (valore base: 4.553.009 tCO2eq). 80 L’obiettivo Scope 3 approvato da SBTi e allineato al mantenimento della temperatura ben al di sotto dei 2 gradi è pari a 3.073.280,8 tCO2eq, la riduzione annua percentuale media per il raggiungimento del presente target è 3,25%.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 80 Retrospettiva Traguardi e anni-obiettivo Anno base (2023) Dato comparativo (2024) 76 2025 % 2025/2024 2033 Obiettivo % annuale 77 2050 Obiettivo % annuale 77 2.Beni strumentali 3.190 4.818 3.850 -20% NA NA NA NA 3.Attività legate ai combustibili e all'energia (non incluse nell'ambito 1 o 2) 674 597 565 -5% NA NA NA NA 4.Trasporto e distribuzione a monte 3.833 3.202 4.394 37% NA NA NA NA 5.Rifiuti generati nel corso delle operazioni 50 14 43 201% NA NA NA NA 6.Viaggi d'affari 2.644 1.843 1.578 -14% NA NA NA NA 7.Pendolarismo dei dipendenti 2.404 2.741 2.982 9% NA NA NA NA 9.Trasporto a valle 7.604 5.902 5.061 -14% NA NA NA NA 11.Uso dei prodotti 6.452.295 6.140.554 6.401.577 4% NA NA NA NA 12. Trattamento di fine vita dei prodotti venduti 227 93 106 14% NA NA NA NA Emissioni totali di GES Emissioni totali di GES (basate sulla posizione) (tCO2eq) 6.607.902 6.274.512 6.539.585 4% NA NA NA NA Emissioni totali di GES (basate sul mercato) (tCO2eq) 6.603.486 6.269.225 6.534.707 4% NA NA NA NA EMISSIONI DIRETTE (SCOPE 1 E 2) L’analisi puntuale dei consumi energetici del Gruppo ha consentito di calcolare le relative emissioni dirette di Scope 1 e 2, le quali nel 2025, sono state complessivamente pari a 2.749 tCO2eq: 2.223 per lo Scope 1 e 526 tCO2eq per lo Scope 2 (considerando il metodo Market-based che valorizza solo le emissioni generate da fonti non rinnovabili). La riduzione delle emissioni Scope 1 e 2 rispetto all’anno precedente risulta pari a 13%. La riduzione maggiore si riscontra in termini di Scope 2 (riduzione del 50%), derivante dall’aumento della quota di energia elettrica acquistata con Certificati di Attribuzione dell’Energia, oltre che dall’aumento di elettricità autoprodotta dai pannelli fotovoltaici installati dal Gruppo. Nello specifico, 14.021 MWh (90% dell’energia elettrica acquistata) sono stati acquistati in abbinamento a Certificati di Attribuzione dell’Energia: GO (Garanzie di Origine) in Italia, Germania Norvegia e Croazia, REC (Renewable Energy Certificate) negli Stati Uniti e I-REC (International Renewable Energy Certificate) in Cina. Di seguito si riporta una rappresentazione delle emissioni di Scope 1 e 2 (Market-based) per area geografica.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 81 DISAGGREGAZIONE DELLE EMISSIONI DI GES, DI AMBITO 1 E 2 (MARKET-BASED), PER REGIONE Regione Scope 1 (tCO2eq) Scope 2 (tCO2eq) North America 191 185 South America 36 17 Western Europe 1.537 64 Rest of Europe 354 177 Asia North Pacific 32 31 Asia South Pacific 72 51 Totale 2.223 526 Il trend delle emissioni Scope 1 e 2 degli ultimi anni conferma gli impegni presi dal Gruppo verso la decarbonizzazione e come l’attenzione alla sostenibilità sia un valore cardine non solo nelle scelte che riguardano i prodotti immessi sul mercato ma anche nella gestione dei propri processi produttivi. EMISSIONI INDIRETTE (SCOPE 3) Dal 2022, CAREL calcola le proprie emissioni indirette Scope 3, con l’impegno di affinare in maniera continua i calcoli di tutte le categorie applicabili. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, il calcolo delle emissioni Scope 3 è stato sottoposto al processo di Target Validation da parte di SBTi, al fine di validare gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati dal Gruppo. Nel 2025, il Gruppo ha proseguito con l’aggiornamento annuale dello Scope 3, di cui vengono di seguito presentati, per ciascuna categoria applicabile 81 , i valori emissivi e le metodologie di calcolo. Categoria 1: Acquisto di beni e servizi Nel 2025, le emissioni derivanti dall’acquisto di beni e servizi sono state pari a 111.802 tCO2eq di cui il 7% attribuibile all’acquisto di servizi. Per i beni tangibili si applica il cd. “average-data method, considerando il peso dei prodotti acquistati 82 , mentre per i servizi il cd. “spend-based method”, basato sul valore della spesa per l’acquisto di tali servizi 83 . Nell’ambito del materiale acquistato dal Gruppo rientra anche il packaging utilizzato per il confezionamento e la spedizione dei prodotti, il cui impatto in termini emissivi è incluso in questa categoria. Le emissioni della categoria 1 presentano un lieve incremento rispetto al 2024 (circa il 5%) derivante principalmente dall’incremento della produzione nel corso dell’anno e di conseguenza del peso della merce acquistata. Categoria 2: Capital goods Nel 2025 le emissioni derivanti dall’acquisto di beni capitali da parte del Gruppo sono state pari a 3.850 tCO2eq, inferiori del 20% rispetto all’anno precedente. In linea con quanto evidenziato delle linee guida del GHG Protocol, le fluttuazioni della categoria 2 sono strettamente legate ai cicli di investimento aziendali e alle variazioni negli acquisti di macchinari, impianti o infrastrutture. Tali emissioni sono state calcolate applicando il cd. “spend-based method”, considerando il valore della spesa per l’acquisto di tali beni 84 . Categoria 3: Combustibili ed Energia Per completare la rendicontazione dell‘impatto derivante dall’utilizzo dell’energia (combustibili ed energia elettrica acquistata) - già incluso negli Scope 1 e 2 con riferimento alle emissioni derivanti dalla combustione - il Gruppo calcola le relative emissioni derivanti da: 81 Sono considerate non applicabili per il Gruppo le seguenti categorie: 8 - Upstream leased assets, 10 - Processing of sold products, 13 - Downstream leased assets, 14 - Franchises, 15 - Investments. Si segnala che i fattori di emissione utilizzati non consentono di distinguere le emissioni biogeniche di CO2 derivanti dalla combustione o dalla biodegradazione della biomassa. 82 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anni 2023, 2024 e 2025 Ecoinvent (IPCC 2021). 83 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anno 2023 EEA (European Environmental Agency), anni 2024 e 2025 DEFRA 2022. 84 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anno 2023 EEA (European Environmental Agency), anni 2024 e 2025 DEFRA 2022.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 82 • estrazione, raffinazione e trasporto dei combustibili al sito di un'organizzazione, prima della combustione; • estrazione, raffinazione e trasporto dei combustibili prima del loro utilizzo nella generazione dell'elettricità acquistata dall'azienda (sia con riferimento all’elettricità utilizzata che all’elettricità persa nei sistemi di trasmissione e distribuzione di elettricità dalla centrale elettrica alle organizzazioni che la acquistano – cd. perdite di rete). Complessivamente le emissioni derivanti dai processi a monte dei combustibili e dell’elettricità acquistata risultano pari a 564 tCO2eq (in riduzione del 5% rispetto al 2024, in linea con la riduzione dei consumi di combustibili fossili). Le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “average-data method” 85 . Categoria 4 - 9: Trasporti e logistica (upstream e downstream) Complessivamente, nel 2025 le emissioni associate ai trasporti sono state pari a 9.454 86 tCO2eq, così distribuite: • 4.394 tCO2eq derivanti dai trasporti upstream (categoria 4): per il 67% derivante dalle emissioni dei trasporti aerei e per il 27% e 6%, rispettivamente, dai trasporti via terra e via nave; • 5.061 tCO2eq derivanti dai trasporti downstream (categoria 9): per l’84% derivante dalle emissioni dei trasporti aerei e per l’8% e l’8%, rispettivamente, dai trasporti via terra e via nave. Le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “distance-based method”. Si evidenzia che, in conformità al GHG Protocol, si configura come trasporto upstream, quindi rientrante nella categoria 4, non solo il trasporto del materiale acquistato (quindi il materiale in ingresso) ma anche la logistica infragruppo e la logistica in uscita trasportata a cura del Gruppo con mezzi non di proprietà o sotto il controllo dell’organizzazione. Si configura invece come trasporto downstream, quindi rientrante nella categoria 9, la logistica in uscita trasportata a cura del cliente. Il calcolo delle emissioni derivanti dai trasporti è effettuato applicando il cd. “distance-based method”. In linea con le linee guida del GHG Protocol, sono state calcolate anche le emissioni cd. “Well To Tank (WTT)” del carburante impiegato, ovvero le emissioni derivanti dall’estrazione, raffinazione e trasporto dei combustibili prima del loro utilizzo per alimentare i mezzi di trasporto. Come già osservato negli anni precedenti, l’analisi condotta evidenzia il ruolo preponderante dei trasporti via aerea nell’impatto totale delle emissioni derivanti dalla logistica, e pertanto il Gruppo si sta attivando per sostituire, gradualmente e dove possibile, i trasporti effettuati per CAREL Industries via aerea con trasporti via nave. EMISSIONI SCOPE 3, CATEGORIE 4 E 9 (TRASPORTO E DISTRIBUZIONE A MONTE E A VALLE) (TCO2EQ) Modalità di trasporto 2025 2024 Terra 1.638 1.623 Aereo 7.194 7.014 Marittimo 623 466 Totale 9.454 9.103 Le spedizioni verso i clienti, così come gli acquisti del materiale impiegato nella produzione, avvengono generalmente mediante trasporto su gomma per il mercato domestico e via mare per le spedizioni extracontinentali. Mentre il trasporto via aerea, che contribuisce alla quota più rilevante delle emissioni prodotte da tutta la logistica (pari al 76% delle emissioni), viene raramente scelto di default (solo il 5% della merce viene trasportata via aerea) ed è influenzato da situazioni geopolitiche o problematiche di shortage del materiale, come accaduto negli ultimi anni. Categoria 5: Rifiuti generati nelle attività operative Dall’analisi sui rifiuti nel 2025 è risultato che l’impatto emissivo derivante dal trattamento dei rifiuti prodotti è di 43 tCO2eq, valore quasi triplicato rispetto allo scorso anno. Ciò è dovuto in parte ad un aumento dei fattori DESNZ 2025 e, contemporaneamente, all’aumento delle tonnellate di rifiuti prodotte, che è legato sia all’aumento della produzione che a smaltimenti puntuali (ad esempio, in corrispondenza di lavori edili). 85 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anni 2023, 2024 e 2025 DEFRA/DESNZ. 86 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anni 2023, 2024 e 2025 DEFRA/DESNZ. Il dato sul materiale spedito è estratto dal sistema informativo aziendale (Oracle). Per le spedizioni non dettagliate nel sistema informativo aziendale, è stata stimata la tipologia di trasporto.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 83 Per ulteriori dettagli sulle azioni implementate nella gestione dei rifiuti si rimanda al capitolo E5 - Uso delle Risorse ed Economia Circolare. Le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “waste-type specific method” 87 . EMISSIONI SCOPE 3, CATEGORIA 5 (RIFIUTI) (TCO2EQ) Modalità di gestione 2025 2024 Riciclo open-loop 4 5 Riciclo closed-loop 88 4 5 Combustione con recupero di energia 1 1 Discarica 34 4 Totale 43 15 Categoria 6: Viaggi di lavoro Complessivamente, nel 2025, le emissioni derivanti dai viaggi di lavoro effettuati dai dipendenti dell’intero Gruppo 89 utilizzando l’aereo e/o il treno, sono state pari a 1.578 tCO2eq, con una riduzione del 14% rispetto all’anno precedente. Nello specifico, per le trasferte in aereo sono stati percorsi circa 8.041.000 km che hanno generato emissioni pari a quasi 1.542 tCO2eq, mentre in treno sono stati percorsi circa 899.500 km per un totale di emissioni pari a circa 37 tCO2eq. Per le Società che hanno fornito i dati, le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “ distance-based method”. Alle società per le quali i dati dei viaggi di lavoro non erano disponibili sono stati applicati dei valori medi in termini di numero di viaggi effettuati e di km percorsi, stimati sulla base dei dati forniti dalle altre Società del Gruppo. Nel 2025, rispetto al 2024, è stato possibile affinare il calcolo grazie alla maggior disponibilità di dati primari, che hanno consentito di ridurre le stime per eccesso. In linea con le linee guida del GHG Protocol, sono state calcolate anche le emissioni cd. “Well To Tank (WTT)” del carburante impiegato. Categoria 7: Commuting del personale Nel 2025 il calcolo delle emissioni generate negli spostamenti casa-lavoro è stato aggiornato sulla base dell’indagine rivolta a tutti i dipendenti effettuata nel 2024. Le emissioni derivanti dagli spostamenti dei dipendenti casa-lavoro ammontano a 2.982 tCO2eq 90 . Per gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti che hanno compilato il questionario, le emissioni sono state calcolate secondo il cd. “distance-based method”. Sulla base del campione che ha risposto al questionario, sono state individuate delle abitudini di spostamento, in termini di mezzi di trasporto utilizzati e di km medi percorsi, che sono state utilizzate per stimare il dato per i dipendenti che non hanno fornito risposta. Anche per tale categoria sono state calcolate le emissioni cd. “Well To Tank (WTT)” del carburante impiegato. Come nel 2025, all’indagine è emerso che, dal punto di visto emissivo, lo smart working rappresenta un vantaggio nella riduzione delle emissioni. Infatti, grazie allo smart working, si sono registrate emissioni inferiori del 23% rispetto a quelle che sarebbero state prodotte in assenza di giornate di lavoro da remoto. Questo saving generato dalla modalità di lavoro ibrido rappresenta un importante elemento positivo nell’azione verso la riduzione dell’impatto ambientale, oltre a favorire il bilanciamento lavoro/vita privata dei dipendenti. Categorie 11 e 12: Utilizzo e trattamento a fine vita dei prodotti venduti La categoria 11 rappresenta per il Gruppo il 98% delle emissioni totali Scope 3, in linea con i dati riportati dai peer di settore. Questo deriva dal fatto che i prodotti CAREL consumano energia ed hanno una vita utile tendenzialmente molto estesa. Inoltre, alcuni prodotti contengono gas refrigeranti, i quali, se dispersi nell’ambiente, presentano un impatto rilevante sul cambiamento climatico a causa degli elevati livelli di GWP che li caratterizzano (Global Warming Potential). Come già evidenziato, l’efficienza energetica e 87 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anni 2023, 2024 e 2025 DEFRA/DESNZ. 88 Sono incluse nella categoria le emissioni derivanti dal trattamento delle acque reflue. 89 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anni 2023, 2024 e 2025 DEFRA/DESNZ. 90 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anni 2023, 2024 e 2025 DEFRA/DESNZ.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 84 l’utilizzo di gas refrigeranti naturali è alla base della strategia del Gruppo, che lavora costantemente per migliorare ulteriormente le prestazioni dei propri prodotti. Dall’analisi condotta è emerso che i circa 19.700.000 prodotti immessi sul mercato nel 2025 genereranno emissioni per 6.401.577 tCO2 e 91 nell’arco della loro intera vita utile (stimata da 0,5 a 10 anni in base al tipo di prodotto). La categoria presenta un aumento di circa il 4% rispetto al valore del 2024 (6.140.554 tCO2eq), dovuta principalmente ad un aumento dei prodotti venduti. In continuità con quanto effettuato nel 2024, anche nel 2025, per tutti i prodotti CAREL venduti che consumano energia, è stato valutato l’impatto in termini di consumi e di emissioni, considerando la fonte energetica primaria e secondaria utilizzata (energia elettrica e/o gas), la potenza media di utilizzo (kW), il numero di ore all’anno di funzionamento del prodotto e la vita utile stimata dei prodotti. Inoltre, nel 2025 il calcolo è stato affinato grazie ai risultati ottenuti dagli studi LCA (Life Cycle Assessment) condotti sino ad ora. Per maggiori informazioni su questi ultimi, si rimanda al capitolo E5 – Economia Circolare. Nel 2025, al fine di migliorare ulteriormente l’accuratezza della stima, le emissioni derivanti dall’uso dei prodotti sono state calcolate anche utilizzando fattori di emissione specifici per Paese. Con questo approccio le emissioni risultano pari a 5.249.738 tCO₂eq, un valore inferiore rispetto a quello ottenuto applicando il fattore di emissione mondiale, in quanto il metodo considera i differenti mix energetici dei singoli Paesi, alcuni dei quali presentano un’intensità carbonica inferiore al valore mondiale. Tale metodo consente di ottenere un valore più rappresentativo, in quanto tiene in considerazione l’effettiva quantità e tipologia di prodotti venduti in ciascun Paese. Nel 2025 il valore complessivo delle emissioni connesse al trattamento dei prodotti al termine della loro vita utile (Categoria 12), incluso il materiale utilizzato per l’imballaggio degli stessi, è pari a 106 tCO2e, in aumento del 14% rispetto al 2024 in linea con l’aumento materiale esportato. Il metodo utilizzato per il calcolo delle emissioni è il cd. “waste-type-specific method” 92 . Data la diversità dei prodotti immessi sul mercato e delle pratiche di gestione dei prodotti al termine della loro vita utile riscontrabili nelle diverse regioni geografiche in cui vengono utilizzati i prodotti, il calcolo è stato effettuato assumendo un valore medio di riciclabilità dei prodotti elettronici pari al 20%93. Le emissioni Scope 3 riguardano la catena del valore a monte e valle e sono frutto di stime basate su fonti dirette e/o indirette. Di seguito si riporta una tabella relativa al grado di accuratezza di ogni categoria dello Scope 3 calcolata. GRADO DI ACCURATEZZA DELLE CATEGORIE SCOPE 3 Categoria Livello di accuratezza % di emissioni calcolate a partire da dati primari 94 Categoria 1 (in relazione ai prodotti acquistati) Alto 0% Categoria 1 (in relazione ai servizi acquistati) Basso 0% Categoria 2 (Beni strumentali) Basso 0% Categoria 3 (Attività legate ai combustibili e all'energia) Alto 0% Categoria 4 (Trasporto e distribuzione a monte) Medio 94% Categoria 5 (Rifiuti generati nel corso delle operazioni) Medio 100% Categoria 6 (Viaggi d'affari) Medio 89% Categoria 7 (Pendolarismo dei dipendenti) Medio 50% Categoria 9 (Trasporto a valle) Medio 95% Categoria 11 (Uso dei prodotti venduti) Alto 100% Categoria 12 (Trattamento di fine vita dei prodotti venduti) Basso 0% 91 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anni 2023, 2024, 2025 IEA (con riferimento all’energia elettrica) e DEFRA/DESNZ (con riferimento al gas naturale). 92 Fonte dei fattori di emissione utilizzati: anni 2023, 2024 e 2025 DEFRA/DESNZ. 93 Poiché quasi l'80% del peso*quantità dei prodotti venduti rientra nella categoria "Electrical items", per individuare la % del peso totale a cui applicare il fattore di emissione dell’operazione di riciclo, è stata considerata la percentuale di riciclo dei rifiuti RAEE a livello mondiale - pari al 20% - (fonte: "A new Circular Vision for Electronics: Time for a Global Reboot" World Economic Forum in support of the United Nation E-waste Coalition). 94 Per la definizione di dati primari si rimanda alle linee guida del GHG Protocol (Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard, pagg. 71, 72).
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 85 Definizioni di livelli di accuratezza: • Alto: I dati di input derivano dagli attori nella catena del valore. I fattori di emissione utilizzati sono affidabili ed aggiornati. • Medio: I dati di input derivano parzialmente dagli attori nella catena del valore e vengono estesi al 100% della categoria. I fattori utilizzati sono mediamente affidabili ed aggiornati. • Basso: I dati di input di basano sulla spesa effettuata e/o i fattori di emissione presentano un livello di incertezza maggiore. La Società si impegna per migliorare nel tempo l’accuratezza dei calcoli effettuati. INTENSITÀ EMISSIVA Come per l’intensità energetica, nel 2025 CAREL ha monitorato anche la propria intensità emissiva calcolata come il rapporto tra il totale delle emissioni GES registrate nel 2025, e i ricavi netti derivanti dalle proprie attività (pari a 629.028 migliaia di euro 95 ): tale valore si attesta a 10.389 tCO2eq /€milioni e 10.396 tCO2eq/€milioni, rispettivamente considerando il metodo basato sul mercato e sulla posizione. A differenza di quanto considerato nella metodologia seguita per l’intensità energetica, l’indicatore valutato sui ricavi netti include sia i settori ad alto che a basso impatto. La riduzione dell’intensità emissiva evidenzia un miglioramento dell’efficienza carbonica dell’azienda: sebbene le emissioni totali siano aumentate, la crescita del fatturato è stata proporzionalmente maggiore, determinando una diminuzione delle emissioni per unità di ricavo e indicando una maggiore capacità di generare valore economico con un minore impatto emissivo relativo. In continuità con gli scorsi anni, CAREL monitora la propria intensità emissiva anche attraverso l’analisi delle tCO2eq di Scope 1 e Scope 2 (Market-based) emesse per dipendente e per unità di superficie, le quali si attestano rispettivamente a 0,94 tCO2eq /dip 96 (-18%rispetto al 2024) e 0,02 tCO2eq /m2 (-15% rispetto al 2024). LEVE DI DECARBONIZZAZIONE ESRS E1-1, ESRS E1-3, ESRS E1-4 Di seguito sono riportate, suddivise per leva di decarbonizzazione, le azioni che hanno consentito e che consentiranno di mitigare l’impatto del Gruppo sul cambiamento climatico, attraverso la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra sia nelle operazioni proprie (Scope 1 e 2) che nella catena del valore (Scope 3), contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni prefissati. Il monitoraggio dell’efficacia di tali iniziative, come per gli anni precedenti, sarà effettuato attraverso il calcolo e l’analisi della carbon footprint aziendale, secondo le linee guida del GHG Protocol e gli Assessment Criteria di SBTi. SCOPE 1 Elettrificazione dei sistemi di riscaldamento - pompe di calore Al fine di ridurre i consumi di gas naturale presso gli edifici del Gruppo, CAREL ha previsto importanti investimenti per sostituire, ove possibile, i sistemi di riscaldamento a gas con pompe di calore ad alta efficienza. La sostituzione è stata avviata nel 2023 presso gli edifici di CAREL Industries - dove ha permesso un risparmio in termini di emissioni di 128,35 tCO2eq nel 2024 – ed è proseguita nel 2025, portando un’ulteriore riduzione di 40,29 tCO2e. Tra il 2026 e il 2028 l’attività verrà portata avanti, completando gli edifici della Capogruppo ed estendendola ad altri plant produttivi (Enginia, Recuperator, Hygromatik e CAREL USA). Il rinnovamento dei sistemi di riscaldamento consentirà di ridurre sensibilmente i consumi di gas naturale, sostituendoli con l’impiego di energia elettrica da fonti rinnovabili, decarbonizzando pertanto un’importante quota delle emissioni derivanti dagli stabilimenti del Gruppo. 95 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 22 del Conto Economico Consolidato. 96 Il valore considera sia i lavoratori dipendenti che lavoratori non dipendenti ma il cui lavoro è controllato dall’organizzazione.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 86 La continuazione del progetto che prevede la sostituzione dei sistemi di riscaldamento ha comportato CapEx pari a circa 330 migliaia di euro 97 nel 2025 Gli investimenti per il prossimo quadriennio sono stati stimati, in base agli attuali scenari, in CapEx pari a circa 3.000 migliaia di euro, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Flotta auto aziendale Al fine di ridurre i consumi di combustibile utilizzato per la flotta aziendale (che comprende sia mezzi ad esclusivo uso aziendale che mezzi ad uso promiscuo), nel 2025 CAREL ha avviato una mappatura del parco auto da concludersi nel 2026, a cui seguirà la redazione di una policy per tutto il Gruppo che preveda requisiti specifici per la selezione dei veicoli per promuovere la transizione verso veicoli a ridotte emissioni. Presso CAREL Industries è già stato identificato un’importante obiettivo di transizione delle auto diesel (per maggiori informazioni si rimanda alla sezione Obiettivi futuri), a cui si accompagna l’emissione di una policy ad hoc (“Car Policy”) aggiornata nel 2025. La nuova versione – resa disponibile a tutti i lavoratori della Capogruppo tramite la intranet aziendale - definisce le regole per l’utilizzo e la manutenzione delle auto aziendali assegnate ai dipendenti e disciplina l’utilizzo delle autovetture facenti parte del pool aziendale. Il documento regolamenta anche l’acquisto e/o il noleggio delle vetture da parte dell’azienda, che si impegna nel preferire modelli ad alimentazione elettrica o ibrida al fine di diminuire l’impatto ambientale del parco auto. La corretta applicazione della Car Policy è responsabilità di tutti i livelli organizzativi, a partire dai vertici aziendali e, a cascata, a tutti i dipendenti. La stima della riduzione delle emissioni prevista grazie all’implementazione della policy sulla flotta aziendale sarà effettuata una volta completata la mappatura. Nel 2026, inoltre, il furgone a diesel attualmente utilizzato per effettuare i trasporti tra i magazzini di CAREL Industries e altri brevi viaggi verrà sostituito con un furgone elettrico. SCOPE 2 Acquisto di energia elettrica rinnovabile Da diversi anni, il Gruppo ha intrapreso un percorso di crescita costante nell’approvvigionamento di energia elettrica rinnovabile attraverso l’acquisto di Certificati di Attribuzione dell’Energia (GO, i-REC e REC). Nel 2025, a livello di Gruppo è stato raggiunto l’importante traguardo del 91% di energia da fonti rinnovabili rispetto ai consumi totali di elettricità dell’anno. Attualmente si approvvigionano di energia elettrica 100% rinnovabile i seguenti plant: CAREL Industries, Recuperator, Enginia, CAREL Adratic, Hygromatik, CAREL USA, CAREL Electronic, Klingenburg Germania, C.R.C., Arion, Klingenburg International ed in parte Kiona (il 60% dei consumi della società sono certificati rinnovabili). Per il 2025 le emissioni di CO2 evitate grazie all’utilizzo di energia elettrica green rappresentano un complessivo di 7.192,13 98 tCO2eq, valore superiore al totale delle emissioni Scope 1 e 2 del Gruppo. Per il prossimo triennio (2026-2028), è previsto un ulteriore incremento dell’acquisto di Certificati di Attribuzione dell’Energia presso Sauber, Senva, CAREL Sud America e alcuni uffici commerciali. Per tale attività, nel Piano di Sostenibilità è stato previsto un investimento in OpEx di circa 20 migliaia di euro, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano, e che dipenderà anche dalla disponibilità di Certificati di Attribuzione dell’Energia attendibili. L’attività prevista consentirà di risparmiare più di 700 tCO2eq nei prossimi 3 anni. Efficientamento energetico degli edifici e dei processi In continuità con gli anni precedenti, il Gruppo sta implementando una serie di misure volte a migliorare l’efficientamento energetico degli edifici e dei processi produttivi, al fine di ottimizzare l’utilizzo di risorse energetiche. Sistema di Gestione certificato ISO 50001: Come precedentemente menzionato, presso i siti di CAREL Industries e CAREL Electronic è stato implementato un Sistema di Gestione dell’Energia secondo la norma ISO 50001:2018. Al fine di rafforzare il proprio impegno nella gestione energetica, nel nuovo Piano 97 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 1 della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata. 98 Calcolo effettuato utilizzando la metodologia Market-based European residual mix 2024 (AIB 2025) / TERNA 2024.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 87 di Sostenibilità CAREL ha previsto l’estensione del Sistema di Gestione Ambientale e l’ottenimento della certificazione ISO 50001 anche per i plant produttivi di CAREL USA, CAREL Sud America, CAREL Adriatic, Enginia, Recuperator e Hygromatik, entro il 2028. Per tale attività, il Gruppo ha stimato un investimento in OpEx di circa 88 migliaia di euro, i quali dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Relamping: Tra il 2021 e il 2023, la sostituzione dei sistemi di illuminazione con nuovi sistemi con tecnologia LED nei plant di CAREL Adriatic, Hygromatik e Klingenburg Germania, hanno consentito un risparmio energetico complessivo pari a 409.863,53 kWh L’attività è proseguita anche nel 2024, con un ulteriore risparmio di 38.380 kWh, e nel 2025, con un risparmio di 3352 kWh grazie a un intervento di sostituzione effettuato in CAREL Adriatic. Nel complesso, dal 2021 è stato quindi possibile evitare l’emissione di 212 tCO2eq grazie ad attività di relamping. Per i prossimi anni, l’impegno è quello di completare la mappatura dei sistemi di illuminazione del Gruppo al fine proseguire, tra il 2026 e il 2028, con la sostituzione delle lampade tradizioni con lampade LED. Per completare l’attività sono stati previsti OpEx non significativi. Razionalizzazione dell’uso energetico di attrezzature e impianti: un importante progetto di razionalizzazione dell’uso delle linee produttive è stato portato avanti negli ultimi anni nello stabilimento cinese. Il progetto ha consentito di risparmiare 348.933 kWh di energia elettrica nel triennio 2022-2024, con un risparmio stimato di circa 210 tCO2eq. Il progetto non ha previsto lo stanziamento di risorse economiche, in quanto è stato completato unicamente grazie a processi gestionali e di ottimizzazione interni, ed è proseguito anche nel 2025 consentendo di mantenere il risparmio annuo intorno agli 81.000 kWh. Lo stesso progetto è stato attuato presso il plant di CAREL Industries, dove sono stati analizzati gli orari di accensione e spegnimento delle macchine di produzione per introdurre buone prassi di gestione delle attrezzature. Nel 2024 l’iniziativa ha portato a un risparmio di 13.158 kWh. Le buone prassi sono state mantenute anche nel 2025. Inoltre, sempre nel plant della Capogruppo, nel 2024 sono state sostituite alcune pompe di calore obsolete con modelli ad alta efficienza, consentendo un risparmio di 31.725 kWh pari a 16 tCO2eq. Per questa attività sono stati stanziati circa 100 migliaia di euro 99 di CapEx. Monitoraggio e isolamento termico: CAREL ha pianificato per il prossimo biennio l’installazione di sistemi di monitoraggio continuo dell’elettricità, al fine di identificare in tempo reale eventuali anomalie di consumo, e la conduzione di uno studio per valutare l’isolamento termico degli edifici, che consentirà di capire se e quali investimenti pianificare per migliorare ulteriormente l’efficienza degli stessi. Per portare a termine il progetto, la cui conclusione è prevista nel 2026 e avrà ad oggetto gli edifici della Capogruppo, sono stati preventivamente stanziati un totale di circa 208 migliaia di euro tra CapEx e OpEx, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Autoproduzione di energia elettrica – installazione di pannelli fotovoltaici Dal 2022 il Gruppo ha iniziato ad autorizzare investimenti per l’installazione di impianti fotovoltaici al fine di autogenerare energia elettrica pulita, riducendo pertanto la quota acquistata dalla rete. Nel 2023 sono entrati in funzione i primi impianti in CAREL Electronic e CAREL Adriatic e, successivamente, anche in Hygromatik, CAREL Industries e CAREL Controls Iberica. In particolare, grazie allo stanziamento di 330 migliaia di euro 100 di CapEx, nello stabilimento presso la Capogruppo è stato avviato nel 2024 un ulteriore impianto fotovoltaico, che sommandosi a quello già presente ha permesso di raggiungere una potenza di picco totale di 420 kWp. In linea con il Piano di Sostenibilità 2025-2028, un ulteriore impianto fotovoltaico da 40 kWp è stato installato presso Arion. L’installazione di questi impianti dislocati nei vari siti del Gruppo ha consentito di generare nel 2025 un totale di 1.496.723 kWh, di cui 1.207.202 kWh consumati nelle own operations che si traducono in circa 666 tCO2eq 101 evitate all’anno. Nel Piano di Sostenibilità 2025-2028 è stata pianificata un’ulteriore estensione dell’installazione di pannelli fotovoltaici. Nello specifico, nel 2025 presso CAREL Electronic è iniziata la progettazione e installazione di pannelli fotovoltaici da dislocare sulle coperture nel parcheggio delle automobili, e - a seguito di un’analisi di fattibilità da condurre tra il 2026 e il 2027, è previsto un upgrade degli impianti fotovoltaici presenti presso la Capogruppo e l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici presso 99 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 1 della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata. 100 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 1 della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata. 101 Calcolo effettuato utilizzando la metodologia Market-based - European residual mix 2024 (AIB 2025) / TERNA 2024.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 88 Klingenburg International e CAREL USA. Per portare a termine tali progetti, è stato preventivato un investimento in CapEx di circa 930 migliaia di euro, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Inoltre, l’attività dipenderà dall’esito degli studi di fattibilità menzionati. SCOPE 3 Efficientamento prodotti Il continuo efficientamento degli impianti di condizionamento, ventilazione e refrigerazione è uno dei capisaldi delle attività del Gruppo CAREL. In aggiunta all’orientamento verso sistemi meno “energivori”, il focus di CAREL è rivolto anche all’alimentazione degli stessi: la transizione degli impianti per il riscaldamento tradizionali a gas o a combustibile fossile verso soluzioni a pompa di calore elettrica permette un maggiore impiego ed un miglior sfruttamento delle fonti rinnovabili. Le principali progettualità ed innovazioni degli ultimi anni nelle tecnologie HVAC/R hanno riguardato: • l’ottimizzazione degli impianti e dei circuiti frigoriferi sotto forma di algoritmi di regolazione, monitoraggio, e design del circuito frigorifero stesso; • il consolidamento dell’uso di compressori a velocità variabile con tecnologia Direct Current (DC), che hanno consentito gradi di efficienza nelle applicazioni come le pompe di calore; • la promozione dell’indoor air quality (IAQ) a livello di controllo ottimizzato della ventilazione e, in particolare, tramite gli scambiatori di calore aria-aria per il recupero energetico negli impianti di ventilazione; • Il consolidamento dell’uso delle valvole di espansione elettroniche, che hanno consentito l’ottimizzazione energetica e l’incremento di affidabilità di tantissime applicazioni, incluse le pompe di calore. CAREL non si è limitata all’ottimizzazione di macchina, ma si è spinta verso soluzioni che permettano l’ottimizzazione di impianto anche modificandone completamente l’architettura tecnologica, come il sistema HEOS (High Efficiency Showcase), in cui la refrigerazione in un supermercato viene radicalmente trasformata da un sistema di refrigerazione centralizzato ad un sistema distribuito di liquido refrigerato (soluzione a base di acqua, senza refrigerante), in cui ogni banco frigorifero può essere ottimizzato per minimizzare il consumo dell’impianto complessivo e la carica del refrigerante, assieme alle emissioni dirette in atmosfera ad esso connesse. Anche in ambito HVAC è rivolta particolare attenzione all’efficienza energetica, sia attraverso gli scambiatori a piastre e rotativi, sia per mezzo dell’umidificazione adiabatica che permette una produzione di umidità con un minor uso di energia rispetto all’umidificazione isotermica. Una delle applicazioni di ricaduta consiste nel raffreddamento evaporativo, con un consistente efficientamento del controllo di temperatura, soprattutto in applicazioni di trattamento dell’aria, anche in combinazione con gli scambiatori a piastre. Con riferimento al tema dell’efficienza energetica, il Gruppo ha svolto un’analisi sul consumo elettrico annuale di un’unità frigorifera che monta un componente CAREL selezionando un panel di soluzioni. Il valore di consumo è calcolato sulla base di criteri di design standard (e.g. refrigerante, ore di lavoro, efficienza, carico medio di lavoro, sovradimensionamento componenti). A tale consumo elettrico si applica il risparmio energetico che è stato ricavato come media dai case study interni per quel dato componente CAREL e per una data applicazione nel settore del freddo alimentare o del condizionamento dell’aria. L’efficienza delle soluzioni CAREL è resa possibile anche al lavoro della divisione IoT ed all’azienda Kiona, che permettono al Gruppo di concentrare l’attenzione su soluzioni che consentano, oltre al tradizionale monitoraggio degli impianti e alla gestione dell’allarmistica, anche più evolute soluzioni di ottimizzazione degli apparati. I dati di funzionamento dell’impianto permettono agli energy manager di aumentare la consapevolezza sulle prestazioni degli stessi. Questa, inoltre, consente di valutare eventuali cali di performance, essenziali per attivare sistemi di manutenzione programmata. In tale ambito, si inseriscono anche servizi di monitoraggio ed ottimizzazione di impianto dove i dati provenienti da più apparati simili vengono confrontati per poter allineare gli impianti meno efficienti alle prestazioni dei più performanti. L’ottimizzazione dell’apparato può essere altresì ottenuta coordinando il
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 89 funzionamento dei vari dispositivi che lo compongono in funzione del suo utilizzo, delle condizioni ambientali o dell’uso degli impianti stessi. Anche nei casi più semplici, l’introduzione di un sistema di controllo evoluto permette una notevole riduzione del fabbisogno energetico di macchine e impianti, grazie a funzioni come, ad esempio, l’ottimizzazione di accensioni e spegnimenti piuttosto che l’utilizzo solo in caso di effettiva necessità. Oltre alle analisi LCA (Life Cycle Assessment) condotte nel 2025 sui controllori iJ e sulle valvole di espansione elettronica EEV (per i quali si rimanda al capitolo E5 – Uso delle risorse ed economia circolare), durante l’anno sono iniziate le attività legate allo studio di fattibilità di un tool finalizzato a realizzare la raccolta dati per la stima degli obiettivi di riduzione del consumo intrinseco dei prodotti elettronici e di altri prodotti elettromeccanici. Per la conduzione delle analisi LCA e di tale studio sono stati investiti in OpEx di circa 85 migliaia di euro 102 , e per il 2026 sono previsti ulteriori investimenti pari ad un totale in OpEx di circa 170 migliaia di euro, che dovranno sottostare al processo di budgeting, per la conclusione delle progettualità sopra descritte. L’utilizzo di prodotti CAREL da parte dei clienti ha permesso nel corso del 2025 un risparmio pari a 8.176 GWh. Il metodo di calcolo è comune alle famiglie di prodotto considerate, selezionate tra tutto il portafoglio prodotti CAREL in quanto particolarmente performanti dal punto di vista dell'efficienza energetica. Per ognuno dei prodotti selezionati sono state quindi modellizzate delle condizioni di lavoro di riferimento, ed è stata definita una performance energetica media ottenibile con tecnologie tradizionali equivalenti e, per differenza, il risparmio energetico ottenibile. Nel 2025 il calcolo è stato aggiornato integrando i risultati delle analisi LCA su alcune famiglie di prodotto, rendendolo più aderente alle condizioni reali. In linea con l’anno precedente, nel 2025 circa il 70% dei risparmi energetici è stato ottenuto grazie alle valvole di espansione elettronica (ExV), inclusi gli eiettori modulanti elettronici (Ejector). Si può notare un incremento medio del 15%, derivante da un’espansione del mercato HVAC/R a livello internazionale, di cui hanno beneficiato sia le valvole ad espansione elettronica sia i DC drives ed Heez, compensando la limitata riduzione degli scambiatori di calore e la costanza degli adiabatici. Di seguito la tabella riepiloga i risparmi energetici registrati nel triennio 2023-2025. RIDUZIONE DEI CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA PER FAMIGLIE DI PRODOTTI 103 2025 2024 2023 PRODOTTO Applicazione Risparmi totali (GWh/yr) Risparmi totali (%) Risparmi totali (GWh/yr) Risparmi totali (GWh/yr) Electronic expansion valve (ExV) HVAC/REF 5.730 70% 4.882 5.221 DC Drive e Heez REF 811 10% 521 1.043 Adiabatic system HVAC 30 0,4% 31 42 Heat Exchanger HVAC 1.605 19,6% 1.674 856 Totale 8.176 100% 7.108 7.162 Refrigeranti Naturali Gli effetti sull’ambiente dei refrigeranti tradizionali, prodotti per sintesi chimica, e la loro messa al bando in molte aree geografiche, ha reso fondamentale estendere la proposta di CAREL all’uso di refrigeranti naturali, che hanno un basso impatto ambientale, quali propano (R-290), anidride carbonica (R-744: CO2) e ammoniaca (R-717) spesso in combinazione con tecnologie di compressori a velocità variabile e valvole ad espansione elettronica. In generale, lo sforzo di CAREL in questi anni è stato quello di sviluppare, in partnership con i principali costruttori di compressori, sistemi di refrigerazione industriale e commerciale in grado di utilizzare refrigeranti naturali in ogni nicchia di applicazione servita. 102 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato. 103 Si specifica che la tabella riporta, a titolo volontario, i valori di riduzione dei consumi di energia elettrica derivanti dall’utilizzo di specifiche categorie di prodotti venduti dal Gruppo
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 90 Un’altra area R&D di CAREL si occupa di soluzioni complete che si basano sull’uso dell’anidride carbonica (R-744: CO2) come refrigerante negli impianti di refrigerazione commerciale. Si tratta di soluzioni tecnologicamente avanzate in grado di gestire la complessità del sistema legata alla pressione in gioco, alle condizioni climatiche, alla capacità frigorifera necessaria e alle caratteristiche di questo refrigerante. La CO2 è infatti un refrigerante economico, ampiamente disponibile e facilmente ottenibile dalla combustione degli idrocarburi. È un refrigerante completamente verde: ha un ODP (potenziale di riduzione dell'ozono) pari a 0 e un GWP (potenziale di riscaldamento globale) di 1; infatti, viene utilizzato per il confronto nella valutazione dell'effetto serra dei gas. Il suo utilizzo è fondamentale perché sta sostituendo refrigeranti sintetici con valori di GWP fino a 4000 (ossia con un impatto emissivo fino a 4000 volte quello della CO2). Dal punto di vista della sostenibilità, e a parità di soluzione impiantistica, utilizzare CO2 è quindi una scelta più eco-compatibile rispetto all’impiego di qualsiasi refrigerante sintetico fluorurato (CFC/HCFC/HFC/HFO). Rispetto ad altri refrigeranti naturali, la CO2 non è infiammabile (a differenza degli idrocarburi, come R-290) e non è tossica (a differenza dell’ammoniaca), anche se è potenzialmente meno efficiente nei climi caldi. Grazie all'effetto dell'accordo di Kigali e alla conseguente progressiva eliminazione dei gas HFC/HFO, la CO2 diventerà progressivamente il refrigerante standard in alcuni settori. Poiché esperienza, know-how e innovazione sono i valori cardine su cui le soluzioni CAREL fanno perno, la tecnologia di controllo CAREL punta su affidabilità ed efficienza per questo tipo di impianti, con particolare attenzione ai climi più caldi dove l’efficienza energetica risente della bassa temperatura critica della CO2 (≈31°C) e delle pressioni di esercizio, 4 o 5 volte superiori rispetto ad altri refrigeranti naturali. L’impegno di CAREL trova conferma nell’andamento dei progetti per gli impianti di refrigerazione nel food retail che vedono una continua crescita delle soluzioni a CO2 e, tra queste, un deciso spostamento dalle tecnologie tradizionali a quelle più efficienti a velocità variabile. È in continua crescita in tutto il mondo la tendenza verso installazioni con refrigeranti naturali, trainata principalmente dall’Europa, ma con forti drivers anche in Giappone, Nuova Zelanda, Australia e Sud Africa. In tale contesto, negli ultimi anni, CAREL ha aumentato considerevolmente il numero di progetti a CO2 con tecnologia DC inverter garantendo alta efficienza anche con l’utilizzo di refrigeranti naturali. Hecu sistema è la soluzione CAREL ad alta efficienza per unità moto-condensanti per la refrigerazione commerciale, in evoluzione verso i refrigeranti naturali integrando la gestione di compressori inverter DC per CO2. Utilizzando compressori inverter DC, Hecu sistema è in grado di offrire un’effettiva modulazione della capacità frigorifera, che consente di ottenere bassi consumi di energia soprattutto a carichi parziali. Le prestazioni eccellenti raggiungibili con la CO2 permettono di soddisfare sia il regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) sulle prestazioni energetiche, sia di superare i limiti imposti all’uso dei refrigeranti sintetici fluorurati dal Regolamento F-Gas. Per quanto concerne il mercato HVAC, si registra la crescente adozione di unità pompa di calore che utilizzano il propano (R-290) come refrigerante soprattutto nel segmento residenziale in Europa. Il propano è un refrigerante altamente efficiente ma presenta il problema di essere infiammabile. Dal punto di vista ambientale è un refrigerante completamente verde: ha un ODP (potenziale di riduzione dell'ozono) pari a 0 e un GWP (potenziale di riscaldamento globale) di 0,02. Anche in questo caso, è forte l’impegno di CAREL nell’abilitare tale transizione, mettendo a disposizione dei propri clienti soluzioni compatibili con tutte le norme di sicurezza internazionali che regolano l’utilizzo di refrigeranti infiammabili. Le risorse finanziarie che hanno consentito e che consentiranno anche in futuro di attivare le leve di decarbonizzazione di efficientamento energetico dei prodotti e di utilizzo di gas refrigeranti naturali sono rappresentante dalle OpEx che il Gruppo investe ogni anno in Ricerca e Sviluppo. Nel 2025, CAREL ha destinato il 5,2% del fatturato alle attività di Ricerca e Sviluppo. Nello specifico, 32.708 migliaia di euro 104 sono state rivolte alle attività di R&D orientate alla progettazione di soluzioni che riducano l’impatto ambientale di macchine e impianti e che generino risparmio energetico attraverso una maggiore efficienza dei sistemi dei clienti (32.652 migliaia di euro nel 2024, pari al 5,6% del fatturato dell’anno). 104 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 91 Acquisto di materiali a minor impatto Per CAREL la seconda categoria di Scope 3 con il maggior impatto in termini di emissioni di gas ad effetto serra è rappresentata dalla categoria 1, nello specifico dall’acquisto di prodotti. Il Gruppo sta pertanto lavorando su diversi fronti per ridurre l’impatto ambientale dei prodotti che acquista. Da un lato, il Gruppo sta intraprendendo un percorso di coinvolgimento dei fornitori di classe A 105 al fine di ottenere sempre più dati primari (quali ad esempio i risultati di studi LCA, preferibilmente corredati di certificati EPD) utili ad affinare il calcolo della categoria 1 con riferimento all’acquisto dei prodotti, e di conseguenza identificare le tipologie di materiali più impattanti sulle quali sviluppare strategie di acquisto che portino ad un’effettiva riduzione delle emissioni. Questa iniziativa, supportata dal Codice di Condotta Fornitori, che esplicita la necessità di collaborare nel calcolo dell’impatto ambientale dell’intera filiera produttiva per poterne garantire l’adeguata rendicontazione e minimizzarne gli effetti negativi e che richiede la partecipazione attiva dei fornitori alle iniziative di formazione, comunicazione e sviluppo delle opportunità di miglioramento delle performance ambientali avviate da CAREL, è particolarmente rilevante al fine di ridurre non solo l’impatto in termini di emissioni di gas serra, ma anche altri impatti ambientali quali l’inquinamento, l’uso di sostanze pericolose e soprattutto il consumo di risorse naturali. L’iniziativa, che è prevista per il periodo 2026-2028, con un budget stimato in OpEx di circa 20 migliaia di euro per ciascun anno (che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano), sarà integrata nelle diverse attività che coinvolgeranno la catena di fornitura nei prossimi anni (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’Impresa). Questa attività è strettamente correlata alle analisi di Life Cycle Assessment, già condotte e pianificate per i prossimi anni, sulle famiglie di prodotto più rilevanti per il Gruppo. Le analisi pianificate permetteranno, infatti, di condurre uno studio di fattibilità per valutare l’utilizzo di materiale riciclato nei prodotti e nel packaging (per maggiori informazioni sugli studi LCA e sulle azioni e obiettivi del Gruppo relativi all’economia circolare, si rimanda al capitolo E5 – Uso delle risorse ed economia circolare). Transizione trasporti aerei verso nave Per CAREL, le emissioni derivanti dai trasporti in ingresso e in uscita dei prodotti (categorie 4 e 9) rappresentano, combinate, la terza categoria per rilevanza. La maggior parte delle emissioni deriva dal trasporto delle merci effettuato via aerea. Per questo motivo, CAREL si sta attivando per sostituire, gradualmente e dove possibile, i trasporti effettuati per CAREL Industries via aerea con trasporti via mare. Il trasporto di una tonnellata per 1000 km via aerea emette infatti oltre il 98% in più della stessa tratta effettuata via nave 106 . La fattibilità dell’iniziativa, che prevede solo il lavoro delle risorse interne dedicate e non ulteriori risorse finanziarie, dipenderà dall’effettiva possibilità di modificare le tratte e dalle esigenze specifiche dei clienti. OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA MITIGAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI ESRS E1-4 Di seguito si riportano gli obiettivi delineati dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità, il cui raggiungimento consentirà, nel breve termine, di monitorare il grado di completamento delle iniziative di decarbonizzazione pianificate e, nel lungo termine, di contribuire al perseguimento degli obiettivi SBTi prefissati. 105 Per fornitori di classe A si intendono i fornitori che coprono l’80% del valore di acquisto, secondo un approccio che segue il principio di Pareto. 106 Il valore è stato ottenuto confrontando i fattori di emissione forniti da DESNZ 2025 relativi a “ Freight flights, international, with RF” per il viaggio aereo e “Cargo ship, Container ship, 8000+ TEU” per il viaggio via nave.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 92 OBIETTIVI FUTURI LEGATI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI 107 Descrizione dell’obiettivo KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi Ridurre dell’80% i consumi di gas naturale presso i plant di CAREL Industries, Enginia, Recuperator, Hygromatik e CAREL USA, entro il 2028. Smc di gas naturale consumati 2023 | 325.000 2025 | 322.000 108 La riduzione del consumo di gas naturale, a favore dell’utilizzo di energia elettrica rinnovabile certificata, consentirà di ridurre le emissioni di Scope 1 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. Sostituire il 70% delle auto a diesel della flotta aziendale (6 in pool, 5 owned) di CAREL Industries con veicoli a basse emissioni 109 , entro il 2027. % di auto sostituite sul totale delle auto diesel della flotta aziendale 2024 | 0% 2025 | 50% 110 La sostituzione delle auto diesel della flotta aziendale con modelli a ridotto impatto ambientale consentirà di ridurre le emissioni di Scope 1 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. Raggiungere il 100% di energia elettrica acquistata dai plant produttivi come certificata rinnovabile (attraverso l’acquisto di Certificati di Attribuzione dell’Energia), entro il 2028. % di energia elettrica acquistata dai plant produttivi certificata rinnovabile 2024 | 91% 2025 | 95% L’incremento della quota di energia elettrica certificata rinnovabile consentirà di ridurre le emissioni di Scope 2 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. Raggiungere il 69% 111 dei plant produttivi del Gruppo CAREL coperti da un Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001, entro il 2028. % plant coperti da un Sistema di Gestione ambientale certificato 2024 | 38% 2025 | 38% L’ampliamento della copertura del Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001, consentirà di monitorare e gestire gli impatti ambientali di ogni fase del processo produttivo, in modo da minimizzare le emissioni di gas effetto serra e di sostanze inquinanti, ottimizzare l'uso delle risorse naturali e migliorare la gestione dei rifiuti, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale. Raggiungere il 62% 111 dei plant produttivi del Gruppo CAREL coperti da un Sistema di Gestione Energetico certificato ISO 50001, entro il 2028. % plant coperti da un Sistema di Gestione energetico certificato 2024 | 15% 2025 | 15% L’ampliamento della copertura del Sistema di Gestione Energetica certificato ISO 50001, consentirà di incrementare l’efficienza energetica degli edifici e di ogni fase del processo produttivo, in modo da minimizzare i consumi e ridurre le emissioni Scope 2 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. Raggiungere il 10% di energia elettrica utilizzata da pannelli fotovoltaici installati % di kWh autoprodotti da pannelli fotovoltaici sul 2023 | 3% 2025 | 10% L’aumento dell’utilizzo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili consentirà di ridurre le emissioni di Scope 2 del Gruppo, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento 107 Data la natura degli obiettivi riportati, indirettamente collegati alla riduzione delle emissioni, si ritiene non applicabile indicare se gli stessi sono basati su dati scientifici certi. Gli obiettivi diretti di riduzione delle emissioni precedentemente riportati sono invece basati su dati scientifici certi. A seguito dell’analisi sui rischi fisici (cfr. capitolo ESRS 2) non è stato ritenuto necessario identificare obiettivi legati all’adattamento al cambiamento climatico. 108 Nel 2025 le attività di sostituzione delle caldaie a gas sono proseguite presso il sito di CAREL Industries, dove hanno consentito un risparmio di 19.506 smc di gas. 109 Con “veicoli a basse emissioni” si intendono veicoli caratterizzati da livelli di emissioni massime pari a 160 gCO2eq /km. 110 Nel corso del 2025 sono state sostituite 8 delle 23 auto diesel iniziali. 111 Il valore base e il valore target – rispettivamente 57% e 29% nel 2024 - dell’obiettivo sono stati oggetto di ricalcolo; la modifica è conseguente all’esclusione di Eurotec nel calcolo - il quale non presenta attività operative tali da essere considerato nel gruppo dei plant - e non è pertanto riconducibile ad un aumento delle società che otterranno la certificazione. Indipendentemente da questa variazione, l’obiettivo si attesta in linea con quanto previsto inizialmente. Da programma, infatti, i prossimi plant che adotteranno il Sistema di Gestione Ambientale sono CAREL Adriatic ed Enginia, per i quali le attività di implementazione verranno concluse entro il 2026.