Gruppo Sabaf | Relazione sulla gestione 2023
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▪ diversificazione degli investimenti a livello internazionale, definendo diverse
priorità strategiche che considerano, oltre alle opportunità di business, anche i
differenti profili di rischio associati;
▪ monitoraggio dell’andamento economico e sociale dei Paesi target, anche
attraverso una rete locale di agenti e collaboratori;
▪ tempestiva valutazione degli impatti (potenziali) conseguenti all'eventuale
interruzione del business sui mercati di Paesi emergenti;
▪ adozione di condizioni contrattuali di vendita che tutelano il Gruppo (come
l’assicurazione dei crediti commerciali o pagamenti anticipati).
Di particolare rilievo è la presenza di Sabaf in Turchia, Paese che rappresenta il principale
polo di produzione di elettrodomestici a livello europeo: negli anni, l’industria locale ha
attratto ingenti investimenti esteri e favorito la crescita di importanti produttori. In tale
contesto, Sabaf ha costruito nel 2012 uno stabilimento in Turchia per la produzione di
componenti gas. Nel 2018 il Gruppo ha acquisito il 100% di Okida Elektronik, leader in
Turchia nella progettazione, produzione e vendita di schede elettroniche di controllo per
elettrodomestici. Nel 2021 il Gruppo ha aperto un nuovo impianto in Turchia per
aumentare la capacità produttiva di componenti elettronici e nel 2022 è stata avviata
anche la produzione di cerniere per lavastoviglie destinate ai clienti con siti produttivi in
Turchia. Nel 2023 la Turchia ha rappresentato il 26% della produzione e delle vendite totali
del Gruppo. Si stima che il mercato domestico turco rappresenti circa il 5% della
destinazione finale dei componenti Sabaf, la quota rimanente è destinata a
elettrodomestici esportati. In considerazione della rilevanza strategica di tale Paese, il
management ha valutato, oltre ai rischi connessi alla situazione macroeconomica, quelli
che potrebbero derivare dalle eventuali difficoltà/impossibilità di operare in Turchia e
previsto azioni di mitigazione di tale rischio.
Rischi finanziari
Il Gruppo Sabaf è esposto a una serie di rischi di natura finanziaria, riconducibili a:
▪ Volatilità dei prezzi delle materie prime: una componente significativa dei
costi di acquisto del Gruppo è rappresentata da leghe di alluminio, acciaio e ottone,
i cui prezzi possono essere soggetti a elevata volatilità. Sulla base delle condizioni
di mercato e degli accordi contrattuali, il Gruppo potrebbe non essere in grado di
trasferire ai clienti tempestivamente e/o completamente le variazioni dei prezzi
delle materie prime, con conseguenti effetti sulla marginalità.
▪ Incremento dei costi energetici: alcuni processi produttivi del Gruppo, come la
pressofusione di parti in alluminio e la smaltatura dei coperchi dei bruciatori,
utilizzano il gas come fonte energetica. Altri impianti produttivi assorbono rilevanti
consumi di energia elettrica. La redditività del Gruppo potrebbe essere impattata
qualora non si riuscisse a trasferire ai clienti tempestivamente e/o completamente
eventuali rilevanti incrementi dei costi energetici. Per mitigare tale rischio, il
Gruppo può stipulare contratti di fornitura di energia elettrica a prezzo fisso e valuta
costantemente le possibili azioni per contenere i consumi energetici, anche tramite
l’efficientamento degli impianti maggiormente energivori.
▪ Oscillazione dei tassi di cambio: il Gruppo effettua transazioni prevalentemente
in euro; esistono tuttavia transazioni in altre valute, quali il dollaro USA, il real
brasiliano, la lira turca, il renminbi cinese, la rupia indiana. In particolare, poiché il
25% del fatturato consolidato è realizzato in dollari USA, l’eventuale suo