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economico al momento del relativo sostenimento. Alla data di acquisizione del controllo, il patrimonio netto
delle imprese partecipate è determinato attribuendo ai singoli elementi dell’attivo e del passivo patrimoniale
il loro fair value, fatti salvi i casi in cui le disposizioni IFRS stabiliscano un differente criterio di valutazione.
L’eventuale differenza residua rispetto al costo di acquisto, se positiva, è iscritta alla voce dell’attivo
“avviamento” se negativa, è rilevata a conto economico.
Nel caso di assunzione non totalitaria del controllo, e laddove non siano presenti opzioni concordate
sull’acquisto delle quote di minoranza, la quota di patrimonio netto delle interessenze di terzi è determinata
sulla base della quota di spettanza dei valori correnti attribuiti alle attività e passività alla data di assunzione
del controllo, escluso l’eventuale avviamento a essi attribuibile (cd. partial goodwill method).
Nel caso invece in cui gli accordi sottoscritti prevedano delle opzioni relativamente all’acquisto delle quote di
minoranza (put&call) viene effettuata una valutazione specifica dello strumento assegnato alle rispettive parti
e conseguentemente rilevata la passività a favore dei venditori detentori dell’opzioni (put option) con
conseguente rettifica del valore della quota di riserva spettante ai terzi e dell’avviamento.
Nel caso di assunzione del controllo in fasi successive, il costo di acquisto è determinato sommando il fair value
della partecipazione precedentemente detenuta nell’acquisita e l’ammontare corrisposto per l’ulteriore quota
partecipativa. La differenza tra il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e il relativo valore di
iscrizione è imputata a conto economico. Inoltre, in sede di assunzione del controllo, eventuali ammontari,
precedentemente rilevati nelle altre componenti del conto economico complessivo, sono imputati a conto
economico, ovvero in un’altra posta del patrimonio netto, nel caso in cui non sia previsto il rigiro a conto
economico. L’avviamento è inizialmente rilevato al costo rappresentato dalla differenza tra il corrispettivo
trasferito dall’acquirente e le attività nette identificabili acquisite e le passività assunte dal Gruppo. Se il fair
value delle attività nette acquisite eccede l’insieme del corrispettivo corrisposto, il Gruppo verifica
nuovamente se ha identificato correttamente tutte le attività acquisite e tutte le passività assunte e rivede le
procedure utilizzate per determinare gli ammontari da rilevare alla data di acquisizione. Se dalla nuova
valutazione emerge ancora un fair value delle attività nette acquisite superiore al corrispettivo, la differenza
(utile) viene rilevata a conto economico. Dopo la rilevazione iniziale, l’avviamento è sottoposto ad una verifica
della sua recuperabilità (impairment test) con riferimento alle unità generatrici di flussi finanziari (“CGU”) o
gruppi di CGU alle quali è allocato e monitorato dagli amministratori.
L’eventuale riduzione di valore dell’avviamento deve essere rilevata nel caso in cui il valore recuperabile del
complesso delle attività e passività operative relative alla CGU o gruppo di CGU, alle quali l’avviamento è stato
allocato, risulti inferiore al suo valore di iscrizione in bilancio.
Per valore recuperabile si intende il maggiore tra (1) il fair value della CGU (ossia il valore di mercato), al netto
degli oneri di vendita, e (2) il suo valore d’uso, ovvero il valore attuale dei flussi di cassa attesi che si suppone
deriveranno dall’uso continuativo di un’attività e dalla sua dismissione alla fine della sua vita utile.