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 93 Descrizione dell’obiettivo KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi presso CAREL Industries, Klingenburg International, Arion, CAREL Usa e CAREL Electronic, entro il 2027. totale kWh di energia elettrica utilizzata dell’obiettivo SBTi definito. Una maggiore quota di energia elettrica autoprodotta consente al contempo di ridurre il rischio di incremento dei costi di acquisto dell’energia, incluso il costo per l'acquisto dei certificati di energia rinnovabile. Coinvolgere un set di fornitori da identificare a valle della due diligence al fine di ottenere informazioni utili per affinare il calcolo Scope 3, entro il 2028. 112 Nr. di fornitori coinvolti 2024 | 0 2025 | 0 Coinvolgere i fornitori nel calcolo dello Scope 3 permetterà di ingaggiarli nel percorso verso la transizione climatica intrapreso dal Gruppo, nello specifico attraverso l’individuazione di opportunità di miglioramento in termini di impatto emissivo dei prodotti acquistati, che consentiranno di ridurre le emissioni indirette Scope 3, in linea con gli impegni espressi nella Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. Ridurre gradualmente la quota di merce trasportata via aerea nei trasporti in ingresso e in uscita (categorie 4 e 9) del Gruppo CAREL del 5% annuo fino al 2028. 113 % di peso trasportato via aerea 2023 | 3%% 2025 | 3% Convertire i trasporti via area in trasporti via nave consente di ridurre le emissioni indirette Scope 3 derivanti dai trasporti, in linea con gli impegni della Politica Ambientale, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo SBTi definito. 112 L’obiettivo è stato oggetto di revisione rispetto a quanto rendicontato nel 2024 per allinearne la tempistica prevista all’evoluzione del progetto di Due Diligence sulla catena di fornitura (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo G1 – Catena di Fornitura) che costituisce un prerequisito per un coinvolgimento efficace dei fornitori. 113 L’obiettivo è stato oggetto di revisione rispetto a quanto rendicontato nel 2024 al fine di allargare lo stesso a tutto il Gruppo CAREL e per agevolare il monitoraggio del KPI. L’andamento del target riflette un contesto geopolitico e commerciale complesso, che ha spinto verso soluzioni logistiche più rapide per mantenere le tempistiche di consegna.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 94 CAREL E LA TASSONOMIA EUROPEA VERIFICA AMMISSIBILITÀ E ALLINEAMENTO DELLE ATTIVITÀ RISPETTO ALLA NORMATIVA La Tassonomia europea, definita dal Regolamento UE 852/2020 e relativi Atti Delegati, istituisce un sistema per determinare se un’attività economica possa considerarsi ecosostenibile, definendo specifici criteri per l’identificazione di tali attività. Un’attività economica è considerata ecosostenibile se contribuisce in modo sostanziale a raggiungere almeno uno dei sei obiettivi ambientali definiti dalla tassonomia: • mitigazione del cambiamento climatico; • adattamento al cambiamento climatico; • uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine; • transizione verso un’economia circolare; • prevenzione e controllo dell’inquinamento; • la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. La regolamentazione prevede il calcolo e la rendicontazione dei seguenti indicatori (KPI): quota di fatturato proveniente da prodotti o servizi, quota delle spese in conto capitale (CapEx) e la quota delle spese operative (OpEx) associati ad attività economiche che potenzialmente contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi ambientali, le cosiddette attività “Taxonomy-Eligible”, cioè ammissibili alla Tassonomia; e la quota delle stesse che contribuiscono in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi ambientali di Mitigazione del cambiamento climatico e/o Adattamento al cambiamento climatico; le cosiddette attività “Taxonomy-Aligned”, cioè allineate alla Tassonomia in quanto rispettano i criteri di vaglio tecnico. L’analisi dei KPI del Gruppo relativi alla c.d. Tassonomia è stata aggiornata con riferimento all’esercizio 2025, quinto anno di applicazione della normativa. Il perimetro di analisi per l’anno 2025 è il perimetro totale di Gruppo. L’analisi è stata condotta verificando l’allineamento ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali e nel rispetto degli altri requisiti (DNSH e Garanzie Minime di Salvaguardia). In questo ambito CAREL svolge le proprie attività adottando specifiche politiche di condotta (Codice Etico, Politica sui diritti umani, Codice di condotta fornitori); nello specifico la politica sui Diritti Umani definisce i principi in conformità con la Carta Internazionale dei Diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, la Dichiarazione sui Principi e i Diritti fondamentali del Lavoro e la Convenzione Europea sui diritti dell’Uomo. In particolare, sono stati analizzate le attività economiche del Gruppo con riferimento alla mitigazione del cambiamento climatico, paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings” e all’obiettivo della transizione verso un’economia circolare, paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”. L’analisi è stata condotta in 3 fasi, ciascuna riferita ai 3 KPI oggetto di rendicontazione, in linea con quanto fatto nel 2024 in relazione all’obiettivo “Mitigazione dei cambiamenti climatici” in quanto i prodotti del Gruppo sono progettati per ridurre le emissioni dirette ed indirette legate al loro utilizzo attraverso l’efficienza energetica e sfruttando refrigeranti ecocompatibili e pertanto soddisfano i criteri sostanziali dell’obiettivo mitigazione del cambiamento climatico; l’analisi è inoltre stata estesa all’obiettivo “Economia Circolare” per i prodotti rientranti nel capitolo 1.2 Manufacture of electrical and eletronic equipement. DISCLOSURE DELLA METODOLOGIA, DEI RISULTATI E DELLE ASSUNZIONI FATTE PER IL CALCOLO DEI KPI 114 Ricavi Sono stati considerati la totalità dei ricavi per l’esercizio 2025 al netto delle transazioni intercompany. I ricavi del Gruppo sono stati disaggregati per piattaforma (o famiglia di prodotto), ulteriormente sotto articolate nelle c.d. sottofamiglie di prodotto e codici di prodotto. Di seguito vengono riportate le principali piattaforme di prodotto a cui i ricavi fanno riferimento: controlli programmabili, terminali di interfaccia (HMI), controlli parametrici, scambiatori di calore, umidificatori isotermici, umidificatori adiabatici, power 114 Si precisa che, nell’ambito degli obblighi di rendicontazione derivanti dal Regolamento Tassonomia e dagli atti delegati collegati, il Gruppo, per l’anno di rendicontazione 2025, si è avvalso della facoltà di non applicare le disposizioni introdotte dal Regolamento Delegato (UE) 2026/73, in conformità con il regime transitorio ivi consentito.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 95 solution, sensori, valvole ad espansione elettronica, inverter e controlli di velocità, compressori, sistemi per il controllo a distanza e i servizi. Sono stati esclusi dall’analisi i ricavi generati da prodotti acquistati e rivenduti tra i quali i compressori, i rilevatori di gas e alcuni sensori in linea con quanto stabilito dalla direttiva. Definito quindi il perimetro di analisi, ciascuna sottofamiglia produttiva è stata analizzata per identificarne l’eleggibilità o meno, in alcuni casi, l'analisi è stata estesa al livello del codice prodotto. Le caratteristiche di ogni sottofamiglia eleggibile sono state confrontate con i criteri di vaglio tecnico contenute nell’atto delegato al fine di identificare anche il sottoinsieme dei ricavi per sottofamiglia allineato al Regolamento Europeo Tassonomia. La maggior parte delle famiglie e sottofamiglie rientrano in più di un capitolo del Regolamento Delegato relativo alla mitigazione dei cambiamenti climatici in quanto i prodotti CAREL sono progettati e costruiti per diversi tipi di applicazioni, tuttavia, l’analisi è stata svolta con riferimento al paragrafo "3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings" in qualità di "key components". Dall’analisi, in linea con quanto riportato anche negli esercizi precedenti, rientrano tra i ricavi allineati i controlli programmabili, i sensori e le valvole, i controlli elettronici e gli scambiatori di calore; sono ricavi eleggibili ma non allineati i controlli parametrici e parte dei servizi. I ricavi non eleggibili sono per lo più costituiti dagli umidificatori isotermici. L’analisi è stata condotta considerando le attività economiche incluse in tutti e sei gli obiettivi tassonomici, ponendo attenzione ad evitare il rischio di “doppio conteggio”. Sono quindi analizzati con riferimento all’obiettivo dell’economia circolare, paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”, i ricavi non ammissibili nell’ambito della mitigazione del cambiamento climatico, paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings". Sul totale ricavi, pari a 629.028 migliaia di euro, rientrano nell’ambito dell’analisi tassonomica 531.697 migliaia di euro, pari all’84,5% del totale in quanto, come anticipato precedentemente, parte dei ricavi generati dal Gruppo, pari al 15,5% del totale, derivano da prodotti acquistati e rivenduti. Con riferimento al paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings” nell’ambito della mitigazione del cambiamento climatico, del totale ricavi il 69% dei ricavi risulta eleggibile (66,5% nel 2024) di cui il 46% risulta sia eleggibile ed allineato (44% nel 2024); la quota residua, pari al 16%, è composta da ricavi non eleggibili. Della quota dei ricavi non eleggibile ai fini della mitigazione del cambiamento climatico (16%) è stata analizzata la soddisfazione dei criteri per l’economia circolare con riferimento al paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”: il 13% dei ricavi risulta eleggibile e non allineato mentre il restante 2% è non eleggibile. OpEx Per quanto concerne il secondo indicatore richiesto dalla Tassonomia, le OpEx (ovvero i costi sostenuti nel corso dell’esercizio) si è proceduto ad un’analisi dei costi consolidati, e quindi al netto dei costi intercompany, sostenuti nell’esercizio da ciascun sito produttivo del Gruppo 115 e dal Sottogruppo Kiona; questo in virtù del fatto che solo i siti produttivi e Kiona sostengono costi ammissibili in quanto relativi a processi produttivi e di ricerca e sviluppo in ottemperanza a quanto disposto dal regolamento europeo. Secondo il Regolamento Europeo UE2021/2178 le spese operative fanno riferimento ai costi diretti non capitalizzati legati alle ristrutturazioni di edifici, i costi di ricerca e sviluppo, le locazioni a breve termine e le manutenzioni e riparazioni. Per l’identificazione delle spese operative sono stati analizzati e rendicontati tutti i costi presenti nel sistema gestionale contabile individuando tutte le voci che afferiscono alle categorie sopra citate. Il totale costi identificato ammonta a circa 33.790 migliaia di euro (32.400 migliaia di euro nel 2024) e la verifica della loro eleggibilità è stata effettuata mediante l’applicazione delle proxy relative ai ricavi considerando i pesi delle piattaforme di prodotto realizzate specificatamente in ogni singolo sito produttivo e da Kiona; le piattaforme di prodotto infatti sono anche la base dati utilizzata per l’analisi dei ricavi. Questa analisi ha consentito di stimare e determinare la frazione di spese operative ammissibili ed eventualmente allineate. Con riferimento al paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings” nell’ambito della mitigazione del cambiamento climatico è emerso che l’80% dei costi sostenuti ed analizzati risulta essere eleggibile (79% nel 2024), ed il 50% anche allineato (42% nel 2024). Il restante 20% risulta non eleggibile. Della quota delle OpEx non eleggibile ai fini della mitigazione del cambiamento climatico (ovvero 20%) è stata analizzata la soddisfazione dei criteri per 115 Sono considerate quali siti produttivi le seguenti società del Gruppo: CAREL Industries, CAREL Adriatic, CAREL Electronic, CAREL USA, CAREL Sud America, Hygromatic, Recuperator, Enginia, Klingenburg Deutschland, Klingenburg International, Senva e Arion.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 96 l’economia circolare con riferimento al paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”: il 15% del totale costi identificato risulta eleggibile e non allineato mentre il restante 4% è non eleggibile. CapEx Infine, con riferimento al terzo KPI, ovvero gli investimenti, sono stati analizzati gli investimenti consoli- dati del Gruppo, pari a 30.538 migliaia di euro inclusivi delle spese sostenute per i leasing e contabilizzati secondo il principio contabile IFRS16. Del totale sono stati analizzati gli investimenti afferenti al processo produttivo e ai costi capitalizzati di ricerca e sviluppo (non considerati nell’analisi del secondo KPI relativo alle OpEx) complessivamente pari a circa 21,6 milioni di euro; sono stati esclusi dall’analisi gli investimenti effettuati nella società controllate commerciali. Come per il secondo KPI al fine di stimare l’eleggibilità o meno di un investimento sono stati utilizzati i ricavi per singola famiglia di prodotto realizzata da ogni sito produttivo come proxy per l’allocazione degli investimenti. Ne risulta che, con riferimento al paragrafo “3.5 Manufacture of energy efficiency equipment for buildings” nell’ambito della mitigazione del cambiamento climatico del totale degli investimenti, il 59% risulta eleggibile di cui il 41% risulta sia eleggibile che allineato; il 12% risulta non eleggibile mentre la quota rimanente, come precedentemente descritto, non è stata oggetto di analisi. Della quota delle CapEx non eleggibile ai fini della mitigazione del cambiamento climatico (ovvero 12%) è stata analizzata la soddisfazione dei criteri per l’economia circolare con riferimento al paragrafo “1.2. Manufacture of electrical and electronic equipment”: il 11 % dei CapEx risulta eleggibile e non allineato mentre il restante 1% è non eleggibile.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 97 MODELLO – QUOTA DI FATTURATO DERIVANTE DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA TASSONOMIA – INFORMATIVA PER L’ANNO 2025 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH («non arrecare danno significativo») Attività economiche Codice Fatturato Quota di fattur ato 2025 Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Garanzie minime di salvaguardia Quota di fatturato allineata (A.1.) o ammissibile (A.2.) alla tassonomia, anno 2024 Categoria attività abilitante Categ oria attività di transiz ione A. ATTIVITÀ AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) Attività 1 – Fabbricazione di dispositivi di efficienza energetica degli edifici 3.5 292.428 46% Sì N/AM N/AM N/AM N/AM N/A M Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì 44% A Fatturato delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1) 292.428 46% 46% Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì 44% Di cui abilitanti 46% 46% Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì A Di cui di transizione 0% T A.2. Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) Attività 2 – Fabbricazione di dispositivi di efficienza energetica degli edifici 3.5 140.701 22% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/A M 23% Attività 3 – Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche 1.2 84.137 13% N/AM N/AM N/AM N/AM AM N/A M 14% Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2) 224.837 36% 22% 13% 37% A. Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1+A.2) 517.266 82% 69% 13% B. ATTIVITÀ NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA Fatturato delle attività non ammissibili alla tassonomia 111.763 18% TOTALE 629.028 100% Obiettivi Ambientali Attività allineate per obiettivo Attività ammissibili per obiettivo Mitigazione dei cambiamenti climatici 46% 69% Adattamento ai cambiamenti climatici 0% 0% Acqua 0% 0% Economia circolare 0% 13% Inquinamento 0% 0% Biodiversità 0% 0%
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 98 MODELLO – QUOTA DELLE SPESE IN CONTO CAPITALE (CAPEX) DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA TASSONOMIA – INFORMATIVA PER L’ANNO 2025 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH («non arrecare danno significativo») Attività economiche Codice CapEx Quota di CapEx, anno 2025 Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Garanzie minime di salvaguardia Quota di CapEx allineata (A.1.) o ammissibi le (A.2.) alla tassonomi a, anno 2024 Categoria attività abilitante Categoria attività di transizion e A. ATTIVITÀ AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) Attività 1 - Fabbricazione di dispositivi di efficienza energetica degli edifici 3.5 12.429 41% Sì N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì 45% A CapEx delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1) 12.429 41% 41% Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì 45% Di cui abilitanti 41% 41% Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì A Di cui di transizione 0% T A.2. Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) Attività 2 - Fabbricazione di dispositivi di efficienza energetica degli edifici 3.5 5.593 18% AM N/AM N/AM N/AM N/AM N/AM 22% Attività 3 - Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche 1.2 3.193 11% N/AM N/AM N/AM N/AM AM N/AM 10% CapEx delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2) 8.786 29% 18% 11% 32% A. CapEx delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1+A.2) 21.214 70% 59% 11% B. ATTIVITÀ NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA CapEx delle attività non ammissibili alla tassonomia 9.324 31% TOTALE 30.538 100 % Obiettivi Ambientali Attività allineate per obiettivo Attività ammissibili per obiettivo Mitigazione dei cambiamenti climatici 41% 59% Adattamento ai cambiamenti climatici 0% 0% Acqua 0% 0% Economia circolare 0% 11% Inquinamento 0% 0% Biodiversità 0% 0%
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 99 MODELLO – QUOTA DELLE SPESE OPERATIVE (OPEX) DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA TASSONOMIA – INFORMATIVA PER L’ANNO 2025 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH («non arrecare danno significativo») Codic e OpEx Quota di OpEx, 2025 Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Mitigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità Garanzie minime di salvaguardia Quota di OpEx allineata (A.1.) o ammissi bile (A.2.) alla tassono mia, 2024 Categori a attività abilitant e Categori a attività di transizio ne A. ATTIVITÀ AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) Attività 1 - Fabbricazione di dispositivi di efficienza energetica degli edifici 3.5 17.010 50% Sì N/A M N/AM N/AM N/AM N/AM Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì 42% A Spese operative delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1) 17.010 50% 50% Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì 42% Di cui abilitanti 50% 50% Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì A Di cui di transizione 0% T A.2. Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) Attività 2 - Fabbricazione di dispositivi di efficienza energetica degli edifici 3.5 10.150 30% N/AM N/A M N/AM N/AM N/AM N/AM 37% Attività 3 - Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche 1.2 5.186 15% N/AM N/A M N/AM N/AM AM N/AM 16% Spese operative delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2) 15.336 45% 30% 15% 53% A. OpEx delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1+A.2) 32.346 95% 80% 15% B. ATTIVITÀ NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA Spese operative delle attività non ammissibili alla tassonomia 1.444 4% TOTALE 33.790 100 % Obiettivi Ambientali Attività allineate per obiettivo Attività amissibili per obiettivo Mitigazione dei cambiamenti climatici 50% 80% Adattamento ai cambiamenti climatici 0% 0% Acqua 0% 0% Economia circolare 0% 15% Inquinamento 0% 0% Biodiversità 0% 0%
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 100 Attività legate al nucleare e ai gas fossili Riga Attività legate all’energia nucleare SI/NO 1 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la realizzazione di impianti innovativi per la generazione di energia elettrica che producono energia a partire da processi nucleari con una quantità minima di rifiuti del ciclo del combustibile. NO 2 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l’esercizio sicuro di nuovi impianti nucleari per la generazione di energia elettrica o calore di processo, anche a fini di teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno, e miglioramenti della loro sicurezza, con l’ausilio delle migliori tecnologie disponibili. NO 3 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso l’esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che generano energia elettrica o calore di processo, anche per il teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno a partire da energia nucleare, e miglioramenti della loro sicurezza. NO Attività legate ai gas fossili 4 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. NO 5 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione combinata di calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. NO 6 L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione di calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili NO
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 101 E2: INQUINAMENTO GESTIONE DELL’INQUINAMENTO NELLE OPERAZIONI PROPRIE E NELLA CATENA DI FORNITURA ESRS E2-1, ESRS E2-2, ESRS E2-4 La Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità formalizza l’impegno del Gruppo CAREL a minimizzare gli impatti verso l’ambiente, impegnandosi a migliorare continuamente i propri processi al fine di ridurre gli impatti sull’ambiente e sul territorio circostante. Uno dei principi cardine adottato dal Gruppo al fine di minimizzare gli impatti negativi connessi all'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo è quello di garantire la qualità del lavoro, identificando in anticipo i potenziali rischi attraverso un sistema di prevenzione dell’inquinamento, degli incidenti ambientali e delle emergenze ambientali. Inoltre, consapevole degli impatti ambientali legati all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo causati dalle attività nella catena di fornitura, CAREL ha dedicato al tema dell’attenzione all’ambiente anche una sezione del proprio Codice di Condotta Fornitori. Il Codice di Condotta Fornitori richiede infatti a tutti i fornitori di agire, nello svolgimento delle proprie attività, secondo le leggi e le normative vigenti adoperandosi per tutelare l’ambiente. Ciò include, in primis, l’ottenimento e il mantenimento di tutte le autorizzazioni ambientali e approvazioni per lo svolgimento di attività regolamentate. Si sottolinea che nel 2025, in linea con gli anni precedenti, non sono stati registrati incidenti gravi con conseguenze ambientali, né episodi di inquinamento che abbiano portato a sanzioni o risarcimenti con successive azioni di mitigazione e/o bonifica. Nell’ambito dell’inquinamento in atmosfera, in linea con gli impegni dichiarati nella Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità, CAREL focalizza il proprio impegno sul miglioramento della gestione degli inquinanti e sulla prevenzione del rischio di immissione nell’ambiente di agenti e sostanze pericolose. Tali sostanze possono derivare direttamente dai processi produttivi, ad esempio attraverso l’immissione in atmosfera di sostanze dannose per la salute umana, lo strato di ozono e il cambiamento climatico (le cc.dd. Hazardous Air Pollutants, e.g. PM, NOx, gas refrigeranti), oppure dal non corretto utilizzo e maneggio di sostanze chimiche e rifiuti (sia durante le attività produttive che durante il trasporto) che può comportare la contaminazione di matrici ambientali liquide o solide. In tutti i plant produttivi del Gruppo con emissioni rilevanti o soggetti ad autorizzazione ambientale è stata implementata e applicata una procedura specifica per lo svolgimento periodico di analisi dei camini di aspirazione, per verificare il rispetto dei limiti normativi previsti per gli stessi. Tale attività permette di migliorare in modo continuativo la gestione delle emissioni inquinanti in atmosfera e di rispettare ampiamente i limiti imposti dalle normative vigenti. Inoltre, in questi plant vengono svolte simulazioni di emergenza periodiche che permettono di verificare l’adeguatezza e la corretta applicazione delle procedure in vigore. Tra gli scenari testati sono comprese anche le emergenze ambientali, come, ad esempio, lo sversamento di acidi o prodotti chimici. Il Gruppo ha confrontato le proprie emissioni in aria di sostanze inquinanti rispetto agli inquinanti che rientrano nell’Allegato II del regolamento (CE) n. 166/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, E-PRTR), al fine di monitorare i valori fissati dal regolamento. A tal proposito, nel 2025, in linea con l’anno precedente, non si sono rilevate emissioni in aria che abbiano superato le soglie indicate dall’Allegato. Per quanto riguarda invece l’inquinamento in acqua, CAREL Industries ha implementato una specifica procedura per lo svolgimento delle analisi chimiche e dei campionamenti dell'acqua di scarico proveniente dal laboratorio dove vengono svolti i test sugli umidificatori, per verificare il rispetto dei limiti normativi per lo scarico in fognatura. Inoltre, sono presenti vasche di decantazione e sistemi analoghi per la pulizia delle acque reflue di laboratorio. Tali misure consentono di prevenire potenziali impatti negativi e relativi rischi legati all’immissione nell’ambiente di agenti e sostanze tramite gli scarichi, rispettando ampiamente i limiti imposti dalle normative vigenti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 102 Tutte le analisi sopra descritte vengono condotte annualmente e prevedono OpEx annuali non significativi per l’esecuzione delle analisi da parte di laboratori terzi accreditati. Un’altra iniziativa attivata già da qualche anno nei plant di CAREL Industries, CAREL Adriatic e, dal 2025 anche in CAREL Sud America, per ridurre ulteriormente l’impatto sull’ambiente, riguarda il packaging, nello specifico la scelta di utilizzare confezioni colorate con vernici a base acquosa, prive di sostanze acriliche, realizzate utilizzando colle ad amido al posto di colle viniliche. In particolare, i colori rosso e bianco degli imballi CAREL sono garantiti secondo il GREENGUARD Certification Program, che certifica che i prodotti per interni rispettino i limiti di emissioni chimiche stabiliti. In questo modo CAREL contribuisce alla creazione di ambienti più sani per i propri collaboratori e per i clienti. INQUINANTI IN ARIA (KG) 116 Emissioni inquinanti in atmosfera 2025 2024 Ossidi di Azoto (NOx) 634,81 537,28 Ossidi di Zolfo (SOx) 316,71 265,59 Inquinanti organici persistenti (POP) 0,42 0,32 Composti organici volatili (VOC) 446,37 564,89 Inquinanti atmosferici pericolosi (HAP) 48,44 25,12 Particolato (PM) 362,45 318,77 In linea con gli anni precedenti, nei plant del Gruppo non si sono registrate emissioni significative di gas fluorati derivanti dal normale funzionamento delle unità di condizionamento. Per tutti gli impianti è svolta la manutenzione periodica, secondo pianificazione annuale, così da garantire i più alti livelli di efficienza e la riduzione dei consumi dei gas lesivi dell’ozono. Nel 2025 si nota un aumento generale delle emissioni da processo produttivo, ad eccezione dei VOC, legato principalmente all’aumento dei giorni lavorati di alcuni plant produttivi e il conseguente aumento delle ore di accensione degli impianti, oltre all’avvio di un nuovo camino minore presso il sito di CAREL Industries. Nella lettura dei dati esposti è rilevante considerare i seguenti aspetti: • essendo i campionamenti puntuali e non continui, i risultati potrebbero essere rappresentativi di una specifica fase produttiva che non è costante nel corso dell’anno; • per alcuni inquinanti alcuni valori rendicontati risultano al di sotto della soglia di rilevabilità. In tal caso, viene assunta l’ipotesi peggiore al fine di determinare comunque il rispetto del limite normativo. Questo aspetto risulta particolarmente rilevante in quanto significa che, in alcuni casi, l’emissione riportata è superiore all’emissione effettivamente avvenuta. Le emissioni in atmosfera vengono monitorate con le modalità e le tempistiche prescritte dalle autorizzazioni ambientali rilasciate dalle Autorità locali preposte (CAREL Industries e CAREL Electronic), che prevedono il campionamento puntuale una o più volte l’anno. La medesima metodologia viene applicata anche alle Società non soggette a specifica autorizzazione ma che ugualmente rendicontano le proprie emissioni (Recuperator ed Enginia). Poiché i processi produttivi delle varie Società sono caratterizzati da attività omogenee e ripetitive nel tempo, le emissioni in atmosfera associate sono contraddistinte da regolarità di portata e di tipologia di inquinanti nel corso dell’anno. Sulla base di queste riflessioni si ritiene che la metodologia di calcolo adottata, ovvero calcolo delle emissioni annuali basato sul campionamento puntuale e sulle ore lavorate del singolo sito, sia sufficientemente rappresentativo del quadro annuale delle emissioni in atmosfera. Inoltre, nei plant di CAREL Electronic e CAREL Industries viene effettuata la regolare sostituzione dei filtri che riducono l’impatto emissivo verso l’esterno così come la regolare manutenzione dei sistemi di aspirazione, come richiesto in Italia dalle autorizzazioni alle emissioni dai camini. Presso il sito di CAREL Industries, nel 2025 sono stati spesi OpEx pari a euro 18,5 migliaia 117 per le analisi chimiche periodiche degli inquinanti emessi in atmosfera e OpEx non significativi per la sostituzione dei filtri. 116 Si segnala che la tabella riporta, a titolo volontario, i valori di emissioni in atmosfera dei siti CAREL Industries, CAREL Electronic, Recuperator ed Enginia, i quali risultano inferiori ai valori soglia applicabili indicati nell'allegato II del regolamento (CE) n. 166/2006. 117 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 103 A partire dal 2023, tale processo di affinamento nelle valutazioni è confluito in un Handbook, aggiornato nel corso del 2025, applicato ai diversi plant del Gruppo che fornisce indicazioni sulle modalità di raccolta e gestione dei relativi dati, al fine di facilitare la raccolta di informazioni e poter confrontare i diversi risultati che dovranno tenere conto anche dei vincoli normativi locali. Inoltre, è opportuno sottolineare che: • nella Capogruppo, le analisi delle emissioni dai camini dei reparti produttivi evidenziano livelli di inquinanti emessi in atmosfera molto inferiori ai limiti previsti dalle relative autorizzazioni aggiornate al 2025; • nel plant di CAREL Adriatic viene svolta la regolare manutenzione programmata dei bruciatori, oltre che l’analisi periodica delle emissioni, per la presenza dell'obbligo legale in materia di protezione dell'ambiente; • nel plant di CAREL Electronic il campionamento e l’analisi sono stati demandati a un ufficio competente terzo; • nei plant di Enginia e Recuperator, non soggetti per legge a campionamenti periodici, si è scelto di implementare un programma di campionamento biennale volontario. GESTIONE DELLE SOSTANZE PERICOLOSE CONTENUTE NEI PRODOTTI ESRS E2-1, ESRS E2-2, ESRS E2-5 I prodotti CAREL impiegano materiali e componentistica, specialmente quella elettronica, che talvolta può contenere sostanze pericolose soggette al Regolamento REACH (di seguito nel presente paragrafo “pericolose”), con diversi livelli di rischio, quali cancerogenicità, mutagenicità, bioaccumulabilità, ecc.. Si cita ad esempio il piombo, elemento che in passato era comunemente utilizzato nelle leghe di saldatura impiegate per la produzione di schede elettroniche, e che ora è stato fortemente ristretto nel suo utilizzo. Per ridurre al minimo il rischio legato alla presenza di queste sostanze pericolose nei prodotti immessi nel mercato, sono state emesse dai vari Paesi legislazioni che vietano o limitano l’utilizzo di certe sostanze pericolose. CAREL, allo scopo di soddisfare questi e altri obblighi legislativi nel campo della sicurezza dei prodotti, ha emesso nel 2023 la Policy sulla Compliance dei Prodotti e Servizi (anche “Policy” nella presente sezione) che è stata aggiornata nel corso del 2025. L’obiettivo finale di questa Policy è assicurare che i processi di sviluppo dei prodotti o servizi adottati da tutte le società del Gruppo includano criteri e procedure idonei a garantire la massima qualità e il rispetto delle leggi e degli standard internazionali, tenendo conto delle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto (trasporto, installazione, utilizzo, manutenzione, smaltimento) e delle condizioni di servizio concordate con i clienti. La Policy elenca esplicitamente una lunga serie di strumenti legislativi nazionali e internazionali, tra i quali vi sono anche la Direttiva ROHS (Restriction of Hazardous Substances), il Regolamento REACH (Registration, Evaluation and Authorization of Chemical substances) e POP (Persistent Organic Pollutant), il “Proposition 65” ovvero il Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act of 1986 (emesso dallo stato della California), e il Regulation on Persistent, Bioaccumulative, and Toxic (PBT) Chemicals under TSCA Section 6(h) emesso dall’ EPA (U.S. Environmental Protection Agency), oltre a numerose ulteriori legislazioni che coprono ambiti diversi come ad esempio la sicurezza elettrica, la compatibilità elettromagnetica, aspetti di cybersecurity, ecc. Questa Policy si pone inoltre l’obiettivo di rafforzare le azioni del Gruppo nel phase-out delle sostanze pericolose dai propri prodotti. La Policy stessa prevede specifiche attività di monitoraggio, sia per quanto riguarda l’eventuale nuova legislazione cogente emessa, sia con riferimento agli strumenti utilizzati per la sua attuazione, attività in capo alla funzione Quality.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 104 La Policy è vincolante per le società del Gruppo CAREL in tutte le aree geografiche in cui queste operano e per tutti i destinatari e utilizzatori, compresi i principali stakeholder, specialmente quelli nella supply chain. La responsabilità di attuazione della presente Policy è in capo al CEO. Al fine di assicurare il recepimento degli obiettivi inclusi nella Policy, la stessa è stata divulgata presso diverse Società del Gruppo 118 e, nel corso del 2025, è stata effettuata un’attività di formazione specifica attraverso la piattaforma di e-learning interna che ha richiesto lo stanziamento di OpEx non significativi. Tale attività ha coinvolto finora i livelli apicali (CEO e middle management), ma l’obiettivo è estenderla nel medio termine a tutti gli interessati, arrivando fino al personale operativo impiegato nel processo di sviluppo dei prodotti e nella gestione della supply chain. Il regolamento REACH (Regolamento (CE) n. 1907/2006 e successive modifiche) concerne la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione dell'uso di alcune sostanze chimiche in relazione ai loro potenziali impatti sia sulla salute umana che sull'ambiente e ha l’obiettivo di sensibilizzare gli stakeholder circa i rischi e i potenziali pericoli derivanti dall’uso e dall’esposizione a tali sostanze chimiche. In particolare, assumono rilievo per CAREL le c.d. sostanze estremamente preoccupanti (c.d. Substance of Very High Concern - SVHC) essendo, il settore in cui opera, parzialmente dipendente da tali sostanze, e quindi soggetto a molteplici processi di autorizzazione REACH. La procedura di autorizzazione a norma del regolamento REACH mira anche a garantire che le sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) siano progressivamente sostituite (cd. phase-out) da sostanze o tecnologie meno pericolose, qualora alternative possibili dal punto di vista tecnico ed economico siano disponibili. La Società, inoltre, è in grado di dichiarare la propria conformità alla Direttiva Europea 2011/65/EU RoHS e alla direttiva delegata 2015/863/UE del 31 marzo 2015 e s.m.i., sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Attraverso il Codice di Condotta Fornitori, CAREL richiede anzitutto ai fornitori di gestire, misurare e controllare adeguatamente tutte le attività che siano potenzialmente dannose per la salute dell’uomo o per l’ambiente per evitare il rilascio di qualunque sostanza nell’ambiente. I fornitori devono dotarsi di strumenti per la prevenzione e riduzione di eventuali perdite e sversamenti accidentali nell’ambiente. In particolare, i fornitori che utilizzano sostanze pericolose sono tenuti ad adottare programmi di sicurezza per gestire e mantenere tutti i processi di produzione e quindi misure appropriate per la gestione, lo stoccaggio e il trasporto delle sostanze pericolose nel rispetto degli standard di sicurezza applicabili e dei requisiti imposti dalla legge, oltre che ad occuparsi del loro potenziale impatto durante tutte le fasi del processo di produzione. Ai fornitori è inoltre richiesto di rendere disponibili, qualora richiesto, le schede di sicurezza delle eventuali sostanze pericolose utilizzate. Per il tramite di un team dedicato alla Chemicals Compliance, CAREL verifica periodicamente l’attuazione delle disposizioni previste dal Regolamento REACH, anche attraverso l’ottenimento della dichiarazione REACH dei diversi produttori coinvolti nella supply chain. Il monitoraggio sulla conformità delle materie prime coinvolte nel business di CAREL, con riferimento alla Candidate List SVHC aggiornata del Regolamento REACH e alle sostanze pericolose ristrette dalla Direttiva RoHS, ha lo scopo di classificare le materie prime come acquistabili e utilizzabili nei prodotti, sulla base delle informazioni sulla conformità alle suddette legislazioni. Per le materie prime, per le quali i costruttori e/o fornitori non hanno provveduto a fornire le informazioni puntualmente richieste, viene temporaneamente congelato l’acquisto fintantoché la documentazione aggiornata non viene fornita. Per le materie prime nel quale viene dichiarata dal costruttore e/o fornitore l’obsolescenza o la non conformità alle legislazioni Reach e RoHS viene inoltre disposta la disapplicazione, evitando quindi la possibilità che tali materiali entrino nel ciclo produttivo. CAREL, nell’ambito del processo interno relativo alla “sicurezza chimica”, richiede a tutti i fornitori prova dell’implementazione di un processo per la gestione di sostanze pericolose in accordo alle suddette legislazioni europee. Inoltre, all’interno del processo di omologazione dei materiali di acquisto, viene sistematicamente richiesta e valutata la documentazione che attesta la conformità e l’eventuale presenza di sostanze pericolose nei materiali, per poter essere impiegati all’interno dei prodotti come componenti o per essere rivenduti in quanto tali. Le informazioni di conformità dei materiali, raccolte dal processo di verifica periodica verso la supply chain e dal processo di omologazione di nuove materie prime, 118 CAREL Industries, CAREL Adriatic, CAREL USA, CAREL Sud America, CAREL Electronic, Arion, Enginia, Hygromatik, KIONA, Klingenburg DE, Klingenburg PL, Recuperator, Senva.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 105 contribuiscono alla creazione della base dati sulla quale vengono prodotte le dichiarazioni da emettere su richiesta dei clienti (come previsto nel Regolamento ReACH) in merito ai prodotti del gruppo CAREL. Oltre alla legislazione europea, CAREL gestisce la compliance dei propri prodotti anche rispetto alla normativa californiana, denominata Proposition 65, che regola l'uso di sostanze tossiche e cancerogene. A tal fine è stato sviluppato uno standard interno, che identifica le attività volte a garantire la conformità alla suddetta normativa applicata ai prodotti. I prodotti che CAREL fornisce ai clienti non contengono sostanze chimiche elencate nella Proposition 65 in una concentrazione idonea a provocare un'esposizione a livelli superiori ai relativi “Safe Harbor Levels”, o altri livelli di sicurezza di riferimento; pertanto, non è richiesta l'applicazione dell'etichetta informativa di avvertenza sui prodotti. Come effettuato negli anni precedenti, anche nel 2025 CAREL ha continuato a monitorare le normative della Proposition 65 al fine di individuare le nuove sostanze chimiche aggiunte alla lista pubblicata dall’Office of Environmental Health Hazard Assessment (OEHHA). Fin dal 2021 CAREL ha approcciato anche il regolamento promulgato dall’Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (EPA, Environmental Protection Agency) nominato “Toxic Substances Control Act (TSCA section 6(h))”. Tale Regolamento copre la produzione, l'importazione, l'uso e lo smaltimento di sostanze chimiche specifiche. La sezione 6(h) della TSCA attribuisce all'EPA l'autorità di vietare o limitare, per un uso particolare o al di sopra di una certa concentrazione, la produzione, il trattamento, la distribuzione commerciale, l'uso o lo smaltimento di una sostanza chimica se definita come pericolosa per la salute dell’uomo o l’ambiente. Inoltre, tale sezione richiede all'EPA di intraprendere un'azione normativa accelerata sulle sostanze chimiche PBT, ovvero le sostanze chimiche che soddisfano i criteri legali per le sostanze chimiche Persistenti, Bioaccumulabili e Tossiche (PBT). Infine, dal 2024 è attiva una campagna di raccolta informazioni, come richiesto dal TSCA section 8(a)(7), allo scopo di raccogliere informazioni sulle eventuali sostanze PFAS utilizzate nella componentistica dei prodotti CAREL, in modo da permettere a CAREL ed eventualmente ai propri clienti di segnalare questi dati all'EPA tramite Central Data Exchange (CDX). INIZIATIVE E OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALL’INQUINAMENTO ESRS E2-2, ESRS E2-3 Al fine di rafforzare il proprio impegno nella gestione degli impatti ambientali, nel Piano di Sostenibilità CAREL ha previsto l’estensione del Sistema di Gestione Ambientale e l’ottenimento della certificazione ISO 14001 anche ai plant produttivi di CAREL USA, CAREL Sud America, CAREL Adriatic ed Enginia, entro il 2028. Per monitorare l’adeguata implementazione di tali attività, CAREL ha anche fissato uno specifico obiettivo. Si riportano di seguito gli obiettivi dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità 2025-2028, in tema di inquinamento e gestione delle sostanze preoccupanti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 106 OBIETTIVI 119 IN AMBITO INQUINAMENTO E GESTIONE DELLE SOSTANZE PREOCCUPANTI Descrizione dell’obiettivo KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi Raggiungere il 69 120 121 % dei plant produttivi del Gruppo CAREL coperti da un Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001, entro il 2028. 122 % plant coperti da un Sistema di Gestione ambientale certificato 2024 | 38% 121 38% L’implementazione di Sistemi di Gestione Ambientale certificati ISO 14001, permetterà di monitorare e gestire gli impatti ambientali di ogni fase del processo produttivo, in modo da minimizzare le emissioni di sostanze inquinanti, ottimizzare l'uso delle risorse naturali e migliorare la gestione dei rifiuti. Raggiungere il 60% delle categorie di prodotto del Gruppo CAREL valutate attraverso studi Life Cycle (LCA), entro il 2028. % delle categorie di prodotto valutate attraverso studio LCA 2023 | 8% 38% 123 Condurre studi LCA specifici sui prodotti consente di ottenere informazioni fondamentali sui diversi impatti ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita, tra cui le emissioni di gas ad effetto serra derivanti dalle materie prime / semilavorati utilizzati e i rifiuti generati, per poter poi effettuare scelte strategiche informate al fine di ridurre tali impatti ambientali tramite l’eco-progettazione e l’utilizzo di materiali alternativi. Questi studi consentono inoltre di incrementare la consapevolezza del personale coinvolto, che si traduce nell’applicazione dell’approccio del life cycle thinking a tutti i progetti lavorativi. 119 Gli obiettivi riportati fanno riferimento ad obiettivi facoltativi e non imposti dalla normativa. Alla luce della natura degli obiettivi riportati, non risulta applicabile indicare se essi siano basati su dati scientifici certi. 120 Percentuale target riferita al seguente perimetro: CAREL Industries, Recuperator, Enginia, CAREL Adriatic, Hygromatik, CAREL Sud America, CAREL USA, CAREL Electronics, Arion, Senva, Klingenburg International, Klingenburg GmbH, Sauber. 121 Il valore base ed il valore target dell’obiettivo – rispettivamente 57% e 29% nel 2024 - sono stati ricalcolati nel 2025 per escludere Eurotec, il quale non presenta attività operative tali da essere considerato nel gruppo dei plant. Indipendentemente da questa variazione, l’obiettivo si attesta in linea con quanto previsto inizialmente. Da programma, infatti, i prossimi plant che adotteranno il Sistema di Gestione Ambientale sono CAREL Adriatic ed Enginia, per i quali le attività di implementazione sono distribuite tra il 2025 e il 2026. 122 Il SGA prevede la conformità legislativa, quindi per i plant produttivi siti in Europa l’obiettivo consente di monitorare i seguenti aspetti: inquinanti atmosferici e rispettivi carichi specifici; emissioni in acqua e rispettivi carichi specifici, inquinamento del suolo e rispettivi carichi specifici (con riferimento ai carichi specifici si precisa che la quantificazione avviene solo per gli inquinanti atmosferici ed eventuali emissioni in acqua, là dove potenzialmente contaminabile da processi produttivi o attività di laboratorio); sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti. Per CAREL USA e CAREL Sud America si provvederà, dove necessario, a integrare le richieste della normativa locale al fine di allineare i Sistemi di Gestione ivi implementati agli standard CAREL. 123 L’obiettivo segue la pianificazione stabilita, con un totale di cinque categorie coperte al 2025.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 107 E3: ACQUA In CAREL, l’utilizzo di acqua non rappresenta una questione rilevante nei propri processi produttivi ma costituisce un impatto significativo nella attività sia a monte che a valle della catena del valore, come spiegato nella sezione “La gestione della risorsa idrica nella catena del valore” del presente capitolo. Il Gruppo è comunque impegnato su entrambi i fronti: da un lato, ha definito politiche volte a favorire la gestione efficiente delle risorse idriche in azienda e ha implementato processi di monitoraggio per rilevare costantemente i prelievi interni e, dall’altro, è impegnato per diffondere buone pratiche ambientali lungo la catena di fornitura e per migliorare l'efficienza idrica dei propri prodotti, considerando l'impatto degli stessi lungo l'intero ciclo di vita. LA GESTIONE DELLA RISORSA IDRICA NELLE OPERAZIONI INTERNE ESRS E3-1, ESRS E3-2, ESRS E3-4 I prelievi del Gruppo, effettuati su concessione dell'autorità pubblica, sono principalmente riconducibili all’utilizzo igienico-sanitario piuttosto che a processi industriali. In CAREL Industries è inoltre presente il laboratorio di ricerca dedicato all'umidificazione, il quale, per condurre test sui prodotti, utilizza risorse idriche. Nonostante i consumi limitati del Gruppo, CAREL ha ritenuto opportuno includere nella propria Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità la questione delle risorse idriche. Come definito nella Politica, il Gruppo presta particolare attenzione alla razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche, soprattutto nelle aree dove queste scarseggiano, con l'obiettivo di ridurre il prelievo di risorse naturali e ridurre l’impatto sugli ecosistemi locali. Come indicato nel capitolo E2 - Inquinamento, il Gruppo si impegna inoltre mantenere adeguati sistemi di convogliamento delle acque reflue, al fine di facilitarne il trattamento prima che vengano reimmesse nell’ambiente, minimizzando il rischio di inquinamento idrico. Coerentemente con l’impegno espresso nella Politica, l’approccio manageriale è finalizzato al monitoraggio dei prelievi di acqua per scongiurare possibili perdite anomale e salvaguardare le risorse idriche. In particolare, nei plant produttivi i contatori dell'acqua vengono periodicamente controllati per verificare la coerenza dei prelievi fatturati, comunicando poi i dati alla sede centrale. A partire dal 2020 i consumi di tutte le società del Gruppo sono monitorati anche considerando le eventuali aree a rischio idrico ed a stress idrico in cui sorgono i siti stessi, individuate tramite lo strumento WRI Acqueduct. Sono considerate a rischio idrico le aree caratterizzate da un livello di rischio idrico complessivo alto (3-4) ed estremamente alto (livello 4-5), mentre sono considerate a stress idrico le aree caratterizzate da un livello di stress idrico alto (40-80%) ed estremamente alto (maggiore dell’80%). Per la maggior parte delle sedi del Gruppo, i dati sui prelievi idrici vengono raccolti tramite lettura delle bollette; per le altre, per le quali non è stato possibile effettuare una misurazione diretta, il dato è stato stimato considerando i prelievi medi delle sedi con attività analoghe (i prelievi stimati rappresentano meno del 4% del totale). Nella tabella seguente si riportano i dati sui prelievi e consumi idrici. Poiché nel 2025 vi sono state alcune modifiche alle metodologie adottate, in tabella si riportano sia i dati esposti nella Rendicontazione di Sostenibilità del 2024 (colonna “2024 (dati originali)”) che i dati del 2024 rivisti secondo le metodologie adottate nel presente anno di rendicontazione (colonna “2024 (revisione 2025)”), al fine di poter valutare gli andamenti nel biennio.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 108 PRELIEVO E CONSUMO IDRICO (M 3 ) 124 2025 2024 (revisione 2025) 2024 (dati originali) Variazione tra dato originale 2024 e revisionato 2024 Totale acqua prelevata (m 3 ) 32.369 26.750 26.750 0 Di cui da zone a rischio idrico (m 3 ) 125 5.976 5.584 n.d. n.a. Di cui da zone a stress idrico (m 3 ) 7.487 6.721 5.663 +1.058 Totale acqua consumata (m 3 ) 126 99 64 2.623 -2.559 Di cui da zone a rischio idrico (m 3 ) 0 2 n.d. n.a. Di cui da zone a stress idrico (m 3 ) 0 2 536 -534 Totale acqua immagazzinata (m 3 ) 555 555 127 0 +555 Totale acqua riciclata (m3) 128 0 0 150 -150 Intensità idrica (m 3 / €’000.000) 129 0,16 0,11 4,53 -4,42 Intensità idrica (m 3 /numero persone 130 ) 0,03 0,02 0,95 -0,93 Nello specifico, nel 2025 l’84% dei prelievi è da attribuirsi ai siti produttivi, i quali rimangono strettamente connessi al numero di persone e alle ore lavorate. Il valore dei prelievi imputabile ad aree a stress idrico è risultato pari a 7.487 m 3 , che rappresentano circa il 23% dei prelievi totali, mentre i prelievi da aree a rischio idrico ammontano a 5.976 m 3 (18% dei prelievi totali). Per tale motivo, particolare attenzione viene posta nell’analisi di possibili scostamenti nel corso dell’anno al fine di individuare eventuali perdite nel sistema. Si sottolinea che lo scostamento tra i consumi idrici del 2024 e del 2025 deriva dall’affinamento della metodologia di calcolo, che passa da una rendicontazione basata su stime dell’anno precedente all’utilizzo di dati primari nell’anno di rendicontazione; di conseguenza, variano anche gli indicatori di intensità idrica. L’acqua immagazzinata nel 2025 – che ammonta in totale a 555 m 3 – corrisponde alla quantità di acqua contenuta nelle vasche antincendio presenti in alcuni plant produttivi. Poiché nel corso dell’anno non vi sono state emergenze che hanno richiesto l’intervento dell’impianto antincendio, l’acqua è rimasta immagazzinata e inutilizzata all’interno di tali vasche. In linea con l’impegno del Gruppo di ridurre il consumo idrico, a partire dal 2023 presso la sede centrale della Capogruppo è stato realizzato un progetto innovativo per la raccolta e il riutilizzo delle acque piovane. Nello specifico, è stato costruito un nuovo edificio dotato di una vasca per la raccolta dell'acqua meteorica, dalla portata di 50 m 3 , la quale viene poi utilizzata per tutti i servizi idrici per usi igienici non potabili. Un’iniziativa simile è stata applicata nel plant produttivo cinese, che si trova in una zona ad elevato stress idrico, dove è stata predisposta una vasca di raccolta dell’acqua piovana con una portata di 100 m 3 , da utilizzare per scopi di irrigazione. Attraverso il riutilizzo di risorse idriche in un'ottica di circolarità, questi progetti contribuiscono a ridurre il prelievo di acqua potabile per quei servizi che non ne necessitano. Per garantire il corretto funzionamento dell'impianto presso la sede centrale della Capogruppo, oltre al collaudo iniziale, sono previsti degli interventi di manutenzione e controllo da effettuarsi periodicamente. 124 Nel biennio, il Gruppo CAREL non ha riciclato acqua. 125 Si segnala che i dati di prelievo e consumo in aree a stress idrico del 2024 (colonna “2024 (dati originali)”) includevano solo le aree in cui la percentuale di acqua prelevata è estremamente alta (>80%), mentre i prelievi e i consumi in aree a rischio idrico non erano stati rendicontati. Per poter confrontare i dati 2025 con l’anno precedente, in colonna “2024 (revisione 2025)” sono riportati i dati 2024 revisionati per includere anche le aree ad elevato stress idrico (40-80%) e a elevato (3-4) ed estremamente elevato (4-5) rischio idrico. 126 La metodologia di calcolo dei consumi idrici è stata modificata rispetto allo scorso anno al fine di utilizzare dati primari e garantire una rappresentazione più accurata e verosimile dei consumi associati ai processi produttivi, i quali in precedenza erano stimati a partire dai prelievi. I consumi, pertinenti solo per i plant produttivi, sono considerati pari alle quantità di rifiuto liquido smaltito nell’anno di riferimento, includendo solo i rifiuti liquidi che derivano da processi che utilizzano acqua prelevata. Al fine di garantire la comparabilità dei dati, il valore relativo al 2024 è stato ricalcolato secondo la nuova metodologia (colonna “2024 (revisione 2025)”) ed è stato affiancato al valore originale (colonna “2024 (dati originali)”). 127 Il valore di acqua immagazzinata nel 2025 corrisponde all’acqua contenuta nelle vasche antincendio, mai utilizzate nel corso dell’anno. Poiché tali vasche erano presenti anche nel 2024, si riporta tale valore anche nella colonna “2024 (revisionato)”. 128 Il valore di acqua riciclata è stato rivisto nel 2025 a causa della mancanza di dati primari puntuali e dell’impossibilità di effettuare stime realistiche a partire dalle informazioni disponibili. 129 I valori di intensità idrica – sia su superficie che su numero di persone – sono stati ricalcolati per il 2024 al fine di essere allineati alle scelte metodologiche sopra descritte. 130 Il numero di persone include i lavoratori dipendenti e i lavoratori non dipendenti .
