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contratto attribuisce al locatario il diritto di dirigere l’asset e ottenere
sostanzialmente tutti i benefici economici derivanti dal suo utilizzo. Alla data in cui
il bene è reso disponibile per l’uso, il locatario rileva, nello stato patrimoniale,
un’attività rappresentativa del diritto di utilizzo del bene (“right-of-use asset”), e
una passività rappresentativa dell’obbligazione ad effettuare i pagamenti previsti
lungo la durata del contratto (“lease liability”). La durata del leasing è determinata
considerando il periodo non annullabile del contratto, nonché, ove vi sia la
ragionevole certezza, anche i periodi considerati dalle opzioni di estensione ovvero
connessi al mancato esercizio delle opzioni di risoluzione anticipata del contratto.
La passività per leasing è rilevata inizialmente ad un ammontare pari al valore
attuale dei seguenti pagamenti dovuti per il leasing, non ancora effettuati alla
commencement date: (i) pagamenti fissi (o sostanzialmente fissi), al netto di
eventuali incentivi da ricevere; (ii) pagamenti variabili che dipendono da indici o
tassi; (iii) stima del pagamento che il locatario dovrà effettuare a titolo di garanzia
del valore residuo del bene locato; (iv) pagamento del prezzo di esercizio
dell’opzione di acquisto, se il locatario è ragionevolmente certo di esercitarla; e (v)
pagamento di penalità contrattuali per la risoluzione del leasing, se il locatario è
ragionevolmente certo di esercitare tale opzione. Il valore attuale dei suddetti
pagamenti è calcolato adottando un tasso di sconto pari al tasso di interesse
implicito del leasing ovvero, qualora questo non fosse agevolmente determinabile,
utilizzando il tasso di finanziamento incrementale del locatario.
Dopo la rilevazione iniziale, la passività per leasing è valutata in maniera analoga
al costo ammortizzato ed è rideterminata, generalmente in contropartita al valore di
iscrizione del correlato right-of-use asset, in presenza di una variazione dei
pagamenti dovuti per il leasing a seguito principalmente di: (i) rinegoziazioni
contrattuali che non danno origine ad un nuovo leasing separato; (ii) variazioni di
indici o tassi (a cui sono correlati i pagamenti variabili); o (iii) modifiche nella
valutazione in merito all’esercizio delle opzioni contrattualmente previste (opzioni
di acquisto del bene locato, opzioni di estensione o di risoluzione anticipata del
contratto).
Il diritto di utilizzo di un bene in leasing è inizialmente rilevato al costo, determinato
come sommatoria delle seguenti componenti: (i) l’importo iniziale della lease
liability; (ii) i costi diretti iniziali sostenuti dal locatario; (iii) eventuali pagamenti
effettuati alla o prima della commencement date, al netto di eventuali incentivi
ricevuti da parte del locatore; e (iv) la stima dei costi che il locatario prevede di
sostenere per lo smantellamento, la rimozione dell’asset sottostante e la bonifica del
sito ovvero per riportare l’asset nelle condizioni stabilite dal contratto.
Successivamente alla rilevazione iniziale, il right-of-use asset è rettificato per tener
conto delle quote di ammortamento cumulate, delle eventuali perdite di valore e
degli effetti legati ad eventuali rideterminazioni della passività per leasing.
L’ammortamento avviene in base alla vita utile stimata come per le attività detenute
in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di
locazione.
Il Gruppo si avvale dell’esenzione relativa ai leasing a breve termine e ai leasing in
cui l’attività sottostante risulta di modesto valore, in quanto si ritiene che gli impatti
sulla passività finanziaria di una sua applicazione non sarebbero stati significativi.
L. Attività immateriali
Le attività immateriali sono costituite da elementi non monetari, privi di consistenza
fisica, chiaramente identificabili, controllabili ed atti a generare benefici economici