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 109 LA GESTIONE DELLA RISORSA IDRICA NELLA CATENA DEL VALORE ESRS E3-1, ESRS E3-2 A differenza delle attività proprie del Gruppo, il consumo idrico rappresenta una questione rilevante lungo la catena del valore di CAREL: a monte, vi è un consumo idrico significativo nella fase di produzione di alcuni componenti essenziali per l’attività del Gruppo, quali i microprocessori e altri componenti elettronici, mentre a valle il consumo di acqua è legato all’utilizzo di alcuni prodotti CAREL, come gli umidificatori, che necessitano di acqua per il funzionamento. NELLA CATENA DEL VALORE A MONTE Al fine di ridurre gli impatti negativi derivanti dall’utilizzo di acqua nella catena del valore, CAREL ha deciso di coinvolgere la propria catena di fornitura promuovendo l’uso efficiente delle risorse idriche all’interno del Codice di Condotta Fornitori. Il Codice richiede infatti ai fornitori di impegnarsi a utilizzare in modo responsabile le risorse necessarie al proprio ciclo produttivo attraverso processi produttivi che mirano alla riduzione degli sprechi delle risorse naturali (con particolare attenzione alla conservazione di risorse energetiche ed idriche) e che promuovono il riciclo e il riutilizzo delle stesse. Ai fornitori è pertanto richiesto impegno nel mettere in atto iniziative volte al miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, quali ad esempio programmi di riduzione del consumo idrico, di riutilizzo e riciclo. 131 Per quanto riguarda gli scarichi idrici, il Codice richiede ai fornitori di gestire, misurare e controllare adeguatamente tutte le attività che siano potenzialmente dannose per la salute dell’uomo o per l’ambiente per evitare il rilascio di qualunque sostanza nell’ambiente. Il fornitore deve dotarsi di strumenti per la prevenzione e riduzione di eventuali perdite e sversamenti accidentali nell’ambiente. Inoltre, il nuovo questionario di sostenibilità sottoposto ai fornitori nell’ambito dell’assessment light richiede ai fornitori di fornire informazioni sulle iniziative adottate per la riduzione degli impatti sull’acqua, nonché di condividere la documentazione relativa a politiche e/o certificazioni ambientali. NELLA CATENA DEL VALORE A VALLE Mettendo in pratica quanto dichiarato nella propria Politica, il Gruppo CAREL sta lavorando per migliorare, oltre ad altri aspetti di circolarità, anche l’efficienza idrica dei propri prodotti che consumano acqua durante il funzionamento. In linea con i propri Piani di Sostenibilità quadriennali, a cavallo tra il 2024 e il 2025, CAREL Industries ha condotto uno studio LCA strategico sui propri umidificatori isotermici con l’obiettivo di ottenere la certificazione EPD, al fine di comprendere quali sono gli impatti ambientali, tra cui il consumo idrico, di tali prodotti e poter successivamente migliorare la circolarità e l’efficienza degli stessi (per maggiori informazioni sugli studi LCA condotti e pianificati dal Gruppo, si rimanda al capitolo E5 – Uso delle risorse ed economia circolare). Inoltre, secondo quanto pianificato, nel 2025 è stato avviato uno studio di fattibilità tecnico-economica per progetti di efficientamento idrico degli umidificatori CAREL, a cui seguirà una fase di sviluppo tecnico tra il 2026 e il 2028 che si concentrerà sull’affinamento di nuovi algoritmi per il funzionamento dei prodotti Le risorse finanziarie destinate alla realizzazione della fase di sviluppo tecnico del progetto saranno definite a conclusione dell’analisi di fattibilità. OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALL’ACQUA 132 ESRS E3-3 La tabella seguente riporta in maniera sintetica i target volontari legati all’utilizzo delle risorse idriche, definiti dal Gruppo nell’ambito del Piano di Sostenibilità 2025-2028 e in linea con i principi e gli impegni 131 Il Codice di Condotta Fornitori non tratta le seguenti tematiche: la progettazione di prodotti e servizi nell’ottica di affrontare i problemi connessi alle acque e l’impegno a ridurre il consumo idrico rilevante nelle zone a rischio idrico. 132 Attraverso il processo di valutazione di sostenibilità dei fornitori, CAREL monitora le azioni attuate dai fornitori per gestire e mitigare gli impatti legati alle risorse idriche nella catena di fornitura. Non è stato ritenuto necessario identificare ulteriori azioni ed obiettivi specifici connessi al tema degli scarichi idrici.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 110 espressi nella Politica. Il monitoraggio dello stato di raggiungimento di questi target consente di valutare l’attuazione e l’efficacia delle iniziative programmate: OBIETTIVI PER LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE Descrizione dell’obiettivo KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi 133 Raggiungere il 60% delle categorie di prodotto del Gruppo CAREL valutate attraverso studi Life Cycle (LCA), tra cui uno o più assessment condotti sulle gamme di umidificatori isotermici e adiabatici, entro il 2028. % di categorie di prodotto valutate attraverso studi LCA 2023 | 8% 2025 | 38% 134 Condurre studi LCA specifici sui prodotti consente di ottenere informazioni fondamentali sui diversi impatti ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita, tra cui il consumo idrico necessario per il loro funzionamento, per poter poi effettuare scelte strategiche informate al fine di ridurre tale impatto ambientale. Raggiungere, entro il 2028, un valore di efficienza idrica degli umidificatori isotermici superiore al 90%. % di efficienza idrica 2024 | 70% 135 2025 | 70% L'obiettivo di miglioramento dell’efficienza degli umidificatori ha il fine di ridurre il consumo di acqua conseguente all’utilizzo dei prodotti CAREL. 133 Alla luce della natura degli obiettivi riportati, non risulta applicabile indicare se essi siano basati su dati scientifici certi. Inoltre, gli obiettivi identificati fanno riferimento a prodotti CAREL che vengono utilizzati in tutto il mondo, incluse pertanto anche zone a stress idrico. 134 L’obiettivo segue la pianificazione stabilita, con un totale di cinque categorie coperte al 2025. Nel 2024, tale percentuale si attestava al 15%. 135 Il valore base dell’obiettivo, pari all’85% nel 2024, è stato ricalcolato sulla base di studi più approfonditi e dettagliati sull’attuale efficienza idrica degli umidificatori isotermici, non disponibili al momento della definizione dell’obiettivo. La variazione del valore base non influisce sul valore target impostato. Lo status delle attività si attesta in linea con quanto programmato.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 111 E5: USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE POLITICHE DI IMPEGNO ESRS E5-1 La Politica di Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità del Gruppo identifica la tutela dell’ambiente e la salvaguardia delle risorse naturali come obiettivi prioritari. Minimizzare gli impatti verso l’ambiente impegnandosi a migliorare continuamente i propri processi al fine di ridurre gli impatti sull’ambiente e sul territorio circostante è infatti centrale nell’attività del Gruppo. Tramite la Politica, CAREL promuove l’ottimizzazione dell’utilizzo di materie prime, riducendo sprechi e rifiuti, e si impegna nel ricercare nuove soluzioni che consentano l'uso di materiali riciclabili e da fonti biologiche; inoltre dichiara l’impegno anche sull'ottimizzazione della gestione dei rifiuti prodotti, con particolare attenzione ai rifiuti pericolosi. CAREL non si limita però a minimizzare gli impatti delle proprie attività produttive, ma vuole contribuire, nello svolgimento della propria attività industriale, alla promozione dello sviluppo scientifico e tecnologico sostenibile sia a livello di processi che di prodotti, volto alla protezione ambientale e alla salvaguardia delle risorse. Il Gruppo, infatti, considera gli aspetti connessi alla tutela ambientale anche nella progettazione e nello sviluppo di sistemi, prodotti e processi, valutando il potenziale impatto lungo l’intero ciclo di vita ed in particolare nelle fasi di utilizzo e fine vita. L’impegno di natura politica del Gruppo si estende anche alla catena di fornitura, attraverso la condivisione del Codice di Condotta Fornitori, con cui CAREL richiede ai fornitori di mettere in atto iniziative volte al miglioramento delle proprie prestazioni ambientali, quali ad esempio programmi di riutilizzo, riciclo e riduzione dei rifiuti. Nello specifico, il fornitore deve impegnarsi ad utilizzare in modo responsabile le risorse necessarie al proprio ciclo produttivo attraverso processi produttivi che mirano alla riduzione degli sprechi delle risorse naturali e che promuovono il riciclo e il riutilizzo delle stesse oltre che prediligere un approvvigionamento locale quando possibile. I fornitori sono invitati a collaborare riducendo al minimo la produzione di rifiuti attraverso pratiche quali il riutilizzo, il riciclaggio dei materiali e la promozione dell’economia circolare, oltre a gestire in modo responsabile i rifiuti prodotti. Inoltre, ai fornitori è richiesto di identificare, etichettare e gestire le sostanze chimiche, i rifiuti e altri materiali pericolosi per l'uomo o per l'ambiente, garantendo la loro manipolazione, movimentazione, stoccaggio, uso, riciclaggio o riutilizzo e smaltimento in condizioni di sicurezza, nel rispetto della normativa vigente. Infine, CAREL invita i fornitori a partecipare attivamente alle iniziative di formazione, comunicazione e sviluppo delle opportunità di miglioramento delle performance ambientali promosse dall'azienda. Inoltre, il nuovo questionario di sostenibilità, introdotto nel corso del 2025, nell’ambito dell’assessment “light” (per maggiori informazioni si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’Impresa), richiede ai fornitori di fornire informazioni sulle iniziative adottate per la riduzione degli impatti sulle risorse naturali, nonché di condividere la documentazione relativa a politiche e/o certificazioni ambientali. RISORSE IN INGRESSO ED ECONOMIA CIRCOLARE ESRS E5-2, ESRS E5-4 Le principali categorie di acquisto del Gruppo sono rappresentate dai componenti elettronici (e.g. microprocessori, che sono componenti critici; resistenze; condensatori; etc.) ed elettromeccanici (e.g. trasformatori, teleruttori, interruttori, etc.), dai componenti meccanici (componenti sia in plastica che in metallo), dai semilavorati metallici e dai prodotti finiti che vengono poi rivenduti (e.g. supervisori, display, sensori, accessoristica, etc.). Nell’ambito del materiale acquistato del Gruppo rientra anche il packaging utilizzato per il confezionamento e la spedizione dei prodotti. Infine, impianti e macchinari utilizzati nelle varie fasi della produzione dei prodotti costituiscono un flusso in ingresso costante e distribuito nel corso dell’anno. Nel 2025, CAREL ha acquistato un totale di circa 14.027,70 tonnellate tra materiali, prodotti intermedi e prodotti finiti per le sue attività produttive. Di questi - considerando non biologici e non riciclati tutti i materiali e prodotti di cui non sono disponibili dati puntuali - circa 2.440 tonnellate (il 17,4%) sono
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 112 considerate di origine biologica (ad esempio carta e cartone, legno, cotone) e circa 11.587 tonnellate sono materiali tecnici. Inoltre, circa 1.031 tonnellate sono costituite da componenti secondari riciclati (7,4%) e 1.978 tonnellate da materiali biologici di origine certificata che provengono da una filiera sostenibile (14,1%). 136 Il Gruppo non utilizza prodotti o materiali intermedi secondari per i propri prodotti. Tra i flussi di materiali in ingresso non si registrano sovrapposizioni tra le categorie di materiali riutilizzati e riciclati. La maggior parte dei materiali biologici acquistati dal Gruppo è costituita dal packaging, che nel 2025 ammonta a circa 2.490 tonnellate. Per valutare nello specifico l’incidenza del packaging dei prodotti CAREL e per individuare le aree di miglioramento al fine di garantire prodotti certificati a basso impatto, anche per il 2025 sono state analizzate le caratteristiche del packaging acquistato dai plant, quando disponibili dati primari e dettagliati. Rispetto al 2024, nel 2025 l'analisi è stata ampliata ai seguenti plant: CAREL Industries, CAREL Electronic, CAREL South America, CAREL USA, CAREL Adriatic, Enginia, Recuperator, Klingenburg International, Hygromatik e Arion. Analizzando dunque il packaging in ingresso, emerge che il principale contributo in peso è dato dalla categoria di carta e cartone (53,9% sul totale del pack acquistato), che è costituita in media dal 74,1% di materiale riciclato e dal 74,9% di materiale di origine certificata. Il secondo materiale per ordine di peso è il legno (44,0% sul totale del pack acquistato), che presenta l'88,8% di origine certificata e il 2,4% di contenuto riciclato. Infine, la plastica - che costituisce un elemento residuale in quanto pari a circa il 2,0% in peso sul totale degli imballaggi - presenta una componente di riciclato medio del 17,6%. Complessivamente, anche per il 2025 si conferma la quota minimale di plastica rispetto agli altri imballaggi utilizzati, in linea con l’obiettivo di riduzione progressiva della stessa, in particolare dalle soluzioni di imballaggio utilizzate da CAREL Industries e CAREL Adriatic. In linea con l’obiettivo della Politica di considerare gli aspetti connessi alla tutela ambientale anche nella progettazione e nello sviluppo dei prodotti, valutando il potenziale impatto lungo l’intero ciclo di vita, CAREL ha pianificato e sta conducendo analisi LCA (Life Cycle Assessment) approfondite al fine di analizzare progressivamente le categorie più importanti di prodotti immessi sul mercato. Tali analisi consentono di prendere coscienza dei diversi impatti generati dai prodotti lungo il corso della loro vita, inclusi quelli derivanti dal consumo di materie prime, per prendere poi decisioni informate e mirate a ridurre tali impatti. Gli studi LCA sono infatti uno strumento cruciale, poiché permettono di analizzare e quantificare l’impronta ambientale di un prodotto, dalla fase di estrazione delle materie prime fino alla sua dismissione o riciclo, considerando tutte le fasi intermedie, come la produzione, la distribuzione e l’utilizzo. Questo tipo di valutazione è essenziale per indirizzare le azioni aziendali finalizzate a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti, incluse le scelte allineate ai principi di economia circolare. Il percorso è iniziato nel 2022, quando è stato condotto uno studio di Lyfe Cycle Assessment su un inverter, che rappresenta un prodotto significativo della gamma di produzione CAREL. L’obiettivo principale dello studio LCA Screening è stato quello di valutare, con il metodo cd. “Cradle-to-Grave” (dalla culla alla tomba), i potenziali benefici e gli impatti ambientali legati all’inverter CAREL. Lo screening LCA eseguito ha compreso gli aspetti relativi all’estrazione delle materie prime, alla produzione dei diversi componenti elettrici, alla fase di produzione dell’Inverter, alle fasi di utilizzo e di fine vita. A cavallo tra il 2024 e il 2025 sono stati condotti due ulteriori studi LCA, che hanno avuto ad oggetto due gamme di umidificatori isotermici e un recuperatore di calore. A seguire, nel 2025 sono stati oggetto di analisi altri due prodotti: uno dei principali dispositivi di controllo elettronico e un modello di elettrovalvola rappresentativo dell’intera categoria. Questo percorso di analisi, formalizzato all’interno del Piano di Sostenibilità, prevede un ampliamento progressivo (includendo anche umidificatori adiabatici, quadri elettrici e serrande) con l’obiettivo di ottenere una mappatura generale degli impatti ambientali delle categorie principali dei prodotti del Gruppo. Gli studi consentiranno di identificare le aree critiche nell’intero ciclo di vita dei prodotti, non solo in relazione alle emissioni di gas ad effetto serra generate, ma anche in relazione agli impatti sull’inquinamento, sul consumo idrico e sulla produzione e gestione dei rifiuti. L’obiettivo di tali studi è ottenere una baseline numerica per l’ecodesign ed il confronto con le gamme successive. Per completare gli studi LCA, CAREL ha già destinato, oltre alle risorse interne dedicate al progetto, 45 migliaia di euro in OpEx nel 2024, 22,4 137 migliaia di euro nel 2025 e ha previsto 136 Si segnala che i dati relativi ai materiali acquistati provengono da un’estrazione da gestionale aziendale. Sono stati stimati i dati per i seguenti plant: Alfaco, Arion, Enginia, Hygromatik, Recuperator, Senva. Si precisa che, ai fini della presente analisi, è stata adottata l'assunzione che il 100% dei prodotti appartenenti alle categorie Carta e Cartone, Legno e Tessuti sia di origine biologica. 137 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 113 a Piano una spesa di circa 95 migliaia di euro in OpEx per la realizzazione degli studi nei prossimi 2 anni. Si precisa che gli importi dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Nella propria Politica Ambientale, CAREL riporta il proprio impegno nel ricercare soluzioni alternative all’uso di risorse vergini, che consentano quindi l’impiego di materiali riciclati e da fonti rinnovabili, nel rispetto degli imprescindibili requisiti di qualità e sicurezza. A conferma di ciò, sono diverse le iniziative attuate e pianificate che mostrano gli sforzi messi in atto in questa direzione. Come previsto dal Piano di Sostenibilità, nel 2025 è stata avviata presso la Capogruppo un’analisi di fattibilità per la valutazione dell’utilizzo di materiale riciclato nei prodotti e nel packaging. L’analisi, che proseguirà anche nel 2026, mira alla mappatura e riorganizzazione dei dati di base e alla selezione di KPI chiave, per i quali verranno poi identificati specifici target, come ad esempio l’aumento del materiale riciclato utilizzato nelle seguenti macrocategorie merceologiche: plastiche, alluminio e packaging. Tale attività, unita agli studi LCA realizzati e pianificati in Carel Industries, Enginia e Recuperator, è alla base dell’eco-progettazione, ovvero un approccio alla progettazione e sviluppo dei prodotti che tiene in considerazione diversi elementi quali l’impatto ambientale dei materiali utilizzati, la riciclabilità e la riparabilità dei prodotti al fine di allungarne la vita utile. Lo studio consentirà anche di sviluppare internamente degli indici di disassemblaggio, riparabilità e rigenerabilità dei prodotti, da utilizzare come base per un miglioramento continuo dell’impatto ambientale dei prodotti, misurabile attraverso la definizione di specifici obiettivi. CAREL ha preventivamente stimato un investimento di circa 50 migliaia di euro in OpEx per il 2026 per portare a termine lo studio di fattibilità, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Per quanto riguarda nello specifico la gestione del packaging, CAREL persegue l’impegno nel diminuire il proprio impatto ambientale, mantenendo il livello di materiale certificato FSC o PEFC, aumentando il contenuto di materiale riciclato utilizzato negli imballaggi e diminuendo costantemente l’uso della plastica, sia non riciclabile che riciclata. Gli imballi green rientrano nell’ambito di un insieme di azioni volte a efficientare le soluzioni CAREL a 360° definendo un continuum tra contenuto e contenitore; è in quest’ottica che, presso gli stabilimenti di CAREL Industries e CAREL Adriatic, molti imballi in plastica sono stati sostituiti da scatole di cartone e legno certificato FSC o PEFC. Insieme ai fornitori è stata studiata una soluzione che consente di avere imballi sicuri e resistenti, e al contempo rispettosi dell’ambiente. L’acquisto di materiale certificato FSC o PEFC dimostra l’impegno concreto di CAREL nell’approvvigionamento sostenibile delle risorse rinnovabili. A partire dal 2025, inoltre, in linea con le linee guida e procedure adottate, nei plant di CAREL Industries e CAREL Adriatic vige l’obbligo di evitare l’utilizzo della plastica nelle nuove tipologie di imballaggio, salvo casi ove non sia praticabile la sostituzione per motivazioni tecniche quali esigenze di antistaticità o di protezioni straordinarie. Nel 2025, sia nei plant di CAREL Industries che CAREL Adriatic tutte le nuove soluzioni di imballaggio create sono state progettate prive di plastica. Inoltre, nelle stesse società, sempre a partire dal 2025 è stata incentivata ulteriormente la minimizzazione del quantitativo di aria trasportata e la progettazione di nuovi imballaggi ottimizzati. Tutte queste attività permettono di ridurre l’approvvigionamento a monte di materiali plastici e lo smaltimento di rifiuti a valle, riducendo pertanto il relativo impatto ambientale. La minimizzazione dell’aria trasportata porterà inoltre alla riduzione degli ingombri degli imballaggi, consentendo così l’ottimizzazione dei trasporti. OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLE RISORSE IN ENTRATA ESRS E5-3 OBIETTIVI IN AMBITO ECONOMIA CIRCOLARE 138 Descrizione dell’obiettivo KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi Raggiungere il 60% delle categorie di prodotto del Gruppo CAREL valutate attraverso studi Life % delle categorie di prodotto valutate 2023 | 8% 38% 140 Condurre studi LCA specifici sui prodotti consente di ottenere informazioni fondamentali sui diversi impatti ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita, tra cui le emissioni di gas ad effetto serra derivanti dalle materie prime / semilavorati utilizzati e i rifiuti generati, per 138 Gli obiettivi riportati fanno riferimento ad obiettivi facoltativi e non imposti dalla normativa. 140 L’obiettivo segue la pianificazione stabilita, con un totale di cinque categorie coperte al 2025. Nel 2024, tale percentuale si attestava al 15%.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 114 Cycle (LCA), entro il 2028. 139 attraverso studio LCA poter poi effettuare scelte strategiche informate al fine di ridurre tali impatti ambientali tramite l’eco-progettazione e l’utilizzo di materiali alternativi. LA GESTIONE DEI RIFIUTI ESRS E5-1, ESRS E5-2, ESRS E5-5 Tramite la propria Politica Ambientale, CAREL dichiara il proprio impegno verso la riduzione di rifiuti e scarti derivanti dalle attività produttive, al fine di contribuire a mantenere le risorse all’interno del sistema il più a lungo possibile, e promuove una progettazione di prodotto che punti ad alti tassi di riparabilità, disassemblaggio e riciclo al termine della vita utile. Grazie all’implementazione di un sistema di gestione ambientale, CAREL Industries garantisce la corretta gestione operativa dei rifiuti, dalla generazione nei reparti produttivi o nelle aree office, allo stoccaggio presso i depositi temporanei negli stabilimenti, fino all’esitazione presso impianti di stoccaggio e trattamento esterni, al fine di rispettare i requisiti delle normative vigenti e favorire alti tassi di riciclo. Alla luce di questo, CAREL ha incluso i sistemi di gestione ambientale nella propria Politica, identificandoli come lo strumento chiave per raggiungere la massima efficienza nella riduzione, gestione ed esitazione dei rifiuti. Annualmente, i dati relativi ai rifiuti prodotti dai plant produttivi e dai magazzini 141 del Gruppo vengono raccolti ed analizzati dalla Capogruppo, al fine di calcolare l’impatto derivante dalla gestione degli stessi. La raccolta delle informazioni avviene mediante un contatto diretto tra la Capogruppo e i singoli plant al fine di ottenere dati su: • le tipologie di rifiuti prodotti, ovvero il materiale di cui sono composti (es. carta, plastica, RAEE, etc.) e le eventuali caratteristiche di pericolo, che sono determinate dal processo produttivo da cui il rifiuto è generato; • le quantità prodotte per ogni tipologia di rifiuto; • la destinazione a fine vita e le percentuali di riciclo. Per tutto il perimetro considerato, le informazioni sulle tipologie e quantità di rifiuti generati vengono raccolte direttamente dai gestionali aziendali o dai sistemi di archiviazione dati, mentre i dati sulla destinazione a fine vita e i relativi trattamenti vengono richiesti direttamente agli smaltitori ai quali viene affidato il rifiuto 142 . Nel 2025 sono stati prodotti dal Gruppo un totale di circa 2.594 tonnellate di rifiuti. Di questi, sono stati mandati a riciclo 2.314 tonnellate di rifiuti, mentre 280 tonnellate (che rappresentano meno dell’11% del totale) sono state destinate ad altre operazioni di smaltimento. 139 Alla luce della natura degli obiettivi riportati, non risulta applicabile indicare se essi siano basati su dati scientifici certi 141 Si segnala che è escluso dall’analisi l’HUB logistico di Vescovana, in quanto – al contrario degli altri magazzini inclusi nel perimetro di rendicontazione – non è di proprietà di CAREL, bensì di terzi, che mettono a disposizione di diverse aziende il servizio di immagazzinamento e smistamento in vista della spedizione. L’HUB dunque non rientra nel perimetro di rendicontazione ed eventuali rifiuti prodotti in loco non sono in carico a CAREL o riconducibili alle sue attività. 142 Là dove gli smaltitori non abbiano fornito risposta relativamente ai rifiuti gestiti nel 2025 si è provveduto a utilizzare le percentuali di avvio a recupero/riciclo/smaltimento del 2024.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 115 RIFIUTI GENERATI E TIPOLOGIA DI SMALTIMENTO (TON) 2025 2024 Tipologia Open- loop Close- loop Combus tione Discaric a Totale Open- loop Close- loop Combus tione Discaric a Totale Carta e Cartone 283,53 388,20 31,14 0,00 702,87 301,43 78,36 2,04 0,00 381,83 Plastica 73,41 34,86 57,13 0,50 165,90 141,91 182,06 30,93 0,00 354,90 Metallo 679,47 413,92 0,07 4,14 1.097,60 589,22 388,32 176,6 34,61 1.012,33 Legno 197,28 83,73 66,13 0,06 347,20 106,82 147,85 0,00 0,00 254,67 Altro (include liquidi) 8,20 120,72 36,71 71,89 237,51 47,01 77,92 62,55 7,83 195,30 Mat. Elettrico / Batterie 29,97 0,52 11,70 0,99 43,19 21,39 4,12 7,97 1,96 35,44 Totale 1.271,85 1.041,94 202,89 77,58 2.594,26 1.207,79 878,63 103,67 44,40 2.234,48 La composizione dei rifiuti è strettamente correlata alle tipologie di prodotti realizzati nei vari plant. Analizzando le categorie principali si trovano dunque: metalli (ferrosi e non, 42% del totale); carta e cartone (27%), plastica (6%) e legno (13%), questi ultimi particolarmente correlati ai rifiuti da imballaggi dei materiali in ingresso. Queste categorie coprono quasi il 90% del totale dei rifiuti. Seguono, in percentuali minori, rifiuti particolari legati a specifiche attività (es. materiali da costruzione, olii, ecc); rifiuti misti (quali ad esempio imballaggi misti o poliaccoppiati); acque di lavaggio o di processo; batterie e RAEE di varie dimensioni (dalla piccola componentistica e cavi a macchinari completi). Dall’analisi è inoltre emerso che poco più del 3% (circa 86 tonnellate) del totale dei rifiuti generati è rappresentato da rifiuti pericolosi, di cui buona parte viene comunque inviata a trattamento di riciclo 143 . RIFIUTI GENERATI (TON) 2025 2024 Rifiuti deviati dallo smaltimento Rifiuti totali 2.313,79 2.086,41 Rifiuti pericolosi 70,08 40,60 Preparazione per il riutilizzo 0,00 0,00 Riciclaggio 70,08 40,60 Altre operazioni di recupero 0,00 0,00 Rifiuti non pericolosi 2.243,72 2.045,81 Preparazione per il riutilizzo 0,00 0,00 Riciclaggio 2.243,72 2.045,81 Altre operazioni di recupero 0,00 0,00 Rifiuti destinati allo smaltimento Rifiuti totali 280,47 148,07 Rifiuti pericolosi 15,79 58,61 Incenerimento 13,26 55,71 Smaltimento in discarica 2,53 2,90 Altre operazioni di smaltimento 0,00 0,00 Rifiuti non pericolosi 264,68 89,46 Incenerimento 189,63 47,96 Smaltimento in discarica 75,05 41,50 Altre operazioni di smaltimento 0,00 0,00 Il trend dal 2024 al 2025 mostra alcune variazioni significative, tra le quali la riduzione della quota di plastica e l’aumento contestuale della quota di carta e cartone, o la maggior percentuale di rifiuti pericolosi deviati dallo smaltimento. Questi scostamenti sono dovuti principalmente a variazioni nel mix dei prodotti venduti che si riflettono nelle varie categorie di rifiuti prodotti. Altre variabili che possono avere impatto sulla produzione di rifiuti sono le attività straordinarie e non ripetitive, quali lavori edili o smaltimenti di 143 Nel biennio 2024-2025 non sono stati prodotti rifiuti radioattivi.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 116 ingombranti (macchinari, mobilio, ecc). Grazie anche alle indicazioni emerse dall’analisi dei rifiuti, dal 2023 è stato possibile rivedere con i fornitori di servizi le modalità di conferimento, richiedendogli di intensificare la separazione e l’invio a recupero (riciclo e incenerimento) piuttosto che l’invio a discarica. Prosegue anche nel 2025 il progetto di valorizzazione delle plastiche, avviato nel 2022 e finalizzato a migliorare la separazione dei rifiuti plastici dei processi industriali. Grazie alla separazione dei rifiuti plastici in tre stream distinti, è stato possibile valorizzare alcune particolari plastiche (quali rolle e stecche) e ridurre la quota di imballi misti presso la Capogruppo. Nel 2025 il tasso di differenziazione si è mantenuto stabile rispetto al 2024 con un 34% di frazione plastica e un 66% di frazione mista sul totale degli imballaggi. Analizzando in particolare la frazione plastica, il 7% è rappresentato da rolle e stecche. La suddivisione delle plastiche attuate presso la Capogruppo si accompagna al rafforzamento delle modalità di gestione dei flussi, realizzato grazie all’identificazione di specifiche aree identificate come “punti di raccolta” e “depositi temporanei” e attraverso l’utilizzo di contenitori segregati, scelti sulla base della tipologia di rifiuto da contenere per garantire la piena sicurezza contro possibili contaminazioni di matrice ambientale. Nel Piano di Sostenibilità è stato inoltre pianificato il progetto “Zero Carta”. Il progetto mira a ridurre significativamente i rifiuti di carta di varia origine, grazie a diverse iniziative da implementarsi tra il 2025 e il 2027. In particolare, presso CAREL Industries nel 2025 sono state portate a termine le seguenti attività che non hanno hanno previsto opex significative e che hanno permesso di risparmiare, nel corso dell’anno, più di 1.000 kg di carta: • riduzione della grammatura della carta da stampa; • eliminazione completa dei documenti di trasporto non obbligatori per le tratte dalla Capogruppo all’Hub di Vescovana. • Sempre presso CAREL Industries, nel 2025 è stata avviata un’analisi di fattibilità per l’implementazione di un sistema che consenta di digitalizzare gli Ordini di Lavoro, attualmente gestiti in formato cartaceo. Salvo modifiche derivanti dagli esiti della fattibilità, la fase successiva del progetto prevede lo svolgimento di test presso la Capogruppo, da espandere poi a CAREL Electronic e CAREL Adriatic. Nel corso dell’anno di rendicontazione sono state identificate e integrate nel Piano nuove iniziative inerenti al progetto “Zero Carta”. Tali iniziative, da implementarsi presso CAREL Industries nel medio termine, includono: • l’eliminazione della carta utilizzata dai manutentori a favore di panni lavabili e riutilizzabili; • la sostituzione delle salviette di carta per l’asciugatura delle mani a favore di asciugamani elettrici ad aria; • l’eliminazione delle salviette per vassoi e delle buste in carta per posate all’interno della mensa aziendale, a favore di soluzioni che garantiscano i medesimi standard di igiene e sicurezza. La riduzione del rifiuto cartaceo derivante da tali azioni verrà monitorata tramite il controllo degli acquisti delle diverse tipologie di carta e i volumi di rifiuti prodotti associati a carta e cartone. In parallelo alle attività sopra riportate, inoltre, entro la fine del 2026 è stata prevista la conduzione di uno studio di fattibilità per indagare la possibilità di digitalizzare le informazioni di prodotto cartacee incluse del packaging dei prodotti, previa verifica delle normative vigenti. La digitalizzazione di tali informazioni consentirebbe di ridurre le quantità di carta contenute nell’imballaggio del prodotto e, di conseguenza, anche l’approvvigionamento di materia prima (carta da stampa) e il flusso di rifiuti che ne deriva a valle. L’esito dello studio di fattibilità determinerà la programmazione operativa e temporale delle azioni successive. Le iniziative legate al progetto “Zero Carta” richiederanno, oltre al coinvolgimento del personale dipendente, circa 20 migliaia di euro di OpEx per l’adattamento del parco corrieri e il test pilota per l’applicazione degli ODL digitalizzati presso la Capogruppo, oltre che risorse non significative per l’installazione di asciugamani elettrici e la sostituzione della carta per manutenzione con un servizio di
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 117 panni lavabili e riutilizzabili. Tali risorse dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA GESTIONE DEI RIFIUTI ESRS E5-3 OBIETTIVI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI 144 Descrizione dell’obiettivo KPI di monitoraggi o Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi 145 ) Risparmiare almeno 1000 kg di carta all’anno in CAREL Industries tra il 2026 e il 2027 146 . Kg di carta risparmiati 2024 | 0 2025 | 1.055 147 La riduzione dell’uso di carta consente di raggiungere un duplice obiettivo: da un lato, ridurre i rifiuti generati, e di conseguenza i consumi energetici e le relative emissioni in atmosfera derivanti dalla gestione degli stessi, e, dall’altro, evitare il consumo di risorse naturali, l’utilizzo del suolo e il consumo energetico necessario per la produzione di carta. 144 Gli obiettivi riportati fanno riferimento ad obiettivi facoltativi e non imposti dalla normativa. 145 Non sono stati identificati altri obiettivi relativi alla gestione dei rifiuti. 146 L’obiettivo si riferisce al livello “prevenzione” della gerarchia dei rifiuti. Alla luce della natura degli obiettivi riportati, non risulta applicabile indicare se essi siano basati su dati scientifici certi. 147 Il risparmio di carta ottenuto è in linea con l’obiettivo identificato ed è stato raggiunto grazie all’implementazione delle iniziative di riduzione della grammatura della carta per stampanti e l’eliminazione delle bolle cartacee per i trasporti da CAREL Industries all’HUB di Vescovana.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 118 S1: FORZA LAVORO PROPRIA ESRS S1 SBM-1, ESRS S1-6, ESRS S1-7, ESRS S1-12 La forza lavoro di CAREL è composta da dirigenti (executive), impiegati (white collar) e operai (blue collar). Nel 2025 il Gruppo ha impiegato un totale di 2.709 148 lavoratori dipendenti, in aumento del 4,5% rispetto all’anno precedente. Questa crescita organica, che ha interessato in particolare il personale operativo, è legata alla crescita del business. Il 34% dei dipendenti del Gruppo è rappresentato da donne. Il Gruppo si avvale inoltre di lavoratori non dipendenti, nello specifico lavoratori in somministrazione, impiegati principalmente in attività di produzione, logistica e magazzino, che nel 2025 sono stati 208 (164 nel 2024) 149 :la fluttuazione del numero di lavoratori non dipendenti è legata all’andamento del carico di lavoro, come conseguenza diretta dell’andamento del business del Gruppo. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, in linea con gli anni precedenti, poco più della metà dei dipendenti è impiegato in Europa Occidentale (53%), circa il 18% nell’area Europa dell’Est, Medio Oriente e Africa, circa il 15% nell’area APAC e il restante 14% in America del Nord e del Sud 150 . NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER GENERE 2025 2024 Donne Uomini Altro Non comunic ato Totale Donne Uomini Altro Non comunic ato Totale Numero totale di dipendenti 916 1.793 0 0 2.709 151 872 1.720 0 0 2.592 NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER FASCIA D’ETÀ 2025 2024 < 30 30 – 50 > 50 Totale < 30 30 – 50 > 50 Totale Numero di dipendenti 382 1.531 796 2.709 334 1.524 734 2.592 NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER PAESE 152 2025 2024 Numero totale di dipendenti Numero totale di dipendenti Italia 977 958 Cina 296 285 Croazia 294 266 Stati Uniti 278 258 Il numero di dipendenti che hanno lasciato il Gruppo nel 2025 è stato pari a 287; per un tasso di avvicendamento di circa l’11% (nel 2024 avevano lasciato l’azienda 331 dipendenti, per un tasso del 13%). In ottemperanza alla legge italiana, la Capogruppo porta avanti la pianificazione di percorsi di inserimento nella forza lavoro di individui in condizioni di particolare vulnerabilità e personale diversamente abile. 148 I dati riferiti ai lavoratori dipendenti sono riportati come numero di persone alla fine del periodo di riferimento. 149 I dati riferiti ai lavoratori non dipendenti sono riportati come numero di persone medio nel periodo di riferimento. 150 La ripartizione dei dipendenti per area geografica è riportata per contestualizzare gli indicatori relativi al personale presentati nel presente Capitolo, tenendo conto dei differenti quadri normativi e delle condizioni di mercato delle aree in cui il Gruppo opera. Le percentuali riportate sono calcolate considerando la totalità dei dipendenti del Gruppo. 151 Il numero totale di dipendenti al 31/12/2025 riportato corrisponde al valore presentato alla nota 27 del Conto Economico Consolidato. 152 Il dato è riportato per i Paesi in cui sono impiegati 50 o più dipendenti che rappresentano almeno il 10% del numero totale di dipendenti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 119 In tutto il Gruppo c’è una sensibilità e una proattiva attenzione all’inclusione di personale con queste caratteristiche. PERCENTUALE DI DIPENDENTI CON DISABILITÀ 2025 2024 Donne 1% 1% Uomini 1% 1% Totale 2% 2% POLITICHE DI IMPEGNO ESRS S1-1 Per formalizzare l’impegno verso la diffusione di una cultura basata sul rispetto dei diritti e sulla valorizzazione della diversità, e al contempo gestire gli impatti, i rischi e le opportunità connessi alla forza lavoro propria nel suo complesso, il Gruppo si è dotato delle seguenti Politiche: Politica sui Diritti Umani, Politica sulla Diversità, Politica sulla Parità di Genere e Politica Ambientale, della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di assicurarsi che le proprie pratiche non causino o contribuiscano a causare impatti negativi rilevanti sulla forza lavoro propria. La responsabilità di supervisione sull’attuazione di tali Politiche è in capo al Consiglio di Amministrazione, mentre la responsabilità quotidiana di attuare gli impegni assunti tramite le stesse spetta alle Funzioni HR e HSE. Infine, la Funzione Legal & Corporate Affairs e l’Organismo di Vigilanza (di seguito anche “OdV”) hanno la responsabilità di verificare la corretta applicazione di tali impegni. Tutti i dipendenti delle Società del Gruppo che utilizzano una soluzione digitalizzata per la gestione del personale 153 , al momento dell’assunzione ricevono una formazione specifica, erogata attraverso la piattaforma e-learning di Gruppo, sulle presenti Politiche, le quali sono anche rese disponibili nel sito aziendale. Inoltre, i partner commerciali e altre terze parti vengono informati e invitati al rispetto di tali Politiche attraverso clausole di richiamo riportate nelle condizioni generali di acquisto e vendita e nei contratti. POLITICA SUI DIRITTI UMANI La Politica sui Diritti Umani definisce i principi e gli impegni per il rispetto dei diritti umani fondamentali e delle condizioni di lavoro basilari, adottati da CAREL Industries e dalle Società da questa controllate, al fine di contribuire alla creazione di un valore sostenibile attraverso professionalità, legalità, moralità, dignità ed eguaglianza. Tale Politica non è vincolante solo per le Società appartenenti al Gruppo CAREL in tutte le aree geografiche in cui queste operano, ma anche per i partner commerciali, i fornitori e tutti i principali Stakeholder. I principali Stakeholder sono da intendersi, a titolo non esaustivo, tutti quei soggetti che agiscono in nome e per conto delle imprese collegate, controllate e partecipate in tutte le aree geografiche in cui opera il Gruppo. Si riportano di seguito i principali impegni espressi nel documento: • rifiuto di qualsiasi forma di lavoro minorile, lavoro forzato, molestia o discriminazione 154 ; • promozione e tutela della salute e sicurezza sul lavoro; • incoraggiamento allo sviluppo e crescita professionale di ciascun dipendente, attraverso la promozione di principi di equità e inclusione; • riconoscimento di condizioni di lavoro adeguate (inclusi una remunerazione adeguata e orari di lavoro dignitosi) e della libertà di associazione; • rispetto della privacy relativa alle informazioni personali. Nell’adottare la presente Politica, CAREL definisce i propri principi in conformità con: 153 Le Società del Gruppo che non utilizzano una soluzione digitalizzata per la gestione del personale sono: Klingenburg Germania, KIONA Group, Arion, Sauber, Klingenburg International, CAREL Ukraine, CFM, Eurotec e Senva. 154 A partire dal 2022 Carel UK, in compliance con l’UK Modern Slavery Act - la legge britannica sulla schiavitù moderna –, ha inoltre predisposto una Dichiarazione attraverso la quale descrive le misure adottate per garantire che la schiavitù e la tratta di esseri umani siano assenti dalle attività commerciali e dalla catena di approvvigionamento.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 120 • la Carta Internazionale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, comprensiva della Dichiarazione Universale dell’ONU sui Diritti Umani, della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e della Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali; • la Dichiarazione sui Principi e i Diritti Fondamentali del Lavoro dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e le relative Convenzioni; • la Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo; • il Decreto Legislativo 231/2001. POLITICA SULLA DIVERSITÀ La Politica sulla Diversità definisce i principi e gli impegni per il rispetto della diversità, dell’inclusione e delle pari opportunità nei luoghi di lavoro, adottati da CAREL e dalle Società da questa controllate, direttamente o indirettamente, per contribuire alla creazione di un valore sostenibile attraverso professionalità, legalità, moralità, dignità ed eguaglianza. Tale Politica deve ritenersi vincolante per tutti i dipendenti, i responsabili, i collaboratori (e.g. consulenti, agenti) e gli esponenti aziendali di tutte le Società appartenenti al Gruppo CAREL, oltre che i principali Stakeholder, come definiti sopra, inclusi i fornitori significativi. Nell’adottare la presente Politica, il Gruppo CAREL si ispira ai medesimi riferimenti normativi e principi internazionali in materia di diritti umani e lavoro riportati sopra con riferimento alla Politica sui Diritti Umani. Di seguito sono riportati i principi adottati dal Gruppo al fine di promuovere la diversità: • non discriminazione: il Gruppo non tollera molestie o offese né alcun tipo di discriminazione dovuta a nazionalità, razza, colore della pelle, sesso, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità, età, religione, opinioni politiche; • pari opportunità: il Gruppo promuove lo sviluppo professionale di ogni dipendente e, ispirandosi ai principi di equità e pari opportunità di fronte a qualsiasi tipo di diversità, garantisce la non discriminazione in tutti gli ambiti lavorativi e agisce nel rispetto dei principi di meritocrazia; • inclusione: il Gruppo promuove l'inclusione e l'integrazione, focalizzandosi sulle capacità personali senza discriminazioni basate su limitazioni psico-fisiche e non tollerando alcuna forma di esclusione implicita o esplicita basata sulla diversità e i bisogni individuali 155 ; • equilibrio vita-lavoro: il Gruppo promuove un ambiente lavorativo basato su fiducia, dialogo, rispetto reciproco e benessere, riconoscendo le diverse esigenze legate alle fasi della vita e garantendo soluzioni individuali per conciliare lavoro e vita privata. POLITICA SULLA PARITÀ DI GENERE Nel 2024, all’interno del più ampio progetto di implementazione di un Sistema di Gestione per la Parità di Genere conforme alla prassi di riferimento UNI/Pdr 125:2022, CAREL Industries si è inoltre dotata di una Politica sulla Parità di Genere, che formalizza l’attenzione dell’azienda verso i temi di diversità, parità di genere, empowerment femminile e pari opportunità. La Politica funge da guida per il miglioramento continuo delle prestazioni del Sistema di Gestione implementato e fornisce il quadro di riferimento per la definizione e il riesame degli obiettivi correlati. Attraverso il documento, la Direzione, con il supporto del Comitato Guida sulle Pari Opportunità (CGPO), formalizza il percorso di cambiamento culturale e organizzativo che dovrà coinvolgere ogni persona che lavora nell’organizzazione e l’azienda nel suo complesso. Tramite l’adozione della Politica sulla Parità di Genere, CAREL formalizza l’approccio strategico e operativo adottato rispetto ai seguenti processi: • reclutamento e selezione: vengono adottate politiche e piani di reclutamento diretti a garantire equità e meritocrazia, valorizzando le diversità e fornendo formazione su parità di genere, bias e stereotipi; 155 Nelle proprie Politiche CAREL non ha formalizzato impegni specifici ulteriori per l'inclusione di persone appartenenti a gruppi particolarmente a rischio di vulnerabilità; tuttavia, in ottemperanza alla legge italiana, la Capogruppo porta avanti la pianificazione di percorsi di inserimento nella forza lavoro di individui in condizioni di particolare vulnerabilità e personale diversamente abile, che, come riportato nella sezione “Parità di trattamento e di opportunità per tutti”, saranno potenziati nei prossimi anni, attraverso l’ingresso di persone in condizioni di vulnerabilità all’interno delle aree operative.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 121 • formazione e sviluppo professionale (gestione carriera): le opportunità di sviluppo e carriera sono basate su responsabilità, competenze e risultati, promuovendo stili di leadership inclusivi; • remunerazione: la politica di remunerazione rispetta i principi di pari opportunità, valorizzazione delle competenze e della professionalità delle persone, equità e non discriminazione; • genitorialità: Carel Industries si impegna a tutelare, supportare e valorizzare la genitorialità con soluzioni come part-time reversibile, banca ore solidale e contributi per asilo e studio dei figli; • inclusività e work-life balance: l’organizzazione è impegnata nello sviluppo di un ambiente lavorativo inclusivo che favorisca la diversità, la parità di genere, l’ empowerment femminile e che tuteli il benessere psico-fisico di chi collabora con l’azienda. Sono promosse misure per garantire l'equilibrio vita-lavoro con un piano di welfare aziendale diversificato; • comunicazione e marketing: il linguaggio e l’intero stile comunicativo di CAREL Industries sono costantemente attenti a rispettare e promuovere la parità di genere, la valorizzazione delle diversità e l'empowerment femminile. La responsabilità dell’attuazione della presente Politica è affidata al Comitato Guida per la Parità di Genere che ne definisce le caratteristiche attuative attraverso la redazione del Piano Strategico. La Politica è stata diffusa a tutta la popolazione aziendale tramite una comunicazione dedicata, con l’obiettivo di garantirne la più ampia conoscenza e condivisione. Il documento è inoltre consultabile nella sezione UNIVERSE dell’intranet aziendale, lo spazio che raccoglie e valorizza le iniziative CAREL dedicate ai temi della parità, dell’inclusione e delle pari opportunità. La Politica sulla Parità di Genere, unitamente alle altre politiche aziendali, viene inoltre condivisa con i neoassunti durante il programma di onbaording Compass. POLITICA DI SALUTE, SICUREZZA, AMBIENTE E SOSTENIBILITÀ CAREL riconosce l’importanza di garantire la sicurezza sul lavoro e, in quest’ottica, si impegna a migliorare continuamente i propri processi, a rispettare le prescrizioni legali e sottoscritte e ad adottare i modelli esimenti e robusti basati su sistemi di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. La creazione e il mantenimento di un ambiente di lavoro sicuro e salubre è assicurata da investimenti strutturali e dall'impegno di strutture organizzative di riferimento, sia a livello centrale che a livello di singola Società controllata e di sito operativo, con il pieno coinvolgimento del vertice aziendale e di tutta la struttura organizzativa. A livello centrale la funzione HSE è di indirizzo e coordinamento delle diverse strutture produttive appartenenti al Gruppo. Nell’adottare la presente Politica, il Gruppo CAREL si ispira a: • lo standard internazionale ISO 45001:2018 sui Sistemi di Gestione per la Salute e la Sicurezza dei Lavoratori; • le leggi, le normative e le linee guida di riferimento di ciascuno Stato in cui CAREL è presente; • il Decreto Legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. I principi contenuti nella Politica –applicabili a tutte le Società appartenenti al Gruppo CAREL in tutte le aree geografiche in cui queste operano e vincolanti per il comportamento di tutti i dipendenti, i collaboratori e i principali Stakeholder, compresi gli appaltatori e i fornitori significativi della propria catena di valore - riguardano: • l’implementazione e l’attuazione continua ed efficace del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza quale strumento per garantire luoghi e postazioni di lavoro sicuri; • la definizione periodica di obiettivi di sicurezza sul lavoro attraverso piani aziendali per il loro conseguimento; • il perseguimento del miglioramento continuo dei processi al fine di ridurne gli impatti sulla salute e sicurezza sul lavoro; • l’implementazione e il mantenimento di processi per la gestione delle emergenze e di azioni per identificare, prevenire e mitigare rischi e impatti sulla salute e sicurezza dei lavoratori; • la promozione del coinvolgimento attivo di tutti i lavoratori nella segnalazione di mancati infortuni (near-miss) e situazioni sotto standard (unsafe conditions) e nella discussione e proposta di azioni di miglioramento;
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 122 • la vigilanza continua dei luoghi di lavoro, sulle attrezzature e sui processi improntata a implementare miglioramenti che si spingono al più alto livello di rispetto delle vigenti normative di riferimento. CAREL riconosce la formazione e l’informazione dei dipendenti quali strumenti fondamentali per l’attuazione della Politica e si impegna alla diffusione della stessa a tutti destinatari tramite pubblicazione sul sito aziendale, al fine di garantirne la corretta informazione. Programmi formativi specifici, rivolti a tutti i dipendenti, vengono svolti periodicamente, in conformità con la normativa vigente, con l’obiettivo di una diffusione capillare della conoscenza aggiornata sulla tematica. PROCESSI DI COINVOLGIMENTO DELLA FORZA LAVORO PROPRIA ESRS S1-2, ESRS S1-3 Il Gruppo si impegna a mantenere un dialogo costante con i propri lavoratori tramite molteplici canali di comunicazione interna, attivati sia a livello di Gruppo che di singolo sito. La Direzione HR ha la responsabilità di assicurare l’adeguato coinvolgimento dei lavoratori. È stato inoltre creato uno specifico team presso la Capogruppo, che si compone di membri del team HR e del team Communication & Industrial Design, incaricato di gestire la comunicazione interna. Il coinvolgimento dei lavoratori è anzitutto garantito attraverso lo strumento della contrattazione collettiva presente in Italia, Svezia, Croazia, Spagna, Francia e Brasile, in cui le Società operanti aderiscono a contratti nazionali o aziendali. In Italia, oltre ai contratti nazionali, in CAREL Industries, Recuperatore ed Enginia sono stati conclusi accordi di secondo livello con rappresentanze sindacali locali 156 . In Croazia è in vigore un accordo aziendale con i rappresentanti dei lavoratori. La contrattazione collettiva, che mira a raggiungere intese reciproche nell’interesse sia dei dipendenti sia dell’azienda, garantisce un approccio equilibrato tra benessere dei lavoratori e obiettivi organizzativi e favorisce una più chiara comprensione delle prospettive, delle esigenze e delle condizioni della forza lavoro. Con le rappresentanze dei lavoratori, avvengono incontri in presenza o da remoto, e il coinvolgimento avviene frequentemente, con tempistiche che possono differire nei diversi siti, durante le fasi di negoziazione degli accordi, e periodicamente, almeno trimestralmente, per incontri informativi su tematiche di andamento aziendale e aggiornamenti. Quale strumento di comunicazione diretto ed accessibile da parte di tutti i dipendenti, si evidenzia inoltre la Intranet del Gruppo e la Intranet italiana, che raccolgono contenuti per offrire ai dipendenti una maggiore condivisione e trasparenza delle informazioni. Il coinvolgimento dei lavoratori è stato favorito anche dal Magazine Interno “Display” redatto dai dipendenti con l’obiettivo di condividere storie, idee e personalità del mondo CAREL. I diversi momenti di dialogo tra impresa e forza lavoro rappresentano anche uno strumento che consente a CAREL di tenere in considerazione gli interessi della propria forza lavoro, indentificando le azioni da implementare al fine di prevenire eventuali impatti negativi e promuovere gli impatti positivi su di essa. L’azienda si impegna a migliorare il coinvolgimento dei dipendenti, attualmente ritenuto positivo anche alla luce delle buone relazioni industriali all’interno del Gruppo, altresì confermato dalla limitata conflittualità nei rapporti sindacali. CANALI PER SOLLEVARE PREOCCUPAZIONI Il Gruppo si è dotato di un importante strumento atto a consentire anche a tutti i lavoratori dipendenti e non dipendenti del Gruppo di sollevare preoccupazioni o segnalare situazioni o episodi di non conformità alle leggi, normative e regolamenti, del Codice Etico, delle Politiche per i Diritti Umani, per la Diversità, per la Parità di Genere e delle procedure interne alla Società, ivi compreso qualsiasi comportamento discriminatorio basato sul sesso, sull'età e su caratteristiche socio-demografiche. Per maggiori informazioni sul canale di segnalazione, sulla Procedura Whistleblowing e sulle attività di formazione erogate in merito, si rimanda alla sezione Procedura Whistleblowing del capitolo G1 – Condotta d’Impresa. 156 Non vi sono in essere accordi quadro globali o accordi con i rappresentanti dei lavoratori specifici per il rispetto dei diritti umani. Tuttavia, la contrattazione collettiva copre aspetti quali: orari di lavoro, retribuzione, flessibilità, benefit ed altri aspetti legati alle condizioni di lavoro.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 123 CONDIZIONI DI LAVORO E BENESSERE DEI LAVORATORI ESRS S1-4, ESRS S1-6, ESRS S1-8, ESRS S1-10, ESRS S1-15, ESRS S1-16, ESRS S1-17 Nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e delle normative vigenti, CAREL promuove condizioni di lavoro sicure, eque e rispettose della dignità personale. Inoltre, per competere in un mercato del lavoro sempre più dinamico e valorizzare i migliori talenti, CAREL cura iniziative mirate a migliorare sempre di più l’offerta fornita ai propri dipendenti in termini di compensation, reward, work-life balance e well-being. DIRITTI DEI LAVORATORI Per continuare a concretizzare l’impegno preso circa la diffusione di una cultura basata sul rispetto dei diritti dei lavoratori, CAREL opera in coerenza con il Codice Etico e le Politiche di Gruppo adottate (Politica sui Diritti Umani, Politica sulla Diversità, Politica sulla Parità di Genere), ispirandosi alle normative in materia e ai principi internazionali. Le azioni chiave previste dal Piano di Sostenibilità 2025-2028 in materia di Diritti Umani sono di seguito sinteticamente riportate: • Adeguamento del processo di Due Diligence sui Diritti Umani secondo la CSDDD: tale Direttiva prevede l’obbligo per le imprese di Due diligence sull’intera catena del valore in materia di sostenibilità per affrontare l'impatto negativo sui diritti umani e sull'ambiente con riferimento alle proprie operazioni e alla catena del valore. L’iniziativa pianificata – da svolgersi entro il 2028 per il perimetro Gruppo - prevede pertanto l’adeguamento del processo di Due Diligence sui diritti umani della forza lavoro propria ai requisiti della nuova Direttiva. L'obiettivo ultimo è garantire che tutte le pratiche aziendali rispettino i più alti standard di diritti umani, contribuendo a creare un ambiente di lavoro etico e responsabile. • Aggiornamento della Politica sui Diritti Umani: CAREL ha pianificato un aggiornamento della propria Politica sui Diritti Umani volto a formalizzare l’impegno aziendale a contrasto della tratta degli esseri umani, a chiarire la posizione sull’impiego di lavoratori migranti e a definire le misure di rimedio a eventuali violazioni. L’aggiornamento si pone l’obiettivo di adeguare la Politica alle diverse richieste emerse dagli Stakeholder prendendo esplicita posizione su determinati temi, oltre che garantire ulteriormente l’allineamento dei principi di CAREL con i più alti standard di rispetto dei diritti umani, contribuendo a rafforzare la posizione del Gruppo nei confronti di pratiche lavorative scorrette e diffondere un ambiente di lavoro etico e responsabile. La revisione della Politica è stata avviata nel 2025 con analisi di fattibilità e benchmarking; l’adozione della Politica aggiornata avverrà nel 2026. Nel 2024 è stato segnalato 1 episodio di sospetta discriminazione che, a seguito di opportuna istruttoria, si è concluso e non è stato qualificato come discriminazione. Si è comunque provveduto a un rinnovo della formazione di sensibilizzazione contro le molestie per i dipendenti della Società interessata. Nel 2025 sono state ricevute 4 segnalazioni; una è stata presentata alla Pennsylvania Human Relations Commission (PHRC), mentre le altre tre sono pervenute alle Direzioni HR locali. In due casi si è trattato di segnalazioni relative a comportamenti inappropriati e commenti irrispettosi da parte di un collega a danno di un altro; in entrambi i casi si è intervenuti con richiamo e in un caso anche con una sospensione. Gli altri due casi hanno riguardano segnalazioni di discriminazione non ancora concluse, attualmente in via di accertamento. Non sono state ricevute ulteriori denunce presentate attraverso i canali predisposti e/o presso i punti di contatto nazionali per le imprese multinazionali dell’OCSE. Gli episodi registrati nel biennio 2024-2025 non hanno comportato oneri per sanzioni o risarcimenti a carico del Gruppo. Nel 2024 e 2025 non si sono verificati incidenti gravi in materia di diritti umani all’interno della forza lavoro di Gruppo. Non essendosi verificati casi di violazione dei diritti umani accertati, nel biennio 2024- 2025 non si sono registrate sanzioni in merito. CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E LIBERTÀ DI ASSOCIAZIONE Nel corso del 2025, la Capogruppo ha rinnovato l’accordo integrativo aziendale (contrattazione di II° livello) valevole per il triennio 2025-2027, che incrementa la disponibilità di permessi e la flessibilità oraria per i dipendenti, conservando il focus sui criteri di riconoscimento dei giorni di congedo parentale, sulla possibilità di accedere alle anticipazioni TFR, sui contributi a sostegno delle rette degli asili nido, della
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 124 Scuola per l’Infanzia e a sostegno allo studio e sull’integrazione delle indennità per i congedi di maternità facoltativa. Inoltre, è stata mantenuta la piena detassazione fiscale sull’intera somma erogata a titolo di Premio Di Risultato, che rappresenta un ulteriore vantaggio economico per i lavoratori in conformità alle normative vigenti. Dopo una trattativa svoltasi nel corso della seconda parte del 2023, all’inizio del 2024 è stato rinnovato un accordo aziendale orientato a offrire maggiore flessibilità e trattamenti migliorativi rispetto al CCNL anche in Recuperator, e a marzo 2025 in Enginia. Gli incentivi di tipo collettivo, i benefit e le iniziative di welfare definite all’interno degli stessi accordi integrativi sono valevoli sia per il personale dipendente che per quello in somministrazione. Il monitoraggio dell'effettivo utilizzo delle misure previste consente di valutare il loro impatto concreto sulla forza lavoro e quindi la capacità dell’iniziativa di generare benefici tangibili. Nel 2025 la quota di dipendenti del Gruppo CAREL coperti da accordi di contrattazione collettiva è stata pari ad oltre il 56% (nel 2024 il 57%). La restante parte dei dipendenti risulta assunta con contratti aziendali o individuali che hanno come riferimento le norme e le prassi di mercato locali, il Codice Etico e le Politiche del Gruppo (Politica Diritti Umani, Politica Diversità e Politica Salute, Sicurezza, Ambiente e Sostenibilità). TASSO DI COPERTURA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E DEL DIALOGO SOCIALE 157 2025 2024 Tasso di copertura Contrattazione collettiva Dialogo sociale 158 Contrattazione collettiva Dialogo sociale 0-19% Croazia 20-39% Croazia 40-59% 60-79% 80-100% Italia, Croazia Italia Italia, Croazia Italia In questo contesto, CAREL Adriatic e i rappresentanti sindacali hanno sottoscritto un’appendice al Contratto Collettivo, entrata in vigore il 1° luglio 2025, che introduce diversi diritti e benefici aggiuntivi volti a migliorare la qualità della vita lavorativa dei dipendenti, tra cui, ad esempio, l’estensione della disponibilità di permessi e l’ampliamento dei benefit e delle misure di welfare a loro supporto. Tale appendice conferma l’impegno di lungo periodo dell’azienda nel promuovere un ambiente di lavoro positivo e inclusivo, sottolineando che i dipendenti rappresentano il cuore dell’organizzazione e che ogni investimento su di loro è un investimento nel successo condiviso. In tutte le sedi del Gruppo è inoltre da sempre garantita la libera associazione in organizzazioni sindacali, a tutela del diritto della persona sancito dalle principali convenzioni internazionali, oltre che dalle norme nazionali. Al fine di garantire che le relazioni industriali nel Gruppo vengano intrattenute in un clima di collaborazione trasparente e positiva, il Gruppo prevede che i rapporti e le negoziazioni con le Organizzazioni Sindacali siano gestiti localmente da ogni Società del Gruppo. STABILITÀ OCCUPAZIONALE E BENESSERE CAREL punta sull’instaurazione di rapporti di lavoro stabili e duraturi, favorendo così un ambiente professionale sicuro, come confermato dall’elevata percentuale di dipendenti con contratto a tempo indeterminato (pari a circa 84%), in linea con il triennio. NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER TIPO DI CONTRATTO E GENERE 2025 2024 Donne Uomini Altro Non comunic ato Totale Donne Uomini Altro Non comunic ato Totale Numero di dipendenti 916 1.793 0 0 2.709 872 1.720 0 0 2.592 157 Il dato è riportato per i Paesi in cui sono impiegati 50 o più dipendenti che rappresentano almeno il 10% del numero totale di dipendenti. 158 Al momento, non esistono accordi tra CAREL e i propri dipendenti per la rappresentanza da parte di un comitato aziendale europeo (CAE), un comitato aziendale di una Società europea (SE) o un comitato aziendale di una Società cooperativa europea (SCE).
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 125 Numero di dipendenti a tempo indeterminato 740 1.524 0 0 2.264 723 1.505 0 0 2.228 Numero di dipendenti a tempo determinato 176 269 0 0 445 149 215 0 0 364 Numero di dipendenti a orario variabile 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI PER REGIONE 2025 2024 N. dipendenti N. dipendenti a tempo indeterminato N. dipendenti a tempo determinato N. dipendenti a orario variabile N. dipendenti N. dipendenti a tempo indeterminato N. dipendenti a tempo determinato N. dipendenti a orario variabile WE 1.431 1.375 56 0 1.421 1.361 60 0 RE 497 374 123 0 425 354 71 0 N Am 307 307 0 0 285 285 0 0 S Am 64 64 0 0 63 63 0 0 As N 327 83 244 0 313 80 233 0 As S 83 61 22 0 85 85 0 0 Il Gruppo si impegna a garantire orari di lavoro conformi con il numero massimo di ore di lavoro stabilito dalle norme applicabili, assicurare la soddisfazione dei bisogni dei lavoratori in tutte le fasi del rapporto di lavoro, riconoscendo l’esistenza di esigenze diversificate nelle varie fasi della vita (ad esempio, maternità, paternità, salute propria e dei parenti, ecc.). Al fine di riconoscere una maggiore flessibilità, nel 2025, in CAREL, è stato riconosciuto il contratto part- time al 3% della forza lavoro totale, in linea con l’anno precedente, nella maggior parte usufruito da donne. A partire dal 2022, CAREL ha inoltre adottato specifiche linee guida sul lavoro flessibile valide per tutto il Gruppo, consapevole dell’importanza di offrire strumenti in grado di promuovere il benessere dei dipendenti e migliorare il work-life balance, per favorire l’attraction e la retention dei talenti. Nel 2023, il Gruppo ha allargato ulteriormente le possibilità di lavoro da remoto nella Capogruppo, per favorire un miglior work-life balance dei dipendenti che non vivono in prossimità della sede. Attraverso l’analisi del ricorso al lavoro da remoto, CAREL monitora e valuta l’efficacia di questa iniziativa nel generare risultati concreti per la propria forza lavoro. NUMERO DI DIPENDENTI CHE HANNO DIRITTO AL CONGEDO PER MOTIVI FAMIGLIARI E CHE NE HANNO USUFRUITO 2025 Donne Uomini Totale % di dipendenti che ha diritto a congedi per motivi famigliari 93% 88% 90% % di dipendenti aventi diritto che hanno usufruito dei congedi 12% 9% 10% CAREL considera il benessere dei propri dipendenti un elemento fondamentale. In quest’ottica, nel Piano di Sostenibilità 2025-2028, il Gruppo ha pianificato la definizione e successiva implementazione di una serie di iniziative, da attuare negli anni coperti dal Piano per migliorare le condizioni di lavoro e il benessere dei dipendenti. La pianificazione delle iniziative sarà conseguente alle specifiche esigenze che verranno di anno in anno identificate.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 126 In linea con questa previsione, nel corso dell’anno sono state avviate molteplici iniziative tra le diverse Società del Gruppo volte a favorire il work-life balance e la flessibilità, nonché a tutelare la salute mentale e il benessere fisico dei propri lavoratori. Sul fronte del work-life balance e della flessibilità, Klingerburg Deutschland ha implementato un programma volto a garantire orari più flessibili mentre CAREL Electronics, a seguito di una survey di engagement e di un workshop sul miglioramento delle condizioni di lavoro, ha introdotto orari flessibili per il personale R&D. Infine, CAREL Australia ha completato un intervento per migliorare il work-life balance e le condizioni di lavoro, e ha condotto un’analisi di soddisfazione dei dipendenti che ha portato alla definizione di un piano di miglioramento. In ambito salute mentale, CAREL Industries ha offerto ai dipendenti un anno di accesso al servizio di psicologi online “Uno Bravo” (servizio in corso fino al 2026) e ha proposto due webinar tematici - uno sulla genitorialità e uno sull’empowerment femminile. Presso Hygromatic è stato invece organizzato un workshop dedicato alla salute mentale e alla gestione dello stress. Per quanto riguarda il benessere fisico, la mobilità sostenibile e la prevenzione, Hygromatic ha proseguito il progetto “Bike fitting”, avviato nel 2024 con l’assegnazione delle biciclette, effettuando l’ispezione ergonomica dei mezzi e organizzando un’attività di benessere posturale, finalizzate a ottimizzare postura e modalità d’uso. La Società ha altresì organizzato due sessioni digitali: la prima a sostegno della salute cardiovascolare, anche promuovendo esercizi muscolari, e la seconda sulla prevenzione dei disturbi visivi legati all’uso dei videoterminali. Alfaco ha invece reso permanente come benefit il finanziamento degli occhiali per videoterminalisti a tutela della salute visiva. Inoltre, l’azienda ha stato esteso il pacchetto sanitario di base e ha organizzato attività formative per migliorare la salute dei dipendenti. Infine, CAREL Electronics ha realizzato un campo da badminton aziendale per promuovere l’attività fisica e le relazioni interpersonali, mentre Klingerburg Deutschland ha siglato accordi con palestre locali. Infine, Kiona ha tenuto un evento estivo di team building per rafforzare la coesione tra i propri dipendenti. Nel complesso le Società del Gruppo, per attuare le iniziative sopra presentate, hanno sostenuto OpEx pari a circa 23 migliaia di euro 159 . All’interno del Piano di Sostenibilità 2025-2028, è inoltre prevista la conduzione da parte di CAREL Industries di uno studio di fattibilità per la riprogettazione del parcheggio principale, con l’obiettivo di trasformarlo in un’area multifunzionale che integri spazi verdi e posti auto. Il progetto mira a migliorare il benessere e l’inclusività, prevedendo aree dedicate alle esigenze specifiche di tutti, inclusi posti riservati a persone con disabilità e donne in gravidanza. Sono inoltre pianificati l’introduzione di zone verdi e aree di aggregazione presso gli edifici della Capogruppo, al fine di migliorare ulteriormente il benessere di tutti i lavoratori. La Società ha preventivamente previsto un investimento di circa 730 migliaia di euro in CapEx per la realizzazione di queste attività, che dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. REMUNERAZIONE ADEGUATA E COMPETITIVA Il Gruppo si impegna a fornire una remunerazione adeguata garantendo almeno il salario minimo nazionale obbligatorio vigente, come descritto nella Politica sui Diritti Umani del Gruppo. Tutti i dipendenti del Gruppo vengono infatti retribuiti con un salario al di sopra o corrispondente ai minimi nazionali, e quindi percepiscono un salario adeguato in linea con i parametri di riferimento applicabili. Il pacchetto retributivo offerto ai dipendenti include un’ampia serie di benefit, differenziati in base ai ruoli organizzativi di appartenenza, di regola senza alcuna distinzione tra dipendenti a tempo pieno con contratto a tempo indeterminato e dipendenti part-time e/o con contratto a tempo determinato. In particolare, negli stabilimenti del Gruppo sono elargiti una serie di benefit volti a migliorare il benessere delle persone nella loro vita lavorativa e privata. Principalmente sono diffuse polizze integrative, assistenza sanitaria, copertura dell'invalidità, congedo parentale da politiche aziendali aggiuntive rispetto a quanto previsto per legge, auto aziendale e altri sistemi di welfare. Il monitoraggio dell'effettivo utilizzo delle misure previste consente di valutare il loro impatto concreto sulla forza lavoro e quindi la capacità dell’iniziativa di generare benefici tangibili. Per costruire politiche retributive competitive, CAREL conduce verifiche strutturate al fine di confrontare le proprie prassi retributive con quelle applicate nel mercato di riferimento, in particolar modo per le figure strategiche, attraverso il supporto di società di consulenza esperte nelle attività di analisi e benchmarking retributivo e nei servizi attuariali e previdenziali. Perseguendo il duplice obiettivo di legare la retribuzione 159 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 127 delle figure strategiche alle performance del Gruppo e offrire ai dipendenti un pacchetto retributivo premiante, la Politica Retributiva del Gruppo si ispira ai seguenti principi: equità, diversità e inclusione, sostenibilità, competitività e trasparenza. In generale, per il Gruppo, la Politica di remunerazione prevede, per alcune posizioni - manageriali o a cui siano attribuite specifiche responsabilità, il collegamento di una parte della retribuzione al raggiungimento di obiettivi di performance, preventivamente indicati e determinati, mediante un sistema di incentivazione annuale per obiettivi (MBO) e, per figure apicali o chiave di un piano di incentivazione di lungo termine (LTI). I piani di incentivazione a breve termine – che sono sia di tipo individuale che collettivo - vengono utilizzati dal Gruppo non solo per allineare le prestazioni dei dipendenti al raggiungimento degli obiettivi strategici, ma anche per incrementare la motivazione degli stessi e il coinvolgimento verso i risultati aziendali. Con l’obiettivo di condividere l’impegno preso dal Gruppo con il progetto “Driven by the future” e creare engagement nel percorso intrapreso per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile, i pacchetti retributivi del Top Management e delle risorse chiave sono collegati, accanto agli obiettivi di performance legati alla gestione operativa, anche ai target di sviluppo sostenibile, sia nei sistemi di incentivazione di breve (MBO) che di lungo termine (LTI). Il monitoraggio dell’adozione di strumenti incentivanti e della coerenza con il mercato delle retribuzioni permette di verificare l'efficacia delle proprie azioni in merito. Per quanto riguarda la remunerazione totale, nel 2025 il rapporto tra la remunerazione totale annua della persona che percepisce il salario più elevato e la remunerazione totale annua mediana di tutti i dipendenti del Gruppo, esclusa la più pagata, si attesta a 34:1 (nel 2024 il rapporto era di 26:1). Nel calcolo sono state incluse le voci retributive fisse e variabili (LTI e MBO) al valore target, dei dipendenti in forza al 31/12/2025, mentre per la persona che percepisce il salario più elevato i variabili sono stati considerati al valore actual. PARITÀ DI TRATTAMENTO E DI OPPORTUNITÀ PER TUTTI ESRS S1-4, ESRS S1-5, ESRS S1-9, ESRS S1-16 Come espresso nelle Politiche e confermato dall’implementazione di processi dedicati, CAREL presta molta attenzione alla parità di trattamento e alla valorizzazione delle diversità e si impegna a promuovere iniziative di sensibilizzazione su temi di diversità, inclusione e diritti umani, rafforzando la prevenzione delle discriminazioni e la promozione di un trattamento equo per tutti i dipendenti. Questo impegno si traduce anche in percorsi formativi dedicati, come programmato all’interno del Piano di Sostenibilità 2025-2028, in cui il Gruppo ha formalizzato la volontà di aumentare la quota di dipendenti coinvolti in attività formative su diversità, inclusione e diritti umani, sviluppando un piano formativo specifico, che sarà monitorato annualmente fino al 2028. Nel 2025, per il Management delle Società del Gruppo dotate di Learning Management System, è proseguito il percorso formativo avviato nel 2024, dedicato alle tematiche della diversità e volto ad approfondire aspetti quali age diversity, digital natives, reverse mentoring e developing gender diversity. I Manager della Capogruppo hanno inoltre partecipato all’iniziativa formativa “Leadership Inclusiva - Bias di Genere e Generazionali” volta a potenziare una leadership inclusiva: alcune figure manageriali hanno completato il corso nel 2025, mentre per gli altri la partecipazione è programmata per il 2026. Parallelamente, nel 2025 la Capogruppo ha attivato un percorso formativo rivolto a tutta la popolazione aziendale sul tema “Tolleranza Zero-Molestie”. L'obiettivo di queste iniziative formative è quello di sensibilizzare il personale sul valore della diversità, non solo di genere, ma anche culturale e generazionale, per creare un ambiente di lavoro inclusivo e quindi evitare il verificarsi di episodi di discriminazione. La partecipazione attiva dei dipendenti a questi eventi e formazione e il costante monitoraggio dello stesso permette di monitorarne l’efficacia. Nel 2025, nel Gruppo sono state svolte in totale 2.274 ore di training su tematiche ESG 160 ; tra queste sono inclusi i corsi sulle tematiche di Diversità e Inclusione indirizzati ai nuovi assunti, erogati tramite la piattaforma HCM. 160 L’impegno del Gruppo nella sostenibilità si concretizza anche attraverso i comportamenti quotidiani dei dipendenti; per questo CAREL promuove attività formative volte ad accrescere la consapevolezza sui temi ESG. Il dato sulle ore di training ESG consente di quantificare la portata di tali iniziative di sensibilizzazione.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 128 IL SISTEMA DI GESTIONE PER LA PARITÀ DI GENERE Il 2024 ha visto l’implementazione di un Sistema di Gestione per la Parità di Genere certificato secondo la UNI/PdR 125:2022 presso CAREL Industries. Il percorso di certificazione ha richiesto l’evidenza di conformità rispetto a 31 KPI (qualitativi e quantitativi) afferenti alle seguenti sei aree di valutazione che contraddistinguono un’azienda inclusiva e rispettosa della parità di genere: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, equità remunerativa per genere e tutela delle genitorialità e conciliazione vita- lavoro. Ad ogni indicatore è assegnato un punteggio, poi ponderato in base al peso di ciascuna area di valutazione; per ottenere la Certificazione del Sistema di Gestione della Parità di Genere, l’azienda deve raggiungere un punteggio complessivo minimo del 60%. A supporto dell’implementazione del Sistema di Gestione è stato costituito un Comitato Guida per la Parità di Genere, composto da professionalità trasversali all’organizzazione coerentemente con le competenze necessarie a supportare le iniziative legate alla certificazione. A fine 2024 è stata svolta una valutazione del rischio legato alla violenza di genere e alla parità di genere presso CAREL Industries, con l'obiettivo di raccogliere la percezione dei lavoratori sul tema e valutare l'esposizione al rischio di violenze e disuguaglianze. I risultati di questa valutazione aiuteranno a orientare le politiche aziendali e a migliorare le condizioni di lavoro, promuovendo un ambiente più inclusivo e rispettoso. Nell’ambito del percorso sono state definite due politiche aziendali: Politica Parità di Genere e Politica di Genitorialità. La Politica di Parità di Genere ha guidato la revisione di alcuni Processi HR e alcune iniziative aziendali al fine di supportare il percorso di evoluzione. Nella Politica di Genitorialità si è fatto sintesi delle iniziative aziendali già in essere messe a disposizione dei dipendenti, consapevoli che evolverà negli anni integrando e allargando ad un concetto di genitorialità e cura. Il Certificato ha validità triennale dalla data di rilascio ed è soggetto a monitoraggio annuale da parte dell’Organismo di certificazione terzo mediante audit di mantenimento, finalizzati a verificare la costante e corretta applicazione nel tempo delle politiche tese alla parità di genere. L’audit di revisione avvenuto nel 2025 ha evidenziato un miglioramento del punteggio, confermando il percorso di avanzamento che l’azienda sta facendo in questo ambito. A livello Gruppo la presenza femminile nel 2025 è stata pari al 34%, in linea con il valore registrato nel 2024. Nello specifico, le donne costituiscono l’11% dell’alta dirigenza (9 donne, 70 uomini), contro l’89% di uomini (nel 2024 erano 6 donne e 74 uomini, rispettivamente l’8% e il 92%). La definizione di alta dirigenza (o Executive) utilizzata corrisponde per i contratti italiani ai dipendenti assunti con contratto dirigente e in aggiunta ai dipendenti con ruolo di Managing Director o Amministratore Delegato di una Società del Gruppo e membri del board di una Società del Gruppo. I dati confermano la difficoltà di impiegare donne in posizioni manageriali e dirigenziali e di conseguenza l’esigenza di continuare con l’impegno di lungo periodo per un riequilibrio di genere nelle posizioni manageriali. PARITÀ NELLE RETRIBUZIONI La politica di remunerazione di CAREL rispetta i principi di pari opportunità, valorizzazione delle competenze e della professionalità delle persone, equità e non discriminazione. Gli interventi retributivi, i processi e i sistemi di incentivazione di breve e lungo termine, tenendo conto del contesto e dei riferimenti di mercato applicabili, sono ancorati al riconoscimento delle responsabilità, ai risultati conseguiti e alla qualità dell’apporto professionale. L’attenzione all’equità è pertanto dimostrata anche dall’impegno di CAREL verso il contenimento del gender pay-gap: nel 2025, il divario retributivo di genere è stato del 44% (nel 2024 era pari a 41%). La Società ha analizzato questo divario anche per Paese; nei Paesi europei, in cui l'attenzione su queste tematiche è da tempo più diffusa, la disparità risulta meno accentuata. GENDER PAY-GAP PER PAESE 161 Paese 2025 2024 Cina 38% 46% Croazia 15% 14% Germania 9% 13% 161 Il dato è riportato per i Paesi principali in cui il Gruppo opera, tra cui i Paesi in cui sono impiegati 50 o più dipendenti che rappresentano almeno il 10% del numero totale di dipendenti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 129 Italia 25% 26% Stati Uniti 43% 42% Un’ulteriore analisi ha riguardato il gender pay-gap per categorie professionali; i risultati evidenziano come i differenziali siano più accentuati per la categoria degli Executive, in cui la rappresentanza femminile è numericamente inferiore. Il dato è calcolato sul perimetro totale di Gruppo tenendo conto delle retribuzioni fisse e variabili (MBO e LTI) a target, medie orarie, dei dipendenti. GENDER PAY-GAP PER CATEGORIA PROFESSIONALE Categoria professionale 2025 2024 Executive 46% 41% White Collar 30% 26% Blue Collar 24% 27% La disparità riscontrata è dovuta principalmente alla disponibilità, in termini quantitativi, di professionalità femminili nel settore in cui opera CAREL, che si riflette in una percentuale di donne inferiore, in particolare tra il personale white collar. A questo si aggiungono la difficoltà nel reperire profili ingegneristici o con qualifiche STEM e il ridotto bacino di popolazione femminile da cui attingere anche per le posizioni manageriali ed executive. Per ridurre questo gap, CAREL è impegnata nell’accrescere la quota di assunzioni femminili e a favorire la presenza delle donne anche nei ruoli manageriali e apicali, tramite lo sviluppo di politiche di attraction ad hoc, con elevati livelli di flessibilità e misure a supporto alla genitorialità. In parallelo, sono in corso progetti di sviluppo della forza lavoro interna, come descritto in altri paragrafi. INIZIATIVE E OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA PARITÀ DI TRATTAMENTO E OPPORTUNITÀ PER TUTTI Le azioni chiave previste dal Piano di Sostenibilità in materia di parità di trattamento ed opportunità sono di seguito sinteticamente riportate: o Adeguamento alla Direttiva Europea sulla Trasparenza Retributiva (EU Pay Transparency Directive). La EU Pay Transparency Directive mira a prevenire la discriminazione salariale basata su genere, etnia, orientamento sessuale, disabilità, età, religione e opinioni politiche. CAREL ha definito l’attuazione di specifiche iniziative per garantire la conformità ai requisiti della Direttiva entro il 2026, anno in cui la stessa sarà recepita. L'implementazione delle attività e le risorse finanziarie destinate alle stesse dipenderanno dall’evoluzione del recepimento della Direttiva nei diversi Paesi europei in cui il Gruppo opera. Nel 2025, rispettando gli step previsti per l’anno, è stata ampliata la mappatura tramite la metodologia della “job evaluation” presso i plant europei; per questa attività è stato sostenuto un costo pari a 10 migliaia di euro in OpEx 162 (spese di consulenza esterna). o Redazione di una politica salariale di Gruppo: per rafforzare l'impegno nel prevenire pratiche di discriminazione salariale, per creare un ambiente di lavoro equo, CAREL ha pianificato la redazione di una politica salariale di Gruppo, entro il 2028; o Inclusione di persone in condizioni di vulnerabilità nella forza lavoro: per i prossimi anni, il Gruppo ha previsto l'inclusione all'interno delle aree operative di persone in condizioni di vulnerabilità. Questo progetto ha l'obiettivo di promuovere l'inclusione lavorativa, arricchendo le dinamiche aziendali con una maggiore diversità e contribuendo al rafforzamento del tessuto sociale delle comunità locali. 162 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 130 OBIETTIVI PER ACCRESCERE LA PARITÀ DI TRATTAMENTO Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi Incrementare del 20% il numero di dipendenti del Gruppo CAREL coperti dal sistema HCM digitalizzato per la gestione base 163 delle risorse umane, entro il 2028. N° di dipendenti coperti da sistema HCM digitalizzato base. 2024 | 1.379 2025 | 1.704 164 L'adozione di un sistema digitalizzato ottimizza l'amministrazione dei processi di gestione del personale, favorendo l'ampliamento e il miglioramento delle attività di formazione e sviluppo dei dipendenti e contribuendo a prevenire eventuali episodi di discriminazione nell’accesso a tali opportunità. Raddoppiare il numero di dipendenti del Gruppo CAREL coperti da un sistema HCM digitalizzato avanzato 165 per la gestione delle risorse umane, entro il 2028. N° di dipendenti coperti dal sistema HCM digitalizzato avanzato 2024 | 520 2025 | 886 166 FORMAZIONE DELLE RISORSE E SVILUPPO PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI ESRS S1-4, ESRS S1-5, ESRS S1-13 Vista la natura tecnica del business di CAREL, nel 2015 la Società ha creato una struttura organizzativa dedicata al monitoraggio e allo sviluppo delle competenze tecniche e applicative dei propri dipendenti, con un focus particolare sulla popolazione commerciale e di supporto tecnico: il Knowledge Center. Questo coordina la mappatura delle competenze a livello di Gruppo ed è in grado di supportare l’erogazione di formazione sia presso la sede centrale in Italia sia presso la consociata cinese e statunitense. Come indicato nel paragrafo precedente, CAREL sta potenziando la digitalizzazione e standardizzando i processi HR, compresa la gestione della formazione e-learning. Rimane costante l’impegno a formare i dipendenti del Gruppo (che hanno accesso al Learning Management System online) sulle tematiche relative all’anticorruzione tramite un corso dedicato a tutti i neoassunti appartenenti alle categorie White Collar ed Executive (per maggiori dettagli si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’Impresa). Nel 2025 sono state erogate complessivamente 41.391 ore di formazione 167 . NUMERO MEDIO DI ORE DI FORMAZIONE PER DIPENDENTE E PER GENERE 2025 2024 Uomini Donne Totale Uomini Donne Totale Numero medio di ore di formazione per dipendente 17 13 15 18 13 16 INIZIATIVE DI FORMAZIONE DI HARD E SOFT SKILL Presso la Capogruppo, nel 2025 è proseguito il processo di “orientamento iniziale” dei neoassunti chiamato “Carel Compass”. Questo percorso di 4 mezze giornate è inteso a supportare l’inserimento 163 Per gestione base si intende la gestione digitalizzata dell’anagrafica del personale, della raccolta dei dati ai fini reportistici e della formazione e- learning. 164 Nel corso del 2025 il sistema è stato implementato in Senva. Sebbene l’impatto sul raggiungimento del target finale derivante dall’inclusione di questa Società sia limitato, l’iniziativa rappresenta un primo passo verso la diffusione strutturata dello strumento. 165 Per gestione avanzata si intende la digitalizzazione di tutti i processi relativi alla gestione delle risorse umane (inclusi on-boarding e off-boarding). 166 Nel corso del 2025 sono stati compiuti due importanti step: i) la digitalizzazione del nuovo processo di performance development, che nei prossimi anni consentirà un utilizzo più avanzato ed efficace del sistema; ii) la digitalizzazione del processo di off boarding presso le Società europee del Gruppo, che ha già avuto un impatto significativo sul raggiungimento del target. 167 Il totale delle ore di formazione erogate evidenzia la portata complessiva dell’impegno del Gruppo nella formazione dei dipendenti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 131 delle nuove risorse in azienda, accelerando la comprensione del contesto aziendale, della sua cultura e dei suoi processi principali, oltre a favorire il networking e la conoscenza dei referenti aziendali. Tra i diversi temi trattati, che includono la storia aziendale, il business, il portafoglio prodotti e la strategia, viene data anche visibilità all'iniziativa Driven by the Future, il Piano di Sostenibilità aziendale. Lanciato nel 2023, il programma ha visto la partecipazione di circa 165 White Collar, di cui 30 nel 2025. Il 2025 ha visto inoltre continuare il progetto "Boost Camp", iniziativa della durata di 3 anni rivolta ai giovani neoassunti White Collar under-30 di CAREL Industries. Lanciato nel 2023, l’iniziativa mira a sviluppare competenze trasversali utili a migliorare la propria performance, come time & priority management, public speaking, cross-cultural management, project management e problem solving. Il programma si propone di consolidare l’immagine di CAREL come un’azienda particolarmente attrattiva per la popolazione più giovane e di potenziare le competenze dei colleghi under-30 già impiegati. Tale percorso permette inoltre di incrementare il tasso di retention dei giovani talenti in azienda. Tra il 2024 e il 2025, sono stati coinvolti 54 neoassunti 168 . La partecipazione e la soddisfazione rispetto al programma sono monitorati tramite l’erogazione di questionari di feedback, che permettono il miglioramento continuo delle attività proposte nel triennio. Il progetto continuerà nel 2026 con ulteriori attività formative, contribuendo positivamente allo sviluppo professionale e all'inserimento lavorativo dei giovani dipendenti. Per l’implementazione dell’iniziativa è stata prevista una spesa in OpEx di circa 20 migliaia di euro annuali per l’acquisto dei servizi di formazione, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Un altro elemento caratterizzante la formazione in CAREL è la Lean Academy, un percorso di training online, proseguito anche nel 2025 e disponibile per tutti coloro che hanno accesso al Learning Management System (LMS) aziendale, che mira a promuovere i principi Lean e la filosofia “snella”, considerati da sempre un asset strategico per la crescita del Gruppo e del business. La “Lean Academy” è articolata su quattro livelli, denominati belts, secondo la classica struttura dei corsi di Lean SixSigma. L’obiettivo è avere un percorso di training in grado di condividere un framework di riferimento sugli aspetti legati al miglioramento continuo e all’adattabilità del business, in ottica di sviluppo delle persone. Ad oggi, sono stati attivati i percorsi “White Belt” e “Yellow Belt”. Infine, a seguito del progetto pilota avviato nel 2024, l’iniziativa LinkedIn Learning è proseguita nel 2025, coinvolgendo circa ulteriori 300 utenti in diverse Società del Gruppo 169 con un progetto che terminerà a febbraio 2027, che offre contenuti formativi tecnici e volti a rafforzare le soft skill. L’iniziativa, attiva in più aree geografiche, ha consentito di erogare nell’anno circa 1.738 ore di formazione aggiuntive, promuovendo ulteriormente lo sviluppo delle competenze dei dipendenti coinvolti a livello globale 170 . Il progetto continuerà anche nei prossimi anni, con un monitoraggio costante delle ore di formazione erogate per utente. L’iniziativa prevederà una spesa di circa 55 migliaia di euro in OpEx tra il 2026 e il 2027 per l’acquisto della piattaforma LinkedIn Learning; tale spesa dovrà sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Le attività presentate, in coerenza con le opportunità individuate nell’analisi di doppia materialità, hanno contribuito all’incremento della competitività e dell'innovazione del Gruppo e dell'attrattività dei talenti grazie a investimenti mirati alla creazione di un ambiente di lavoro sano e motivante. SVILUPPO PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI Oltre a investire nella formazione del personale, come dichiarato delle proprie Politiche di impegno, CAREL incoraggia lo sviluppo e la crescita professionale delle proprie risorse, offrendo percorsi di sviluppo che valorizzano competenze e ambizioni. Questo approccio mira non solo a favorire la crescita dei talenti, ma anche a promuovere la permanenza in azienda nel lungo termine. A novembre 2025 è stato avviato il nuovo processo di performance development nella Capogruppo, con conclusione prevista a febbraio 2026, a cui seguirà il rollout a livello di Gruppo per il biennio 2026-2027. Il processo mira a presidiare la performance dei dipendenti in modo più strutturato, non solo per misurare i risultati, ma per stimolare sviluppo, crescita e coerenza culturale. Basandosi su un dialogo strutturato tra manager e collaboratore, il processo persegue tre obiettivi principali: chiarire le aspettative, supportare la crescita professionale e promuovere il miglioramento continuo. Il processo si articola in tre fasi: 168 Il numero di partecipanti rende visibile il livello di coinvolgimento dell’iniziativa, mostrando la portata del progetto, ritenuto di particolare rilevanza. 169 Carel Electronic, Klingenburg DE, CAREL Adriatic, Klingenburg PL, CAREL UK, CAREL Deutschland, CAREL Ibérica, CAREL Nordic, CAREL Middle East, CAREL France, CAREL Kazakhstan, CAREL Japan, CAREL Asia, CAREL Industries, Eurotec. 170 Il numero di partecipanti e il totale delle ore di formazione rendono visibile il livello di coinvolgimento dell’iniziativa, mostrando la portata del progetto, ritenuto di particolare rilevanza.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 132 l’autovalutazione del collaboratore, la valutazione da parte del responsabile e un momento di feedback strutturato tra le parti. Nel 2025, è proseguito il Progetto “Open Day & Path Finder”, che mira a diffondere la conoscenza dei dipendenti sui vari dipartimenti del Gruppo CAREL e, tramite l’organizzazione di eventi, a mostrare le posizioni aperte, sponsorizzando la mobilità interna e offrendo ai dipendenti opportunità di crescita in ruoli diversi rispetto a quelli dell'area appartenenza. Nel 2025, sono stati organizzati 11 eventi PATH Finder aperti a tutti i collaboratori White Collars di CAREL Industries. Inoltre, sulla pagina intranet del Gruppo, i dipendenti hanno sempre la possibile visualizzare tutte le opportunità di lavoro attualmente disponibili 171 . Questo programma continuerà anche nel 2026, con ulteriori eventi pianificati per mantenere alto l'engagement e offrire nuove possibilità di sviluppo professionale. Inoltre, si andrà a formalizzare il processo di “Job Posting” interno al fine di garantire pari opportunità di crescita per i dipendenti. DIPENDENTI CHE HANNO PARTECIPATO A REVISIONI PERIODICHE DELLE PRESTAZIONI PER GENERE 2025 Donne Uomini Totale % di dipendenti che hanno partecipato a revisioni periodiche delle prestazioni 39% 42% 41% OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA FORMAZIONE DELLE RISORSE E SVILUPPO PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI La tabella seguente riporta in maniera sintetica gli obiettivi definiti dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità 2025-2028 relativi all’ambito formazione e sviluppo: OBIETTIVI PER LA GESTIONE DELLA FORMAZIONE E SVILUPPO DEI DIPENDENTI Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi Ampliare del 30% il numero di dipendenti del Gruppo coinvolti nel processo di performance development, entro il 2028. N° di dipendenti coperti dal processo di performance development 2024 | 785 2025 | 1.069 Estendere il processo di performance development a un numero maggiore di dipendenti permette di valorizzare le risorse interne, offrendo opportunità di sviluppo professionale e riconoscimento, in coerenza con l’impegno dichiarato nella Politica di incoraggiare lo sviluppo e la crescita professionale delle proprie risorse. Questo contribuisce a ridurre il rischio che il Gruppo perda talenti a causa di una percezione di scarso sviluppo professionale, migliorando così il livello di retention. Incrementare annualmente del 2% il totale di ore di formazione erogate presso le Società del Gruppo CAREL, fino al 2028. N° di ore di formazione erogate 2024 | 42.112 2025 | 41.391 172 Incrementare le ore di formazione consente di ampliare l’impatto positivo dei programmi di sviluppo delle competenze delle risorse, migliorando le loro hard e soft skill, e quindi favorendo maggiori opportunità di crescita professionale. Questo investimento rappresenta inoltre l’impegno del Gruppo nel valorizzare le proprie risorse, favorendo un ambiente di lavoro più stimolante, e conseguentemente riducendo anche il rischio di perdere talenti a causa di una percezione di scarse prospettive di crescita delle competenze. 171 Il numero di eventi organizzati rende visibile la frequenza con cui è stata svolta l’iniziativa, ritenuta di particolare rilevanza. 172 Il mancato raggiungimento del target è stato influenzato da due principali fattori: da un lato un andamento del business meno favorevole rispetto agli anni precedenti, che ha richiesto misure di contenimento dei costi, in particolare nella regione APAC e, dall’altro, i percorsi e‑learning su tematiche ESG e Lean sono stati rivolti prevalentemente ai neoassunti, poiché nel 2024 avevano coinvolto la totalità dei dipendenti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 133 SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO ESRS S1-2, ESRS S1-4, ESRS S1-5, ESRS S1-14 Il Gruppo ritiene che la salute e la sicurezza sul lavoro siano una necessità imprescindibile dal punto di vista etico-sociale, oltre che un elemento fondamentale per lo sviluppo organico del proprio business nei diversi Paesi in cui opera. Pertanto, come dichiarato nella Politica, sopra brevemente descritta, il Gruppo tutela e promuove la salute e la sicurezza dei lavoratori, diretti e indiretti, che accedono alle aree di lavoro, adottando misure preventive e diffondendo una cultura aziendale orientata non solo al rispetto delle prescrizioni legali applicabili in materia di sicurezza e igiene sul lavoro ma ai più elevati standard di riferimento e alle migliori tecniche applicabili al fine di ridurre i rischi. La diffusione della cultura aziendale passa anzitutto attraverso la consapevolezza, ma anche e soprattutto attraverso la proattività di ognuno nell’essere un “leader della sicurezza”. Considerata la vocazione internazionale del Gruppo e la relativa frammentazione della normativa applicabile, accanto alla Politica che sintetizza l’insieme dei principi e delle regole comportamentali volte a ridurre e a eliminare la probabilità del verificarsi di infortuni e incidenti, sono state definite delle linee guida comuni per la raccolta e l’analisi dei dati prevenzionistici, finalizzate a rafforzare l’approccio di prevenzione, il quale consente alla Società di identificare in anticipo i potenziali rischi e di conseguenza adottare le più opportune misure di mitigazione. Consapevole dell’importanza di un approccio strutturato dettato dai sistemi di gestione, alcuni plant del Gruppo sono stati certificati secondo lo schema ISO 45001:2018. Complessivamente, i plant che hanno implementato un Sistema di Gestione di Salute e Sicurezza certificato costituiscono circa il 38% del totale, coprendo però il 51% e il 58%, rispettivamente, della superficie e del numero dei dipendenti dei plant 173 . Nella tabella di seguito riportata si offre una lettura circa la copertura del Sistema di Gestione considerando il totale dei dipendenti del Gruppo. Al fine di rafforzare il proprio impegno nell’implementazione di presidi volti a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, nel nuovo Piano di Sostenibilità, CAREL ha previsto l’estensione della copertura del Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro certificato, come descritto nella sezione “Iniziative e obiettivi futuri legati alla Salute e Sicurezza sul Lavoro”. LAVORATORI COPERTI DAL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA CERTIFICATO SECONDO LO SCHEMA ISO 45001:2018 – VALUTAZIONE SUL NUMERO TOTALE DI DIPENDENTI DEL GRUPPO 2025 2024 Dipendenti Non dipendenti Dipendenti Non dipendenti Lavoratori coperti dal Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza certificato secondo lo schema ISO 45001:2018 che è stato soggetto ad audit a cura di un soggetto esterno. 47% 53% 45% 55% VALUTAZIONE DEI RISCHI E COINVOLGIMENTO DELLA FORZA LAVORO Nell’ambito della valutazione dei rischi, si evidenzia che tutte le fasi lavorative sono soggette alla valutazione con aggiornamento periodico dei rischi. Oltre all’analisi puntuale di tutti i rischi presenti e delle misure di mitigazione adottate per le aree operative, nella Capogruppo sono state effettuate valutazioni specifiche quali, a titolo di esempio non esaustivo: rischio ergonomico, esplosione, campi elettromagnetici, sostanze pericolose, radiazioni ottiche artificiali, vibrazioni meccaniche e rumore. Nel percorso di miglioramento continuo in termini di salute e sicurezza, la proattività nelle segnalazioni, come ricordato precedentemente, rappresenta l’approccio più efficace per evitare infortuni e migliorare continuamente l’ambiente di lavoro rendendo, al contempo, ogni persona parte attiva di questo processo. 173 La quota di plant certificati è stata ricalcolata per escludere Eurotec, il quale non presenta attività operative tali da essere considerato nel gruppo dei plant. Applicando lo stesso perimetro al 2024, risulta che i plant che avevano implementato un Sistema di Gestione di Salute e Sicurezza certificato costituivano circa il 38% del totale, coprendo il 51% e il 60%, rispettivamente, della superficie e del numero dei dipendenti dei plant (nella Rendicontazione di Sostenibilità 2024 i valori pubblicati erano rispettivamente 50% e 58%).
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 134 Tale processo virtuoso è alimentato anche dal continuo confronto tra i reparti operativi e la funzione HSE e, ove presenti, anche le parti interessate quali i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, e dal coinvolgimento dei lavoratori, al fine di individuare azioni di miglioramento in modo tempestivo ed evitare potenziali danni. Il Group HSE Manager, che ha responsabilità a livello di Gruppo, è supportato da figure di riferimento nei siti esteri e figure subdelegate nella Capogruppo incaricate di gestire aree di rischio specifiche, così da garantire la gestione nel rispetto degli standard di salute e sicurezza e la vigilanza capillare nelle diverse aree. Il processo di segnalazioni proattive è esteso a tutte le aree di lavoro presso i plant del Gruppo e prevede diversi momenti di confronto all’interno dell’organizzazione. Le segnalazioni possono essere discusse quotidianamente - nell'ambito dell’incontro Plan-Do-Check-Act secondo la lean philosophy - e settimanalmente, con incontri più estesi che coinvolgono le funzioni operation e HSE dei plant e, ove previsti, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Lo scopo di questi incontri è fare il punto della situazione su quanto emerso, esaminare le misure già attuate e stabilire le ulteriori azioni prioritarie da implementare per indirizzare un feedback da parte dei preposti ai lavoratori. Infine, vengono previsti anche degli incontri mensili, a cui partecipano anche le funzioni HR, per discutere di segnalazioni prevenzionistiche e per monitorare i progressi sull'andamento dei principali KPI rilevanti in materia di salute, sicurezza, ambiente e valutazione dei rischi. Questi momenti di confronto strutturati rendono il sistema partecipativo tra le parti e costituiscono la base per le riunioni annuali previste dalla normativa. Nei plant in cui è presente la certificazione ISO 45001 sono previsti audit periodici di controllo, sia interni – per monitorare l’attuazione delle procedure e l’efficacia dei processi - che esterni, condotti da parti terze indipendenti ai fini di sorveglianza e certificazione. Specifiche attività di miglioramento, sebbene organizzate a livello di singolo sito, sono condivise anche con la Capogruppo, la quale raccoglie, analizza e indirizza le diverse azioni. Presso la Capogruppo, su base mensile per le aree operative e trimestrale per le aree a minor rischio, viene anche svolto il "Safety Tour", in presenza dei referenti e dei delegati alla sicurezza dell’area specifica, con la finalità di valutare le condizioni, il rispetto delle procedure e l’avanzamento dei piani di miglioramento. Periodicamente la funzione HSE della Capogruppo provvede ad un'informativa di risalita agli organi societari (tra cui OdV e CCRS) che include una valutazione su tutte le realtà del Gruppo. Il monitoraggio dei progressi avviene attraverso le attività di vigilanza nelle aree di lavoro e l’analisi delle segnalazioni di prevenzione (near-miss e unsafe conditions) ricevute. Ogni singolo plant deve: • raggiungere un numero minimo di segnalazioni prevenzionistiche, definito in funzione del grado di rischio delle attività prevalenti dell’area, attribuendo un peso maggiore alle lavorazioni meccaniche in quanto considerate a più elevato rischio; • raggiungere una percentuale di risoluzione delle stesse almeno pari all’80%, favorendo così la collaborazione tra i lavoratori e la diffusione di prassi lavorative orientate alla massima sicurezza ed efficienza; • rispettare un tempo di risoluzione di 10 gg lavorativi, per garantire le giuste priorità di intervento e fornire un feedback tempestivo ai lavoratori che hanno effettuato la segnalazione, aumentandone così il coinvolgimento nel processo di miglioramento delle aree di lavoro. Questi obiettivi vengono mensilmente monitorati e rendicontati dai vari plant. Nel 2025 le segnalazioni prevenzionistiche complessive sono state pari a 991 tra near-miss e unsafe conditions, in linea con il valore medio degli ultimi tre anni. La percentuale di chiusura delle segnalazioni effettuate è stata vicina al 97%, in crescita rispetto all’anno precedente (prossima al 90%), e la quota di segnalazioni chiuse entro i 10 giorni lavorativi è stata pari all’83%.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 135 La funzione HSE di ciascun plant provvede ad analizzare: • le segnalazioni tra unsafe conditions e near-miss, al fine di individuare specifiche aree di miglioramento; • gli eventi incidentali accaduti, individuando le cause radice e le azioni di miglioramento che sono state tempestivamente attuate, e condividendo l’accaduto e gli esiti con la Capogruppo, al fine di determinare lessons learnt. FORMAZIONE IN AMBITO SALUTE E SICUREZZA Le attività formative sono alla base di una diffusa conoscenza delle tematiche di Salute e Sicurezza; per tale motivo, e anche in considerazione del fatto che in alcuni Paesi parte della formazione è un preciso obbligo di legge, in tutti i plant produttivi è attivo un programma di formazione dedicato. Nelle società produttive italiane – CAREL Industries, Recuperator, Enginia e Arion - il piano di formazione coinvolge sia i dipendenti che i lavoratori non dipendenti, in conformità alle prescrizioni di legge. Sono inoltre previsti incontri formativi brevi periodici (cd. break formativi), al fine di mantenere i lavoratori aggiornati su tematiche di salute e sicurezza specifiche dell’area. Ad esempio, nella Capogruppo, nel corso dell’anno sono state erogate 2.500 ore in materia di salute e sicurezza, coinvolgendo 338 persone 174 . 174 Nel 2024 erano state erogate 2.960 ore di formazione a 266 persone. 795 1280 991 2023 2024 2025
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 136 Le diverse attività sopra descritte promosse dalla funzione HSE hanno evidenziato i vantaggi derivanti dall'adozione di sistemi strutturati per la prevenzione non solo in ambito della salute e sicurezza ma anche in quello inerente agli aspetti di impatto ambientale, promuovendo quindi un miglioramento complessivo delle aree lavorative. Inoltre, grazie a specifiche iniziative formative in occasione dell’ on-boarding e di sessioni periodiche di orientamento per i colleghi (nell’ambito dell’iniziativa PATH Finder), viene veicolato il percorso che il Gruppo sta effettuando in tema di decarbonizzazione e riduzione di specifici impatti derivanti dai propri prodotti e dai propri processi, rendendo partecipi dei traguardi raggiunti, delle azioni in corso e degli obiettivi a medio termine. SERVIZIO DI MEDICINA SUL LAVORO Nel 2025, per le società italiane, in conformità con la normativa in vigore, è stato mantenuto un preciso protocollo sanitario con il medico competente, che riguarda tutti i lavoratori (dipendenti e non) e che prevede visite mediche distinte in funzione della specifica attività svolta e del conseguente livello di rischio. Anche per il 2025, nelle società italiane, in conformità alla legislazione nazionale vigente, sono stati svolti i seguenti adempimenti: • il medico competente ha effettuato un sopralluogo generale, accompagnato dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione, e dalle rappresentanze sindacali oltre che dai principali responsabili in ambito operations; • i soggetti del sistema di prevenzione aziendale designati (datore di lavoro, delegato, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, medico competente e Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) hanno partecipano alla riunione periodica prevista dal D. Lgs. 81/2008. Nell’ambito della sorveglianza sanitaria, i preposti dell’area vengono sensibilizzati sul rispetto delle prescrizioni del medico competente. A seguito delle visite mediche, l’RSPP informa i responsabili di area interessati circa eventuali prescrizioni o limitazioni, al fine di individuare la posizione lavorativa più idonea per il lavoratore. Nel rispetto della normativa sulla privacy, i preposti vigilano sull’applicazione delle prescrizioni avvalendosi dello strumento “Diario del Preposto”. L’erogazione del servizio di medicina sul lavoro richiede alla Capogruppo OpEx annuali di 50 migliaia di euro 175 . Infine, per promuovere il benessere psico-fisico dei dipendenti anche al di fuori del contesto lavorativo, nell’ambito della sorveglianza sanitaria e in occasione delle visite mediche il medico competente fornisce ai lavoratori consigli, informazioni e indicazioni sull’importanza di praticare attività fisica regolare e di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata. EVENTI INFORTUNISTICI Nel 2025, nonostante i risultati molto positivi nell’ambito della prevenzione, si segnalano 26 eventi di infortuni lievi sul luogo di lavoro: 23 a carico di dipendenti e 3 a carico di lavoratori non dipendenti. Tali eventi hanno comportato o un'assenza o una limitazione temporanea dal lavoro per i lavoratori coinvolti. Gli eventi sono accaduti in particolare presso le aree con lavorazioni meccaniche e sono principalmente imputabili a carenze procedurali (mancata procedura e/o procedura non rispettata dal lavoratore) in quanto sono prevalentemente di tipo attivo (e.g. inciampo, urto, piegamento, spostamento, etc.) ovvero con danno procurato dal lavoratore stesso. Nel 2025 l’indice di gravità 176 è stato pari a 0,49, allineato rispetto al dato registrato nel 2024 pari a 0,43, valore indicativo di eventi molto lievi che hanno comportato una limitata assenza media dal lavoro. Pertanto, nel 2025 sono accaduti più eventi ma con una gravità lieve, infatti sono state perse circa 390 ore ogni milione di ore lavorate (345 le ore perse nel 2024 per milione di ore lavorate). Si segnala inoltre che alcuni eventi accaduti negli Stati Uniti non hanno comportato la perdita di giorni di lavoro; pertanto, l’indicatore relativo agli infortuni con perdita di giornate di lavoro risulterebbe inferiore al totale di infortuni registrabili. 175 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato. 176 L’indice di gravità è un indicatore aggiuntivo, calcolato come: (numero di giornate perse sul lavoro / numero totale di ore lavorate dei lavoratori dipendenti e lavoratori non dipendenti) * 10.000. Tale indice viene riportato in quanto permette di valutare indirettamente la gravità degli eventi infortunistici.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 137 INFORTUNI SUL LAVORO E TASSO DI INFORTUNI SUL LAVORO 2025 2024 Dipendenti Non dipendenti Dipendenti Non dipendenti Numero di decessi dovuti a lesioni e malattie connesse al lavoro 0 0 0 0 Numero di infortuni sul lavoro registrabili 177 23 3 15 3 Tasso di infortuni sul lavoro registrabili 178 5 7 3 9 MALATTIE CONNESSE AL LAVORO 2025 2024 Dipendenti Non dipendenti Dipendenti Non dipendenti Numero di casi riguardanti malattie connesse al lavoro registrabili 0 0 0 0 Numero di casi di malattie connesse al lavoro rilevati durante il periodo di riferimento tra coloro che facevano parte in passato della forza lavoro dell'impresa 0 0 1 0 GIORNATE PERSE A CAUSA DI INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI 2025 2024 Dipendenti Non dipendenti Dipendenti Non dipendenti Numero di giornate perdute a causa di lesioni e decessi sul lavoro dovuti a infortuni sul lavoro, malattie connesse al lavoro e decessi a seguito di malattie 236 12 178 33 INIZIATIVE E OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Al fine di rafforzare il proprio impegno nell’implementazione di presidi volti a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, nel Piano di Sostenibilità 2025-2028, CAREL ha previsto l’estensione del Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro, e l’ottenimento della certificazione ISO 45001, anche ai 177 Nel 2024 e 2025 non si sono registrati infortuni da parte di altri lavoratori che operano nei siti dell’impresa. 178 Il tasso di infortuni sul lavoro registrabili è calcolato come: (numero di infortuni sul lavoro registrabili) / numero totale di ore lavorate) * 1.000.000. 2,53 3,48 5,11 0,18 0,43 0,49 0,00 1,00 2,00 3,00 4,00 5,00 6,00 0 1.000.000 2.000.000 3.000.000 4.000.000 5.000.000 6.000.000 2023 2024 2025 Worked Hours Indice di Frequenza Indice di Gravità
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 138 plant di CAREL USA, CAREL Sud America, CAREL Adriatic ed Enginia, entro il 2028. Per attuare questa attività, il Gruppo ha preventivamente stimato OpEx di circa 60 migliaia di euro, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Al fine di monitorare l’adeguata implementazione dell’iniziativa pianificata, CAREL ha anche fissato il seguente obiettivo: OBIETTIVI PER LA GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Descrizione del target KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi Raggiungere il 69% dei plant del Gruppo CAREL coperti da un Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro certificato ISO 45001, entro il 2028. 179 % plant coperti da un Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro certificato 2024 | 38% 2025 | 38% L’estensione dei sistemi di gestione certificati ISO 45001 rientra nell’ambito dei miglioramenti continui dei processi al fine di ridurne gli impatti sulla salute e sicurezza sul lavoro, tra i quali infortuni, near miss e malattie professionali, che rappresenta uno dei principi adottati dal Gruppo e dichiarati all’interno della Politica. 179 Il valore base e il valore target dell’obiettivo – rispettivamente il 29% e il 57% nel 2024 - sono stati ricalcolati per escludere Eurotec, il quale non presenta attività operative tali da essere considerato nel gruppo dei plant. Indipendentemente da questa variazione, l’obiettivo si attesta in linea con quanto previsto inizialmente. Da programma, infatti, i prossimi plant che adotteranno il Sistema di Gestione della Sicurezza sono CAREL Adriatic ed Enginia, per i quali le attività di implementazione sono distribuite tra il 2025 e il 2026.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 139 S2: LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE CAREL è consapevole che i valori in cui crede possono essere pienamente rispettati solo se condivisi con tutti i partner commerciali e perseguiti in tutte le attività quotidiane; pertanto, è impegnata nella costruzione di una supply chain composta da attori che tutelino i diritti e le condizioni sociali dei lavoratori. Questa attenzione non è rivolta solo ai lavoratori dei partner commerciali con cui CAREL intrattiene relazioni contrattuali dirette, ma si estende anche alla forza lavoro dei subfornitori e dei subappaltatori dei suoi fornitori. L’impegno di CAREL per favorire il rispetto dei diritti umani e delle condizioni sociali dei lavoratori della catena del valore si concretizza nei seguenti strumenti: • la definizione e condivisione dei propri impegni sociali attraverso la formalizzazione di documenti, quali la Politica sui Diritti Umani, il Codice di Condotta Fornitori e la Politica relativa ai conflict minerals (cfr. sezione “Politiche di impegno”); • la valutazione della sostenibilità del fornitore attraverso la richiesta di compilazione di un questionario in fase di pre-omologazione degli stessi, che include anche richieste relative al rispetto dei diritti dei lavoratori. Il nuovo questionario di sostenibilità sottoposto ai fornitori nell’ambito dell’assessment “light” prevede un’intera sezione di domande inerenti ai diritti umani e ai diritti del lavoro, nonché di condividere la documentazione relativa a politiche e/o certificazioni in possesso. I potenziali fornitori che risulta non conformano alle richieste e ai principi di CAREL non vengono omologati e pertanto non entrano a far parte del parco fornitori (si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’impresa per maggiori dettagli sulla valutazione della sostenibilità dei fornitori); • l’implementazione di un processo di Due Diligence per l’approvvigionamento di componenti che contengono 3TG (cfr. sezione “Due Diligence sui conflict minerals”). POLITICHE DI IMPEGNO ESRS S2-1 POLITICA SUI DIRITTI UMANI La Politica sui Diritti Umani del Gruppo, richiede che anche i partner commerciali si impegnino ad agire secondo i principi di equità, integrità, al rispetto dei diritti umani di tutti i lavoratori. Il Gruppo, infatti, incoraggia l’introduzione dei principi descritti nella Politica da parte di partner commerciali e fornitori con i quali questi di relazionano lungo l’intera catena di fornitura. In particolare, CAREL si riserva il diritto di interrompere qualsiasi rapporto con quei partner commerciali/fornitori che violino i principi enunciati nel documento. Si rimanda al capitolo S1 – Forza lavoro propria per l’approfondimento sulla Politica sui Diritti Umani. CODICE DI CONDOTTA FORNITORI Tramite la condivisione del Codice di Condotta Fornitori, CAREL richiede a tutti i fornitori e ai loro collaboratori, subcontraenti e ad altre parti che lavorano per loro conto, di aderire ai principi e alle disposizioni in esso contenuti quando operano con il Gruppo. CAREL ritiene fondamentale agire sempre secondo modalità che assicurino la protezione e la promozione dei diritti umani anche nelle proprie collaborazioni, considerando le controparti come professionisti e innanzitutto come esseri umani; pertanto, una sezione del Codice è dedicata alla tutela di tutti i lavoratori nella catena di fornitura e dei loro diritti umani. Il Codice richiede inoltre ai fornitori di utilizzare, nel contesto delle attività a favore di CAREL, soltanto minerali con origine conflict-free e di applicare una ragionevole due diligence per garantire conformità nell'intera catena di fornitura, se si tratta di fornitori di componenti che possono contenere uno o più dei c.d. 3TG. Si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’impresa per l’approfondimento del Codice di Condotta Fornitori. POLITICA SUI CONFLICT MINERALS Il business in cui opera il Gruppo prevede la realizzazione di prodotti utilizzando componenti che contengono minerali e metalli, tra cui oro, stagno, tantalio e tungsteno (3TG), potenzialmente provenienti da zone di conflitto o ad alto rischio (Conflict-Affected and High-Risk Areas), in quanto, dall’estrazione e/o dalla lavorazione di questi minerali potrebbe derivare un impatto negativo in termini sociali e/o
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 140 ambientali, in aree geografiche in cui i ricavi connessi a tali attività possono essere utilizzati per finanziare o favorire gruppi armati, violazioni di leggi internazionali e abusi dei diritti umani (i ccdd. conflict minerals). Per tale motivo CAREL Industries ha redatto una specifica politica di impegno volta ad attuare una strategia di approvvigionamento socialmente responsabile che rispetti i diritti umani e che eviti di contribuire ai conflitti attraverso le proprie decisioni e pratiche di acquisto indiretto di minerali all'interno della sua catena di fornitura. Attraverso la Politica, Carel Industries e le società italiane del Gruppo si impegnano espressamente a non acquistare consapevolmente componenti che contengano minerali provenienti da zone di conflitto e da impianti situati nella “Conflict Region” non certificate come “conflict- free”. Richiede inoltre a tutti i suoi fornitori di componenti contenenti 3TG di applicare una ragionevole Due Diligence per garantire la stessa conformità nell'intera catena di fornitura. A sostegno di ciò, Carel ha chiesto e continuerà a chiedere dichiarazioni dai fornitori da cui si approvvigiona e che gestisce, al fine di garantire la trasparenza nella propria catena di fornitura. Tutti i fornitori di componenti che contengono metalli derivanti da minerali 3TG devono inoltrare questo requisito a monte della catena di approvvigionamento al fine di determinare l’origine dei minerali specificati. Il responsabile per l’attuazione della Politica è il Group Head of Purchasing and Logistics. Inoltre, il Gruppo CAREL, su base volontaria, aderisce al framework OECD “Due Diligence Guidance for Responsible Supply Chains of Minerals from Conflict-Affected and High-Risk Areas”, che permette di dimostrare la conformità alla legislazione Statunitense Dodd-Frank Wall Street Reform Act, la quale regolamenta l’utilizzo di minerali provenienti da Paesi interessati da conflitti o da estese violazioni dei diritti umani. DUE DILIGENCE SUI CONFLICT MINERALS ESRS S2 SBM-3, ESRS S2-4 Con specifico riferimento al tema dei conflict minerals, il Gruppo si impegna costantemente a monitorare la propria catena di fornitura per ridurre al massimo gli impatti negativi correlati all’acquisto di componenti che contengono minerali provenienti da aree di conflitto o da attività estrattive implicate nella violazione dei diritti umani. Per perseguire concretamente gli impegni dichiarati nella politica, CAREL 180 ha implementato un processo annuale di Due Diligence in merito all’approvvigionamento di componenti che contengono 3TG, per garantire che la propria catena di fornitura rispetti i principi di responsabilità sociale e non contribuisca a finanziare, in aree geografiche a rischio, gruppi armati che attuano lo sfruttamento delle persone, in condizioni di lavoro critiche. CAREL ritiene questa attività fondamentale per indirizzarsi verso un approvvigionamento sostenibile e conflict-free. Considerando che l’acquisto di componenti elettronici contenenti 3TG è essenziale per la realizzazione dei prodotti, la Capogruppo (che controlla le politiche di acquisto delle società controllate Carel Adriatic, Carel Electronic, Carel USA, Carel Sud America, Recuperator e Hygromatik) ha costituito un comitato interno, il Controversial Sourcing Committee, costituito da membri appartenenti a diverse aree aziendali, il quale ha funzione decisionale riguardo le azioni da intraprendere sui fornitori negligenti che non forniscono supporto nel mappare la catena di fornitura. Dal 2020 il Gruppo è associato alla Responsible Minerals Initiative (RMI, programma gestito da RBA – Responsible Business Alliance), una delle risorse più utilizzate e seguite dalle aziende che si occupano di questioni relative all'approvvigionamento responsabile di minerali nelle loro catene di approvvigionamento. L’adesione a tale iniziativa consente a CAREL un continuo monitoraggio della conformità delle fonderie e raffinerie nella sua supply chain, momento centrale del processo di Due Diligence. Il processo inizia identificando le categorie merceologiche interessate dalla presenza di 3TG (essenzialmente tutti i componenti che contengono metalli), a cui segue la mappatura dei fornitori di materiali che potenzialmente contengono minerali 3TG, che saranno soggetti alla richiesta di 180 Il perimetro dell’attività di due diligence in tema di Conflict Minerals comprende la capogruppo Carel Industries (Italia), Carel Electronic (Cina), Carel Adriatic (Croazia), Carel USA (Stati Uniti), CAREL Sud America (Brasile).
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 141 documentazione specifica. Una volta identificati i fornitori da coinvolgere, agli stessi viene richiesta la compilazione del Conflict Minerals Reporting Template (CMRT), che raccoglie informazioni relativamente alle fonderie di origine dei minerali interessati. Momenti di formazione vengono inoltre organizzati con i fornitori interessati per spiegare le problematiche connesse ai Conflict Mineral e le azioni da implementare. Qualora un fornitore non fornisca la documentazione richiesta, il Comitato Controversial Sourcing può valutare se applicare il piano di phase-out per tale fornitore. Dopo aver ottenuto i CMRT, CAREL conduce un risk assessment relativo alle fonderie e raffinerie indicate nei template, individuando, grazie alla membership con RBA, quelle classificate come ad alto rischio in base alla posizione geografica e allo stato di conformità rispetto al programma richiesto dall’iniziativa RMI. La piattaforma di RBA (https://www.responsiblemineralsinitiative.org/) fornisce strumenti utili, sottoforma di tabelle/database dove sono mappati e classificati per livello di rischio le fonderie e le raffinerie. Inoltre, sono fornite da RBA anche tabelle più generali di classificazione del livello di rischio per paese. Di seguito un elenco dei Paesi considerati a rischio più elevato secondo i criteri del programma RMI. PAESI A RISCHIO PER LIVELLO DI RISCHIO LIVELLO DI RISCHIO PAESI Rischio Alto Algeria, Angola, Armenia, Azerbaijan, Bangladesh, Belarus, Belize, Benin, Bolivia, Brazil, Cambodia, China, Colombia, Comoros, Congo, Côte d'Ivoire, Djibouti, Dominican Republic, Ecuador, Egypt, El Salvador, Equatorial Guinea, Eswatini, Gabon, Gambia, Georgia, Ghana, Guatemala, Guinea, Guinea- Bissau, Guyana, India, Indonesia, Jamaica, Jordan, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Laos, Lesotho, Liberia, Madagascar, Malawi, Mauritania, Moldova, Morocco, Nepal, Nicaragua, Panama, Papua New Guinea, Paraguay, Peru, Philippines, Puerto Rico, Rwanda, Senegal, Serbia, Sierra Leone, Solomon Islands, South Africa, Sri Lanka, Tajikistan, Tanzania, Thailand, Togo, Trinidad and Tobago, Tunisia, Turkey, Turkmenistan, Uzbekistan, Vanuatu, Zambia, Zimbabwe Rischio estremo Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Cameroon, Central African Republic, Chad, DR Congo, Eritrea, Ethiopia, Haiti, Honduras, Iran, Iraq, Kenya, Lebanon, Libya, Mali, Mexico, Mozambique, Myanmar, Niger, Nigeria, North Korea, Pakistan, Russia, Somalia, Sudan, Syria, Uganda, Ukraine, Venezuela, Yemen Questi Paesi sono considerati a rischio per: • conflitti armati: presenza di guerre civili, insurrezioni o altre forme di violenza armata; • violazioni dei diritti umani: abusi sistematici come lavoro forzato, sfruttamento minorile, discriminazione e altre forme di oppressione; • governance debole: corruzione diffusa, mancanza di stato di diritto e istituzioni governative inefficaci; • rischi ambientali: degradazione ambientale significativa che può influire sulla salute e sulla sicurezza delle comunità locali. In seguito all'analisi, vengono contattati i costruttori di componenti che nei CMRT hanno dichiarato di collaborare con fonderie e/o raffinerie critiche, richiedendo formalmente la messa in atto di azioni correttive volte alla dismissione o alla sospensione degli approvvigionamenti di materiale da tali fonderie. Il Comitato Controversial sourcing può valutare l’organizzazione di sessioni di formazione specifiche per i costruttori in questione e/o la temporanea sospensione dell'approvvigionamento di componenti da tali fornitori. Inoltre, i fornitori e i costruttori che presentano casi a rischio sono costantemente monitorati attraverso specifici reminder via mail, e ogni situazione viene discussa durante i meeting periodici del Controversial Sourcing Committee. Anche nel 2025 CAREL ha svolto l’annuale campagna per l’ottenimento dei CMRT dalla propria supply chain prendendo in considerazione l’acquistato degli ultimi 3 anni così da avere una base dati il più completa possibile. I dati di seguito riportati sono stati consolidati con riferimento all’anno 2025, integrando i dati CAREL con quanto emesso dalle società controllate interessate dal processo di Due Diligence. Nello specifico, sono stati gestiti 435 produttori, per un valore totale equivalente a circa 68 milioni di euro di materiale acquistato nel triennio 2023-2025 per le attività di produzione e rivendita.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 142 La Società ha scelto di misurare i progressi dell’indagine svolta nel 2025 nella propria catena di fornitura attraverso due KPI: “valore equivalente acquistato di articoli/materiali contenenti 3TG” e “numero di costruttori di articoli contenenti 3TG”. Entrambi i KPI sono valutati secondo quattro criteri, assegnati in base alle risposte ottenute: Valore equivalente acquistato di articoli/materiali contenenti 3TG Compliant Value Valore acquistato riferito al costruttore conforme, avendo ricevuto il CMRT aggiornato Not Completed Valore acquistato riferito al costruttore che non ha fornito una risposta completa Not satisfying Valore acquistato riferito al costruttore che non ha risposto alla richiesta con documentazione inerente No reply Valore acquistato rispetto al costruttore che non ha fornito feedback Numero di costruttori di articoli contenenti 3TG Complete replies Il costruttore ha fornito il CMRT Not complete replies Il costruttore non ha fornito una risposta completa Not satisfying replies Documentazione ricevuta dal costruttore non inerente No replies Il costruttore non ha fornito feedback Come si evince dal grafico sottostante, nel 2025 la quasi totalità del valore delle componenti acquistate è stato verso fornitori che hanno dato evidenza delle fonderie coinvolte nella loro produzione. Inoltre, quasi il 98% dei produttori di componenti ha condiviso il CMRT correttamente compilato, che consente di mappare le fonderie presenti nella propria catena di fornitura, come previsto dagli step 1 e 2 della OECD Due Diligence Guidance for Minerals a cui il Gruppo fa riferimento. 181 181 I grafici mostrano, rispettivamente, la distribuzione dei fornitori oggetto di richiesta informazioni in base alla qualità e completezza delle informazioni fornite tramite il CMRT (corrette, incomplete, non soddisfacenti e non condivise) e la corrispondente ripartizione della spesa associata alle specifiche categorie. Questi dati sono riportati in linea con l’impegno di disclosure previsto dalla Policy sui conflict minerals. Risposte complete 99% Risposte non complete 0% Risposte non soddisfacenti 0% Nessuna documentazione / Nessuna risposta 1% RISPOSTE FORNITE DAI FORNITORI OGGETTO DI ANALISI (% DI SPESA) 181 Risposte complete 97% Risposte non complete 0% Risposte non soddisfacenti 1% Nessuna documentazio ne 0% Nessuna risposta 2% RISPOSTE FORNITE DAI FORNITORI OGGETTO DI ANALISI (% FORNITORI) 181
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 143 Le risorse economiche impegnate annualmente in tema di Chemical Compliance sono legate alla membership con RMI e ad attività di consulenza fornita da aziende specializzate – risorse non significative - oltre all’impegno delle risorse del team Chemical Compliance CANALE DI SEGNALAZIONE PER I LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE ESRS S2-2, ESRS S2-3, ESRS S2-4 Il processo di gestione delle segnalazioni adottato da CAREL è dedicato al trattamento di tutte le segnalazioni pertinenti ricevute, incluse quelle effettuate dai lavoratori nella catena del valore. Infatti, chiunque sia interessato è invitato a segnalare reati o irregolarità, conclamate o anche solo sospette, incluse le azioni poste in essere in violazione del Codice Etico, delle Politiche per i Diritti Umani, per la Diversità e per la Parità di Genere. Le Segnalazioni che vengono effettuate in buona fede e nell’interesse del bene comune possono consentire a CAREL di individuare per tempo e porre rimedio a comportamenti che violino i principi dei documenti sopracitati, a danno, tra gli altri, dei lavoratori nella catena del valore. L'adozione di più canali di trasmissione delle segnalazioni (i.e. piattaforma raggiungibile dal sito CAREL, servizio postale e oralmente), garantisce un ampio accesso allo strumento, rendendolo efficace e inclusivo. CAREL si impegna ad avvisare il Segnalante entro sette giorni dalla ricezione della Segnalazione e a fornirgli un riscontro entro tre mesi dalla data dell’avviso di ricevimento o, in mancanza di tale avviso, entro tre mesi dalla scadenza del termine di sette giorni dalla presentazione della segnalazione. Si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’impresa per un approfondimento sul processo di segnalazione whistleblowing di CAREL. CAREL non ha adottato un processo per coinvolgere i lavoratori nella catena del valore aggiuntivo rispetto al sistema Whistleblowing. Nel 2024 e 2025 non stati segnalati gravi problemi o incidenti in materia di diritti umani connessi alla catena del valore a monte e a valle né casi di inosservanza dei principi guida delle Nazioni Unite, dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE. OBIETTIVI FUTURI LEGATI AI LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE ESRS S2-5 Gli obiettivi di CAREL per ridurre gli impatti negativi sui lavoratori nella catena di fornitura rientrano nei più ampi obiettivi prefissati in ambito di gestione dei fornitori; pertanto, si rimanda al capitolo G1 – Condotta d’impresa. Gli obiettivi sono stati definiti in modo da consentire l’adeguato monitoraggio delle azioni future previste per gli anni 2025-2028, le quali sono state identificate considerando le best practice definite da EcoVadis che riflettono gli interessi degli stakeholder, inclusi i lavoratori nella catena di fornitura 182 . 182 I lavoratori nella catena di fornitura non sono stati coinvolti nella definizione degli obiettivi.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 144 G1: CONDOTTA D’IMPRESA CULTURA D’IMPRESA ESRS S1-3, ESRS S2-1, ESRS S2-3, ESRS G1 GOV-1, ESRS G1-1, ESRS G1-3, ESRS G1-4, ESRS G1-5 L'impresa dedica particolare attenzione alla creazione e al rafforzamento di una cultura aziendale solida, che rispecchi i valori di responsabilità, trasparenza e sostenibilità. Gli organi di amministrazione, direzione e controllo discutono e valutano periodicamente i temi rilevanti per la cultura d'impresa, esaminando gli sviluppi e l'integrazione dei valori aziendali nelle proprie politiche e nelle decisioni strategiche, soffermandosi su tematiche quali: inclusività, responsabilità sociale e ambientale, innovazione ed etica professionale. Con l’obiettivo di promuovere la cultura d’impresa e garantire l’etica e l’integrità di tutte le Società del Gruppo, CAREL ha implementato quattro strumenti ispirati alle principali linee guida e standard internazionali in materia di gestione responsabile del business: il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (in seguito anche “Modello 231”), il Codice Etico, la Procedura Anticorruzione e la Procedura Whistleblowing. Il Modello 231, adottato da CAREL Industries S.p.A. e Recuperator S.p.A., ai sensi del D. Lgs. 231/01, normativa di riferimento italiana in materia di corporate criminal liability, è costituito da una parte generale e più parti speciali. La predisposizione del Modello 231 è avvenuta sulla base dell’analisi delle aree a rischio reato, individuate a seguito dello svolgimento di un’attività di risk self assessment relativa all’organizzazione e di una valutazione dei diversi processi aziendali. Con delibera del Consiglio di Amministrazione del 13 novembre 2025, è stato effettuato un aggiornamento del Modello 231 di CAREL Industries S.p.A. e di alcune sue parti speciali. È invece in corso di aggiornamento il Modello 231 di Recuperator S.p.A. La responsabilità di supervisione sull’attuazione di tali Politiche è in capo al Consiglio di Amministrazione. L’Organismo di Vigilanza ha il compito di verificare la corretta applicazione di tali impegni. Tutti i documenti sopracitati sono resi pubblici sul sito internet della Società, al seguente indirizzo: https://www.CAREL.it/legal-notice. Inoltre, i partner commerciali e altre terze parti vengono informati e invitati al rispetto del Codice Etico, del Modello 231 e della Politica anticorruzione, attraverso clausole di richiamo riportate nelle condizioni generali di acquisto e vendita e nei contratti. CODICE ETICO La Società ha approvato un Codice Etico volto a regolare, attraverso l’individuazione di norme comportamentali, l’eticità dell’attività dell’azienda stessa e di tutti coloro che operano in nome e per conto del Gruppo. Il Codice Etico è vincolante per tutte le società del Gruppo e per tutti i loro esponenti aziendali, dipendenti e collaboratori, nonché per ogni soggetto che intrattenga con CAREL rapporti di collaborazione, partnership o altre forme di relazione professionale, sia diretta che indiretta. CAREL richiede inoltre che tutti i propri principali stakeholders (quali, ad esempio, imprese collegate, partecipate, fornitori significativi, etc.), si attengano, nell’ambito della loro autonoma operatività e, in particolare, dei rapporti con CAREL, ai principi generali di questo Codice, fermo restando il rispetto delle specificità religiose, culturali, sociali. Il Codice Etico, che costituisce parte integrante del sistema di organizzazione, gestione e controllo della Società, ai sensi del D. Lgs. 231/01, presenta i valori su cui si fonda CAREL e veicola i principi generali - la cui violazione può costituire inadempimento contrattuale e/o illecito disciplinare – alla base di tutte le attività operative del Gruppo e nei rapporti tra i diversi stakeholder, tra cui partner commerciali, istituzioni pubbliche e organizzazioni sindacali: • Legalità: il rispetto delle leggi e dello statuto aziendale è un principio fondamentale per CAREL. Tutti coloro a cui si applica il Codice, inclusi Dipendenti, Responsabili, Collaboratori ed Esponenti Aziendali, devono operare nel rispetto delle normative nazionali e internazionali e impegnarsi a conoscere le
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 145 leggi applicabili alle proprie funzioni. Devono inoltre seguire i principi di diligenza e fedeltà previsti dal Codice civile e dalle prescrizioni contrattuali; • Moralità: la reputazione e l’efficienza dell’azienda dipendono dal comportamento di ciascun soggetto coinvolto, che deve agire con integrità morale. Sono richiesti onestà, correttezza, trasparenza e responsabilità, garantendo comunicazioni chiare e complete; • Dignità ed eguaglianza: è fondamentale il rispetto della dignità e dei diritti di ogni individuo, senza discriminazioni legate a genere, età, etnia, nazionalità, colore della pelle, religione, orientamento sessuale e identitario, opinioni politiche, affiliazione sindacale, stato civile e familiare, stato di salute e di ogni altra caratteristica personale che contraddistingua l’individuo. Non sono tollerate molestie o offese di alcun tipo, promuovendo un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso della dignità umana; • Professionalità: nell’esercizio delle proprie attività, tutti i soggetti coinvolti devono svolgere la propria attività con la professionalità richiesta dalla natura dei compiti e delle funzioni esercitate, adoperando il massimo impegno nel conseguimento degli obiettivi assegnatigli e svolgendo con diligenza le necessarie attività di approfondimento e aggiornamento. Il Codice riporta infine gli impegni politici di CAREL che guidano l’operato della Società e delle sue controllate: la tutela dell’ambiente, la protezione della sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro, la protezione della proprietà intellettuale e la responsabilità sociale. Nel 2024, il Codice Etico è stato revisionato per garantire un linguaggio che rispetti il principio di parità di genere, mentre nel 2025 il documento ha subito alcuni aggiornamenti rilevanti atti a: • allineare ulteriormente il documento ai valori fondanti del Gruppo delineati all’interno del CAREL Culture Code; • esplicitare i divieti e i principi di trasparenza e correttezza che devono ispirare i rapporti con gli Organi di Controllo e gli obblighi di comportamento che devono essere osservati nei rapporti con gli Organi Giudiziari; • integrare ulteriori principi di comportamento tra cui il dovere di rifiutare comportamenti illeciti e segnalare condotte sospette e il divieto di partecipare o favorire attività criminali, prevedendo apposite procedure di verifica. PROCEDURA ANTICORRUZIONE L’Organismo di Vigilanza ha inoltre approvato e diffuso, a livello di Gruppo, una Procedura Anticorruzione, che si ispira ai principi e alle regole di condotta contenuti nel Codice Etico della Società e ha recepito i principi, le previsioni e le prescrizioni in tema di anticorruzione della normativa in materia di Responsabilità amministrativa degli Enti (D. Lgs. 231/01). Tale procedura è inoltre allineata ai principi di cui al Codice penale italiano e alle normative più stringenti a livello internazionale, come il Foreign Corrupt Practices Act (FCPA), il UK Bribery Act, la Convenzione dell’OCSE sulla lotta alla corruzione dei Pubblici Ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali e la Convenzione delle Nazioni unite contro la corruzione. La procedura si applica a CAREL Industries S.p.A. e a tutte le sue Società controllate. È inoltre portata a conoscenza delle Società partecipate, al fine di diffondere la cultura della compliance e ottimizzare i flussi informativi in modo almeno analogo a quanto avviene per le Società del Gruppo CAREL. In particolare, attraverso la procedura Anticorruzione, il Gruppo si prefigge di preservare l’integrità e la correttezza nello svolgimento della propria attività, oltre a garantire il rispetto di leggi, regolamenti, linee guida e best practice di settore, applicabili nei diversi Paesi nei quali opera. Tale procedura offre a tutti i suoi destinatari un quadro organico di riferimento delle disposizioni e procedure vigenti in materia di prevenzione dei rischi di pratiche illecite e di contrasto ai fenomeni corruttivi, sia nel settore pubblico che privato. Le Funzioni maggiormente a rischio corruzione attiva e passiva sono coloro che intrattengono rapporti con i fornitori (Funzione Operations), con gli agenti, i clienti, i distributori e la pubblica amministrazione (Funzioni commerciali ricadenti nell’area Western Europe e Funzione Solution Marketing), e la Funzione Finance. Le attività di monitoraggio sull’effettiva applicazione della Procedura Anti-Corruzione del Gruppo CAREL, incluse le attività di gestione di eventuali episodi di violazione della stessa, sono affidate alle Funzioni Internal Audit e, in Italia, anche all’Organismo di Vigilanza, ciascuno secondo le proprie attribuzioni e competenze. In particolare, la Funzione Internal Audit, sulla base del programma di interventi approvato dal Consiglio di Amministrazione, effettua verifiche a campione sui Partner
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 146 commerciali e sulle funzioni interne operanti nelle principali aree di rischio, agendo in modo indipendente e valutando la concreta efficacia dei presidi previsti. Degli esiti di tali valutazioni dà notizia agli Organi Sociali, alla Funzione Legal & Corporate Affairs e all’Organismo di Vigilanza. La Funzione Legal & Corporate Affairs monitora l’effettiva adozione di tale Procedura e ha la responsabilità di avviare e coordinare le attività di formazione. Su base semestrale, l’Organismo di Vigilanza relaziona, nelle forme più opportune, gli Organi Sociali, segnalando eventuali lacune o criticità del sistema dei controlli, le violazioni identificate e gli strumenti preventivi adottati o di cui si suggerisce l’adozione. Inoltre, nell’ambito delle attività di coordinamento e direzione del Gruppo CAREL, la Funzione Legal & Corporate Affairs è preposta a ricevere le eventuali segnalazioni dei Managing Directors e/o punti di contatto delle società controllate, che raccoglie in un apposito registro, laddove pervenute dagli stessi, ed eventualmente le sottopone agli Organi Sociali e all’Organismo di Vigilanza. La Funzione Internal Audit non è responsabile di alcuna area operativa in quanto dipende gerarchicamente dal Consiglio e ha accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del suo incarico. Infine, l’Organismo di Vigilanza è dotato, nell’esercizio delle sue funzioni, di autonomia e indipendenza dagli organi societari e dagli altri organismi di controllo interno e dispone di autonomi poteri di spesa. Questo assetto garantisce che l’attività investigativa sia condotta in modo imparziale. Nel triennio 2023-2025 non sono state ricevute condanne per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva, né si sono verificati casi accertati di corruzione attiva o passiva. Nel triennio non si sono verificate azioni legali per condotte anticoncorrenziali, né per violazioni in materia di antitrust e monopolio, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale. PROCEDURA WHISTLEBLOWING CAREL ha adottato una Procedura Whistleblowing, che si applica all’intero Gruppo, con cui mira a garantire la piena tutela e la massima riservatezza nei confronti di coloro che segnalano reati o irregolarità, conclamate o anche solo sospette, incluse le azioni poste in essere in violazione del Codice Etico, delle Politiche per i Diritti Umani, per la Diversità e per la Parità di Genere, ivi compreso qualsiasi comportamento discriminatorio basato sul sesso, sull'età e su caratteristiche socio-demografiche. È inoltre intenzione di CAREL quella di rimuovere ogni ostacolo che possa disincentivare la segnalazione di reati o irregolarità, quali i dubbi e le incertezze circa le modalità e i canali da utilizzare, ovvero i timori di ritorsioni o discriminazioni. Nel 2023, il Consiglio di Amministrazione ha approvato una versione aggiornata della Procedura Whistleblowing della Società, adottata dalla Società nel 2018, adeguandola alle disposizioni del D. Lgs. 10 marzo 2023, n. 24. La precedente versione del Modello 231 già consentiva a chiunque operasse, direttamente o indirettamente, per il Gruppo CAREL di segnalare violazioni o irregolarità riguardanti il Modello 231 o il Codice Etico tramite il sistema di segnalazioni Whistleblowing. La Società e l’Organismo di Vigilanza adottano tutte le misure necessarie per tutelare la riservatezza del soggetto segnalante, in conformità con le normative italiane ed europee in materia (Legge n. 179 del 2017, L. 53/2021, D. Lgs. 24/2023, Direttiva Europea 2019/1937). La Procedura prevede infatti che l’identità del/della segnalante e qualsiasi altra informazione da cui può evincersi, direttamente o indirettamente, tale identità non possono essere rivelate, senza il consenso espresso dello/a stesso/a, a persone diverse da quelle competenti a ricevere o a dare seguito alla segnalazione, espressamente autorizzate a trattare tali dati. È possibile realizzare segnalazioni anche in forma anonima, le quali devono essere trattate come segnalazioni ordinarie. Inoltre, CAREL garantisce a colui/colei che intende palesare la propria identità di ricevere adeguata protezione e di andare esente da atti ritorsivi e/o discriminatori. Le funzioni di controllo svolgono un monitoraggio su efficacia, adeguamento normativo, diffusione e implementazione della Procedura Whistleblowing. In particolare, l’OdV e l’Internal Audit effettuano verifiche in base ai piani di attività annualmente concordati. È volontà di CAREL rivolgere la presente Procedura al più ampio numero possibile di soggetti che, a vario titolo, vengano a contatto con le attività della Società. Per tale ragione, la Procedura è rivolta ai seguenti soggetti: dipendenti di CAREL (a tempo indeterminato o determinato), lavoratori autonomi, collaboratori di imprese esterne che forniscono beni o servizi, liberi professionisti, consulenti, volontari, tirocinanti, persone con ruoli di amministrazione, direzione, controllo o vigilanza, anche se in via di fatto. Le segnalazioni possono essere effettuate utilizzando uno dei seguenti canali: a mezzo di servizio postale, in forma orale e attraverso la piattaforma elettronica web denominata “Integrity Line”, il canale di segnalazione specifico attivato da CAREL (raggiungibile da chiunque attraverso il seguente link:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 147 https://www.CAREL.it/whistleblowing) 184 . Con riferimento a quest’ultimo, la Procedura prevede che l’Organismo di Vigilanza abbia la responsabilità di assicurare il mantenimento del canale di reporting, garantendone adeguata pubblicità, anche attraverso il sito Internet della Società. L’OdV, composto da figure con competenze specifiche, ha ricevuto adeguata formazione sul funzionamento della piattaforma. La Procedura stabilisce che, dopo aver ricevuto una segnalazione, l'Organismo di Vigilanza svolga un primo screening di ammissibilità per verificare se la stessa risulti completa e verificabile, sulla base degli elementi oggetto della segnalazione. Durante l’analisi preliminare può essere valutato il coinvolgimento di altre funzioni/enti aziendali competenti in considerazione della natura della segnalazione (tra cui, a titolo di esempio, la Funzione HR per aspetti di gestione del personale, la Funzione HSE per aspetti legati alla Salute e Sicurezza dei Lavoratori o la Funzione Legal & Corporate Affairs per segnalazioni che richiedono specifiche competenze legali). Se la segnalazione risulta infondata o non verificabile, la stessa viene archiviata. Se la segnalazione risulta invece verificabile, viene avviata un’indagine sui fatti oggetto della stessa, al fine di appurarne la fondatezza, la gravità ed eventualmente l’urgenza. Ferme restando le sanzioni disposte dall’Autorità Giudiziaria, Amministrativa e dall’ANAC, in ottemperanza ai principi definiti nella Procedura, CAREL applica adeguate misure disciplinari rivolte al segnalato/a che risulti responsabile dei fatti denunciati, così come a qualsiasi soggetto che violi le misure di tutela del segnalante. Nel caso in cui il/la segnalato/a sia un terzo, la Società si riserva il diritto di applicare penali o addirittura la risoluzione immediata del contratto, in accordo con quanto previsto dalle clausole contrattuali definite. All’esito delle attività di indagine, l’OdV predispone un report riassuntivo delle verifiche svolte e delle conclusioni raggiunte, provvedendo all’archiviazione di tutta la documentazione pertinente, in modo da evitare l’accesso di terzi alle informazioni raccolte. Una volta completato il processo di accertamento previsto dalla Procedura in merito alla fondatezza della segnalazione, l'OdV - alla prima occasione utile, nel corso delle proprie attività di verifica - accerta l'effettiva adozione di rimedi idonei, mediante intervista della funzione incaricata. Internamente l’efficacia del sistema whistleblowing è garantita, oltre che attraverso l’erogazione di formazione specifica (per cui si rimanda al paragrafo “Formazione sulla cultura d’impresa”), anche mediante il periodico invio di comunicazioni via e-mail ai lavoratori per ricordare l’esistenza della Procedura, della piattaforma e le modalità di accesso. Esternamente, invece, l’efficacia è garantita attraverso il richiamo, nelle clausole contrattuali, del pacchetto normativo a cui gli stakeholder si devono adeguare; all’interno del Modello 231 viene richiamata anche la Procedura Whistleblowing con le indicazioni in merito alle modalità di accesso alla piattaforma. Inoltre, nell’etichetta riservata alle notizie legali del sito viene espressamente richiamata la Procedura Whistleblowing e nella sezione “contattaci” è presente il link di accesso alla piattaforma Integrity Line. FORMAZIONE SULLA CULTURA D’IMPRESA Al fine di assicurare la comprensione ed applicazione delle disposizioni del Modello 231, del Codice Etico, della Politica Anticorruzione e della Procedura Whistleblowing, tutti i dipendenti delle società del Gruppo che utilizzano una soluzione digitalizzata per la gestione del personale, al momento dell’assunzione, ricevono una formazione specifica, erogata attraverso la piattaforma e-learning di Gruppo, nella quale vengono illustrati i concetti principali e le informazioni rilevanti in modo chiaro e comprensibile, anche tramite esempi pratici. La formazione viene ripetuta poi annualmente o in occasione di aggiornamenti rilevanti ai documenti menzionati. Al termine dei corsi di formazione, viene inoltre svolto un breve test di verifica, che assicura il corretto recepimento del contenuto dei documenti sopracitati, inclusi l’esistenza e il funzionamento del canale Whistleblowing. Per le Funzioni apicali (i.e. top management) e sub apicali, la cui attività rileva ai fini del Modello 231, viene prevista, in aggiunta alla formazione di base, formazione più specifica erogata in aula, che ha ad oggetto anche il contenuto di tali documenti. Nel 2024 sono stati inoltre organizzati corsi di formazione specifici sulla Procedura Whistleblowing, erogati attraverso la piattaforma e-learning, con l’obiettivo di accrescerne la conoscenza tra i dipendenti, in considerazione delle modifiche apportate al documento nel 2023. 183 Attualmente CAREL non ha implementato un meccanismo per assicurare: i) la disponibilità del canale di segnalazione delle preoccupazioni nei luoghi di lavoro dei lavoratori nella catena del valore e ii) la consapevolezza di tali lavoratori circa l’esistenza del canale. 184 Attualmente CAREL non ha implementato un meccanismo per assicurare: i) la disponibilità del canale di segnalazione delle preoccupazioni nei luoghi di lavoro dei lavoratori nella catena del valore e ii) la consapevolezza di tali lavoratori circa l’esistenza del canale.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 148 Nel 2025, in linea con l’anno precedente, il 100% delle funzioni a rischio corruzione attiva e passiva sono state coinvolte in programmi di formazione in tema di anticorruzione. I membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo sono coinvolti in attività di formazione in tema anticorruzione periodica in aula, nell’ambito della formazione sul Modello 231. ORGANIZZAZIONI E ASSOCIAZIONI 185 Il Gruppo CAREL partecipa e aderisce alle attività promosse da differenti organizzazioni operanti a livello nazionale e internazionale proponendo il suo punto di vista in termini di innovazione, sviluppo sostenibile, cambiamento climatico e transizione energetica. Di seguito si riportano le principali cui partecipa il Gruppo: • European Partnerships for Energy and the Environment – EPEE; • European Heat Pump Association – EHPA; • American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning System – ASHRAE; • Eurovent; • Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione – AICARR; • China Refrigeration and Air-conditioning Industry Association CRAA; • The China Association of Refrigeration – CAR. Attraverso la collaborazione con le diverse associazioni internazionali, CAREL si adopera quindi per il giusto riconoscimento dei mercati della refrigerazione e del condizionamento e promuove una sostenibilità a lungo termine. Nel 2025 CAREL ha proseguito la partecipazione ai tavoli di lavoro, in particolare a quelli inerenti alla revisione della normativa F-gas 186 . Tale revisione, proposta in bozza ad aprile 2022 e pubblicata il 20 febbraio 2024, ha catalizzato l’attenzione di tutte le associazioni che hanno aperto tavoli di lavoro al fine di far pervenire la loro posizione in merito. Attraverso la trasversalità dei propri prodotti e la partecipazione a tutte le più importanti associazioni, CAREL ha potuto portare la propria posizione e conoscere quella degli altri membri attivi nelle associazioni. Questo ha potuto direzionare alcuni investimenti verso i refrigeranti naturali, oggetto della revisione che mira ad un loro utilizzo più esteso, consolidando la leadership costruita negli scorsi anni ed oggetto di campagne marketing e linee di prodotto dedicate. Altri temi di interesse costantemente monitorati sono stati l’ LCA, quale strumento di organizzazione aziendale e design di prodotti correlato alle politiche di Circular Economy, e le normative attuali ed emergenti rilevanti per il settore, tra cui si citano: RepowerEU, Energy Performance of Buildings Directive (EPBD), Ecodesign Directive (in particolare Ecodesign of Sustainable Products Regulation (ESPR)), Code of Conduct for Energy Smart Appliances e la Proposal for a Restriction of PFAS inviata alla European Chemicals Agency (ECHA). Nel 2025 CAREL ha inoltre proseguito la collaborazione con l’Unione del Caldo e del Freddo Green, patrocinata da Legambiente, un gruppo di lavoro formato da 15 grandi aziende italiane del settore del caldo e del freddo che si prefigge lo scopo di promuovere l’uso dei refrigeranti naturali attraverso incontri pubblici, formazione ed informazione anche verso le istituzioni ed ha anche partecipato al gruppo di lavoro "Progetto Refrigerazione Sostenibile" finalizzato a raggiungere un pubblico quanto più vasto e non strettamente legato al settore (istituzioni, cittadini, stampa, scuole, ecc.) su temi di sostenibilità, rispetto dell'ambiente e più precisamente l'utilizzo dei refrigeranti naturali nella refrigerazione commerciale. Infine, CAREL è membro di ASSOCOLD dal 2024, un'associazione parte di Anima che vanta tra i membri tutte le più importanti aziende italiane attive nel settore dei componenti e degli impianti per la refrigerazione commerciale. CAREL è iscritta al registro dell’UE per la trasparenza (EU's Transparency Register) 187 . 185 Non sono stati identificati rappresentanti in seno agli organi di amministrazione, direzione e controllo responsabili della sorveglianza delle attività di lobbying connesse. Nel 2025 non sono stati forniti né direttamente né indirettamente contributi politici finanziari o in natura. Non vi sono membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo che, nei due anni precedenti la nomina nel periodo di riferimento attuale, abbiano ricoperto una posizione comparabile nella pubblica amministrazione. 186 Le tematiche oggetto di discussione nell'ambito delle Associazioni a cui CAREL partecipa sono principalmente collegate ai rischi climatici derivanti dall’evoluzione normativa volta a promuovere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e alle opportunità di business conseguenti allo sviluppo di prodotti in linea con le politiche nazionali ed internazionali di decarbonizzazione, che consentono agli utilizzatori finali di ridurre i propri consumi energetici, e di riduzione/eliminazione dell'utilizzo di gas refrigeranti altamente impattanti. 187 Numero di identificazione all’interno del registro: # 274714449276-70.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 149 INIZIATIVE E OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA CULTURA D’IMPRESA Come precedentemente menzionato, nel 2024 il Gruppo ha predisposto un nuovo Piano di Sostenibilità relativo al quadriennio 2025-2028, come evoluzione del precedente Piano di Sostenibilità. Le azioni chiave previste dal Piano di Sostenibilità in materia di business etico sono di seguito sinteticamente riportate: • Sistema di Gestione per la Prevenzione della Corruzione: al fine di rafforzare i presidi a prevenzione dei fenomeni corruttivi nello svolgimento delle attività aziendali, è in fase di valutazione l’implementazione in CAREL Industries, tra il 2026 e il 2028, di un Sistema di Gestione per la Prevenzione alla Corruzione. Per monitorare l’adeguata implementazione del Sistema di Gestione, nel nuovo Piano di Sostenibilità è stato indicato come possibile obiettivo l’ottenimento della certificazione dello stesso secondo la norma ISO 37001, entro il 2028. Per attuare questa attività, il Gruppo ha precauzionalmente stimato un investimento di circa 60 migliaia di euro in OpEx, che dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano; • Aggiornamento del framework normativo interno: come delineato all’interno del Piano di Sostenibilità, nel 2025 CAREL ha avviato le attività di aggiornamento e rafforzamento dell’attuale framework normativo interno al Gruppo, con l’intento di introdurre misure contro la contraffazione e l'antifrode da un lato, e misure antitrust per la prevenzione del boicottaggio illegale dall’altro. A tal fine, il Gruppo sta lavorando alla stesura di alcune nuove Politiche, che saranno approvate nell’arco del 2026. Per gli aggiornamenti del framework normativo, il Gruppo ha sostenuto durante l’anno un costo pari a 10 migliaia di euro in OpEx 188 per attività di supporto legale. Si riporta di seguito il target definito dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità 2025-2028, in tema business etico e lotta alla corruzione: OBIETTIVI PER LA LOTTA ALLA CORRUZIONE Descrizione dell’obiettivo KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi Ottenere la certificazione ISO 37001 sul Sistema di Gestione per la Prevenzione della Corruzione da implementare in CAREL Industries entro l'anno 2028. Ottenimento della certificazione 2024 | N/A - L’implementazione di un Sistema di Gestione certificato aiuta a ridurre il verificarsi di episodi di corruzione, promuovendo un business etico e trasparente. CATENA DI FORNITURA ESRS S2-1, ESRS S2- 4, ESRS G1-1, ESRS G1-2 PROFILO DELLA CATENA DI FORNITURA La strategia di CAREL è costruire supply chain regionali, per cui ciascun stabilimento produttivo ricorre in modo preferenziale a fornitori con basi produttive o logistiche regionali. L’obiettivo è garantire un miglior servizio ma soprattutto la continuità di fornitura, anche a fronte di eventuali problematiche di natura geopolitica, logistica, eventi naturali o lock-down in Paesi terzi. Questa politica ha inoltre, come conseguenza positiva diretta, un minore impatto ambientale dei trasporti, ma determina anche la necessità di gestire fonti alternative ed equivalenti su aree geografiche diverse. In parallelo, si è lavorato per rendere ciascun plant indipendente, dal punto di vista del sourcing, rispetto agli altri plant del Gruppo, riducendo così il rischio che eventi di disruption remoti impattino il mercato di destinazione di ciascun plant. 188 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 150 GESTIONE DEI RAPPORTI CON I FORNITORI L’impegno di CAREL allo sviluppo di una catena di fornitura più sostenibile si concretizza attraverso tre elementi: la condivisione del Codice di Condotta fornitori, la valutazione della compliance ESG dei fornitori all’interno della procedura di omologazione dei fornitori e il processo di Due Diligence sulla catena di fornitura che il Gruppo sta implementando gradualmente. Codice Condotta Fornitori A dicembre 2022, il Consiglio di Amministrazione ha approvato l’adozione di un Codice di Condotta Fornitori che, insieme al Codice Etico, al Modello Organizzativo ex d.lgs. 231/2001 e alla Procedura Anticorruzione, costituisce parte fondamentale dei rapporti contrattuali. Il Codice di Condotta Fornitori si applica a tutti i fornitori di CAREL, i quali devono a loro volta assicurarsi che i loro fornitori – ossia i subfornitori di CAREL -, così come qualsiasi altra terza parte che lavori per loro conto, agiscano nel pieno rispetto del Codice quando coinvolti in attività legate a beni o a servizi da fornire al Gruppo CAREL. Il Codice di Condotta Fornitori, la cui attuazione è in carico alla Direzione Supply Chain, nel 2022 è stato oggetto di una estesa campagna di comunicazione e sensibilizzazione che ha raggiunto buona parte del parco fornitori. Al momento della condivisione, è stato anche chiesto ai fornitori di segnalare a CAREL eventuali incongruenze con le loro pratiche attuali e sono stati valutati i feedback. Il documento è stato inoltre reso pubblico nel sito istituzionale di CAREL così da poter essere consultato anche dai fornitori candidati. Dal 2022, la sottoscrizione del Codice di Condotta Fornitori è un passaggio obbligatorio per l’omologazione di nuovi fornitori di componenti e prodotti per il perimetro dei 5 plant storici del Gruppo 189 . A partire dal 2025, tale obbligo è stato esteso anche ad altri 3 plant: Recuperator, Enginia e Hygromatik. Per quanto riguarda i fornitori di servizi 190 , l’obbligo di firma del Codice è stato attivato in CAREL Industries nel 2023 e, dal 2025, esteso in maniera graduale nel medio termine anche ad altri plant, tra cui CAREL USA, CAREL Adriatic e CAREL Electronic. Dal 2026 la firma del Codice sarà richiesta ai nuovi fornitori di componenti e prodotti e di servizi di tutti i plant del Gruppo. Ad oggi, il Codice di Condotta Fornitori (o un documento equivalente) è stato sottoscritto da 208 fornitori. I principi etici e gli standard di comportamento delineati in tale Codice si articolano in tre macro-ambiti: business etico e responsabile, tutela dei lavoratori e dei Diritti Umani e attenzione all’ambiente e alle Comunità. Business etico e responsabile CAREL ritiene che adottare comportamenti ispirati a elevati standard etici nella conduzione della propria attività rappresenti una condizione indispensabile per il suo successo, uno strumento di promozione della propria immagine, nonché un patrimonio essenziale dell’organizzazione. Tramite il Codice di Condotta Fornitori, CAREL chiede ai fornitori di impegnarsi in relazione ai seguenti aspetti: • conformità ai requisiti di legge: rispettare leggi e normative vigenti locali, nazionali e internazionali; • sicurezza e conformità di prodotti e servizi: rispettare le leggi e le norme di qualità e sicurezza, adottando un sistema di gestione per la qualità conforme agli standard internazionali; • conflitto di interessi: evitare conflitti di interessi e segnalare prontamente eventuali conflitti a CAREL; • confidenzialità, integrità e riservatezza: trattare con diligenza le informazioni confidenziali, rispettare i diritti di proprietà intellettuale di CAREL e agire secondo le leggi vigenti in materia di protezione dei dati; • lotta alla corruzione: operare nel rispetto della legalità e dei principi etici, evitando pagamenti o benefici impropri; • responsabilità economica: rispettare le leggi in materia di contabilità, fiscalità e trasparenza, astenendosi da illeciti economici e finanziari. 189 I plant storici del Gruppo sono: CAREL Industries, CAREL Sud America, CAREL USA, CAREL Electronic e CAREL Adriatic. 190 Ad eccezione delle categorie di acquisto per le quali non è prevista l’emissione di una richiesta di acquisto.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 151 Tutela dei lavoratori e dei Diritti Umani CAREL ritiene fondamentale agire sempre secondo modalità che assicurino la protezione e la promozione dei diritti umani anche nelle proprie collaborazioni, considerando le controparti come professionisti e innanzitutto come esseri umani. Per questo motivo, CAREL aderisce ai Dieci principi del Global Compact delle Nazioni Unite e si ispira ai valori degli International Labour Standards contemplati nelle convenzioni fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Tramite il Codice, CAREL chiede ai fornitori di impegnarsi nei confronti di tutti i lavoratori nella catena del valore, in relazione ai seguenti aspetti: • regolarità dei contratti: garantire condizioni di lavoro conformi alle normative e versare regolarmente i contributi di sicurezza sociale; • salute e sicurezza: operare in ottemperanza alle norme sulla salute e sicurezza, riducendo al minimo incidenti e malattie professionali; • lotta a qualsiasi forma di discriminazione: garantire pari opportunità e trattare i lavoratori con equità, rispetto e dignità; • divieto di lavoro forzato: non avvalersi di lavoro forzato o traffico di esseri umani; • divieto di lavoro minorile: impiegare solo lavoratori con età non inferiore a quella stabilita dalle normative; • remunerazione e orario di lavoro: rispettare le norme su salari e orari di lavoro, assicurando che il lavoro straordinario sia volontario e retribuito; • sicurezza e protezione dei dati personali: proteggere i dati personali secondo le leggi vigenti; • contrattazione collettiva e libertà di associazione: riconoscere il diritto dei lavoratori di aderire a organizzazioni di lavoratori e alla contrattazione collettiva; • conflict minerals: utilizzare solo minerali conflict-free, applicando una due diligence per garantire la conformità nella catena di fornitura (per maggiori informazioni sulla gestione dei conflict minerals si rimanda al capitolo S2 – Lavoratori nella catena del valore). Attenzione all’ambiente e alle Comunità CAREL contribuisce, nelle sedi appropriate e nello svolgimento della propria attività, alla promozione dello sviluppo scientifico e tecnologico volto alla protezione ambientale, alla salvaguardia delle risorse naturali e alla minimizzazione degli impatti. CAREL condivide questo impegno con i propri fornitori e con i propri clienti, parti integranti e fondamentali del suo sviluppo. Tramite il Codice, CAREL chiede ai fornitori di impegnarsi in relazione ai seguenti aspetti: • conformità alle norme ambientali: attenersi e rispettare le norme ambientali vigenti, migliorando le prestazioni ambientali; • impatto ambientale delle sostanze pericolose: gestire, misurare e controllare le attività potenzialmente dannose per evitare il rilascio di sostanze pericolose nell'ambiente; • gestione dei rifiuti: ridurre la produzione di rifiuti attraverso il riutilizzo e il riciclaggio, gestendo responsabilmente i rifiuti prodotti; • uso efficiente delle risorse e salvaguardia del clima: utilizzare le risorse in modo responsabile, minimizzando le emissioni di gas a effetto serra e promuovendo il riciclo; • biodiversità: contribuire alla tutela degli ecosistemi e della biodiversità; • rispetto delle comunità locali: monitorare e affrontare adeguatamente gli impatti prodotti sul territorio in cui opera. Processo di omologazione dei fornitori Nei 5 plant storici del Gruppo, CAREL ha implementato una procedura 191 di verifica dei fornitori di materiali che si articola in due fasi: pre-omologazione e omologazione (Phase-In). La fase di pre-omologazione è suddivisa in tre momenti: 191 La Procedura è certificata dal Sistema di Gestione della Qualità ISO 9001:2015 per CAREL Industries e CAREL Adriatic.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 152 • valutazione del rischio del fornitore: al fine di garantire continuità nell'approvvigionamento, tutti i fornitori di materiali BOM (Bill Of Materials - Distinta base), ad eccezione di quelli relativi agli acquisti occasionali, sono soggetti a una preliminare valutazione del rischio; • valutazione del processo di tracciabilità: tutti i fornitori di materiali BOM, che possono essere critici in termini di qualità e/o di sicurezza, devono essere dotati di un processo di tracciabilità, che viene valutato da CAREL attraverso la richiesta di compilazione di un questionario di autovalutazione al fornitore e lo svolgimento di un controllo dell’etichetta del prodotto fornito; • valutazione della sostenibilità del fornitore: al fine di promuovere l'etica aziendale e i principi di sostenibilità sociale e ambientale di CAREL lungo la catena di fornitura, ai fornitori è chiesto di autovalutare i propri processi e le proprie iniziative ambientali e sociali. Nello specifico, la valutazione della sostenibilità viene attualmente effettuata tramite la richiesta di compilazione di un questionario che tocca tre macroaree tematiche: la salute e sicurezza, l’ambiente e la responsabilità sociale. In particolare, con riferimento alla prima area tematica, vengono indagati i temi di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti, nonché la gestione delle situazioni di emergenza. Sotto il profilo ambientale, vengono verificati i consumi di energia e delle risorse idriche, la riduzione degli sprechi e il rispetto delle normative internazionali sui prodotti chimici, quali ad esempio REACH e RoHS. Infine, per quanto riguarda la sfera sociale, l’assessment include i temi dei diritti del lavoro (lavoro minorile, salario, orario, libertà di associazione), le previsioni della policy sui conflict minerals, la diversità e l’etica aziendale. Il questionario, di natura qualitativa, è strutturato in quattro sezioni: rispetto delle normative e dei regolamenti applicabili (compliance), esistenza di processi strutturati, presenza di iniziative di miglioramento o di riduzione dell’impatto e coinvolgimento ricorsivo della propria base fornitori. Il punteggio è espresso attraverso una scala da 0 a 100, con una soglia target pari a 60. Una volta che il fornitore candidato ha superato positivamente la fase di pre-omologazione, prende avvio quella di omologazione attraverso la raccolta di informazioni aggiuntive su RoHS, REACH e conflict minerals (nel caso di fornitore produttore), il campionamento di materiale (nell’ipotesi di fornitura di un nuovo materiale) e la verifica dei suoi processi e procedure, per assicurare che siano coerenti con le aspettative di CAREL e con le best practice, nonché l’eventuale conduzione di audit fisici presso le sue strutture. IMPLEMENTAZIONE DI UN PROCESSO DI DUE DILIGENCE Nell’ambito del Piano di Sostenibilità, il Gruppo si è posto l’importante impegno di implementare, entro il 2028, un processo strutturato di Due Diligence per i temi sociali e ambientali nella catena di fornitura. Il processo di Due Diligence permetterà di identificare in maniera più puntuale gli impatti, le dipendenze e i rischi connessi ai temi sociali e ambientali nella catena di fornitura, nell’ambito dell’acquisto dei materiali diretti e indiretti 192 e, conseguentemente, di implementare specifiche azioni per prevenire, mitigare e, se necessario, porre rimedio a tali impatti. L'implementazione di questo processo prevede lo sviluppo delle seguenti attività: la mappatura del rischio di sostenibilità dei fornitori, la valutazione delle loro performance di sostenibilità - nelle versioni “light” e “approfondita” -, e la conduzione di audit fisici ESG presso fornitori selezionati sulla base dei risultati ottenuti nelle fasi di mappatura e valutazione. Per ciascuna di queste attività, CAREL si è fissata specifici obiettivi, riportati nella sezione “Obiettivi futuri legati alla gestione della catena di fornitura” del presente Capitolo. 192 I materiali diretti sono quelli impiegati nella manifattura del prodotto, mentre i materiali indiretti supportano il processo di produzione senza entrare a far parte del prodotto finale. Mappatura del rischio di sostenibilità di tutti i fornitori di materiali diretti. Assessment ESG "light" di tutti i fornitori di materiali diretti tramite tool EcoVadis. Assessment ESG "approfondito" dei fornitoti critici tramite tool EcoVadis. Audit ESG onsite presso i fornitori critici, attraverso il supporto di una terza parte specializzata.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 153 Mappatura del rischio di sostenibilità dei fornitori Come primo step, con lo scopo di creare maggiore consapevolezza e fornire più ampia visibilità della catena di approvvigionamento, nel corso del 2025 CAREL ha avviato un’attività di mappatura del rischio di sostenibilità dei fornitori tramite lo strumento IQPlus di EcoVadis, che consentirà di identificare, valutare e prioritizzare i rischi lungo la catena di approvvigionamento. La mappatura ha considerato 1.068 fornitori tier 1 attivi sui 10 plant. La rischiosità della catena di fornitura viene valutata considerando 21 criteri di sostenibilità, allineati ai principali standard globali, che si sviluppano su quattro macro-temi – ambiente, lavoro e diritti umani, etica, acquisti sostenibili. La mappatura permetterà di classificare i fornitori secondo una scala di rischio a 6 livelli, da molto basso a molto alto, individuando così il rischio globale della supply chain di CAREL. Il livello di rischio complessivo (overall risk) che verrà attribuito ai fornitori deriva dall’integrazione di due elementi: il sustainability risk, composto dal rischio Paese (country risk) e dal rischio relativo alla specifica attività del fornitore (industry risk), e lo scan risk. Quest’ultimo è determinato attraverso l’analisi di un ampio patrimonio di dati, effettuata da un sistema di AI Sustainbility Data Mining (SDM), che include informazioni specifiche dei Paesi in cui sono localizzati i fornitori, dei settori in cui essi operano e documenti pubblici del fornitore come certificazioni ISO, Codici di Condotta, Dichiarazioni dei diritti umani, etc. Valutazione della performance di sostenibilità dei fornitori Contemporaneamente, per i fornitori di classe A 193 è stato avviato il processo di valutazione della performance di sostenibilità, il cd. assessment light, attraverso l’adozione di un nuovo questionario di sostenibilità. L’assessment light, coerentemente con la valutazione del rischio complessivo, si sviluppa su quattro macro-temi – ambiente, lavoro e diritti umani, etica, acquisti sostenibili – ma i contenuti sono personalizzati in funzione del macrosettore di appartenenza del fornitore. Il processo di valutazione è stato avviato nel 2025 tramite la somministrazione, in due campagne, del questionario a 1.068 fornitori, i quali rappresentano circa l’80% del valore degli acquisti del Gruppo. Attualmente è in corso la fase di raccolta delle risposte. Tale assessment sarà integrato anche nella fase di pre-omologazione dei fornitori, sostituendo l’attuale valutazione di sostenibilità a cui sono attualmente sottoposti i fornitori in quella fase del processo. L’introduzione del cd. assessment approfondito che verrà rivolto ai 100 fornitori ritenuti più rilevanti e critici, è finalizzata a ottenere una visione più completa della gestione degli impatti legati ai temi della sostenibilità da parte dei fornitori e valutare la necessità di avviare attività di engagement ad hoc. A partire dall’inizio delle attività di Due Diligence, attraverso la somministrazione dei due livelli di assessment, sono stati ad oggi valutati 123 fornitori grazie al nuovo questionario, i quali rappresentano il 60% in termini di fatturato di acquisto. Complessivamente la risposta al questionario è stata soddisfacente, con il 50% di risposte pervenute. Per attuare queste attività, nel corso del 2025 il Gruppo ha investito OpEx per 25.000 euro 194 . Sono stati preventivamente stimati, nell’orizzonte 2026-2028 del piano, ulteriori investimenti di circa 80.000 euro in CapEx e 255.000 euro in OpEx, connessi all’implementazione di un software per la gestione documentale dei fornitori, al completamento della Due Diligence e al ricorso a consulenze e attività di auditing on-site esterne. Si precisa che gli importi di CapEx e OpEx annuali dovranno sottostare al processo di budgeting per ciascuna annualità del Piano. Iniziative complementari al processo di Due Diligence Nell’ambito del Piano di Sostenibilità, al fine di rafforzare ulteriormente la supervisione della catena di fornitura, CAREL ha pianificato inoltre l’avvio delle seguenti iniziative, complementari al processo di Due Diligence 195 : • Formazione specifica del personale della Funzione acquisti sui temi ESG: al fine di implementare al meglio il processo di Due Diligence sopra riportato, il Gruppo ha pianificato di erogare formazione 193 Per fornitori di classe A si intendono i fornitori che coprono l’80% del valore di acquisto, secondo un approccio che segue il principio di Pareto. 194 Tale importo è incluso nei valori presentati alla nota 25 del Conto Economico Consolidato. 195 Le risorse finanziarie (OpEx) per la realizzazione di tali attività sono incluse nella pianificazione finanziaria dedicata alla formazione interna e alle attività di Due Diligence, rispettivamente per la formazione dei propri dipendenti e per la formazione verso i fornitori.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 154 specifica sui temi dell’approvvigionamento sostenibile a tutto il personale delle funzioni acquisti di CAREL Industries, nel 2027. A fine 2025, è stata erogata formazione interna sull’utilizzo degli strumenti EcoVadis di mappatura e valutazione dei fornitori; • Formazione esterna dei fornitori sui temi ESG: il Gruppo ha previsto di erogare tra il 2027 e il 2028 formazione sui temi ESG ad alcuni fornitori, da selezionare sulla base delle evidenze raccolte nel processo di Due Diligence in corso di implementazione. Tramite engagement diretto dei fornitori, l’attività ha l’obiettivo di diffondere buone pratiche ambientali e sociali nella catena di fornitura; • Introduzione di un MBO sull’approvvigionamento sostenibile: al fine di favorire acquisti più sostenibili, il Gruppo ha scelto di introdurre entro il 2026 un obiettivo specifico all’interno dell’MBO del personale della Funzione acquisti. OBIETTIVI FUTURI LEGATI ALLA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA La tabella seguente riporta in maniera sintetica i target definiti dal Gruppo nel Piano di Sostenibilità 2025- 2028, il cui raggiungimento consentirà di attuare e promuovere presso i fornitori gli impegni delineati all’interno del Codice di Condotta Fornitori: OBIETTIVI PER LA GESTIONE DELLA CATENA DI FORNITURA Descrizione del target 196 KPI di monitoraggio Anno e valore di base Progressi raggiunti Gestione dell’IRO e risultati attesi Ottenere la sottoscrizione del Codice di Condotta Fornitori da parte dell’80% del valore degli acquisti diretti, entro il 2028. 197 % del valore degli acquisti diretti verso fornitori che hanno sottoscritto il Codice di Condotta Fornitori 2024 | 9% 2025 | 28% Queste attività favoriranno, da un lato, la scelta di fornitori che adottano migliori pratiche in ambito sociale e ambientale, riducendo così il rischio che una gestione inappropriata dei fornitori da prospettive sociali ed ambientali esponga il Gruppo a possibili sanzioni, danni reputazionali e impatti negativi sul business e, dall’altro, la diffusione di buone pratiche socio- ambientali nella catena di fornitura. Mappare il rischio di sostenibilità di tutti i fornitori di materiali diretti, attraverso l’utilizzo del tool IQPlus di EcoVadis, entro l’anno 2025. % di fornitori di materiali diretti sottoposti a mappatura dei rischi di sostenibilità 2024 | 0% 2025 | 100% Effettuare un assessment ESG “light” del 80% delle forniture di materiali diretti, tramite tool EcoVadis, entro l’anno 2028. 197 Tale assessment sarà integrato anche nella fase di pre-omologazione dei fornitori, sostituendo l’attuale valutazione di sostenibilità a cui sono attualmente sottoposti i fornitori in quella fase del processo. % di spesa verso fornitori di materiali diretti coperti da assessment ESG “light” 2024 | 0% 198 2025 | 60% (calcolo effettuato su dati di fatturato di acquisto 2024) Effettuare un assessment ESG “approfondito” dei 100 fornitori più critici, tramite tool EcoVadis, entro l’anno 2028. N° di fornitori di materiali diretti sottoposti ad assessment ESG “approfondito” 2024 | 0 2025 | 0 196 Per tutti i target riportati il perimetro sono i 10 plant del Gruppo. 197 L’obiettivo è stato aggiornato per riflettere le evidenze emerse dall’avanzamento delle attività avviate e per tenere conto delle ordinarie revisioni di budget che intervengono nel corso dell’esercizio. Si segnala che i valori dei target aggiornati rendicontati nel 2024 erano rispettivamente pari al 95% degli acquisti diretti e a 50 audit ESG onsite. 198 Si precisa che, al 31/12/2024, già il 49% della spesa verso fornitori faceva riferimento a fornitori che erano stati sottoposti alla valutazione di sostenibilità in fase di pre-omologazione, secondo la modalità descritta al paragrafo “Processo di omologazione dei fornitori”. È qui riportato un valore pari a 0 poiché l’obiettivo fa riferimento alla nuova modalità di valutazione delle performance di sostenibilità, attraverso il cd. assessment light che, a partire dal 2026, sarà integrato anche nella fase di pre-omologazione dei fornitori, sostituendo l’attuale valutazione di sostenibilità a cui sono attualmente sottoposti i fornitori in quella fase del processo.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 155 Effettuare 30 audit ESG onsite (attraverso una terza parte specializzata) presso fornitori critici (da selezionare sulla base delle evidenze raccolte nel processo di Due Diligence), entro l’anno 2028. 197 N° di fornitori critici sottoposti a audit onsite 2024 | 0 2025 | 0
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 156 FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI DOPO IL 31 DICEMBRE 2025 Non si rilevano fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio. PROSPETTIVE SULL’ANDAMENTO DELL’ESERCIZIO IN CORSO Sul piano geopolitico, l’intero 2025 si è confermato un esercizio caratterizzato da elevata instabilità e crescente frammentazione degli equilibri internazionali. Oltre al perdurare delle tensioni commerciali e al conflitto tra Russia e Ucraina, il quadro è stato ulteriormente aggravato dalla recentissima escalation del conflitto in Medio Oriente. L’apertura di un ulteriore scenario di guerra, in una regione globalmente importante sotto il profilo energetico e logistico potrebbe accrescere la pressione sulle catene di approvvigionamento globali e sulla volatilità e i costi delle materie prime, incidendo negativamente sulla visibilità prospettica. In tale contesto, l’interpretazione degli indicatori macroeconomici e settoriali risulta particolarmente complessa. Tuttavia, alla luce dei trend registrati negli ultimi trimestri e sulla base di un portafoglio ordini che rimane robusto, il Gruppo stima che il primo trimestre 2026 evidenzi ricavi consolidati tra 160 e 170 milioni di euro (corrispondenti ad una crescita percentuale tra il 9% e il 15%). Le suddette valutazioni sono formulate sulla base delle informazioni attualmente disponibili e assumono uno scenario geopolitico e macroeconomico privo di ulteriori deterioramenti significativi. Eventuali sviluppi negativi o un prolungamento delle tensioni internazionali potrebbero influenzare le dinamiche energetiche, logistiche e della domanda, incidendo sui risultati prospettici.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 157 GRUPPO CAREL INDUSTRIES PROSPETTI DI BILANCIO CONSOLIDATO E NOTE ESPLICATIVE AL 31 DICEMBRE 2025
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 158 SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA (in migliaia di euro) Note 31.12.2025 31.12.2024 Attività materiali 1 114.661 123.124 Attività immateriali 2 366.398 379.745 Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 3 6.223 3.999 Altre attività non correnti 4 3.862 4.468 Attività fiscali differite 5 12.794 14.689 Attività non correnti 503.937 526.025 Crediti commerciali 6 111.745 99.606 Rimanenze 7 88.536 94.206 Crediti tributari 8 3.054 6.238 Crediti diversi 9 16.972 22.540 Attività finanziarie correnti 10 21.913 3.290 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 11 121.850 99.119 Attività correnti 364.069 324.998 TOTALE ATTIVITA' 868.006 851.023 Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo 12 477.243 434.944 Patrimonio netto delle interessenze di terzi 13 5.702 6.591 Patrimonio netto consolidato 482.945 441.535 Passività finanziarie non correnti 14 83.427 109.367 Fondi rischi 15 5.195 6.358 Piani a benefici definiti 16 7.166 7.390 Passività fiscali differite 17 24.573 26.185 Altre passività non correnti 18 50.804 87.720 Passività non correnti 171.165 237.020 Passività finanziarie correnti 14 41.904 43.231 Debiti commerciali 19 79.678 62.689 Debiti tributari 20 4.450 6.250 Fondi rischi 15 3.038 5.435 Altre passività correnti 21 84.825 54.863 Passività correnti 213.896 172.468 TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO 868.006 851.023
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 159 CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO (in migliaia di euro) Note 2025 2024 Ricavi 22 629.028 578.536 Altri ricavi 23 6.288 6.272 Acquisti materie prime, componenti, merci e variazione rimanenze 24 (246.057) (238.092) Costi per servizi 25 (88.994) (82.104) Costi di sviluppo capitalizzati 26 4.945 5.628 Costi del personale 27 (175.751) (162.205) Altri proventi/(oneri) 28 (5.384) (3.165) Ammortamenti e svalutazioni 29 (42.116) (38.345) RISULTATO OPERATIVO 81.959 66.526 Proventi / (oneri) finanziari netti 30 (5.905) (7.073) Utile/(Perdite) su cambi 31 (1.311) 3.183 Utili/(Perdite) da valutazioni passività per opzioni su quote di minoranza 32 19.395 15.356 Risultato netto delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 33 1.039 1.737 RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE 95.177 79.729 Imposte sul reddito 34 (21.497) (16.470) UTILE/(PERDITA) DELL'ESERCIZIO 73.681 63.259 Interessenza di terzi 38 617 UTILE/(PERDITA) DEL GRUPPO 73.642 62.642 CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO (in migliaia di euro) Note 2025 2024 Utile/(perdita) dell’esercizio 73.681 63.259 Altre componenti dell’utile complessivo che si riverseranno nel conto economico in periodi successivi: - Variazione fair value derivati di copertura al netto dell’effetto fiscale (107) (266) - Differenze cambio da conversione (13.709) 3.805 Altre componenti dell’utile complessivo che non si riverseranno nel conto economico in periodi successivi: - Attualizzazione benefici ai dipendenti al netto dell’effetto fiscale 165 (8) Utile/(perdita) complessivo dell’esercizio 60.030 66.789 di cui attribuibile a: - Soci della controllante 59.980 66.021 - Minoranze 49 769 Utile per azione Utile per azione (in unità di euro) 12 0,65 0,56
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 160 RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO (in migliaia di euro) Note 2025 2024(*) Utile/(perdita) netto 73.681 63.259 Aggiustamenti per: Ammortamenti e svalutazioni 29 42.116 38.345 Accantonamento e rilasci fondi 1.704 11.821 Altri oneri e proventi non monetari (14.348) (12.625) Imposte 34 21.497 16.470 - Movimenti di capitale circolante: Variazione crediti commerciali e altri crediti correnti 6-8-9 (13.058) (1.449) Variazione magazzino 7 3.865 8.475 Variazione debiti commerciali e altri debiti correnti 19-20-21 25.801 (12.185) Variazione attività non correnti 4-5 (392) (3) Variazione passività non correnti 15-16-17-18 (443) (2.074) Flusso di cassa da attività operative 140.423 110.034 Interessi netti pagati (3.639) (5.938) Imposte pagate (16.608) (18.712) Flusso di cassa netto da attività operative 120.176 85.384 Investimenti in attività materiali 1 (13.589) (21.480) Investimenti in attività immateriali 2 (9.234) (10.119) Investimenti/disinvestimenti in attività finanziarie 10 (18.739) 134 Disinvestimenti in attività materiali e immateriali 373 402 Interessi incassati 1.464 3.415 Investimenti in partecipazioni valutate a patrimonio netto 3 (1.150) - Aggregazioni aziendali al netto della cassa acquisita 2 - - Flusso di cassa netto da attività di investimento (40.875) (27.647) Cessione (acquisizione) di interessenze di minoranza (1.587) (44.294) Aumento di capitale 12 - - Acquisizione azioni proprie - - Dividendi agli azionisti 12 (18.561) (21.374) Dividendi alle minoranze 13 (59) (54) Accensione passività finanziarie 14 10.000 10.500 Rimborsi passività finanziarie 14 (35.026) (48.401) Rimborsi passività per canoni di leasing 14 (8.472) (8.317) Flusso di cassa netto da attività di finanziamento (53.705) (111.939) Variazione nelle disponibilità liquide e mezzi equivalenti 25.596 (54.202) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - iniziali 99.119 154.010 Differenze di conversione (2.864) (689) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - finali 121.851 99.119 (*) Si segnala che la voce Altri oneri e proventi non monetari e Interessi pagati sono stati oggetto di riclassifica al fine di rendere maggiormente comparabili le voci
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 161 VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO Capitale Sociale Riserva legale Riserva di conversione Riserva di Cash Flow Hedge Altre riserve Utili (perdite) esercizi precedenti Risultato del periodo Patrimonio netto Patrimonio netto di terzi Totale Patrimoni o netto Saldi 1.01.2024 11.250 2.000 (3.015) 393 182.307 112.544 70.942 376.422 19.751 396.174 Operazioni tra azionisti Destinazione del risultato - 250 - - 22.770 47.922 (70.942) - - - Aumento di capitale - - - - - - - - - - Acquisto azioni proprie - - - - - - - - - - Distribuzione di dividendi - - - - - (21.374) - (21.374) (54) (21.428) Opzioni di acquisto su quote di minoranza - - - - - - - - - - Variazione area di consoli- damento - - - - - 13.875 - 13.875 (13.875) - Totale operazioni tra azionisti 11.250 2.250 (3.015) 393 205.077 152.967 - 368.923 5.823 374.746 Utile/(perdita) del periodo - - - - - - - 62.642 62.642 617 63.259 Altre componenti del conto economico complessivo - - 3.653 (266) (8) - - 3.379 152 3.531 Totale altre componenti del conto economico complessivo - - 3.653 (266) (8) - 62.642 66.021 769 66.789 Saldi 31.12.2024 11.250 2.250 638 127 205.069 152.967 62.642 434.944 6.591 441.535 Saldi 1.01.2025 11.250 2.250 638 127 205.069 152.967 62.642 434.944 6.591 441.535 Operazioni tra azionisti Destinazione del risultato - - - - 4.604 58.038 (62.642) - - - Aumento di capitale Acquisto azioni proprie Distribuzione di dividendi - - - - - (18.561) - (18.561) (59) (18.620) Opzioni di acquisto su quote di minoranza Variazione area di consolidamento - - - - - 880 - 880 (880) - Totale operazioni tra azionisti 11.250 2.250 638 127 209.673 193.324 - 417.263 5.652 422.916 Utile/(perdita) del periodo 73.642 73.642 38 73.681 Altre componenti del conto economico complessivo (13.720) (107) 165 (13.662) 11 (13.651) Totale altre componenti del conto economico complessivo - - (13.720) (107) 165 - 73.642 59.980 49 60.030 Saldi 31.12.2025 11.250 2.250 (13.082) 20 209.838 193.324 73.642 477.243 5.702 482.945
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 162 NOTE ESPLICATIVE
CONTENUTO E FORMA DEL BILANCIO CONSOLIDATO Carel Industries S.p.A. (“la Società” o “la Capogruppo”), società capogruppo dell’omonimo gruppo con sede legale in Brugine (PD), via Dell’Industria 11, è una società per azioni con codice fiscale e P. IVA 04359090281, iscrizione al Registro Imprese di Padova.
Il Gruppo opera come fornitore di strumenti di controllo per i mercati del condizionamento dell’aria, della
refrigerazione commerciale e industriale, nella produzione di sistemi per l’umidificazione dell’aria. Il Gruppo conta 47 filiali commerciali che includono 12 stabilimenti produttivi (suddivisi in 15 aree produttive) a presidio di tutti i principali mercati. La Società capogruppo, in quanto tenuta alla redazione del bilancio consolidato, ha optato in data 28 novembre 2016 e a partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2017 per la predisposizione del bilancio d’esercizio e consolidato utilizzando i principi contabili IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board e adottati dall’Unione Europea come previsto dal Regolamento Europeo n. 1606/2002 del 19 luglio 2002, recepito in Italia dal D.L. 38/2005. Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Carel Industries S.p.A. in data 10 marzo 2026. Il bilancio consolidato dell’esercizio comprende le risultanze economiche della Capogruppo e delle società controllate. Il bilancio consolidato è redatto secondo le scritture contabili aggiornate.
DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ E CRITERI DI REDAZIONE Il bilancio consolidato del Gruppo Carel Industries al 31 dicembre 2025 è stato predisposto secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all’art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002. Per IFRS si intendono tutti gli IFRS, tutte le interpretazioni dell’International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRS IC), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee (SIC), omologati dall’Unione Europea alla data del bilancio e contenuti nei relativi Regolamenti UE pubblicati a tale data. Esso è costituito dai prospetti della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata, conto economico consolidato, conto economico complessivo consolidato, movimenti del patrimonio netto consolidato, rendiconto finanziario consolidato e dalle presenti note esplicative. Il bilancio è stato redatto sulla base della continuità aziendale. In riferimento a tale presupposto, il Gruppo ha valutato, anche in virtù del forte posizionamento competitivo, della elevata redditività e della solidità della struttura patrimoniale e finanziaria, di operare in base al presupposto della continuità aziendale ai sensi dei paragrafi 25 e 26 del Principio IAS 1. Il presente bilancio è redatto in migliaia di euro, che rappresenta la moneta “funzionale” e “di presentazione” del Gruppo Carel Industries secondo quanto previsto dall’International Accounting Standard IAS 21 “Operazioni in valuta”. Ne potrebbero derivare differenze da arrotondamento qualora vengano sommate singole voci, in quanto il calcolo dei singoli elementi è effettuato in unità di euro.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 163
SCHEMI DI BILANCIO Situazione patrimoniale e finanziaria consolidata. Nella situazione patrimoniale e finanziaria consolidata è stata adottata la distinzione delle attività e passività tra correnti e non correnti secondo quanto previsto dal paragrafo 60 e seguenti dello IAS 1. Un’attività/passività è classificata come corrente quando soddisfa uno dei seguenti criteri: ci si aspetta che sia realizzata/estinta o si prevede che sia venduta o utilizzata nel normale ciclo operativo, oppure è posseduta principalmente per essere negoziata, oppure si prevede che si realizzi/estingua entro dodici mesi dalla data di chiusura del bilancio. In mancanza di tutte e tre le condizioni, le attività/passività sono classificate come non correnti. Conto economico consolidato. Il Gruppo Carel Industries ha scelto come schema di presentazione del conto economico consolidato la classificazione per “natura di spesa” in quanto più rappresentativa delle operazioni avvenute nel corso dell’esercizio e della propria struttura di business rispetto alla classificazione “per funzione”. Tale struttura è conforme alle modalità di reporting gestionale interno ed in linea con la prassi internazionale per il settore. Con l’adozione dello IAS 1 Rivisto, la società ha deciso di presentare il conto economico complessivo in due prospetti separati. Conto economico complessivo consolidato. Il “conto economico complessivo consolidato”, redatto secondo i principi contabili IFRS emanati dallo IAS e adottati dall’Unione Europea, evidenzia le altre componenti di conto economico consolidato che transitano direttamente nel patrimonio netto consolidato.
Rendiconto finanziario consolidato. Il rendiconto finanziario consolidato è stato redatto applicando il metodo indiretto. Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti inclusi nel rendiconto finanziario comprendono i saldi patrimoniali alla data di riferimento. I costi relativi ad interessi e imposte sul reddito sono inclusi nei flussi generati dalla gestione operativa mentre gli interessi incassati sono inclusi nei flussi da attività di investimento. Nello schema adottato dal Gruppo sono evidenziati separatamente i flussi di cassa derivanti dalle attività operative, da attività di investimento, la variazione nelle posizioni finanziarie non correnti e dei debiti a breve nonché le attività finanziarie correnti. Ove non specificato, gli utili e le perdite su cambi sono classificati tra le attività operative in quanto si riferiscono alla traduzione in euro di crediti e debiti commerciali.
Prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato. Il prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato illustra le variazioni intervenute nelle voci del patrimonio netto relative a: • destinazione dell’utile di periodo della Capogruppo e di controllate ad azionisti terzi; • ammontari relativi ad operazioni con gli azionisti (acquisto e vendita di azioni proprie); • ciascuna voce di utile e perdita al netto di eventuali effetti fiscali che, come richiesto dagli IFRS è alternativamente imputata direttamente a patrimonio netto (utili o perdite da compravendita di azioni proprie) o ha contropartita in una riserva di patrimonio netto (pagamenti basati su azioni per piani di stock option); • movimentazione delle riserve da valutazione degli strumenti derivati a copertura dei flussi di cassa futuri al netto dell’eventuale effetto fiscale; • l’effetto derivante da eventuali cambiamenti dei principi contabili.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 164 AREA DI CONSOLIDAMENTO
Il Bilancio consolidato del Gruppo Carel Industries include i bilanci al 31 dicembre 2025 della Capogruppo Carel Industries S.p.A. e quelli delle imprese controllate italiane ed estere. Sono considerate controllate le società in cui il Gruppo Carel Industries esercita il controllo, come definito dall’IFRS 10 – “Bilancio Consolidato”. Tale controllo esiste quando il Gruppo ha il potere, direttamente o indirettamente, di determinare le politiche finanziarie ed operative di un’impresa al fine di ottenere benefici dalle sue attività. I bilanci delle imprese controllate sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data in cui si assume il controllo fino al momento in cui tale controllo cessa di esistere. Nella nota [35] “Altre informazioni”, sono dettagliate le Società incluse nell’area di consolidamento al 31 dicembre 2025. CRITERI DI CONSOLIDAMENTO Il bilancio consolidato comprende il bilancio della Carel Industries SpA e delle imprese italiane ed estere sulle quali la Capogruppo esercita direttamente od indirettamente il controllo, in particolare, nell’area di consolidamento rientrano: • le società controllate, sulle quali la Capogruppo ha il potere di esercitare il controllo così come definito dall’IFRS 10 “Bilancio consolidato”: tali società sono consolidate con il metodo del consolidamento integrale; • le società collegate, sulle quali la Capogruppo ha il potere di esercitare un’influenza notevole sulle politiche finanziarie e gestionali, pur non avendone il controllo: tali società sono valutate con il metodo del patrimonio netto. Nella redazione del bilancio consolidato vengono adottati i seguenti principali criteri di consolidamento: • le attività e le passività, i ricavi e i costi, delle società consolidate sono assunti secondo il metodo dell’integrazione globale eliminando il valore di carico delle partecipazioni detenute dalla Capogruppo a fronte del relativo patrimonio netto. Eventuali differenze sono rilevate secondo i dettami dell’IFRS 10 “Bilancio Consolidato” e dell’IFRS 3 “Business Combination”; le eventuali quote attribuibili alle minoranze sono iscritte al valore corrente delle attività e passività acquisite senza rilevazione dell’avviamento; • le società del Gruppo vengono deconsolidate dal momento in cui cessa il controllo con rilevazione di eventuali effetti nel patrimonio netto, tra le operazioni tra azionisti; • nella preparazione del bilancio consolidato sono eliminate le partite di debito e di credito, costi e ricavi e tutte le operazioni di ammontare significativo intercorse tra le società comprese nel perimetro di consolidamento, ivi inclusi i dividendi distribuiti nell’ambito del Gruppo. Vengono inoltre eliminati gli utili non ancora realizzati e le plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni fra società del Gruppo; • la quota di patrimonio netto di competenza di terzi è esposta in una apposita voce del patrimonio netto; nel conto economico è evidenziato il risultato di esercizio di competenza dei terzi medesimi; • la conversione in euro dei bilanci delle società estere consolidate espressi in valute estere è effettuata adottando il cambio medio del periodo per le poste del conto economico, ed il cambio in vigore alla data di chiusura dell’esercizio per le poste dello stato patrimoniale. La differenza tra il cambio di conversione delle poste economiche ed il cambio di conversione delle poste patrimoniali, oltre che le differenze di conversione derivanti dal mutato rapporto di cambio tra inizio e fine esercizio vengono imputate a variazione del patrimonio netto. Tutte le società consolidate integralmente chiudono il loro esercizio sociale al 31 dicembre, tranne Carel India il cui esercizio sociale si chiude al 31 marzo. Tuttavia, ai fini della predisposizione del bilancio consolidato, la filiale indiana predispone un set di informazioni finanziarie coerenti con l’esercizio della consolidante. Il Gruppo monitora periodicamente ogni evento significativo intercorso tra il 31 dicembre di ogni anno e il 31 marzo al fine di identificare potenziali aggiustamenti.
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Aggregazioni aziendali Le aggregazioni aziendali sono rilevate secondo l’ acquisition method. Secondo tale metodo il corrispettivo trasferito in un’aggregazione aziendale è valutato al fair value, calcolato come la somma dei fair value delle attività trasferite e delle passività assunte dal Gruppo alla data di acquisizione e degli strumenti di capitale emessi in cambio del controllo dell’impresa acquisita. Gli oneri accessori alla transazione sono generalmente rilevati nel conto economico nel momento in cui sono sostenuti. Le attività e le passività acquisite sono rilevate al fair value alla data di acquisizione; costituiscono un’eccezione le seguenti poste, che sono invece valutate secondo il loro principio di riferimento: • Imposte differite attive e passive; • Attività e passività per benefici ai dipendenti; • Passività o strumenti di capitale relativi a pagamenti basati su azioni dell’impresa acquisita o pagamenti basati su azioni relativi al Gruppo emessi in sostituzione di contratti dell’impresa acquisita; • Attività destinate alla vendita e attività e passività discontinue. L’avviamento è determinato come l’eccedenza tra la somma dei corrispettivi trasferiti nell’aggregazione aziendale, del valore del patrimonio netto di pertinenza di terzi e del fair value dell’eventuale partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita rispetto al fair value delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione. Se il valore delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione eccede la somma dei corrispettivi trasferiti, del valore del patrimonio netto di pertinenza di terzi e del fair value dell’eventuale partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita, tale eccedenza è rilevata immediatamente nel conto economico come provento derivante dalla transazione conclusa. Le quote del patrimonio netto di pertinenza di terzi, alla data di acquisizione, sono al pro-quota del valore delle attività nette riconosciute per l’impresa acquisita. Eventuali corrispettivi sottoposti a condizioni previste dal contratto di aggregazione aziendale sono valutati al fair value alla data di acquisizione ed inclusi nel valore dei corrispettivi trasferiti nell’aggregazione aziendale ai fini della determinazione dell’avviamento. Eventuali variazioni successive di tale fair value, che sono qualificabili come rettifiche sorte nel periodo di misurazione, sono incluse nell’avviamento in modo retrospettico. Le variazioni di fair value qualificabili come rettifiche sorte nel periodo di misurazione sono quelle che derivano da maggiori informazioni su fatti e circostanze che esistevano alla data di acquisizione, ottenute durante il periodo di misurazione (che non può eccedere il periodo di un anno dall’aggregazione aziendale). Eventuali variazioni successive del corrispettivo pagato sono contabilizzate nel conto economico.
INFORMAZIONI RILEVANTI SUI PRINCIPI CONTABILI APPLICABILI DAL GRUPPO Il bilancio consolidato dell’esercizio 2025 è stato redatto in conformità agli International Financial Reporting Standard (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) omologati dalla Commissione Europea e in vigore alla data di chiusura dell’esercizio. È presentato in euro, la valuta
funzionale del Gruppo in quanto moneta corrente nelle economie in cui il Gruppo opera principalmente, arrotondando gli importi alle migliaia.
Il bilancio riflette, su base consolidata, le situazioni economiche e patrimoniali della Carel Industries S.p.A. e delle società controllate. I bilanci utilizzati per la stesura del bilancio consolidato sono quelli predisposti dalle società controllate, in conformità ai principi contabili internazionali, con riferimento al 31 dicembre 2025. Il bilancio consolidato è costituito dal conto economico consolidato e dal conto economico complessivo consolidato, dalla situazione patrimoniale e finanziaria consolidata, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle presenti Note esplicative che fanno parte integrante del bilancio consolidato stesso.
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Il bilancio consolidato è stato predisposto in applicazione del criterio del costo ad eccezione degli strumenti di finanza derivata a copertura del rischio tasso e cambio e dei titoli disponibili valutati al fair value secondo quanto previsto dallo IFRS9 “Strumenti Finanziari: rilevazione e valutazione”. La predisposizione del bilancio consolidato in conformità con gli IAS/IFRS richiede al management di effettuare delle stime ed assunzioni che hanno impatto sugli importi riportati negli schemi di bilancio e nelle relative note; i risultati consuntivi potrebbero differire dalle stime effettuate. Si rinvia al paragrafo “Utilizzo di stime” per una descrizione delle aree di bilancio più soggette all’uso di stime. Ai fini della predisposizione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, il Gruppo Carel Industries, a seguito della decisione di adottare i principi IFRS a partire dal bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2017, ha utilizzato il set di principi IFRS in vigore a partire dal 1 gennaio 2017, in conformità con quanto richiesto dal principio IFRS 1.
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS APPLICATI DAL 1 GENNAIO 2025 Il seguente principio contabile è stato applicato dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2025: In data 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability”. Il documento richiede ad un’entità di identificare una metodologia da applicare in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un’altra e, quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l’informativa da fornire in nota integrativa. L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio consolidato del Gruppo.
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA, NON ANCORA OBBLIGATORIAMENTE APPLICABILI E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA DALLA SOCIETÀ AL 31 DICEMBRE 2025 Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti, ma tali principi non sono obbligatoriamente applicabili e non sono stati adottati in via anticipata dal Gruppo al 31 dicembre 2025: • In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il documento “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments—Amendments to IFRS 9 and IFRS 7″. Il documento chiarisce alcuni aspetti problematici emersi dalla post-implementation review dell’IFRS 9, tra cui il trattamento contabile delle attività finanziarie i cui rendimenti variano al raggiungimento di obiettivi ESG (i.e. green bonds). Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal 1° gennaio 2026, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di tale emendamento. • In data 18 dicembre 2024 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Contracts Referencing Nature-dependent Electricity – Amendment to IFRS 9 and IFRS 7”. Il documento ha l’obiettivo di supportare le entità nel rendicontare gli effetti finanziari dei contratti di acquisto di elettricità prodotta da fonti rinnovabili (spesso strutturati come Power Purchase Agreements). Sulla base di tali contratti, la quantità di elettricità generata ed acquistata può variare in base a fattori incontrollabili quali le condizioni meteorologiche. Lo IASB ha apportato emendamenti mirati ai principi IFRS 9 e IFRS 7. La modifica si applicherà dal 1° gennaio 2026, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di tale emendamento. In data 18 luglio 2024 lo IASB ha pubblicato un documento denominato “Annual Improvements Volume 11”. Il documento include chiarimenti, semplificazioni, correzioni e cambiamenti volti a migliorare la coerenza di diversi IFRS Accounting Standards. Le modifiche si applicheranno a partire
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dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2026. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di tale emendamento. PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS NON ANCORA OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti. • In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements che sostituirà il principio IAS 1 Presentation of Financial Statements. Il nuovo principio si pone l’obiettivo di migliorare la presentazione degli schemi di bilancio, con particolare riferimento allo schema del conto economico. In particolare, il nuovo principio richiede di: • classificare i ricavi e i costi in tre nuove categorie (sezione operativa, sezione investimento e sezione finanziaria), oltre alle categorie imposte e attività cessate già presenti nello schema di conto economico; • Presentare due nuovi sub-totali, il risultato operativo e il risultato prima degli interessi e tasse (i.e. EBIT). Il nuovo principio inoltre: • richiede maggiori informazioni sugli indicatori di performance definiti dal management; • introduce nuovi criteri per l'aggregazione e la disaggregazione delle informazioni; e, • introduce alcune modifiche allo schema del rendiconto finanziario, tra cui la richiesta di utilizzare il risultato operativo come punto di partenza per la presentazione del rendiconto finanziario predisposto con il metodo indiretto e l’eliminazione di alcune opzioni di classificazione di alcune voci attualmente esistenti (come ad esempio interessi pagati, interessi incassati, dividendi pagati e dividendi incassati). Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata. Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell’introduzione di questo nuovo principio sul bilancio consolidato del Gruppo. • In data 9 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures (unitamente agli Amendments to IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures pubblicati il 21 agosto 2025). Il nuovo principio introduce alcune semplificazioni con riferimento all’informativa richiesta dagli IFRS Accounting Standard nel bilancio di esercizio di una società controllata, che rispetta i seguenti requisiti: • non ha emesso strumenti di capitale o di debito quotati su un mercato regolamentato e non è in procinto di emetterli; • la propria società controllante predispone un bilancio consolidato in conformità con i principi IFRS. Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di tale emendamento. • In data 13 novembre 2025 lo IASB ha pubblicato un documento denominato “Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency – Amendment to IAS 21” che chiarisce le procedure di conversione per un’entità la cui valuta di presentazione è quella di un’economia iperinflazionata. L'entità applica le modifiche se: • la sua valuta funzionale è quella di un'economia non iperinflazionata e sta convertendo i suoi risultati economici e la sua situazione patrimoniale-finanziaria nella valuta di un'economia iperinflazionata; oppure, • sta convertendo nella valuta di un'economia iperinflazionata i risultati economici e la situazione patrimoniale-finanziaria di una gestione estera la cui valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionata.
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Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal 1° gennaio 2027. Gli amministratori non si attendono un effetto nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di tale emendamento.
CRITERI DI VALUTAZIONE
Ricavi e costi I ricavi sono misurati in base al corrispettivo previsto contrattualmente con il cliente e non includono gli ammontari riscossi per conto di terzi. Il Gruppo iscrive i ricavi al momento del trasferimento al cliente del controllo sui beni o servizi promessi. I ricavi sono rilevati nella misura in cui è probabile che al Gruppo affluiranno dei benefici economici e il loro ammontare può essere determinato in modo attendibile. La maggior parte dei contratti con i clienti prevedono sconti commerciali e sconti basati su volumi che vanno a rettificare il valore dei ricavi stessi; il Gruppo, nella definizione dell’ammontare del corrispettivo variabile che può essere incluso nel prezzo della transazione calcola, ad ogni data di bilancio, l’ammontare dei corrispettivi variabili che non possono ancora essere ritenuti realizzati. I ricavi per vendita di prodotti e servizi HVAC sono riferiti a vendite di prodotti per il controllo e l’umidificazione dell’aria nel segmento industriale, residenziale e commerciale (heat ventilation e air conditioning) mentre i ricavi Refrigeration sono riferiti a vendite destinate al food retail e food service. Le vendite in entrambi i mercati possono essere ulteriormente suddivise nei seguenti tre macro canali: OEM (Original Equipment Manufaturer), distributori (Dealers) e singoli progetti specifici (Projects). I ricavi No Core sono caratterizzati sempre da prodotti che tuttavia non rientrano nel Core business del Gruppo. Per quanto concerne il riconoscimento dei ricavi relativi al Gruppo Kiona, gli stessi includono contratti con clienti che comprendono il corrispettivo per la vendita di hardware, per l’installazione e per la fornitura continuativa di servizi. Ai fini della rilevazione dei ricavi, il management ha valutato se alcuni o tutti questi componenti sono considerati come un'obbligazione di prestazione separata ai sensi degli IFRS. Il management ha concluso che i contratti con i clienti comprendono due componenti che rappresentano obblighi di prestazione distinti ai sensi degli IFRS ed in particolare l'hardware e il servizio continuativo fornito nei periodi successivi. Il corrispettivo ricevuto pertanto è ripartito tra queste due obbligazioni di prestazione. Le garanzie relative a queste categorie di prodotti sono garanzie per riparazioni di carattere generale e nella maggior parte dei casi il Gruppo non fornisce garanzie estese pertanto il Gruppo contabilizza le garanzie in conformità allo IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets. Non vi sono significative prestazioni di servizi che hanno durata prolungata nel tempo.
I costi di pubblicità e ricerca, in accordo con lo IAS 38 “Attività Immateriali”, sono integralmente imputati a conto economico. I ricavi da prestazioni di servizi sono rilevati quando i servizi sono resi.
Interessi I ricavi e gli oneri sono rilevati per competenza sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività e passività finanziarie, utilizzando il tasso di interesse effettivo.
Dividendi Sono rilevati quando sorge il diritto degli Azionisti a ricevere il pagamento che normalmente corrisponde alla delibera assembleare di distribuzione dei dividendi. La distribuzione di dividendi viene quindi registrata come passività nel bilancio del periodo in cui la distribuzione degli stessi viene approvata dall’Assemblea degli Azionisti.
Imposte sul reddito Le imposte riflettono una stima realistica del carico fiscale, determinata applicando la normativa vigente nei Paesi nei quali il Gruppo Carel Industries esercita la sua attività; il debito per imposte correnti viene contabilizzato nella situazione patrimoniale e finanziaria al netto di eventuali acconti di imposta pagati.
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Le imposte anticipate e le imposte differite riflettono le differenze temporanee esistenti tra il valore attribuito ad una attività o ad una passività secondo i criteri dettati dai principi internazionali IAS/IFRS ed il valore attribuito alle stesse ai fini fiscali, valorizzate sulla base delle aliquote fiscali attuali o ragionevolmente stimate per gli esercizi futuri. In particolare, le imposte anticipate sono iscritte solo se esiste la probabilità della loro recuperabilità, mentre le imposte differite sono sempre rilevate ad eccezione di talune situazioni che non siano in linea con lo IAS 12 “Imposte” (come nel caso di iscrizione dell’avviamento o nel caso in cui il Gruppo non preveda l’utilizzo di tali imposte differite in un periodo di tempo sufficientemente prevedibile). Il Gruppo non effettua compensazioni tra le imposte anticipate e le imposte differite. Le imposte differite sulle riserve in sospensione di imposta della consolidante sono iscritte nell’esercizio in cui viene contabilizzata la passività relativa al pagamento del dividendo.
Criteri di conversione delle poste in valuta I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze cambio realizzate in occasione dell’incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico. I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta. A fine esercizio le attività e le passività espresse in valuta estera, ad eccezione delle immobilizzazioni (che rimangono iscritte al valore di cambio della data di transazione), sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico. I principali tassi di cambio (valuta per 1 euro) utilizzati per la traduzione dei bilanci in valuta diversa dall’Euro, per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 31 dicembre 2024 (dato comparativo) sono di seguito riepilogati:
Valute Cambi medi Cambi finali
2025 2024 31.12.2025 31.12.2024
Sterlina inglese 0,857 0,847 0,873 0,829
Dollaro Hong Kong 8,810 8,445 9,146 8,069
Real brasiliano 6,307 5,828 6,436 6,425
Dollaro statunitense 1,130 1,082 1,175 1,039
Dollaro australiano 1,752 1,640 1,758 1,677
Renmimbi (Yuan) cinese 8,119 7,788 8,226 7,583
Rupia Indiana 98,524 90,556 105,597 88,934
Rand Sudafricano 20,179 19,830 19,444 19,619
Rublo russo 94,052 100,280 92,094 106,103
Won Sud Coreano 1.605,452 1.475,404 1.696,940 1.532,150
Pesos Messicano 21,671 19,831 21,118 21,550
Corona Svedese 11,066 11,433 10,822 11,459
Yen Giapponese 169,044 163,852 184,090 163,060
Zloty Polacchi 4,240 4,306 4,221 4,275
Bath Tailandese 37,116 38,181 37,218 35,676
Dirham (Emirati Arabi) 4,150 3,975 4,315 3,815
Dollaro di Singapore 1,476 1,446 1,511 1,416
Corona Norvegese 11,718 11,629 11,843 11,795
Franco Svizzero 0,937 0,953 0,931 0,941
Grivnia Ucraina 47,110 43,490 49,795 43,686
Dollaro canadese 1,579 1,482 1,609 1,495
Lira Turca 44,816 35,573 50,484 36,737
Dollaro Neozelandese 1,942 1,788 2,038 1,853
Tenge Kazakistan 589,530 507,914 592,330 544,980
Corona Danese 7,463 7,459 7,469 7,458
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Attività materiali Le attività materiali sono rilevate al costo storico, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l’uso per cui è stato acquistato.
Le spese di manutenzione e riparazione, che non siano suscettibili di valorizzare e/o prolungare la vita residua dei beni, sono spesate nell’esercizio in cui sono sostenute, in caso contrario vengono capitalizzate.
Le attività materiali sono esposte al netto dei relativi ammortamenti accumulati e di eventuali perdite di valore determinate secondo le modalità descritte nel seguito. L’ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene per l’impresa, che è riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, se necessari, sono apportati con applicazione prospettica. Le aliquote di ammortamento delle principali classi di immobilizzazioni materiali sono le seguenti:
Fabbricati industriali da 3% a 5%
Impianti e macchinari da 10% a 15,5%
Attrezzature industriali e commerciali da 12% a 40%
I terreni hanno vita utile indefinita e pertanto non sono soggetti ad ammortamento.
Le attività possedute mediante contratti di lease sono riconosciute come attività al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing. La corrispondente passività verso il locatore è rappresentata in bilancio tra i debiti finanziari. I beni sono ammortizzati in relazione alla durata dei relativi contratti. Per i contratti la cui durata è inferiore ai 12 mesi (short term lease) o il cui valore si configura come low-value asset, i relativi costi sono rilevati a conto economico lungo la durata del contratto. I beni sono ammortizzati secondo le aliquote sopra riportate. Al momento della vendita o quando non sussistono benefici economici futuri, attesi dall’uso di un bene, esso viene eliminato dal bilancio e l’eventuale perdita o utile (calcolata come differenza tra il valore di cessione ed il valore di carico) viene rilevata a conto economico nell’anno della suddetta eliminazione.
Avviamento Rappresenta la differenza tra i) il corrispettivo trasferito per un’acquisizione aziendale, l’importo di qualsiasi partecipazione di minoranza e il fair value alla data di acquisizione di interessenza precedentemente possedute, e ii) il fair value alla data di acquisizione delle attività identificabili e delle
passività assunte. L’avviamento non viene ammortizzato ma è soggetto a verifica annuale di perdita di valore ovvero qualora si verifichino eventi che ne fanno presupporre una riduzione (“Impairment test”).
Altre attività immateriali Sono attività non monetarie identificabili, prive di consistenza fisica, sottoposte al controllo dell’impresa, in grado di far affluire alla società benefici economici futuri. Sono inizialmente rilevate al costo quando esso può essere determinato in modo attendibile secondo le stesse modalità indicate per le attività materiali. Tali attività sono successivamente iscritte al netto dei relativi ammortamenti accumulati e di eventuali perdite di valore. La vita utile viene riesaminata con periodicità ed eventuali cambiamenti, se necessari, sono apportati con applicazione prospettica. Eventuali immobilizzazioni immateriali generate internamente sono capitalizzate, nei limiti e alle condizioni previste dallo IAS 38. La vita utile stimata è compresa tra i 3 e i 15 anni. Gli utili o le perdite derivanti dall’alienazione di una attività immateriale sono determinati come differenza tra il valore di dismissione ed il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell’alienazione.
Perdite di valore delle attività non finanziarie Le attività che hanno una vita utile indefinita non vengono sottoposte ad ammortamento ma vengono sottoposte almeno annualmente ad impairment test volto a verificare se il valore contabile delle stesse si sia ridotto. Il Consiglio di Amministrazione ha adottato una policy che definisce i criteri di esecuzione
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dell’impairment test, i controlli da porre in essere per garantire l’affidabilità del processo e l’iter approvativo del test, in linea con la raccomandazione Consob 0003907 del 15.1.2015. Le attività soggette ad ammortamento vengono sottoposte ad impairment test qualora vi siano eventi o circostanze indicanti che il valore contabile non può essere recuperato (trigger event). In entrambi i casi l’eventuale perdita di valore è contabilizzata per l’importo del valore contabile che eccede il valore recuperabile. Quest’ultimo è dato dal maggiore tra il fair value dell’asset al netto dei costi di vendita ed il suo valore d’uso. Qualora non sia possibile determinare il valore d’uso di una attività individualmente, occorre determinare il valore recuperabile dell’unità generatrice di flussi finanziari (“cash generating units” o CGU) cui l’attività appartiene. Gli assets vengono raggruppati al più piccolo livello per il quale ci sono flussi finanziari indipendenti ed il Gruppo provvede poi al computo del valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati per la CGU applicando un tasso di sconto che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi dell’attività. Successivamente, se una perdita su attività, diverse dall’avviamento, viene meno o si riduce, il valore contabile dell’attività o dell’unità generatrice di flussi finanziari è incrementato sino alla nuova stima del valore recuperabile che, tuttavia, non può eccedere il valore che si sarebbe determinato se non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione di valore. Il ripristino di una perdita di valore è iscritto immediatamente a conto economico secondo quanto previsto dal modello di determinazione del valore dello IAS 16 “Immobili, Impianti e macchinari”.
Partecipazioni Le partecipazioni in società collegate e joint venture sono valutate con il metodo del patrimonio netto, mentre le altre partecipazioni sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a patrimonio netto; quando il fair value non può essere attendibilmente determinato, le partecipazioni sono valutate al costo rettificato per perdite derivanti da impairment, il cui effetto è riconosciuto nel conto economico. Qualora vengano meno i motivi delle svalutazioni effettuate, le partecipazioni valutate al costo sono rivalutate nei limiti delle svalutazioni effettuate con imputazione dell’effetto a conto economico.
Attività finanziarie Sono iscritte inizialmente al loro fair value e successivamente valutate secondo il loro costo ammortizzato. Inizialmente tutte le attività finanziarie sono rilevate al fair value, aumentato, nel caso di attività diverse da quelle al fair value con variazioni a conto economico, degli oneri accessori. Al momento della sottoscrizione, il Gruppo valuta se un contratto contiene derivati impliciti. I derivati impliciti sono scorporati dal contratto ospite se questo non è valutato al fair value quando l’analisi evidenzia che le caratteristiche economiche ed i rischi del derivato implicito non sono strettamente correlati a quelli del contratto ospite. ll Gruppo determina la classificazione delle proprie attività finanziarie dopo la rilevazione iniziale e, ove adeguato e consentito, rivede tale classificazione alla chiusura del periodo di rendicontazione. Tutti gli acquisti e vendite di attività finanziarie sono rilevati alla data di negoziazione, ovvero alla data in cui il Gruppo assume l’impegno di acquistare o vendere l’attività. Tutte le attività finanziarie rilevate che rientrano nell’ambito di applicazione dell’IFRS 9 sono rilevate al costo ammortizzato o al fair value sulla base del modello di business per la gestione delle attività finanziarie e delle caratteristiche relative ai flussi finanziari contrattuali dell’attività finanziaria. Specificamente: • Strumenti di debito detenuti nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finanziarie finalizzato alla raccolta dei flussi di cassa contrattuali, e che hanno flussi di cassa rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e da interessi sull’importo del capitale da restituire, sono successivamente valutati al costo ammortizzato; • Strumenti di debito detenuti nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie, e che hanno flussi di cassa rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e da interessi sull’importo del capitale da restituire, sono successivamente valutati al fair value con variazioni rilevate nelle altre componenti del conto economico complessivo (FVTOCI);
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• Tutti gli altri strumenti di debito e gli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale sono successivamente valutati al fair value, con variazioni rilevate nell’utile (perdita) d’esercizio (FVTPL). Quando un investimento in uno strumento di debito misurato come FVTOCI è eliminato, l’utile (perdita) cumulato riconosciuto in precedenza tra le altre componenti del conto economico complessivo è riclassificato dal patrimonio netto all’utile (perdita) d’esercizio tramite una rettifica da riclassificazione. Al contrario, quando un investimento in uno strumento rappresentativo di capitale designato come valutato FVTOCI è eliminato, l’utile (perdita) cumulato riconosciuto in precedenza tra le altre componenti del conto economico complessivo è successivamente trasferito negli utili portati a nuovo senza transitare dal conto economico. Gli strumenti di debito successivamente valutati al costo ammortizzato o FVTOCI sono assoggettati ad impairment. Eventuali perdite da impairment sono contabilizzate a conto economico previo utilizzo dell’eventuale riserva di fair value precedentemente accantonata. L’eventuale successivo ripristino di valore è rilevato a conto economico salvo per i titoli azionari per i quali è rilevato nella riserva di patrimonio netto.
Rimanenze Le rimanenze di magazzino sono iscritte al minore tra il costo di acquisto e/o di produzione, determinato secondo il metodo del costo medio ponderato, ed il valore netto di realizzo. Il costo di acquisto è inclusivo degli oneri accessori; il costo di produzione comprende i costi di diretta imputazione ed una quota dei costi indiretti, ragionevolmente imputabili ai prodotti. Per quanto riguarda i prodotti in corso di lavorazione, la valorizzazione è stata effettuata al costo medio effettivo dell’esercizio, tenendo conto dello stato di avanzamento delle lavorazioni eseguite. Le rimanenze obsolete e/o di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro presunta possibilità di utilizzo o di realizzo futuro, mediante l’iscrizione di un apposito fondo rettificativo del valore delle rimanenze. La svalutazione viene eliminata negli esercizi successivi se vengono meno i motivi della stessa.
Crediti commerciali I crediti sono iscritti inizialmente al fair value, che corrisponde al valore nominale e, successivamente, valutati al costo ammortizzato e ridotti in caso di perdite di valore. Inoltre, sono adeguati al loro presumibile valore di realizzo mediante l’iscrizione di un apposito fondo rettificativo. Il Gruppo ha adottato una policy al fine di considerare nel calcolo del fondo svalutazione crediti le “expected credit losses” considerando sia i trend storici rilevati nel corso degli esercizi precedenti sia le aspettative di realizzo futuro in base alla geografia di iscrizione dei crediti stessi. I crediti in valuta diversa dalla moneta di conto sono iscritti al tasso di cambio del giorno dell’operazione e, successivamente, convertiti al cambio di fine anno. L’utile o la perdita derivante dalla conversione viene imputato a conto economico.
Disponibilità liquide Comprendono i valori numerari, ossia quei valori che possiedono i requisiti della disponibilità a vista od a brevissimo termine (durata originaria fino a tre mesi), del buon esito e dell’assenza di spese per la riscossione.
Benefici ai dipendenti Rientrano in tale voce il Trattamento di fine rapporto (“TFR”) e gli altri fondi per benefici ai dipendenti previsti dallo IAS 19 “benefici ai dipendenti”. Il TFR, in qualità di piano a benefici definiti, è rilevato sulla base di valutazioni effettuate alla fine di ogni esercizio da parte di attuari indipendenti. La passività iscritta nello stato patrimoniale rappresenta il valore attuale dell’obbligazione erogabile al termine del rapporto di lavoro, che i dipendenti hanno maturato alla data di bilancio calcolato tenendo conto dei risultati ottenuti dall’applicazione del metodo della proiezione unitaria del credito.
Fondi per rischi In accordo con lo IAS 37 “Accantonamenti, passività e attività potenziali”, gli accantonamenti sono contabilizzati quando esiste un’obbligazione (legale o implicita) risultante da un evento passato, è
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probabile l’impiego di risorse per adempiere all’obbligazione e può essere effettuata una stima attendibile dell’importo derivante dall’adempimento dell’obbligazione stessa. Le variazioni di stima tra un esercizio ed il successivo sono imputate a conto economico. Se l’effetto finanziario legato al tempo risulta essere significativo e le date di pagamento dell’obbligazione sono attendibilmente stimabili, l’accantonamento è esposto al valore attuale. La successiva variazione legata al passare del tempo è iscritta al conto economico tra i componenti finanziari. Per i rischi possibili ma non probabili, non viene effettuato alcuno stanziamento ma viene fornita adeguata descrizione nelle Note Esplicative.
Debiti commerciali ed altre passività correnti I debiti commerciali e le altre passività correnti, le cui scadenze rientrano nei normali termini commerciali, sono iscritte inizialmente al costo, identificato dal valore nominale, e non sono attualizzate. Qualora la scadenza non rientri nei normali termini commerciali, la componente finanziaria viene scorporata impiegando un idoneo tasso di mercato.
Passività finanziarie Sono classificate fra le passività correnti a meno che la società non abbia un diritto incondizionato di differire il loro pagamento per almeno dodici mesi dopo la data di bilancio, e vengono rimosse dal bilancio al momento della loro estinzione nel momento in cui il Gruppo ha trasferito tutti i rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso. Sono iscritte inoltre al fair value iniziale e poi misurate successivamente con il metodo dell’amortized cost.
Strumenti finanziari derivati Gli strumenti finanziari derivati sono utilizzati solamente con l’intento di copertura dei rischi finanziari relativi alle variazioni dei tassi di cambio sulle transazioni commerciali in valuta e dei tassi di interesse sull’indebitamento a medio/lungo termine. Gli strumenti finanziari derivati sono rilevati in bilancio e successivamente valutati al “fair value” applicando i seguenti trattamenti contabili: Fair value hedge – se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell’esposizione alle variazioni del valore corrente di una attività o di una passività di bilancio che può determinare effetti sul conto economico, l’utile o la perdita derivante dalle successive valutazioni del valore corrente dello strumento di copertura sono rilevati a conto economico, come pure l’utile o la perdita sulla posta coperta. Cash flow hedge – se uno strumento finanziario derivato è designato come copertura dell’esposizione alla variabilità dei flussi di cassa di una attività o di una passività di bilancio o di un’operazione prevista altamente probabile e che potrebbe avere effetti sul conto economico, la porzione efficace degli utili o delle perdite sullo strumento finanziario è rilevata nel patrimonio netto; l’utile o la perdita cumulati sono stornati dal patrimonio netto e contabilizzati a conto economico nello stesso periodo in cui viene rilevata l’operazione oggetto di copertura; l’utile o la perdita associati ad una copertura o a quella parte della copertura diventata inefficace, sono iscritti a conto economico quando l’inefficacia è rilevata. Qualora non ricorrano le condizioni per l’applicazione dell’hedge accounting, gli effetti derivanti dalla valutazione al “fair value” dello strumento finanziario derivato sono imputati direttamente a conto economico.
Utilizzo di stime La predisposizione del bilancio consolidato ha richiesto agli Amministratori l’applicazione di principi e metodologie contabili che, in talune circostanze, si basano su difficili e soggettive valutazioni ovvero sull’esperienza storica o su assunzioni che vengono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in funzione delle relative circostanze. L’applicazione di tali stime ed assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali la situazione patrimoniale e finanziaria, il conto economico ed il rendiconto finanziario, nonché l’informativa fornita. I risultati finali delle valutazioni per le quali sono state utilizzate le suddette stime ed assunzioni possono differire da quelli riportati nei bilanci a causa dell’incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano.
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Le voci che data la loro natura hanno previsto un maggior ricorso da parte degli Amministratori all’uso di stime e per le quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate può avere un impatto sul bilancio consolidato sono: • Fondo obsolescenza magazzino: le giacenze di materie prime e prodotti finiti a lenta rotazione sono periodicamente analizzate sulla base dei dati storici e sulla possibilità di vendita delle stesse a valori inferiori rispetto alle normali transazioni di mercato. Se da queste analisi risulta la necessità di ridurre il valore delle giacenze, viene contabilizzato un apposito fondo svalutazione; la determinazione del fondo obsolescenza magazzino è determinato sulla base di dati storici e di mercato, eventuali cambiamenti negli scenari di riferimento e nell’andamento del mercato possono modificare in maniera anche significativa i criteri utilizzati per la determinazione delle stime sottostanti. • Leases: la determinazione del valore dei diritti d’uso emergenti da contratti di lease, e le relative passività finanziarie, costituisce una stima significativa da parte del management. In particolare, un elevato livello di giudizio è esercitato nella determinazione del lease-term, e nel calcolo dell’incremental borrowing rate. La determinazione del lease term tiene in considerazione le scadenze del contratto sottoscritto nonché delle eventuali clausole di rinnovo che il Gruppo ritiene ragionevolmente certe nel loro esercizio. L’incremental borrowing rate è costruito considerando la tipologia di asset oggetto del contratto di lease, la giurisdizione nella quale lo stesso viene acquisito e la valuta in cui è denominato il contratto. Eventuali cambiamenti negli scenari di riferimento e nell’andamento del mercato potrebbero richiedere la rivisitazione delle componenti descritte.
• Impairment test per l’avviamento: il Gruppo verifica almeno annualmente, tramite “l’impairment test”, l’eventuale perdita di valore dell’avviamento. Ai fini di tale verifica, il valore recuperabile generato dalle unità generatrici di flussi finanziari è stato determinato come valore d’uso tramite il metodo del “discounted cash flow”. Nell’applicare tale metodo il Gruppo utilizza varie assunzioni, inclusa la stima dei futuri incrementi nelle vendite, dei costi operativi, del tasso di crescita dei valori terminali, degli investimenti, delle variazioni nel capitale di funzionamento e del costo medio ponderato del capitale (tasso di sconto). Al variare delle principali stime ed assunzioni effettuate nella predisposizione del piano, e quindi del test di impairment, potrebbe modificarsi il valore d’uso ed il risultato che effettivamente verrà raggiunto circa il valore di realizzo delle attività iscritte.
• Stima del fair value. L’IFRS 13 rappresenta un’unica fonte di riferimento per la valutazione al fair value e per la relativa informativa quando tale valutazione è richiesta o consentita da altri principi contabili. Nello specifico, il principio riunisce la definizione di fair value stabilendo che è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione. Inoltre, il nuovo principio sostituisce e amplia l’informativa di bilancio richiesta relativamente alle valutazioni al fair value dagli altri principi contabili, compreso l’IFRS 7 “Strumenti finanziari: informazioni integrative”. L’IFRS13 stabilisce una gerarchia che classifica in livelli gli input delle tecniche di valutazione adottate per misurare il fair value. I livelli previsti, disposti in ordine gerarchico, sono i seguenti: • input di livello 1: sono prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività e passività identiche a cui l’entità può accedere alla data di valutazione; • input di livello 2: sono variabili diverse dai prezzi quotati inclusi nel livello 1 osservabili direttamente o indirettamente per le attività o per le passività; • input di livello 3: sono variabili non osservabili per le attività o per le passività. La metodologia utilizzata per tale stima è stata la seguente: • il fair value dei titoli quotati disponibili per la vendita è calcolato sulla base delle quotazioni di borsa (livello 1); • il fair value dei contratti a copertura del rischio cambio, calcolato sulla base dell’attualizzazione della differenza tra il prezzo a termine a scadenza ed il prezzo a termine per la durata residua alla data di valutazione (fine esercizio) ad un tasso di interesse senza rischio (livello 2); • il fair value dei derivati a copertura del rischio tasso è basato su quotazioni degli intermediari. Tale valore è comunque calcolato sulla base del valore attuale dei flussi di cassa futuri sulla base dei tassi di interesse alla data di bilancio (livello 2). Per ulteriori informazioni sulle assunzioni utilizzate per la determinazione dei valori si rinvia alle specifiche note riportate nei commenti dell’attività o passività.
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• Il fair value degli strumenti finanziari non quotati in un mercato regolamentato viene determinato sulla base delle tecniche di valutazione generalmente adottate nel settore finanziario ed in particolare: • il fair value degli interst rate swap (IRS) è calcolato sulla base del valore corrente dei flussi di cassa futuri; • il fair value dei contratti forward a coperture del rischio cambio è calcolato sulla base del valore corrente della differenza tra il tasso di cambio forward contrattualizzato e il tasso di cambio spot alla data di bilancio; • il fair value delle opzioni sottoscritte a copertura del rischio cambio è calcolato sulla base di modelli matematici che considerano il tasso di cambio forward contrattualizzato, il tasso di cambio spot alla data di bilancio ed il costo sostenuto per sottoscrivere l’opzione.
INFORMATIVA SU RISCHI E STRUMENTI FINANZIARI Il principio contabile internazionale IFRS 7, prescrive alle società di fornire in bilancio informazioni integrative che consentano agli utilizzatori di valutare: • la rilevanza degli strumenti finanziari con riferimento alla situazione patrimoniale e finanziaria e al risultato economico delle società stesse; • la natura e l’entità dei rischi derivanti dagli strumenti finanziari cui le società siano esposte nel corso dell’esercizio e alla data di riferimento del bilancio, e il modo in cui questi vengono gestiti. I criteri contenuti nel presente principio integrano i criteri per la rilevazione, la valutazione e l’esposizione in bilancio delle attività e passività finanziarie contenute nello IAS 32 “Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio e informazioni integrative” e nell’IFRS9. Nella presente sezione viene quindi riportata l’informativa supplementare prevista dall’IFRS 7. I principi contabili applicati nella preparazione del bilancio consolidato relativamente agli strumenti finanziari sono descritti nella sezione “Criteri di valutazione”. L’attività del Gruppo è esposta ad una serie di rischi finanziari suscettibili di influenzare la situazione patrimoniale/finanziaria, il risultato economico ed i flussi finanziari attraverso il relativo impatto sulle operazioni in strumenti finanziari poste in essere. Tali rischi sono così riassumibili: a. rischio di credito; b. rischio di liquidità; c. rischio di mercato (rischio valutario, rischio di tasso d’interesse e altri rischi di prezzo). La responsabilità complessiva per la creazione e la supervisione di un sistema di gestione dei rischi finanziari del Gruppo compete al Consiglio di Amministrazione cui fanno capo le diverse unità organizzative responsabili funzionalmente della gestione operativa delle singole tipologie di rischio. Tali unità definiscono, nell’ambito delle linee-guida tracciate dall’organo direttivo e per ciascun rischio specifico, gli strumenti e i tecnicismi atti alla relativa copertura e/o trasferimento a terzi (assicurazione) ovvero valutano i rischi non coperti né assicurati. Nel seguito viene commentato il grado di significatività dell’esposizione del Gruppo alle varie categorie di rischio finanziario individuate.
RISCHIO DI CREDITO Il Gruppo opera su diversi mercati nazionali con un elevato numero di clienti di medie e grandi dimensioni rappresentati principalmente dai distributori regionali/locali. Di conseguenza il Gruppo è esposto ad un rischio di credito collegato alla capacità dei clienti di ottenere finanziamenti dal sistema bancario. Il Gruppo applica una politica basata sull’attribuzione di rating e limiti di acquisto per la sua base di clienti e al rilascio periodico di report standard, al fine di raggiungere un alto grado di controllo sul recupero crediti. Ogni società del Gruppo si occupa, attraverso un credit manager locale, del recupero dei crediti sulle vendite effettuate nei rispettivi mercati. Il coordinamento tra le società che operano nello stesso
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mercato (ad esempio, le società italiane) si basa sullo scambio elettronico di informazioni relative ai clienti comuni e attraverso il coordinamento sull’eventuale blocco delle consegne o l’avvio di azioni legali. Il fondo svalutazione crediti è iscritto al valore nominale della quota inesigibile dopo aver dedotto la parte del credito assistito da garanzie bancarie. Tutte le garanzie devono essere valutate criticamente riguardo l’esigibilità. La svalutazione è effettuata in base ad un’analisi puntuale delle partite scadute, dei clienti per i quali si abbiano notizie di difficoltà finanziarie e dei crediti per i quali è stata iniziata un’azione legale. Inoltre, non sono state modificate le condizioni di pagamento applicate ai clienti né le politiche di gestione del rischio di credito, mentre è stato prudenzialmente elevato il livello di monitoraggio delle posizioni nei confronti dei clienti. La seguente tabella mostra la ripartizione per fascia di scaduto dei crediti commerciali nei confronti di terzi.
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Crediti Fondo Crediti Fondo
Crediti a scadere 103.793 (2.359) 89.401 (1.562)
Crediti scaduti < 6 mesi 9.913 (395) 11.523 (241)
Crediti scaduti > 6 mesi <12 mesi 798 (253) 715 (361)
Crediti scaduti > 12 mesi 635 (388) 747 (616)
Totale 115.139 (3.395) 102.386 (2.780)
RISCHI DI LIQUIDITÀ Il Gruppo presenta un buon livello di liquidità e un indebitamento finanziario netto contenuto; nel corso dell’esercizio ha avuto regolare accesso a fonti di finanziamento a supporto della propria operatività. Come richiesto dall’IFRS 7, la seguente tabella riporta i flussi finanziari relativi alle passività finanziarie del Gruppo per scadenza:
(in migliaia di euro) 31.12.2025
TOTALE Totale Flussi Entro 1 anno Da 1 a 5 anni Oltre 5 anni
Finanziamenti bancari a lungo termine al costo
ammortizzato 234 237 - 237 -
Debiti finanziari verso obbligazionisti non correnti 59.602 66.497 - 37.438 29.059
Debiti finanziari non correnti per contratti di lease 23.083 24.743 - 14.485 10.258
Debiti finanziari non correnti verso altri finanziatori
al costo ammortizzato 68 68 - 68 -
Altri debiti finanziari non correnti 440 440 - 440 -
Passività finanziarie non correnti 83.427 91.985 - 52.668 39.317
Finanziamenti bancari a breve termine al costo
ammortizzato 34.133 34.184 34.184 - -
Debiti finanziari verso obbligazionisti correnti 367 1.622 1.622 - -
Debiti finanziari correnti per contratti di lease 6.855 7.498 7.498 - -
Debiti bancari a breve termine al costo
ammortizzato 167 167 167 - -
Debiti finanziari correnti verso altri finanziatori al costo ammortizzato 209 209 209 - - Strumenti finanziari derivati di negoziazione al fair
value con imputazione a conto economico 36 36 36 - -
Altri debiti finanziari correnti 139 139 139 - -
Passività finanziarie correnti 41.904 43.853 43.853 - -
RISCHIO DI MERCATO Rischi legati al tasso di cambio Il Gruppo, svolgendo le proprie attività attraverso la vendita in vari paesi del mondo, è esposto al rischio derivante dalla fluttuazione del rapporto di cambio. Il rischio di cambio è prevalentemente derivante dalle
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transazioni di vendita aventi quali valute di riferimento il dollaro statunitense, il renminbi cinese e lo zloty polacco. Inoltre, la società capogruppo detiene partecipazioni in società controllate denominate in valuta estera. Le variazioni del patrimonio netto derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di cambio sono rilevate in una riserva di patrimonio netto denominata “riserva di conversione”. Il rischio derivante dalla conversione del patrimonio netto non è attualmente coperto dal Gruppo. La seguente tabella riepiloga l’esposizione relativa ad attività e passività in valuta estera dettagliando le valute maggiormente rilevanti per l’esercizio in commento:
(in migliaia di euro) 31.12.2025
EUR USD PLN CNY NOK Altre valute Totale
Totale attivo 636.426 96.667 24.209 37.432 49.218 24.055 868.006
Totale passivo 227.878 49.866 6.916 8.428 80.888 11.086 385.061
Nella seguente tabella è riportata un’analisi di sensibilità del rischio derivante dalla conversione dei bilanci delle società consolidate redatti in valuta diversa dall’euro, per variazioni in un intorno del + /- 10% rispetto al cambio medio dell’esercizio. L’effetto è determinato in base all’impatto sugli indicatori di performance utilizzati dal management: RICAVI NETTI
(in migliaia di euro) 31.12.2025
FX Attuale FX +10% FX -10%
USD - Dollari Usa 131.234 144.357 118.111
GBP - Sterlina Inglese 17.515 19.267 15.764
CNY - Renmimbi Cinese 48.674 53.542 43.807
AUD - Dollaro australiano 7.543 8.297 6.788
ZAR - Rand Sudafricano 6.684 7.352 6.015
BRL - Reail Brasiliano 10.536 11.590 9.482
PLN - Zloty Polacco 28.504 31.355 25.654
Altre valute 48.168 n.a n.a
Eur 330.170 330.170 330.170
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE
(in migliaia di euro) 31.12.2025
FX Attuale FX +10% FX -10%
USD - Dollari Usa 55.604 61.164 50.044
GBP - Sterlina Inglese 14.417 15.859 12.975
CNY - Renmimbi Cinese 3.162 3.478 2.846
AUD - Dollaro australiano 5.056 5.562 4.551
ZAR - Rand Sudafricano 5.665 6.232 5.099
BRL - Reail Brasiliano 7.290 8.020 6.561
PLN - Zloty Polacco 6.128 6.741 5.515
Altre valute 20.618 n.a n.a
Eur (22.764) (22.764) (22.764)
In considerazione delle oscillazioni valutarie a cui è esposto il Gruppo nelle transazioni in valuta, vengono poste in essere operazioni di copertura per definire il tasso di cambio sulla base delle previsioni dei volumi di vendite e acquisti. Le operazioni di copertura vengono effettuate sulle esposizioni nette attraverso strumenti quali le vendite e acquisti a termine di valuta, per coprire il rischio transattivo, e/o opzioni plain vanilla, per coprire il rischio economico, nel rispetto della Policy Finanziaria di Gruppo. Il rischio coperto rappresenta una parte del rischio globale e l’approccio alla copertura è di tipo non speculativo. Tuttavia, predisponendo la Società il proprio bilancio consolidato in euro, le fluttuazioni dei tassi di cambio utilizzati per convertire i dati di bilancio delle società controllate, originariamente espressi in valuta estera, potrebbero influenzare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 178
Nel corso dell’esercizio 2025, come peraltro per l’esercizio 2024, si è osservata una maggiore volatilità dei tassi di cambio e, conseguentemente, valori più elevati delle poste di bilancio correlate alla traduzione in euro. Il management monitora costantemente i tassi di cambio e le esposizioni delle attività e passività correnti in valuta diversa dall’euro al fine di porre in essere opportune operazioni di copertura per mitigare il rischio. Rischio tasso di interesse Il rischio di tasso d’interesse consiste nel rischio che il valore di uno strumento finanziario, e/o il livello dei flussi finanziari da esso generati, vari in seguito alle fluttuazioni dei tassi d’interesse di mercato. L’esposizione al rischio di tasso di interesse deriva dalla necessità di finanziare le attività operative, sia nella loro componente industriale che in quella finanziaria di acquisizione delle stesse attività, oltre che di impiegare la liquidità disponibile. La variazione dei tassi di interesse di mercato può avere un impatto negativo o positivo sul risultato economico del Gruppo, influenzando indirettamente i costi e i rendimenti delle operazioni di finanziamento e di investimento. Il Gruppo valuta regolarmente la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi di interesse e gestisce tali rischi attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari derivati, secondo quanto stabilito dalla policy Finanziaria di Gruppo. Nell’ambito di tali politiche l’uso di strumenti finanziari derivati è riservato esclusivamente alla gestione dell’esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse connessi con i flussi monetari e non sono poste in essere né consentite attività di tipo speculativo. Gli strumenti utilizzati a tale scopo sono esclusivamente interest rate swap (IRS), cap e collar. L’indebitamento del Gruppo è prevalentemente concentrato sul tasso variabile. Per la gestione di tali rischi, se ritenuti significativi, la società ha posto in essere strumenti di copertura in grado di neutralizzare la variabilità dei tassi assicurando in tal modo un onere futuro certo arrivando a coprire anche il 100% dei flussi futuri. In virtù dell’elevato livello di liquidità disponibile, il Gruppo presenta un limitato rischio con riferimento alle scadenze a breve termine e pertanto il rischio legato all’oscillazione dei tassi di interesse è principalmente legato ai finanziamenti a medio lungo termine. Gli strumenti finanziari derivati utilizzati a copertura di tale rischio sono normalmente designati a copertura dei flussi di cassa con l’obiettivo di predeterminare l’interesse pagato sui finanziamenti, per raggiungere un mix predefinito ottimale tra tassi variabili e tassi fissi nella struttura dei finanziamenti. Le controparti di tali contratti sono primarie istituzioni finanziarie. Gli strumenti derivati sono rilevati al loro fair value. Altri rischi di mercato e/o prezzo Il Gruppo è esposto ad una crescente pressione competitiva derivante dall’ingresso di nuovi operatori rappresentati da grossi gruppi internazionali prima assenti nel mondo OEM e dallo sviluppo di nuovi mercati organizzati che provocano continue spinte verso il basso sul lato dei prezzi del prodotto specialmente nel settore dell’elettronica. La domanda dei prodotti del Gruppo è inoltre influenzata da fluttuazioni che coinvolgono i canali di destinazione dei prodotti e delle applicazioni vendute che, come noto, sono rappresentati in misura rilevante da OEM operanti indirettamente nel settore dell’edilizia e da operatori legati al settore della distribuzione alimentare (per il business della refrigerazione). I rischi di business che derivano dalla naturale partecipazione a mercati che presentano queste caratteristiche, sono stati fronteggiati con una strategia spinta alla sempre maggiore innovazione tecnologica, alla diversificazione e all’espansione geografica che fanno di Carel un Gruppo internazionale presente in tutti i continenti con filiali dirette proprie o distributori terzi esclusivi (affiliati). Sul fronte industriale i siti industriali presenti in Italia, Cina, Brasile, Stati Uniti, Croazia, Germania e Polonia rispondono ad una strategia di ottimizzazione delle fonti produttive ed è considerato inoltre una fonte di potenziale disaster recovery a fronte di eventi “catastrofici” che potrebbero comportare l’interruzione dell’attività produttiva nel sito principale in Italia dove ha sede la Società. La strategia seguita inoltre è quella della vicinanza della produzione ai mercati e ai clienti nell’ottica di fornire sempre più un miglior servizio in termini di time to market e allo scopo di aumentare la capacità produttiva per servire i mercati in forte sviluppo.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 179
La strategia di razionalizzazione degli assetti produttivi continua costantemente, la conseguente ottimizzazione della struttura dei costi, la politica di diversificazione geografica e, non per ultimo, il continuo impegno nella ricerca di soluzioni tecnologiche innovative aiutano il Gruppo nel fronteggiare i potenziali effetti derivanti dal contesto competitivo. Climate change e possibili impatti sul Gruppo Carel Industries Il 2025 ha visto il Gruppo costantemente impegnato nella gestione dei temi ESG in particolare perseguendo i risultati guidati dagli obiettivi di riduzione delle emissioni definiti dal Gruppo e validati da SBTi (Sience based Target initative). CAREL ha mantenuto attivo anche per il 2025 il proprio processo di identificazione e valutazione dei rischi e delle opportunità emergenti connesse al cambiamento climatico, attraverso un aggiornamento annuale degli stessi. Nella sezione CSRD della Relazione sulla gestione, sono più dettagliatamente descritti le analisi ed i risultati sopra esposti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 180 NOTE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA
[1] ATTIVITA’ MATERIALI Le attività materiali ammontano al 31 dicembre 2025 a 114.660 migliaia di euro rispetto ai 123.124 migliaia di euro al 31 dicembre 2024. Sono composte come riportato nelle seguenti tabelle che ne evidenziano la composizione nonché le variazioni degli esercizi. VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO 2024
(in migliaia di euro) Terreni e Impianti e Attrezzature Altre Immobilizzazioni Totale
fabbricati macchinari industriali e immobilizzazioni materiali in
commerciali materiali corso ed acconti
Saldo al 31 Dicembre 2023 62.829 26.083 12.778 10.880 4.935 117.504
- Costo Storico 42.118 58.070 58.292 23.513 4.935 186.928
- Costo Storico diritti d’uso 43.182 49 313 5.018 48.562
- Fondo Ammortamento (9.119) (32.029) (45.626) (15.336) (102.110)
- Fondo ammortamento diritti
d’uso (13.352) (7) (201) (2.315) - (15.875)
Movimenti 2024
- Investimenti 3.745 5.763 8.247 1.883 1.843 21.480
- Investimenti in diritti d'uso 3.688 - 71 1.883 - 5.642
- Riclassifica costo storico 216 2.291 1.046 (323) (4.804) (1.574)
- Cessioni costo storico (1) (821) (1.104) (878) (158) (2.963)
- Dismissioni di diritti d'uso costo storico (3.079) - (87) (1.002) - (4.168) - Differenza di conversione su costo storico 736 269 487 51 11 1.554 - Differenza di conversione sul fondo ammortamento (143) (109) (373) (56) - (681) - Differenza di conversione su
diritti d'uso 26 (4) - (0) - 22
- Ammortamenti (1.701) (4.609) (4.975) (2.320) - (13.605)
- Ammortamenti diritti d'uso (6.218) (15) (95) (1.400) - (7.728)
- Riclassifica fondo
ammortamento 559 77 164 242 - 1.043
- Rideterminazione diritti d'uso 1 - (8) (25) - (33)
- Cessioni fondo ammortamento 0 774 955 830 - 2.560
- Dismissioni diritti d'uso fondo
ammortamento
2.989
-
87
993
-
4.068
Totale Movimenti
819
3.617
4.413
(122)
(3.109)
5.619
Saldo al 31 Dicembre 2024
63.649
29.700
17.191
10.758
1.827
123.124
di cui:
-
- Costo Storico
46.815
65.573
66.967
24.245
1.827
205.425
-
Costo Storico diritti d’uso
43.818
45
289
5.874
-
50.025
- Fondo Ammortamento
(10.403)
(35.895)
(49.855)
(16.639)
-
(112.792)
- Fondo Ammortamento
diritti
d’uso
(16.581)
(22)
(209)
(2.722)
-
(19.534)
VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO 2025
(in migliaia di euro) Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature industriali e Altre immobilizzazioni Immobilizzazioni materiali in Totale
commerciali materiali corso ed acconti
Saldo al 31 Dicembre 2024 63.648 29.700 17.191 10.758 1.827 123.124
- Costo Storico 46.815 65.573 66.967 24.245 1.827 205.425
- Costo Storico diritti d’uso 43.818 45 289 5.874 - 50.025
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 181
(in migliaia di euro) Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature industriali e Altre immobilizzazioni Immobilizzazioni materiali in Totale
commerciali materiali corso ed acconti
- Fondo Ammortamento (10.403) (35.895) (49.855) (16.639) - (112.792)
- Fondo ammortamento diritti d’uso (16.581) (22) (209) (2.722) - (19.534)
Movimenti 2025
- Investimenti 228 3.360 4.954 2.172 2.874 13.589
- Investimenti in diritti d'uso 5.144 - 208 2.363 - 7.716
- Riclassifiche costo storico 648 3.455 513 1.240 (2.195) 3.661
- Cessioni costo storico (20) (1.038) (1.018) (931) (232) (3.240)
- Dismissioni di diritti d'uso costo
storico (4.858) - (202) (1.032) - (6.091)
- Differenza di conversione su
costo storico (1.543) (993) (1.222) (474) (33) (4.266)
- Differenza di conversione sul
fondo ammortamento 398 462 888 337 - 2.086
- Differenza di conversione su
diritti d'uso (237) 0 - (62) - (299)
- Ammortamenti (1.839) (5.259) (6.667) (2.568) - (16.333)
- Ammortamenti diritti d'uso (6.035) (14) (126) (1.611) - (7.787)
- Riclassifiche fondo
ammortamento (1.486) (1.987) (634) (747) - (4.854)
- Rideterminazione diritti d'uso (252) - - (72) - (324)
- Cessioni fondo ammortamento - 1.078 953 870 - 2.902
- Dismissioni diritti d'uso fondo
ammortamento 3.575 - 202 1.002 - 4.779
Totale Movimenti (6.276) (937) (2.151) 488 413 (8.463)
Saldo al 31 Dicembre 2025 57.372 28.763 15.040 11.246 2.240 114.660
di cui:
- Costo Storico 46.127 70.356 70.194 26.253 2.240 215.169
- Costo Storico diritti d’uso 43.615 45 295 7.071 - 51.027
- Fondo Ammortamento (13.330) (41.601) (55.315) (18.747) - (128.992)
- Fondo Ammortamento diritti
d’uso (19.041) (36) (134) (3.332) - (22.543)
Gli investimenti industriali nel 2025 sono stati in larga parte dedicati all’industrializzazione di nuovi prodotti e incremento della capacità produttiva presso la Capogruppo con nuove linee di assemblaggio per i controlli bCU e presso lo stabilimento croato con nuove attrezzature per la brasatura. Significativi investimenti sono stati effettuati su scala globale per la tracciabilità e la qualità dei prodotti con installazione di laser marking delle schede elettroniche presso gli stabilimenti italiano, croato e cinese. La suddivisione delle attività materiali per area geografica è la seguente: ATTIVITÀ MATERIALI
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Europa, Medio Oriente e Africa 89.260 93.306
APAC 14.596 17.927
Nord America 9.763 10.947
Sud America 1.041 944
Totale 114.660 123.124
Si segnala che per gli esercizi in commento le immobilizzazioni materiali non sono gravate da vincoli di ipoteca o da privilegi. Le immobilizzazioni materiali sono adeguatamente coperte, con polizze assicurative contratte con primarie compagnie, dai rischi derivanti da perdita e/o danneggiamento dei beni. Si segnala, infine, che in accordo con gli esercizi precedenti non sono stati imputati oneri finanziari ai conti sovraesposti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 182
[2] ATTIVITA’ IMMATERIALI Al 31 dicembre 2025 ammontano a 366.398 migliaia di euro rispetto a 379.745 migliaia di euro del 31 dicembre 2024. Il dettaglio dei movimenti delle attività in oggetto è così rappresentato: VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO 2024
(in migliaia di euro) Costi di Marchi, diritti Avviamento Altre Immobilizzazioni Totale
sviluppo di brevetto e software immobilizzazioni immateriali immateriali in corso ed acconti
Saldo al 31 dicembre 2023 4.701 23.198 243.862 108.763 2.742 383.266
- Costo Storico 29.867 49.498 243.862 127.805 2.742 453.774
- Fondo Ammortamento (25.166) (26.301) - (19.042) - (70.508)
Movimenti 2024
- Investimenti 2.175 3.944 (1) 139 3.862 10.119
- Riclassifiche costo storico 507 1.902 - (2) (1.520) 888
- Cessioni costo storico - (570) - (3) - (573)
- Differenza di conversione su costo storico (253) 333 1.649 1.150 45 2.924
- Differenza di conversione sul fondo ammortamento 88 (76) (125) - (113)
- Ammortamenti (2.056) (5.369) - (9.557) - (16.982)
- Riclassifiche fondo ammortamento - (357) - - - (357)
- Cessioni fondo ammortamento - 570 - 3 - 573
Totale Movimenti 461 376 1.648 (8.394) 2.387 (3.521)
Saldo al 31 Dicembre 2024 5.163 23.574 245.510 100.369 5.129 379.745
di cui:
- Costo Storico 32.296 55.108 245.510 129.090 5.129 467.132
- Fondo Ammortamento (27.133) (31.533) - (28.721) - (87.388)
VARIAZIONI DELL’ESERCIZIO 2025
(in migliaia di euro) Costi di Marchi, diritti Avviamento Altre Immobilizzazioni Totale
sviluppo di brevetto e immobilizzazioni immateriali in
software immateriali corso ed acconti
Saldo al 31 dicembre 2024 5.163 23.574 245.510 100.369 5.129 379.745
- Costo Storico 32.296 55.108 245.510 129.090 5.129 467.132
- Fondo Ammortamento (27.133) (31.533) 0 (28.721) - (87.388)
Movimenti 2025
- Investimenti 1.899 3.203 - 507 3.625 9.234
- Riclassifiche costo storico 2.563 1.485 - 119 (2.639) 1.527
- Cessioni costo storico (872) (54) - (13) - (939)
- Differenza di conversione su costo storico (223) (662) (3.223) (2.318) (106) (6.533) - Differenza di conversione sul
fondo ammortamento 103 217 0 452 - 773
- Ammortamenti (2.162) (6.211) - (9.616) - (17.989)
- Riclassifiche fondo
ammortamento - (310) - (22) - (332)
- Cessioni fondo ammortamento 872 39 - (0) - 911
Totale Movimenti 2.181 (2.294) (3.223) (10.892) 880 (13.347)
Saldo al 31 Dicembre 2025 7.343 21.281 242.287 89.477 6.009 366.398
di cui:
- Costo Storico 35.663 59.079 242.287 127.384 6.009 470.423
- Fondo Ammortamento (28.320) (37.799) - (37.907) - (104.025)
La suddivisione delle attività immateriali per area geografica è la seguente:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 183
ATTIVITÀ IMMATERIALI
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Europa, Medio Oriente e Africa 319.124 326.380
APAC 7.234 6.145
Nord America 39.863 47.127
Sud America 176 93
Totale 366.398 379.745
Per quanto concerne le attività immateriali si segnala: • l “Costi di sviluppo” rappresentano la capitalizzazione dei costi relativi a progetti sviluppati dalla Capogruppo, dalla controllata cinese e dal Gruppo Kiona, finalizzati alla realizzazione di prodotti e sistemi innovativi nuovi o per miglioramenti sostanziali di prodotti e servizi esistenti, sostenuti prima dell’inizio della produzione commerciale o dell’utilizzazione. Tali costi sono capitalizzati solo in presenza di tutti i requisiti richiesti dallo IAS 38 par. 57. Gli investimenti degli esercizi 2024 e 2025 rappresentano i progetti sviluppati e divenuti disponibili per l’utilizzo nei medesimi esercizi. Le “Immobilizzazioni immateriali in corso e acconti” rappresentano principalmente costi di medesima natura sostenuti a fronte di progetti non ultimati alla data di chiusura dell’esercizio. Le riclassifiche rappresentano i progetti completati, per i quali pertanto è iniziato il processo di ammortamento; le svalutazioni sono state imputate al conto economico del medesimo esercizio, nella voce “ammortamenti e svalutazioni”. • i “Marchi, diritti di brevetto industriale e software” sono costituiti da software. • l’Avviamento rappresenta la differenza tra i) il corrispettivo trasferito per un’acquisizione aziendale, l’importo di qualsiasi partecipazione di minoranza e il fair value alla data di acquisizione dell’interessenza precedentemente posseduta, e ii) il valore netto alla data di acquisizione delle attività identificabili e delle passività assunte. • Le Altre Immobilizzazioni Immateriali sono rappresentate principalmente dai plusvalori emersi in sede di primo consolidamento delle società acquisite e si riferiscono principalmente a liste clienti.
Il valore dell’avviamento al 31 dicembre 2025 ammonta a 242.288 migliaia di euro rispetto a 245.510 migliaia di euro del 31 dicembre 2024. AVVIAMENTO
(in migliaia di euro) 31.12.2025 Incremento Altri Variazione riserva di 31.12.2024
movimenti conversione
Kiona Holding SA 143.993 - - - 143.993
Hygromatik Gmbh 38.499 - - - 38.499
Senva Inc 23.254 - - (3.057) 26.310
CFM Sogutma ve Otomasyon 11.431 - - - 11.431
Enginia S.r.l. 6.644 - - - 6.644
Recuperator S.p.a. 6.326 - - - 6.326
Klingenburg Gmbh 3.503 - - - 3.503
Arion S.r.l. 1.980 - - - 1.980
Carel Thailand CO Ltd 1.954 - - (166) 2.119
Sauber S.r.l. 1.264 - - - 1.264
Eurotec Ltd 1.173 - - - 1.173
Altri avviamenti 2.267 - - - 2.267
Totale 242.288 - - (3.223) 245.510
La voce Altri avviamenti include importi non significativi singolarmente e in aggregato. Informativa sull’ impairment test Come richiesto dal principio contabile IAS 36, il Gruppo ha sottoposto a verifica di recuperabilità il valore degli avviamenti iscritti nel bilancio consolidato. In particolare l’avviamento è assoggettato a impairment test anche in assenza di indicatori di perdita almeno una volta l’anno. Gli avviamenti sono stati rilevati in corrispondenza delle acquisizioni riportate nella tabella precedente.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 184
Gli impairment test sono stati svolti sulle CGU così come ridefinite nel corso del 2024 relative alle 4 aree geografiche (Western Europe (WE), East Europe Middle East & Africa (EEMEA), North&South America (SNAM) e Asia Pacific (APAC)). Le CGU così identificate rappresentano l’aggregazione di ricavi e costi consolidati che insistono su una specifica area territoriale indipendentemente dalle società localizzate nelle medesime aree. La somma delle quattro CGU è coerente con il consolidato del Gruppo Carel. Il valore recuperabile degli avviamenti di ciascuna CGU è determinato dal calcolo del “valore in uso”. Di seguito si riporta il valore degli avviamenti iscritti per le principali CGU: AVVIAMENTI PER CGU
€’000 31.12.2025
Western Europe 202.495
East Europe Middle East & Africa 12.279
North and South America 24.234
Il valore dell’avviamento relativo alla CGU APAC ammonta a 3.280 migliaia di euro. Le metodologie e le assunzioni generali alla base degli impairment test delle diverse CGU sono state: • flussi di cassa derivanti dai piani industriali, utilizzando un periodo di piano (proiezione esplicita) di cinque anni a cui è aggiunto il terminal value. In particolare, il management ha utilizzato quali driver per le predisposizioni dei piani il gross margin sulla base delle performance storiche e delle proprie aspettative sugli sviluppi del mercato in cui opera il Gruppo. Tali piani, redatti a livello di Gruppo, sono stato declinati per le singole CGU. • il tasso “g” di crescita per la determinazione dei flussi di cassa oltre il periodo esplicito è stato determinato in maniera specifica per singola CGU oggetto di analisi; • il tasso di attualizzazione utilizzato per scontare i flussi di cassa operativi è il tasso WACC assunto al lordo delle imposte. Il costo del capitale è stato determinato sulla base dei diversi rendimenti di mercato relativi a titoli di Stato a media-lunga scadenza dei paesi/mercati cui si riferiscono le CGU osservati negli ultimi 6 mesi, aggiustati dal market risk premium di ciascun paese di riferimento che riflette il rischio di investimento. Di seguito si riportano i principali parametri utilizzati per lo svolgimento dei testi per ciascuna CGU: CGU
Periodo di piano Tasso g WACC
Western Europe 2026-2030 1,9% 9,6%
East Europe Middle East & Africa 2026-2030 2,9% 12,6%
North and South America 2026-2030 2,2% 10,6%
I valori d’uso determinati, basati sui flussi di cassa attualizzati, supportano il mantenimento del valore degli avviamenti iscritti in bilancio. Nonostante gli Amministratori ritengano che le assunzioni utilizzate siano ragionevoli e rappresentino gli scenari più probabili sulla base delle informazioni disponibili, il risultato del test potrebbe essere differente qualora alcune delle assunzioni sopra descritte varino significativamente. Conseguentemente sono stati elaborati degli stress test con riferimento in particolare: • all’EBITDA stimato nel periodo dei piani (sia esplicito che terminal value), ipotizzando che il possibile deterioramento del quadro macroeconomico si possa riflettere su tale periodo; • ad alcune variabili, quali il rendimento dei titoli di stato ed il market risk premium, utilizzate per la determinazione del tasso di attualizzazione WACC. Da tali stress test emerge che per le seguenti CGU la headroom risulta azzerata nell’ipotesi di riduzione dell’EBITDA o di un aumento del WACC come di seguito riportato:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 185
CGU
Delta Ebitda Delta WACC
Western Europe (19,51%) 2,65%
East Europe Middle East & Africa (31,10%) 7,13%
North and South America (40,80%) 12,40%
Dalle analisi pertanto svolte non sono emersi elementi tali da richiedere svalutazioni degli avviamenti iscritti al 31 dicembre 2025.
[3] PARTECIPAZIONI VALUTATE CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO Al 31 dicembre 2025 ammontano a 6.223 migliaia di euro rispetto a 3.999 migliaia di euro del 31 dicembre 2024. Il dettaglio dei movimenti delle partecipazioni in oggetto è il seguente: 2024
(in migliaia di euro) % di partecipazione 31.12.2024 Incremento Variazione riserva di Valutazione a patrimonio 31.12.2023
conversione netto
Free Polska s.p.z.o.o. 43,8% 3.888 - 44 1.737 2.106
Altre 111 - - - 111
Totale 3.999 - 44 1.737 2.217
2025
(in migliaia euro) di % di partecipazione 31.12.2025 Incremento Decremento Variazione riserva di Valutazione a patrimonio 31.12.2024
conversione netto
Free Polska
s.p.z.o.o. 43,8% 4.980 - - 53 1.039 3.888
Logbot S.r.l. 23,62% 1.150 1.150 - - - -
Altre 93 - (20) 2 - 111
Totale 6.223 1.150 (20) 55 1.039 3.999
La voce si incrementa per l’acquisto di una quota di minoranza in Logbot Srl, società italiana specializzata in soluzioni IoT. Al 31 dicembre 2024 la società Free Polska ha registrato un utile pari a 3,9 milioni di euro e ha un patrimonio netto pari a 12,9 milioni di euro.
[4] ALTRE ATTIVITA’ NON CORRENTI Al 31 dicembre 2025 ammontano a 3.862 migliaia di euro rispetto a 4.468 migliaia di euro al 31 dicembre 2024; di seguito si riporta il dettaglio della voce per tipologia di attività:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Depositi cauzionali 620 587
Crediti finanziari verso terzi 182 195
Altri crediti 3.060 3.686
Altre attività non correnti 3.862 4.468
Nella voce Altri Crediti sono inclusi i crediti derivanti dal pagamento da parte della capogruppo Carel Industries S.p.A. e di Recuperator S.p.A. dell’imposta sostitutiva sui plusvalori emersi nel bilancio consolidato e derivanti dalle acquisizioni di Recuperator S.p.A. e Hygromatik Gmbh, la cui partecipazione è iscritta nel bilancio separato della Capogruppo, ed Enginia S.r.l. la cui partecipazione è inscritta nel bilancio di Recuperator S.r.l. per complessivi 3.058 migliaia di euro. Nel corso dell’esercizio la Capogruppo e Recuperator hanno portato in deduzione, sia ai fini IRES che IRAP gli ammontari sopracitati, conseguentemente quota parte del credito iscritto è stato riversato a conto economico per complessivi 2.278 migliaia di euro. La quota di competenza del 2026 è inoltre stata classificata tra le Attività correnti.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 186
[5] ATTIVITA’ FISCALI DIFFERITE Al 31 dicembre 2025 ammontano a 12.794 migliaia di euro rispetto a 14.689 migliaia di euro del 31 dicembre 2024; il Gruppo ha stanziato le imposte anticipate o differite sulle differenze temporanee tra i valori di bilancio ed i valori fiscali. La fiscalità è stata calcolata in base alle aliquote in vigore nel momento in cui le differenze temporanee si riverseranno nei diversi paesi in cui il Gruppo opera. La composizione delle imposte anticipate per anno è il seguente:
(in migliaia di euro) Imponibile 2025 Attività fiscali Imponibile 2024 Attività fiscali
differite 2025 differite 2024
Fondo svalutazione magazzino 25.093 5.283 26.345 5.514
Accantonamenti non deducibili 5.503 1.430 5.201 1.407
Ammortamento avviamenti 586 133 481 111
Rettifiche di consolidamento magazzino
intragruppo 14.148 2.827 13.535 2.707
Perdite Fiscali riportabili 5.023 1.140 9.537 2.099
Altro 8.479 1.981 12.890 2.851
Totale 58.832 12.794 67.989 14.689
La movimentazione delle imposte anticipate e differite viene riportata di seguito:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 Effetto a conto Riclassifica Effetto a Altre Variazione 31.12.2024
economico componenti del riserva di
conto economico conversione
complessivo
Attività fiscali differite 12.794 (2.101) 323 0 (118) 14.689
Passività fiscali differite (24.573) 1.831 (323) 3 100 (26.185)
Totale (11.779) (270) 0 3 (18) (11.495)
Le imposte anticipate su perdite pregresse ammontano a 1.140 migliaia di euro; il Gruppo ha ritenuto che tali perdite possano essere recuperate in un arco di tempo prevedibile sulla base dei flussi di cassa che si ritiene la filiale possa generare negli esercizi successivi.
ATTIVITA’ CORRENTI
[6] CREDITI COMMERCIALI Al 31 dicembre 2025 ammontano a 111.745 migliaia di euro rispetto a 99.606 migliaia di euro dell’esercizio precedente. La voce che rappresenta l’esposizione verso terzi è così composta:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Crediti commerciali 115.139 102.386
Fondo svalutazione Crediti (3.395) (2.780)
Crediti commerciali 111.745 99.606
La seguente tabella riporta la suddivisione dei crediti lordi per area geografica:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Europa, Medio Oriente e Africa 76.622 67.990
APAC 15.662 14.866
Nord America 20.112 16.498
Sud America 2.744 3.032
Totale 115.139 102.386
Normalmente non sono addebitati interessi di mora sui crediti scaduti. Per la suddivisione dei crediti a scadere e/o scaduti si rinvia al paragrafo di informativa su rischi e strumenti finanziari.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 187
Il Gruppo non presenta una significativa concentrazione dei crediti. Non ci sono clienti che rappresentino singolarmente oltre il 5% del saldo dei crediti a ciascuna scadenza.
Il fondo svalutazione crediti riflette la stima del management circa le perdite relative al portafoglio di crediti verso la clientela finale e verso la rete di vendita. L’accantonamento annuo è incluso nella voce “Altri proventi/(oneri)”. Di seguito si riporta il dettaglio della movimentazione del fondo svalutazione crediti:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 Accantonamento Utilizzi Differenze di Rilasci 31.12.2024
conversione
Fondo svalutazione (3.395) (1.572) 795 66 97 (2.780)
crediti
[7] RIMANENZE Al 31 dicembre 2025 ammontano a 88.536 migliaia di euro rispetto a 94.206 migliaia di euro del 31 dicembre 2024; la composizione della voce è la seguente:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Materie prime 59.517 66.625
Fondo obsolescenza materie prime (12.991) (15.759)
Semilavorati e prodotti in corso di lavorazione 5.864 6.062
Prodotti finiti 49.411 48.323
Fondo obsolescenza prodotti finiti (13.514) (11.887)
Acconti 249 843
Rimanenze 88.536 94.206
Le rimanenze di magazzino, al lordo dei fondi svalutazione, diminuiscono per complessivi 6.812 migliaia di euro. A fronte delle rimanenze obsolete o a lento rigiro è iscritto un fondo svalutazione, complessivamente pari a 26.505 migliaia di euro, che riflette il differenziale tra il valore di costo e quello di presumibile realizzo di materie prime e prodotti finiti obsoleti. L’accantonamento a conto economico è classificato all’interno della voce “Acquisti materie prime, consumo, merci e variazione rimanenze”.
[8] CREDITI TRIBUTARI I crediti tributari ammontano a 3.054 migliaia di euro rispetto a 6.238 migliaia di euro dell’esercizio precedente. La voce accoglie i crediti per imposte sul reddito le quali vengono compensate, ove possibile con la posizione debitoria derivante dallo stanziamento delle imposte dell’esercizio in commento.
[9] CREDITI DIVERSI Al 31 dicembre 2025 ammontano a 16.972 migliaia di euro rispetto a 22.540 migliaia di euro del 31 dicembre 2024. La composizione della voce è la seguente:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Acconti a fornitori 1.143 1.742
Altri crediti verso l'erario 3.053 6.007
Crediti per Iva 2.819 5.257
Ratei e risconti attivi 8.351 8.225
Altri 1.606 1.310
Crediti diversi 16.972 22.540
Gli Altri crediti verso l’erario sono composti principalmente da crediti d’imposta a fronte di costi sostenuti per la ricerca e sviluppo nonché dalla quota a breve relativa all’attività sorta a fronte dell’affrancamento dei plusvalori allocati in sede di consolidato così come dettagliato nella nota 4.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 188
[10] ATTIVITA’ FINANZIARIE CORRENTI Al 31 dicembre 2025 ammontano complessivamente a 21.913 migliaia di euro rispetto a 3.290 migliaia di euro del 31 dicembre 2024. La voce è così composta:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Titoli valutati al FVTPL 3.000 2.987
Strumenti finanziari derivati attivi 42 193
Altri crediti finanziari 85 41
Conti depositi 18.786 69
Altre attività finanziarie a breve termine 21.913 3.290
La voce Titoli valutati al FVTPL si riferisce ad investimenti, con primarie controparti, finalizzati alla gestione di parte della liquidità del Gruppo. Si tratta di attività finanziarie il cui obiettivo è la raccolta dei flussi finanziari contrattuali rappresentati da pagamenti di capitale e interessi a tasso fisso a determinate scadenze.
Gli strumenti finanziari derivati di negoziazione, sono contratti forward, opzioni su tassi di cambio stipulati con finalità di copertura delle transazioni commerciali, ma non eleggibili per l’applicazione dell’hedge accounting e interest rate swap sottoscritti a copertura delle fluttuazioni dei tassi di interesse sui prestiti finanziari. Le variazioni di fair value sono imputate al conto economico. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo Strumenti Finanziari della nota [35] Altre informazioni.
[11] DISPONIBILITA’ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI Al 31 dicembre 2025 ammontano complessivamente a 121.850 migliaia di euro rispetto ai 99.119 migliaia di euro del 31 dicembre 2024. Si rimanda al Rendiconto Finanziario per l’analisi delle variazioni delle disponibilità liquide.
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Conti correnti e depositi postali 121.813 99.087
Cassa 37 32
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 121.850 99.119
I conti correnti e depositi postali sono classificati come disponibilità correnti, altamente liquidi e convertibili in denaro contante con un rischio di cambio che è ritenuto non significativo. Alla data di chiusura dell’esercizio non esistono pertanto vincoli alla disponibilità dei conti correnti del Gruppo.
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA’
[12] PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO Il capitale sociale risulta interamente sottoscritto e versato, composto da 112.499.205 azioni prive di valore nominale per un ammontare complessivo pari a 11.249.921 euro. Il patrimonio netto risulta così composto:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Capitale sociale 11.250 11.250
Riserva legale 2.250 2.250
Riserva di conversione (13.081) 638
Riserva Cash Flow Hedge 20 127
Altre riserve 209.838 205.069
Utile (perdite) esercizi precedenti 193.324 152.967
Risultato del periodo 73.642 62.642
Patrimonio netto 477.243 434.944
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La riserva Cash Flow Hedge si riferisce alla valutazione a fair value degli strumenti di copertura del rischio di interesse. La voce Altre riserve si incrementa per effetto della destinazione del risultato dell’esercizio 2024. Alla data di chiusura dell’esercizio la Società ha in portafoglio 6.355 azioni proprie. Nel corso dell’esercizio non sono state acquistate nè vendute ulteriori azioni proprie.
L’utile per azione è stato calcolato dividendo l’utile netto di pertinenza degli azionisti della Capogruppo per la media ponderata del numero di azioni ordinarie in circolazione. Non esistono potenziali azioni aventi effetti diluitivi (es. stock option, obbligazioni convertibili).
L’utile per azione è il seguente:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Numero di azioni (in migliaia di unità) 112.493 112.493
Utile del periodo (in migliaia di euro) 73.642 62.642
Utile per azione (in unità di euro) 0,65 0,56
In data 23 aprile 2025 è stata deliberata dall’assemblea la distribuzione di un dividendo pari a 0,165 euro per azione e nel corso del mese di giugno 2025 è stato pagato un dividendo per complessivi 18.561 migliaia di euro.
[13] PATRIMONIO NETTO DELLE INTERESSENZE DI TERZI Al 31 dicembre 2025 ammontano a 5.702 migliaia di euro rispetto a 6.591 migliaia di euro del 31 dicembre 2024 ed accolgono la quota di spettanza delle interessenze nella controllata Carel Thailand co Ltd (20%), Kiona (17,6%) e Arion (30%).
31.12.2025 Utile del Altre componenti Dividendi Variazione Area 31.12.2024
(in migliaia di euro) periodo del conto economico distribuiti di consolidamento
complessivo
Patrimonio netto delle interessenze di terzi 5.702 39 10 (59) (880) 6.591
La voce Variazione area di consolidamento si riferisce alla quota di minoranza della controllata Sauber che è stata acquisita interamente dal Gruppo a luglio 2025; il medesimo importo è andato ad incremento della voce Utili e Perdite degli esercizi precedenti relativa al Patrimonio netto di Gruppo.
[14] PASSIVITA’ FINANZIARIE CORRENTI E NON CORRENTI Di seguito viene riportata la composizione della voce:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Finanziamenti bancari a lungo termine al costo ammortizzato 234 24.319
Debiti finanziari verso obbligazionisti non correnti 59.602 59.508
Debiti finanziari non correnti per contratti di lease 23.083 24.934
Strumenti finanziari derivati designati per la copertura ed efficaci - -
Debiti finanziari non correnti verso altri finanziatori al costo ammortizzato 68 151
Altri debiti finanziari non correnti 440 455
Passività finanziarie non correnti 83.427 109.367
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Finanziamenti bancari a breve termine al costo ammortizzato 34.133 34.690
Debiti finanziari correnti per contratti di lease 6.855 6.605
Debiti finanziari verso obbligazionisti correnti 367 371
Debiti bancari a breve termine al costo ammortizzato 167 733
Strumenti finanziari derivati di negoziazione al fair value con imputazione a conto
economico 36 6
Debiti finanziari correnti verso altri finanziatori al costo ammortizzato 209 289
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 190
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Altri debiti finanziari correnti 139 537
Passività finanziarie correnti 41.904 43.231
I debiti finanziari verso obbligazionisti si riferiscono all’emissione e al collocamento di titoli obbligazionari non convertibili sottoscritti da fondi gestiti da Prudential Insurance Company of America (“Pricoa”); in particolare in data 6 maggio 2022 la Capogruppo ha emesso due prestiti obbligazionari non convertibili per un valore nominale pari a 20.000 migliaia di euro ciascuno di durata decennale con scadenza maggio 2032 e 5 anni di preammortamento. Nel corso del mese di marzo 2023 la Capogruppo ha emesso una ulteriore tranche di titoli obbligazionari per un valore nominale pari a 20.000 migliaia di euro. Le emissioni si collocano in un’operazione di private shelf agreement. I titoli sono garantiti dalla Capogruppo e da alcune società controllate. Sulle obbligazioni maturano interessi dalla data di sottoscrizione ad un tasso fisso; il rimborso avverrà annualmente a partire dal quinto anno in quote costanti in linea capitale, la prima delle quali pagata a maggio 2028 e l’ultima a marzo 2033. I titoli obbligazionari non hanno rating e non sono destinati alla quotazione su mercati regolamentati; su tali titoli è prevista una verifica su base semestrale dei parametri di natura finanziaria (covenants): • Posizione finanziaria netta / EBITDA < 3,5; • Posizione finanziaria netta / Patrimonio netto < 1,5 • EBITDA / Oneri finanziari netti > 5.
Tali parametri al 31 dicembre 2025 risultano rispettati.
Valuta Importo Scadenza Tasso Debito Entro 12 Oltre 12
(in migliaia di euro) originario residuo mesi mesi
Obbligazioni Senior A EUR 20.000 2032 Fisso 19.896 53 19.843
Obbligazioni Senior B EUR 20.000 2032 Fisso 19.901 58 19.843
Obbligazioni Senior C EUR 20.000 2033 Fisso 20.172 255 19.917
Totale 367 59.602
Con riferimento al 31 dicembre 2025, si riporta di seguito il dettaglio delle principali caratteristiche dei finanziamenti bancari per scadenza: COMPOSIZIONE FINANZIAMENTI
(in migliaia di euro) Valuta Importo Scadenza Tasso Debito Entro 12 Oltre 12
originario residuo mesi mesi
Mediobanca Banca di Credito Finanziario SpA EUR 20.000 2026 Variabile 2.223 2.223 -
Intesa San Paolo EUR 10.000 2026 Variabile 1.664 1.664 -
Intesa San Paolo EUR 20.000 2026 Variabile 3.328 3.328 -
Credem EUR 10.000 2026 Variabile 2.027 2.027 -
Intesa San Paolo EUR 5.000 2026 Variabile 1.361 1.361 -
Intesa San Paolo EUR 15.000 2026 Variabile 4.083 4.083 -
Cassa Depositi e Prestiti EUR 10.000 2026 Variabile 4.992 4.992 -
Credem EUR 15.000 2026 Variabile 3.961 3.961 -
Mediobanca Banca di Credito Finanziario SpA EUR 10.000 2026 Variabile 10.000 10.000 -
Bcc Brescia EUR 500 2027 Variabile 326 167 158
Carige EUR 350 2026 Fisso 74 74 -
Carige EUR 250 2027 Fisso 68 63 5
Carige EUR 400 2026 Fisso 23 23 -
MPS EUR 800 2027 Fisso 237 167 71
Totale 34.367 34.133 234
I seguenti contratti di finanziamento prevedono il rispetto di covenant finanziari: • Mediobanca (finanziamento da 20.000 migliaia di euro debito residuo al 31 dicembre 2025 pari a 2.223 migliaia di euro): su base dati bilancio consolidato Posizione Finanziaria Netta / EBITDA < 3,50 e EBITDA / Oneri Finanziari Netti > 5,00.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 191
• Intesa Sanpaolo (finanziamenti originari rispettivamente di 20.000 migliaia di euro e di 10.000 migliaia di euro, debito residuo al 31 dicembre 2025 pari a 3.328 migliaia di euro e 1.664 migliaia di euro): su base dati bilancio consolidato Posizione Finanziaria Netta / EBITDA < 3,50. • Intesa Sanpaolo (finanziamenti originari rispettivamente di 15.000 migliaia di euro e di 5.000 migliaia di euro, debito residuo al 31 dicembre 2025 pari a 4.083 migliaia di euro e 1.136 migliaia di euro): su base dati bilancio consolidato Posizione Finanziaria Netta / EBITDA < 3,50. • Cassa Depositi e Prestiti (finanziamento da 10.000 migliaia di euro, debito residuo al 31 dicembre 2025 pari a 4.992 migliaia di euro): su base dati bilancio consolidato Posizione Finanziaria Netta / EBITDA < 3,50 e Posizione Finanziaria Netta / Patrimonio Netto < 1,5. Con riferimento al 31 dicembre 2025 tali parametri risultano rispettati.
Gli strumenti finanziari derivati, inclusi nelle passività finanziarie correnti, sono contratti forward e opzioni su tassi di cambio stipulati con finalità di copertura delle transazioni commerciali, ma non eleggibili per l’applicazione dell’hedge accounting. Gli strumenti finanziari derivati designati per la copertura ed efficaci, includono il fair value del contratto derivato IRS sottoscritto a copertura del rischio di variazione del tasso di interesse del finanziamento bancario con Mediobanca. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo Strumenti Finanziari della nota [35] Altre informazioni.
Il dettaglio della voce “debiti finanziari verso altri finanziatori al costo ammortizzato” è di seguito riportato con l’indicazione della scadenza entro e oltre l’esercizio:
(in migliaia di euro) Valuta Importo Scadenza Tasso Debito Entro 12 Oltre 12
originario residuo mesi mesi
MedioCredito Centrale EUR 1.490 2026 Fisso
Progetto Horizon 2020 98 98 -
Altri minori 178 110 68
Totale 276 209 68
La voce Altri debiti finanziari correnti e non correnti accolgono principalmente i debiti residui a fronte delle acquisizioni effettuate negli esercizi precedenti.
Le tabelle successive dettagliano le variazioni nelle passività finanziarie correnti e non correnti e nelle passività finanziarie per contratti di lease rappresentando sia i movimenti monetari che quelli non monetari:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 Cash flow Riclassifica Variazione di Variazione 31.12.2024
netto Fair Value riserva di
conversione
Finanziamenti bancari a breve termine 34.133 (24.643) 24.085 - 34.690
Debiti finanziari verso obbligazionisti correnti 367 (5) - - - 371
Debiti bancari a breve termine 167 (566) - - - 733
Debiti finanziari verso altri finanziatori 209 (179) 98 - - 289
Strumenti finanziari passivi 36 30 - - - 6
Altri debiti finanziari correnti 139 (395) 15 - (18) 537
Passività finanziarie correnti 35.049 (25.758) 24.198 - (18) 36.626
(in migliaia di euro) 31.12.2025 Cash flow Riclassifica Variazione Variazione 31.12.2024
netto non riserva di conversione
monetarie
Finanziamenti bancari a lungo termine 234 (24.085) - - 24.319
Debiti finanziari verso obbligazionisti non correnti 59.602 - - 95 - 59.508
Strumenti finanziari derivati designati per la copertura ed efficaci - - - - -
-
Debiti finanziari non correnti verso altri finanziatori al costo ammortizzato 68 15 (98) - 151
-
Altri debiti finanziari non correnti 440 - (15) - - 455
Passività finanziarie non correnti 60.344 15 (24.198) 95 - 84.433
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 192
(in migliaia di 31.12.2025 Incrementi Rideterminazione Rimborsi Interessi Variazione Variazione area di 31.12.2024
euro) debiti finanziari riserva di consolidamento
conversione
Debiti finanziari 29.938 7.716 (1.461) (8.472) 987 (371) 31.539
per contratti di
lease -
Di seguito viene riportata la composizione dell’Indebitamento Finanziario Netto che è stato determinato conformemente a quanto previsto dall’orientamento ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021. INDEBITAMENTO FINANZIARIO (in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
A Disponibilità liquide 121.850 99.119
B Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - -
C Altre attività finanziarie correnti 21.913 3.290
D Liquidità (A+ B + C) 143.763 102.408
E Debito finanziario corrente 708 1.646
F Parte corrente del debito finanziario non corrente 41.196 41.585
G Debiti commerciali e altri debiti correnti 17.540 -
H Indebitamento finanziario corrente (E + F + G) 59.444 43.231
I Indebitamento finanziario corrente netto (H - D) (84.319) (59.177)
J Debiti finanziario non corrente 23.825 49.859
K Strumenti di debito 59.602 59.508
L Debiti commerciali e altri debiti non correnti - 23.558
M Indebitamento finanziario non corrente (J + K + L) 83.427 132.925
N Totale indebitamento finanziario (I + M) (892) 73.748
Come richiesto anche dal richiamo di attenzione Consob 5/21 del 29 aprile 2021, si precisa che il Gruppo presenta quale debito soggetto a condizioni la passività relativa all’opzione di minoranza di Kiona, di cui alla Nota 18, mentre la passività per l’earn out di Senva è stata inclusa nella sezione G della tabella sopra riportata (con riferimento al 31.12.2025) e nella sezione L (con riferimento al 31.12.2024) tra gli altri debiti correnti e non correnti. In ottemperanza alla medesima comunicazione si indica che lo Stato Patrimoniale presenta accantonamenti per piani a benefici definiti per 7.166 migliaia di euro (Nota 16) e Fondi per rischi e oneri per complessivi 8.234 migliaia di euro (Nota 15).
[15] FONDI PER RISCHI Al 31 dicembre 2025 i fondi per rischi ammontano complessivamente a 8.234 migliaia di euro rispetto a 11.793 migliaia di euro al 31 dicembre 2024 e la loro composizione è la seguente:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Fondo indennità quiescenza agenti 487 851
Fondo reclami commerciali 170 144
Fondo garanzia prodotti 1.675 1.995
Atri fondi 2.863 3.368
Fondi per rischi – non correnti 5.195 6.358
Fondo garanzia prodotti quota corrente 411 1.023
Fondo reclami commerciali quota corrente 2.556 2.983
Altri fondi quota corrente 71 1.429
Fondi per rischi – correnti 3.038 5.435
Totale Fondi rischi 8.234 11.793
Nella tabella seguente viene riportata la movimentazione della voce in commento:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 193
(in migliaia di euro) 31.12.2025 Accantonamenti Utilizzi Rilasci Riclassifica Diff. di 31.12.2024
conversione
Fondo indennità quiescenza agenti 487 51 (414) 851
Fondo reclami commerciali 170 92 (44) (4) (18) 144
Fondo garanzia prodotti 1.675 (309) (11) 1.995
Atri fondi 2.863 933 (1.483) 52 3.368
Fondi per rischi – non correnti 5.195 1.076 (775) - (1.487) 23 6.358
Fondo garanzia prodotti quota corrente 411 (190) (420) (2) 1.023
Fondo reclami commerciali quota 2.983
corrente 2.556 1.268 (1.041) (650) (4)
Altri fondi quota corrente 71 (673) (685) 1.429
Fondi per rischi – correnti 3.038 1.268 (1.904) (1.070) (685) (6) 5.435
Totale Fondi rischi 8.234 2.344 (2.679) (1.070) (2.172) 17 11.793
La voce Riclassifica accoglie la quota parte di alcuni rischi che nel corso dell’esercizio sono stati determinati come certi, pertanto, il relativo ammontare è stato classificato nella voce Altre passività correnti. Il fondo indennità quiescenza agenti rappresenta la passività stimata derivante dall’applicazione della normativa vigente e delle clausole contrattuali in materia di interruzione dei rapporti di agenzia. L’accantonamento al fondo indennità quiescenza agenti, a differenza degli accantonamenti al fondo rischi, garanzia ed altri fondi, è classificato per natura tra i costi per servizi. Nel corso dell’esercizio il fondo è stato utilizzato a seguito della liquidazione di un contratto di agenzia.
[16] PIANI A BENEFICI DEFINITI La voce include principalmente le passività per il Trattamento di fine rapporto e il Trattamento di fine mandato degli Amministratori, iscritte nelle società Italiane e nella società tedesca Hygromatik; entrambi si qualificano come piani a benefici definiti secondo quanto previsto dallo IAS 19, e pertanto le passività sono state sottoposte a calcolo attuariale da parte di un perito indipendente. Di seguito si riporta la movimentazione delle passività.
(in migliaia di euro) 31.12.2025
Saldo iniziale 7.390
Costo per interessi 193
Variazione di perimetro 0
Altre variazioni 28
Benefici erogati ai dipendenti (573)
Differenza di conversione (138)
Accantonamento 3.605
Giroconto a fondi pensione (3.174)
Utili/(perdite) attuariali (165)
Saldo finale 7.166
Sono state inoltre effettuate le analisi di sensitività per tener conto delle variazioni ritenute ragionevoli alle principali assunzioni delle rispettive valutazioni attuariali effettuate. In particolare è stata ipotizzata una variazione del tasso di attualizzazione pari a +/- 0,25% e, sulla base di tali variazioni, la passività avrebbe avuto una variazione ritenuta non significativa.
[17] PASSIVITA’ FISCALI DIFFERITE Al 31 dicembre 2025 ammontano a 24.573 migliaia di euro rispetto a 26.185 migliaia di euro del 31 dicembre 2024. Per la movimentazione complessiva della voce passività fiscali differite si rinvia alla nota [5] Attività fiscali differite. Il dettaglio delle passività fiscali differite è il seguente:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 194
(in migliaia di euro) Imponibile 2025 Passività fiscali differite 2025 Imponibile 2024 Passività fiscali differite 2024
Attualizzazione passività non correnti 720 182 397 117
Differenze su allocazioni di consolidato 89.341 21.595 98.895 23.937
Differenze su ammortamenti e altre
differenze di principi 5.580 1.028 3.172 734
Altro 9.292 1.768 8.015 1.397
Totale 104.932 24.573 110.479 26.185
La voce principale si riferisce alle allocazioni di valori non fiscalmente riconosciute effettuate in sede di primo consolidamento delle società acquisite. Nella voce Altro è inclusa principalmente la passività fiscale differita relativa alla rivalutazione della partecipazione in Free Polska.
[18] ALTRE PASSIVITA’ NON CORRENTI Il saldo pari a 50.804 migliaia di euro si riferisce principalmente alla passività derivante dall’opzione combinata di acquisto e di vendita (Put & Call) sulla quota di minoranza della società acquisita Kiona (per 48.471 migliaia di euro). Si sottolinea che la passività per earn out di Senva (che al 31 dicembre 2024 ammontava a 23.010 migliaia di euro) è stata classificata nella voce Altre passività correnti in virtù del fatto che la stessa verrà pagata nel corso del primo semestre 2026. Al 31 dicembre 2025 sono stati rideterminati i fair value dell’opzione combinata di acquisto e vendita Kiona e della passività per earn out di Senva sulle base dei piani prospettici aggiornati e approvati dai rispettivi Consigli di Amministrazione; sulla base dei suddetti piani, i valori hanno subito un decremento rispettivamente di 15.376 migliaia di euro e 4.184 migliaia di euro la cui contropartita è registrata come provento nella voce Utili/(Perdite) da valutazioni passività per opzioni su quote di minoranza. Al 31 dicembre 2025 sono stati contabilizzati interessi passivi sull’opzione combinata di acquisto e vendita e sull’earn out per complessivi 2.937 migliaia di euro. Il dettaglio della voce è di seguito riepilogato:
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Altre passività non correnti 2.333 2.415
Debiti non correnti per opzioni su quote di minoranza 48.471 85.305
Altre passività non correnti 50.804 87.720
Le altre passività non correnti si riferiscono alla quota non corrente di risconti passivi e a debiti non correnti per i piani di incentivazione LTI.
[19] DEBITI COMMERCIALI I debiti commerciali ammontano a 79.678 migliaia di euro rispetto a 62.689 migliaia di euro del 31 dicembre 2024. Al 31 dicembre 2025 non sono presenti debiti scaduti per valori significativi.
[20] DEBITI TRIBUTARI II debiti tributari ammontano a 4.450 migliaia di euro al 31 dicembre 2025 rispetto a 6.250 migliaia di euro al 31 dicembre 2024 e si riferiscono interamente a debiti verso l’Erario per imposte dirette sul reddito dell’esercizio in commento.
[21] ALTRE PASSIVITA’ CORRENTI Il saldo di tale voce è dettagliato come riportato nella tabella seguente. I principali debiti si riferiscono a rapporti di lavoro dipendente (salari e stipendi, ritenute fiscali, contributi previdenziali).
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 195
(in migliaia di euro) 31.12.2025 31.12.2024
Debiti verso istituti previdenziali 8.237 7.035
Debiti per ritenute 2.982 2.820
Altri debiti verso l'erario 584 718
Debiti per iva 3.542 2.502
Debiti verso personale, bonus e ferie 28.646 22.052
Altri debiti 23.293 18.326
Debiti correnti per opzioni su quote di minoranza ed earn out 17.541 1.409
Altre passività correnti 84.825 54.863
Come riportato nella Nota 18, le passività relative all’earn out di Senva (per complessivi 17.054 migliaia di euro) ed un’altra passività minore sono state iscritte come passività corrente in considerazione del fatto che la loro scadenza è contrattualizzata entro il primo semestre 2026. L’ammontare di 1.409 migliaia di euro iscritto al 31 dicembre 2024 era riferito alla passività relativa all’opzione di acquisto e vendita di Sauber esercitata a luglio 2025. La voce Atri debiti comprende principalmente risconti passivi iscritti nel Gruppo Kiona riferiti alle componenti di corrispettivi di vendita da riconoscere nell’esercizio successivo.
NOTE AL CONTO ECONOMICO
[22] RICAVI I ricavi ammontano a 629.028 migliaia di euro rispetto a 578.536 migliaia di euro del 2024 con un incremento pari all’8,7%. I ricavi sono esposti al netto degli sconti e abbuoni. Del totale, i ricavi per servizi ammontano a 43.918 migliaia di euro rispetto a 42.282 migliaia di euro del 2024. Di seguito si riporta la suddivisione dei ricavi per mercato di riferimento:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Ricavi HVAC 450.912 409.974 10,0%
Ricavi REF 177.189 167.879 5,5%
Totale Ricavi Core 628.101 577.853 8,7%
Ricavi No Core 927 683 35,7%
Totale Ricavi 629.028 578.536 8,7%
Non si segnalano clienti all’interno del gruppo che concentrano ricavi in misura superiore al 5%.
La suddivisione dei ricavi per area geografica è riepilogata di seguito:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Europa, Medio Oriente e Africa 405.350 376.718 7,6%
APAC 84.140 83.003 1,4%
Nord America 125.291 103.600 20,9%
Sud America 14.247 15.215 (6,4%)
Ricavi netti 629.028 578.536 8,7%
[23] ALTRI RICAVI Gli altri ricavi ammontano a 6.288 migliaia di euro in aumento rispetto a 6.272 migliaia di euro del 2024. Il dettaglio della voce è il seguente:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Contributi ricevuti nell'esercizio 1.154 1.505 (23,4%)
Recupero costi di varia natura 3.933 3.170 24,1%
Altri ricavi e proventi 1.202 1.597 (24,7%)
Altri ricavi 6.288 6.272 0,3%
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 196
I Contributi in conto esercizio sono relativi principalmente alla rilevazione del credito d’imposta per attività di sviluppo come previsto dalla legge 190 del 23/12/2014 (Legge di stabilità 2015). Nella voce “Recupero costi varia natura” sono principalmente inclusi recuperi di costi di trasporto e di altre spese. Gli “Altri ricavi e proventi” si riferiscono principalmente ad addebiti vari a fornitori e clienti.
[24] ACQUISTO DI MATERIE PRIME, COMPONENTI, MERCI E VARIAZIONE DELLE RIMANENZE La voce ammonta a 246.057 migliaia di euro rispetto a 238.092 migliaia del 2024; il dettaglio della voce è il seguente:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Acquisti materie prime, consumo, merci e variazione rimanenze (246.057) (238.092) 3,3%
% Incidenza sui ricavi (39,1%) (41,2%) (5,0%)
[25] COSTI PER SERVIZI I costi per servizi ammontano a 88.994 migliaia di euro in aumento rispetto al 2024 principalmente per maggiori costi di consulenza anche relativi all’implementazione del nuovo modello organizzativo del Gruppo, nonché a maggiori costi di manutenzioni che includono i costi per l’uso di licenze software. Il dettaglio della voce è il seguente:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Costi di trasporto (17.812) (16.830) 5,8%
Consulenze (14.951) (12.388) 20,7%
Viaggi e trasferte (5.355) (4.965) 7,9%
Costi godimento beni di terzi (3.062) (4.652) (34,2%)
Manutenzioni e riparazioni (14.233) (10.808) 31,7%
Spese di marketing e pubblicità (3.004) (2.924) 2,7%
Lavorazioni esterne (1.760) (1.936) (9,1%)
Provvigioni (1.469) (1.891) (22,3%)
Utenze (3.296) (3.482) (5,3%)
Compensi ad amministratori, sindaci e revisori (3.337) (2.913) 14,5%
Assicurazioni (2.834) (2.784) 1,8%
Spese di telefonia e connessioni (1.354) (1.609) (15,9%)
Altri costi per servizi (16.527) (14.923) 10,7%
Costi per servizi (88.994) (82.104) 8,4%
I costi per godimento beni di terzi comprendono la componete di noleggio che non ricade nell’ambito di applicazione dell’IFRS16 in quanto short term lease, low value lease e lease a canoni variabili. Per short term lease si intendono generalmente contratti la cui scadenza è inferiore ai 12 mesi mentre per i low value lease si intendono contratti il cui valore del contratto lungo tutto la sua durata è generalmente inferiore a 5 migliaia di euro. La voce Altri costi per servizi include principalmente costi per installazioni effettuati da terzi e costi per il personale che non rientrano nei salari e stipendi (costi di trasporto, mensa, etc).
[26] COSTI DI SVILUPPO CAPITALIZZATI La voce “Costi di sviluppo capitalizzati” ammonta a 4.945 migliaia di euro rispetto a 5.628 migliaia di euro del 2024 e si riferiscono a progetti di sviluppo capitalizzati tra le immobilizzazioni immateriali principalmente iscritti presso la Capogruppo, Kiona e la controllata cinese. L’ andamento della voce è il seguente:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Costi di sviluppo 4.945 5.628 (12,1%)
Totale 4.945 5.628 (12,1%)
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 197
Complessivamente, negli esercizi 2025 e 2024, il Gruppo ha sostenuto costi per ricerca e sviluppo pari rispettivamente a 32.708 migliaia di euro e 32.652 migliaia di euro. Di tali costi, solamente gli importi descritti sopra sono stati iscritti tra le immobilizzazioni in quanto aventi i requisiti richiesti dallo IAS 24.
[27] COSTI DEL PERSONALE I costi del personale ammontano a 175.751 migliaia di euro rispetto a 162.205 migliaia di euro del 2024. L’incremento deriva principalmente dall’incremento dell’organico principalmente in EMEA e Nord America. Il dettaglio del costo del personale e degli organici suddivisi per categoria è di seguito riportato:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Salari e stipendi inclusi bonus e accantonamenti (134.267) (127.376) 5,4%
Oneri sociali (30.942) (27.492) 12,5%
Costi per piani a benefici definiti (3.605) (3.364) 7,2%
Altri costi del personale (6.938) (3.974) 74,6%
Costi del personale (175.751) (162.205) 8,4%
31.12.2025 31.12.2024
puntuali medi puntuali medi
Executive 77 79 80 76
Impiegati 1.646 1.624 1.601 1.597
Operai 986 949 911 944
Totale 2.709 2.651 2.592 2.617
[28] ALTRI PROVENTI / (ONERI) Il saldo netto della voce ammonta a negativi 5.384 migliaia di euro rispetto a negativi 3.165 migliaia di euro del 2024. Il dettaglio della voce è di seguito esposto:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Plusvalenze da alienazione cespiti 83 97 (14,4%)
Sopravvenienze attive 1.699 1.118 52,0%
Altri proventi diversi 316 786 (59,8%)
Rilascio fondi rischi 1.070 239 >100%
Altri proventi 3.168 2.240 41,4%
Minusvalenze su alienazione cespiti (44) (104) (58,0%)
Sopravvenienze passive (2.592) (560) >100%
Altre imposte e tasse (1.859) (1.975) (5,9%)
Accantonamento a fondo svalutazione crediti (1.572) (524) >100%
Accantonamento a fondi rischi (1.668) (1.408) 18,5%
Perdite su crediti (133) (186) (28,4%)
Altri costi (684) (647) 5,7%
Altri oneri (8.552) (5.405) 58,2%
Altri proventi/(oneri) (5.384) (3.165) 70,1%
La voce Accantonamento a fondi rischi accoglie principalmente lo stanziamento al fondo reclami commerciali; per maggiori informazioni si rimanda alla nota 15.
[29] AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI Gli ammortamenti totali al 31 dicembre 2025 ammontano a 42.116 migliaia di euro rispetto a 38.345 migliaia di euro del 2024. La voce inoltre include ammortamenti derivanti dalle Purchase Price Allocation per circa 11.500 migliaia di euro in linea con l’esercizio precedente e si riferiscono per la quasi totalità ad attività immateriali. Il dettaglio della voce è il seguente:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 198
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Ammortamento attività immateriali (17.989) (16.982) 5,9%
Ammortamento attività materiali (24.119) (21.333) 13,1%
Svalutazioni e Impairment (8) (30) (73,2%)
Ammortamenti e svalutazioni (42.116) (38.345) 9,8%
[30] PROVENTI / (ONERI) FINANZIARI NETTI La voce ammonta a negativi 5.905 migliaia di euro rispetto a negativi 7.073 migliaia di euro del 2024. Il dettaglio della voce è il seguente:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Proventi da attività finanziarie 278 849 (67,3%)
Interessi attivi 938 1.591 (41,1%)
Altri proventi finanziari 259 1.136 (77,2%)
Fair Value su attività e passività finanziarie 13 60 (78,1%)
Dividendi ricevuti 669 203 >100%
Proventi finanziari 2.157 3.840 (43,8%)
Interessi passivi bancari (1.395) (4.004) (65,2%)
Interessi passivi per contratti di lease (987) (977) 1,1%
Altri interessi passivi (1.780) (1.719) 3,5%
Oneri da strumenti derivati - (5) >100%
Altri oneri finanziari (928) (865) 7,2%
Interessi passivi per opzioni su quote di minoranza (2.973) (3.344) (11,1%)
Oneri finanziari (8.062) (10.914) (26,1%)
Proventi (oneri) finanziati netti (5.905) (7.073) (16,5%)
La voce Altri interessi passivi accoglie gli interessi passivi sui prestiti obbligazionari emessi nel corso del 2022 e del 2023.
[31] UTILI / (PERDITE) SU CAMBI La voce ammonta a negativi 1.311 migliaia di euro rispetto a positivi 3.183 migliaia di euro del 2024; la voce si movimenta principalmente per effetto della compente riferita all’adeguamento cambi della passività relativa all’opzione Put&Call di Kiona che è iscritta in corone norvegesi e convertita al tasso di cambio di fine periodo. Il delta cambio riferito a questa posta ammonta a positivi 112 migliaia di euro al 31 dicembre 2025 rispetto a positivi 3.285 migliaia di euro dell’esercizio precedente. Di seguito si riporta il dettaglio della voce:
(in migliaia di euro) 2025 2024 Delta %
Perdite su cambi (8.137) (6.450) 26%
Utili su cambi 6.827 9.634 (29%)
Utili/(perdite) su cambi (1.311) 3.183 >100%
[32] UTILI (PERDITE) DA VALUTAZIONI PASSIVITA’ PER OPZIONI SU QUOTE DI MINORANZA La voce ammonta a positivi 19.395 migliaia di euro rispetto a positivi 15.356 migliaia del 31 dicembre 2024 di euro e si riferisce alla variazione del fair value al 31 dicembre 2025 delle passività iscritte sulle opzioni Put&Call su Kiona e Sauber (quest’ultima chiusa a luglio 2025) e sull’earn out di Senva. In particolare, le passività relative a Senva e Kiona hanno avuto una variazione positiva di fair value rispettivamente pari a 4.184 migliaia di euro e 15.376 migliaia di euro mentre la passività di Sauber ha avuto una variazione negativa per complessivi 165 migliaia di euro.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 199
[33] RISULTATO NETTO DELLE PARTECIPAZIONI VALUTATE CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO La voce ammonta a positivi 1.039 migliaia di euro rispetto a positivi 1.737 migliaia di euro del 2024. La voce accoglie la rivalutazione al fair value della colelgata Free Polska.
[34] IMPOSTE SUL REDDITO La voce ammonta a 21.497 migliaia di euro rispetto a 16.470 migliaia di euro del 2024. Il dettaglio della voce è il seguente:
(in migliaia di euro) 2025 2024
Imposte correnti (22.327) (18.932)
Imposte differite/anticipate (270) 3.064
Imposte esercizi precedenti 1.100 (602)
Imposte sul reddito (21.497) (16.470)
Le imposte possono essere riconciliate come segue rispetto al risultato prima delle imposte risultante dal conto economico:
(in migliaia di euro) 2025 2024
Risultato prima delle imposte 95.177 79.729
Imposte sul reddito calcolate con l'aliquota teorica IRES (24%) (22.843) (19.135)
Irap (1.110) (199)
Effetto della differente tassazione su società operanti all'estero 5.376 6.352
Ritenuta d'acconto su dividendi (2.454) (1.349)
Imposte relative a periodi precedenti 1.100 (602)
Effetto di fiscalità anticipata e differita di società del gruppo e altri movimenti (1.567) (1.537)
Imposte sul reddito (21.497) (16.470)
Si rimanda alla nota [5] in relazione alla movimentazione delle imposte anticipate e differite nonché alla natura delle stesse. Il tax rate utilizzato per la riconciliazione del carico fiscale corrisponde all’aliquota IRES, pari al 24%, applicabile in Italia giurisdizione nella quale viene principalmente realizzato il reddito imponibile.
[35] ALTRE INFORMAZIONI Informativa di settore L’IFRS 8 richiede che l’informativa di settore sia predisposta in modo da fornire le informazioni necessarie a consentire una valutazione della natura e degli effetti sul bilancio delle attività operate e dei contesti economici di riferimento. In base alla reportistica interna e alle attività societarie operative generatrici di ricavi e costi, i cui risultati sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale operativo ai fini dell’adozione di decisioni in materia di allocazione delle risorse e di valutazione dei risultati, non sono stati identificati segmenti operativi diversi dal Gruppo nel suo complesso.
Strumenti finanziari Il Gruppo, che opera a livello internazionale, è esposto al rischio di cambio su vendite e acquisti e al rischio di tasso di interesse; in particolare le valute che generano tali rischi sono il dollaro americano lo zloty polacco e il renminbi cinese. Al fine di mitigare tali rischi il Gruppo si è dotato di una policy di copertura i cui principali strumenti usati sono strumenti derivati, opzioni e contratti a termine prevalentemente con scadenza entro i 12 mesi. Per quanto concerne gli strumenti di copertura del rischio di cambio, le operazioni in essere a fine esercizio sono le seguenti:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 200
(in di euro) 31.12.2025 31.12.2024
forward Acquisti * Vendite * Fair Value attivo ** Fair Value passivo ** Acquisti * Vendite * Fair Value attivo ** Fair Value passivo **
JPY/EUR - 158.025 - (31) - - - -
EUR/CNY - 3.000 16 - - 5.000 25 -
THB/EUR - 8.900 - (4) - 8.500 - (6)
CNY/EUR - 2.200 - (1) - 750 - -
Totale - 16 (36) - 26 (6)
* Valore in migliaia in valuta locale ** Valore in migliaia di euro Di seguito si riportano i dettagli relativi agli Interest Rate Swap a copertura del rischio del tasso di interesse:
(in migliaia di euro) Nozionale Tasso fisso Scadenza Fair value Fair value
31.12.2025 31.12.2024
Interest rate swap - Mediobanca 20.000 -0,31% 26/06/2026 26 167
Ai fini del trattamento contabile i derivati a copertura di debiti e crediti in valuta iscritti in bilancio sono iscritti al fair value con imputazione diretta a conto economico. Tali strumenti controbilanciano naturalmente il rischio oggetto di copertura, che ai sensi dello IFRS 9 è già iscritto in bilancio.
Piani retributivi sotto forma di partecipazione al capitale e sotto forma di incentivazione monetaria Piano di Performance Share Si segnala che al 31 dicembre 2025 la Società non ha in essere piani di incentivazione basati su strumenti finanziari del tipo “equity-settled”. Piano di Performance Cash Al 31 dicembre 2025 la Società ha in essere piani di incentivazione monetaria di seguito meglio descritti. A marzo 2021 il Consiglio di Amministrazione e ad aprile 2021 l’Assemblea dei Soci hanno approvato un nuovo programma di incentivazione di lungo termine, articolato in due distinti piani: (i) un piano di incentivazione monetaria denominato “Performance Cash 2021-2025” (“Piano LTI Cash”) e (ii) un piano di assegnazione gratuita di azioni ordinarie CAREL, ai sensi dell’art. 114-bis del TUF, denominato “Performance Shares 2021–2025” (“Piano LTI Shares”). Entrambi i piani risultano destinati agli amministratori esecutivi, ai dirigenti con responsabilità strategiche e dipendenti del Gruppo che rivestono posizioni chiave nel perseguimento degli obiettivi aziendali. Inoltre, presentano le medesime caratteristiche per quanto concerne la durata, i periodi di vesting (suddivisi in tre cicli triennali di attribuzione rolling), e gli obiettivi di performance riguardano l’EBITDA Adjusted cumulato di Gruppo per ciascun periodo di vesting (peso relativo 50%), la Cash Conversion - valore medio sul ciclo dei periodi di vesting – (peso relativo 30%), Target ESG - raggiungimento medio di una serie di indicatori di sostenibilità – (peso relativo 20%). Successivamente, il Consiglio di Amministrazione: ‒ a novembre 2023 ha approvato, per il periodo di vesting 2023-2025, il Piano LTI Cash, stabilendo altresì la percentuale di remunerazione annua lorda base a titolo di incentivo monetario per ciascun beneficiario, il tutto in misura pari complessivamente a circa 1.950 migliaia di euro per la totalità dei beneficiari. L’importo monetario che verrà effettivamente erogato a ciascun beneficiario sarà determinato al termine del periodo di vesting 2023-2025 sulla base del raggiungimento dei cd. “obiettivi di performance” previsti nel regolamento del piano; ‒ a marzo 2024 con l’approvazione del bilancio consolidato relativo all’anno 2023, ha determinato in 1.649 migliaia di euro, oltre a contributi previdenziali, l’ammontare del piano di incentivazione spettante ai beneficiari a conclusione del primo ciclo (2021-2023). Con la mensilità di aprile la Società ha proceduto a liquidare ad ogni beneficiario l’importo monetario spettante al netto della quota soggetta ad un periodo di differimento di due anni come definita dal regolamento del piano. Complessivamente sono stati liquidati 1.213 miglia di euro, oltre a contributi previdenziali.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 201
‒ in data 13 marzo 2025 con l’approvazione del bilancio consolidato relativo all’anno 2024, ha determinato in 1.736 migliaia di euro, oltre a contributi previdenziali, l’ammontare del piano di incentivazione spettante ai beneficiari a conclusione del secondo ciclo (2022-2024). Con la mensilità di aprile la Società ha proceduto a liquidare ad ogni beneficiario l’importo monetario spettante al netto della quota soggetta ad un periodo di differimento di due anni come definita dal regolamento del piano. Complessivamente sono stati liquidati 1.281 miglia di euro, oltre a contributi previdenziali. A marzo 2024 il Consiglio di Amministrazione e ad aprile 2024 l’Assemblea dei Soci hanno approvato un nuovo programma di incentivazione di lungo termine, articolato in due distinti piani: (i) un piano di incentivazione monetaria denominato “Performance Cash 2024-2028” (“Piano LTI Cash”) e (ii) un piano di assegnazione gratuita di azioni ordinarie CAREL, ai sensi dell’art. 114-bis del TUF, denominato “Performance Shares 2024–2028” (“Piano LTI Shares”). Entrambi i piani risultano destinati agli amministratori esecutivi, ai dirigenti con responsabilità strategiche e dipendenti del Gruppo che rivestono posizioni chiave nel perseguimento degli obiettivi aziendali. Inoltre, presentano le medesime caratteristiche per quanto concerne la durata, i periodi di vesting (suddivisi in tre cicli triennali di attribuzione rolling), e gli obiettivi di performance riguardano l’EBITDA Adjusted cumulato di Gruppo per ciascun periodo di vesting (peso relativo 50%), la Cash Conversion - valore medio sul ciclo dei periodi di vesting – (peso relativo 20%), Target ESG - raggiungimento medio di una serie di indicatori di sostenibilità – (peso relativo 30%). Successivamente, il Consiglio di Amministrazione: • a novembre 2024 ha approvato, per il periodo di vesting 2024-2026, il Piano LTI Cash, stabilendo altresì la percentuale di remunerazione annua lorda base a titolo di incentivo monetario per ciascun beneficiario, il tutto in misura pari complessivamente a circa 2.050 migliaia di euro per la totalità dei beneficiari. L’importo monetario che verrà effettivamente erogato a ciascun beneficiario sarà determinato al termine del periodo di vesting 2024-2026 sulla base del raggiungimento dei cd. “obiettivi di performance” previsti nel regolamento del piano; • in data 16 novembre 2025 ha deliberato per il periodo di vesting 2025-2027, analogamente a quanto approvato per il periodo di vesting 2024–2026, di dare attuazione, per tutti i beneficiari individuati, del Piano LTI Cash, in considerazione della maggiore semplicità gestionale, sia sotto il profilo operativo che fiscale, rispetto al Piano LTI Shares; stabilendo altresì la percentuale di remunerazione annua lorda base a titolo di incentivo monetario per ciascun beneficiario, il tutto in misura pari complessivamente a circa 2.200 migliaia di euro per la totalità dei beneficiari. L’importo monetario che verrà effettivamente erogato a ciascun beneficiario sarà determinato al termine del periodo di vesting 2025-2027 sulla base del raggiungimento dei cd. “obiettivi di performance” previsti nel regolamento del piano. Secondo quanto stabilito dallo IAS 19 – Benefici ai dipendenti – i piani di incentivazione monetaria si qualificano come piani a benefici maturati, e pertanto la passività è stata sottoposta a calcolo attuariale da parte di un esperto indipendente mediante il criterio “Projected Unit Credit” (PUC) previsto dallo IAS 19. Tale metodologia si sostanzia in valutazioni che esprimono il valore attuale medio delle obbligazioni maturate in base al servizio che il lavoratore ha prestato fino all’epoca in cui la valutazione stessa è realizzata. In relazione a quanto descritto, nel conto economico dell’esercizio 2025 è stato rilevato, sia per i periodi di vesting conclusi ma con liquidazione differita che per quelli non ancora conclusi di entrambi in piani, un onere pari a complessivi 3.041 migliaia di euro.
Classi di strumenti finanziari e gerarchia del fair value La tabella sotto riportata mostra la ripartizione delle attività e passività finanziarie prevista dall’IFRS 7, secondo le categorie previste dall’IFRS 9 con riferimento al 31 dicembre 2025, confrontate anche con il relativo fair value:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 202 31.12.2025
31.12.2025 Categoria IFRS 9 Valore contabile Livello 1 Livello 2 Livello 3
Strumenti finanziari derivati attivi FVTPL 42 n.a. 42 n.a
Titoli disponibili per la vendita FVTPL 3.000 3.000 n.a. n.a.
Altri crediti finanziari Attività al costo ammortizzato 18.870 n.a. n.a. n.a.
Attività finanziarie a breve termine 21.913
Crediti commerciali Attività al costo ammortizzato 111.745 n.a. n.a. n.a.
Totale Attività 133.657
di cui: FVTPL 3.042
Attività al costo ammortizzato 130.615
Debiti finanziari verso banche Passività al costo ammortizzato 234 n.a. n.a. n.a.
Debiti finanziari verso obbligazionisti non
correnti Passività al costo ammortizzato 59.602 n.a. n.a. n.a.
Debiti finanziari verso altri finanziatori Passività al costo ammortizzato 68 n.a. n.a. n.a.
Debiti finanziari non correnti per contratti
di lease Passività al costo ammortizzato 23.083 n.a. n.a. n.a.
Altri debiti finanziari non correnti Passività al costo ammortizzato 440 n.a. n.a. n.a.
Passività non correnti 83.427
Debiti bancari a breve termine Passività al costo ammortizzato 167 n.a. n.a. n.a.
Finanziamenti bancari a breve termine Passività al costo ammortizzato 34.133 n.a. n.a. n.a.
Debiti finanziari correnti per contratti di
lease Passività al costo ammortizzato 6.855 n.a. n.a. n.a.
Debiti finanziari verso obbligazionisti correnti Passività al costo ammortizzato 367 n.a. n.a. n.a.
Strumenti finanziari passivi FVTPL 36 n.a. 36 n.a.
Debiti finanziari verso altri finanziatori Passività al costo ammortizzato 209 n.a. n.a. n.a.
Altri debiti finanziari correnti Passività al costo ammortizzato 139 n.a. n.a. n.a.
Passività finanziarie correnti 41.904
Debiti commerciali Passività al costo ammortizzato 79.678 n.a. n.a. n.a.
Altre passività non correnti * FVTPL 48.471 n.a. n.a. 48.471
Totale passività finanziarie 253.480
di cui Passività al costo ammortizzato 204.974
FVTPL 48.506
* nella voce non sono compresi 1.056 migliaia di euro relativi alla quota non corrente di risconti passivi pluriennali, non in scope IFRS7.
Impegni, garanzie non risultanti dallo stato patrimoniale Al 31 dicembre 2025 il Gruppo ha in essere garanzie per complessivi 1.397 migliaia di euro relativi a fideiussioni prestate di cui 133 migliaia di euro in favore di controllate.
Rapporti con parti correlate Nel corso degli esercizi 2025 e 2024 il Gruppo ha intrattenuto rapporti commerciali con alcune parti correlate del Gruppo. Di seguito si riportano i dettagli delle transazioni intercorse nel periodo:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 203
RAPPORTI AL 31.12.2024
(in migliaia di euro) Crediti Crediti finanziari Debiti Debiti finanziari Ricavi Ricavi Finanziari Costi Costi Finanziari
Free Polska s.p.z.o.o. 714 - (253) - 57 203 (6.254)
Totale Imprese collegate 714 - (253) - 57 203 (6.254) -
RN Real Estate Srl 16 - (614) (13.221) 18 - (16) (153)
Carel Real Estate Adratic
d.o.o. 2 - (1.611) 2 - (1) (64)
Nastrificio Victor SpA - - (44) - - - (119) -
Eurotest laboratori Srl 4 - - 7 - (164) -
Murat Cem Ozdemir - - - - - - (17) -
Bridegport Spa 7 - (250) - 29 - (1.965) -
Leonardo Srl - - (536) - - (15)
Byggteknikk Prosjekt AS - - (61) (1.018) - - (117) (195)
Altre 93 - (637) (594) 532 - (756) (53)
Totale altre parti correlate 122 - (1.606) (16.980) 588 - (3.155) (480)
Totale parti correlate 836 - (1.859) (16.980) 645 203 (9.409) (480)
RAPPORTI AL 31.12.2025
(in migliaia di euro) Crediti Crediti Debiti Debiti Ricavi Ricavi Costi Costi
finanziari finanziari Finanziari Finanziari
Free Polska s.p.z.o.o. 37 - (113) - 18 669 (8.858) -
Totale Imprese collegate 37 - (113) - 18 669 (8.858) -
RN Real Estate Srl 17 - (522) (12.652) 22 - (0) (185)
Carel Real Estate Adratic
d.o.o. 2 - (31) (1.351) 2 - (0) (55)
Bridegport Spa - - (497) - 29 - (1.692) -
Leonardo Srl 168 - - (419) - - (2) (17)
Byggteknikk Prosjekt AS - - - (903) - - (124) (78)
Nastrificio Victor SpA - (50) - - - (163) -
Altre 40 - (686) (122) 170 - (1.002) (19)
Totale altre parti correlate 227 - (1.786) (15.447) 223 - (2.984) (354)
Totale parti correlate 264 - (1.899) (15.447) 241 669 (11.842) (354)
Le transazioni con RN Real Estate Srl e Carel Real Estate Adriatic d.o.o. sono rappresentate dagli affitti per gli immobili industriali dove la Capogruppo e la filiale croata esercitano la loro attività. I debiti e i costi finanziari sono iscritti a fronte dell’applicazione del principio contabile IFRS16. I costi da Free Polska sono relativi a prodotti non Carel acquistati e rivenduti dalla controllata Alfaco Polska.
Tutte le transazioni sono regolate a condizioni di mercato.
Elenco delle partecipazioni incluse nel bilancio consolidato e delle altre partecipazioni Nella tabella che segue sono elencate le imprese partecipate direttamente e indirettamente dalla Capogruppo Carel Industries S.p.A., a fianco delle quali sono indicate tutte le informazioni richieste dalla legge che disciplina la redazione del bilancio consolidato:
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 204
Denominazione sociale Sede Nazione Valuta Capitale
sociale al sociale al e di gruppo mento 31/12/2025 31/12/2024
31/12/2024 31/12/2025 31/12/2025 Azionista-Socio EURO EURO
Capogruppo: Brugine
Capitale % di partecipazion Quote possedute Criterio di consolida Risultato Risultato Carel Industries S.p.A
Partecipazioni consolidate: (Padova)
C.R.C. S.r.l. Bologna Italia EUR 98.800 98.800 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 1.890.669 1.560.312
Carel Deutschland Gmbh Francoforte Germania EUR 25.565 25.565 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 1.666.475 1.083.831
Carel France Sas St. Priest, Rhone Francia EUR 100.000 100.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 862.348 436.459
Carel U.K. Ltd Londra Gran Bretagna GBP 350.000 350.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 924.805 1.241.705
Italia EUR 11.249.921 11.249.921 41.360.739 14.967.983 San Paolo Brasile BRL 31.149.059 31.149.059 55,84 Carel Industries S.p.A. Integrale 44,16 Carel Electronic Suzhou
Carel Usa Inc Pennsylvania Stati Uniti USD 5.000.000 5.000.000 Ltd 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 12.676.818 10.212.587
Carel Asia Ltd Hong Kong Honk Kong HKD 15.900.000 15.900.000 100% Carel Industries S.p.A. Carel Electronic Suzhou 100% Ltd Integrale 1.069.443 644.198
Carel HVAC&R Korea Ltd Seul South Korea KRW 550.500.000 550.500.000 Integrale 106.808 465.381
Carel South East Asia Pte. Ltd. Singapore Singapore SGD 100.000 100.000 100% Carel Asia Ltd Integrale 80.782 79.180
Carel Australia PTY Ltd Sidney Australia Repubblica Pop. AUD 100 100 Carel Electronic Suzhou 100% Ltd Integrale 386.153 414.345
Carel Electronic Suzhou Ltd Suzhou Cinese CNY 75.019.566 87.355.716 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 14.798.381 12.945.957 Carel Controls Iberica SI Barcellona Spagna EUR 3.005 3.005 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 1.187.846 916.486
Carel Controls South Africa (Pty) Ltd Johannesburg Sud Africa ZAR 4.000.000 4.000.000 Carel Electronic Suzhou 100% Ltd Integrale 727.958 383.533
Mumbai India INR 1.665.340 1.665.340 0,01% Carel France Sas Integrale
Carel ACR System India (Pvt) Ltd Carel Electronic Suzhou 99,99% Ltd 559.859 534.489
St. Petersburg Russia RUB 6.600.000 6.600.000 99% Carel Industries S.p.A. Integrale
Carel RUS Llc (359.537) (279.499)
1% Carel France Sas
Carel Nordic AB Hoganas Svezia SEK 550.000 550.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 357.391 175.971 Carel Middle East Dubai Dubai AED 4.333.877 4.333.877 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 280.448 156.244 Carel Mexicana, S. DE R.L. DE C.V. Guerra, Tlalpan Messico MXN 12.441.149 16.333.296 100% Carel Usa Inc Integrale 48.802 668.183
Carel Adriatic D.o.o. Rijeka Croazia EUR 2023 7.246.665 7.246.665 100% Carel Industries S.p.A. Carel Electronic Suzhou 50% Ltd Integrale 7.006.667 1.350.635
Bangkok Tailandia THB 16.000.000 16.000.000 Integrale
Carel (Thailand) Co. Ltd. 245.603 335.949
30% Carel Australia PTY Ltd
HRK 2022 Alfaco Polska Sp.z.o.o. Wrocław Polonia PLN 420.000 420.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 443.483 3.073.398 Carel Japan Tokyo Giappone JPY 60.000.000 60.000.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 91.452 194.693 Recuperator S.p.A. Rescaldina (MI) Italia EUR 500.000 500.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 355.920 509.306
Hygromatik G.m.b.H. Ulzburg Germania EUR 639.115 639.115 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 4.372.453 3.972.957
Carel Ukraine LLC Kiev Ucraina UAH 700.000 700.000 100% Alfaco Polska Zoo Integrale 166.296 165.969
Enersol Beloeil Canada CAD 100 100 100% Carel Usa Inc Integrale (189.219) 103.736
CFM Sogutma Ve Otomasyon Izmir Trezzo Turchia EUR 2.473 2.473 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 2.549.363 6.111.006
Henstedt- Enginia Srl
Arion S.r.l. Sull'Adda (MI) Bolgare (BG) Italia EUR 100.000 100.000 70% Carel Industries S.p.A. Integrale 280.784 54.497
Sauber S.r.l. Mantova (MN) Italia EUR 100.000 100.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale (106.453) 612.188
Klingenburg GmbH Gladbeck Germania EUR 38.400 38.400 100% Carel Industries S.p.A. Integrale (5.117.866) (2.546.007)
Klingenburg Usa LLC RALEIGH Stati Uniti USD n.d n.d n.d Integrale - (71.598)
Klingenburg Uk Ltd Folkestone Gran Bretagna GBP 100 100 100% Klingenburg Gmbh Integrale 691.574 584.769
Klingenburg Iberica Slu Madrid Spagna EUR n.d n.d n.d Integrale - (291.429)
Klingenburg International Sp. z o.o. Św idnica Polonia PLN 50.000 50.000 100% Klingenburg Gmbh Integrale (663.848) 413.988
Senva Inc. Oregon Stati Uniti USD - - 100% Carel Usa Inc Integrale 6.070.585 3.657.930
Eurotec Ltd Auckland Nuova Zelanda NZD 450.000 450.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale (148.389) (68.854)
Carel Kazakhstan Almaty Kazakistan KZT 10.000 10.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale 205.979 455.830
Kiona Holding AS Trondheim Norvegia NOK 666.401 666.401 82,4% Carel Industries S.p.A. Integrale 4.456.413 192.106
Carel Systems Spzoo Varsavia Polonia PLN 3.100.000 3.100.000 100% Carel Industries S.p.A. Integrale (47.883) (68.791)
Kiona GmbH Berlino Germania EUR 25.000 25.000 100% Kiona Holding AS Integrale 14.234 44.918
Kiona A/S - Denmark Copenhagen Danimarca DKK 500.000 500.000 100% Kiona Holding AS Integrale 7.441 (1.734)
Kiona AS Trondheim Norvegia NOK 100.000 100.000 100% Kiona Holding AS Integrale 978.766 1.034.285
Kiona LT UAB Kaunas Lithuania EUR 2.500 2.500 100% Kiona Holding AS Integrale 43.780 (18.834)
Kiona Oy Helsinky Finlandia EUR 2.500 2.500 100% Kiona Holding AS Integrale 8.990 26.243
Kiona Sárl Givisiez Svizzera CHF 20.000 20.000 100% Kiona Holding AS Integrale 9.609 37.409
Kiona Sp Zoo Gdansk Polonia PLN 500.000 500.000 100% Kiona Holding AS Integrale 15.438 9.931
Kiona Sw eden AB Gothenburg Svezia SEK 200.000 200.000 100% Kiona Holding AS Integrale 223.506 306.951
Italia EUR 10.400 10.400 100% Recuperator S.p.A. Integrale 70.990 347.600 Carel Sud America Instrumentacao Eletronica Ltda 1.910.514 1.838.394
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 205
ALTRE INFORMAZIONI RELATIVE ALLE SOCIETÀ CONTROLLATE Le società controllate Carel Deutschland Gmbh, Hygromatik Gmbh e Klingenburg Gmbh, consolidate integralmente nel presente bilancio consolidato della Carel Industries S.p.A, si sono avvalse dell’esenzione prevista nella Sezione 264 (3) del German Commercial Code (HGB) per il bilancio chiuso al 31 dicembre 2025 con riferimento all’informativa, alla revisione e alla predisposizione delle note esplicative e del management report.
COMPENSI CORRISPOSTI AD AMMINISTRATORI, SINDACI E DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICA Di seguito si riportano i dati relativi ai compensi corrisposti agli Amministratori, ai Sindaci e ai Dirigenti con Responsabilità Strategica per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024: AMMINISTRATORI
(in migliaia di euro) 2025 2024
Retribuzioni e compensi a breve termine 1.876 1.531
Altri benefici non monetari 19 17
Altri compensi (Indennità di fine mandato) - 1.052
Totale compensi ad Amministratori 1.895 2.600
SINDACI
(in migliaia di euro) 2025 2024
Compensi fissi e per la partecipazione a comitati 135 122
Totale compensi a Sindaci 135 122
DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICA
(in migliaia di euro) 2025 2024
Retribuzioni e compensi a breve termine 1.600 1.383
Altri benefici non monetari 18 25
Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro - 119
Totale Dirigenti con responsabilità strategica 1.618 1.527
FATTI DI RILIEVO AVVENUTO DOPO LA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO Non vi sono fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio.
INFORMAZIONI AI SENSI DELL’ART. 149-DUODECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB
Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell’art. 149 duodecies del Regolamento Emittenti Consob, evidenzia i corrispettivi di competenza dell’esercizio per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla stessa Società di revisione.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 206
SERVIZI
(in migliaia di euro) Soggetto Destinatario Corrispettivi 2025 Corrispettivi 2024
Revisione contabile
Deloitte & Touche S.p.A. Carel Industries S.p.A. 307 309
Deloitte & Touche S.p.A. Società controllate 67 67
Rete Deloitte Società controllate 165 192
Servizi di attestazione
Deloitte & Touche S.p.A. Carel Industries S.p.A. 83 91
Deloitte & Touche S.p.A. Società controllate - -
Rete Deloitte Società controllate - -
Totale servizi erogati 623 659
Obblighi di trasparenza previsti dalla Legge n. 124 del 2017 - (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) Si espone di seguito l’elenco delle sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dalle pubbliche amministrazioni e dagli soggetti così come definiti dall’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017, che le società del Gruppo hanno ricevuto nel corso del 2025: Carel Industries S.p.A.: • oltre al “Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica” – Legge 160/2019 e successive modificazioni ed integrazioni, D.M. 26 maggio 2020, Legge 178/2020, “Industria 4.0” – L. 160/2019, “Maxiammortamento – L- 178/2020, “Ecobonus” – L. 296/2006, spettanti per le quote di competenza dell’esercizio, non ha percepito alcuna sovvenzione, contributo, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017. Recuperator S.p.A.: • oltre al “Credito d’imposta per attività di Ricerca Sviluppo e Innovazione tecnologica” – Legge 160/2019 e successive modificazioni ed integrazioni, D.M. 26 maggio 2020. 178/2020, “Industria 4.0” – L. 160/2019, “Maxiammortamento e credito d'imposta Nuovi Beni Strumentali materiali ordinari – L. 178/2020, spettanti per le quote di competenza dell’esercizio la Società non ha percepito contributi, sovvenzioni, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017. C.r.c S.r.l.: • oltre al “Credito di imposta per acquisto di Beni strumentali” – Legge 160/2019 e successive modificazioni ed integrazioni, D.M. 26 maggio 2020, Legge 178/2020, spettanti per le quote di competenza dell’esercizio non ha percepito alcuna sovvenzione, contributo, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017. Sauber Sr.l.: • oltre al Superbonus Art 121 dl 34/2022, Ecobonus e Impianti fotovoltaici Art 121 DL 34/2020, Recupero patrimonio edilizio art 121 DL 34/2020 spettanti per le quote di competenza dell’esercizio non ha percepito alcuna sovvenzione, contributo, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, dalla pubblica amministrazione e dai soggetti così come definiti dall’Art. 35 della Legge 34 del 30.09.2019 che ha sostituito l’Art. 1 c, 125 Legge 124 del 2017.
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 207 ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL’ART. 154 BIS DEL D. LGS. 58/98 E DELL’ART. 81–TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI 1. I sottoscritti Francesco Nalini, Amministratore Delegato, e Nicola Biondo, Dirigente Preposto alla redazione di documenti contabili societari della Carel Industries S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154-bis commi 3 e 4 del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58: – l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e – l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell’esercizio 2025. 2. Al riguardo non sono emersi aspetti di rilievo da segnalare. 3. Si attesta, inoltre, che: 3.1 il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025: a. è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002; b. corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; c. è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento; 3.2 la relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui il Gruppo è esposto. Brugine, 10 marzo 2026 L’Amministratore Delegato Il Dirigente preposto ________________________________ ________________________________ Francesco Nalini Nicola Biondo
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 208 ATTESTAZIONE DELLA RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITA’ AI SENSI DELL’ART 81-TER, COMMA 1, DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI 1. I sottoscritti Francesco Nalini, Amministratore Delegato, e Nicola Biondo, Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Carel Industries S.p.A., attestano, ai sensi dell’art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che la Rendicontazione di Sostenibilità inclusa nella Relazione sulla Gestione è stata redatta: a) Conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125; b) Con le specifiche adottate a norma dell’art. 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020. Brugine, 10 marzo 2026 L’Amministratore Delegato Il Dirigente preposto ________________________________ ________________________________ Francesco Nalini Nicola Biondo
Gruppo CAREL INDUSTRIES Bilancio Consolidato 2025 209 RELAZIONI DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE
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